Svizzera, lo scioglimento di un ghiacciaio riporta alla luce la scarpa e i ramponi di uno scalatore scomparso dal 1986
a cura della redazione EsteriUno scarpone da trekking e dei ramponi è ciò che ha notato un gruppo di scalatori lungo il ghiacciaio svizzero di Theodul vicino al monte Cervino. Dopo la segnalazione e il test del dna, la conferma: i resti appartenevano a un alpinista tedesco scomparso dal 1986. La polizia non ha fatto il nome dell’escursionista, ma ha rivelato che aveva 38 anni quando è scomparso.
Quello di Theodul è solo l’ultimo di una serie di ritrovamenti resi (tragicamente) possibili dal ritiro dei ghiacci, dovuto al cambiamento climatico. Il ghiacciaio Theodul, come quelli di tutte le Alpi, ha mostrato una marcata diminuzione negli ultimi anni: fino agli anni Ottanta era ancora collegato al suo vicino, il Gorner, ma ora i du…
Uno scarpone da trekking e dei ramponi è ciò che ha notato un gruppo di scalatori lungo il ghiacciaio svizzero di Theodul vicino al monte Cervino. Dopo la segnalazione e il test del dna, la conferma: i resti appartenevano a un alpinista tedesco scomparso dal 1986. La polizia non ha fatto il nome dell’escursionista, ma ha rivelato che aveva 38 anni quando è scomparso.
Quello di Theodul è solo l’ultimo di una serie di ritrovamenti resi (tragicamente) possibili dal ritiro dei ghiacci, dovuto al cambiamento climatico. Il ghiacciaio Theodul, come quelli di tutte le Alpi, ha mostrato una marcata diminuzione negli ultimi anni: fino agli anni Ottanta era ancora collegato al suo vicino, il Gorner, ma ora i due si sono separati.
Quasi esattamente un anno fa, gli esperti svizzeri si sconvolgevano di fronte all'entità del ritiro dei ghiacci, che hanno perso metà del loro volume dal 1931, una contrazione molto più rapida di quanto previsto. Secondo i loro calcoli a quel ritmo tutti i ghiacciai alpini sarebbero scomparsi entro la fine del secolo. Ma dopo la bollente estate 2023, dovranno rivalutare in negativo le loro previsioni.
E intanto dalla neve spuntano i dispersi del passato. Nel 2014 il corpo dello scalatore britannico Jonathan Conville era stato ritrovato da un pilota di elicottero sul Cervino, mentre l'anno scorso sono emersi dal ghiacciaio dell'Aletsch i rottami di un aereo precipitato nel 1968.
Inoltre, lo scioglimento dei ghiacci ha persino modificato il confine tra Svizzera e Italia: il confine era stato fissato in corrispondenza dello spartiacque - il punto in cui l'acqua di fusione scende verso un Paese o l'altro – che ora si è spostato a favore di Berna.
Ma al di là delle dispute territoriali, lo scioglimento dei ghiacci ha effetti ben più drammatici sull’irrigazione del continente europeo – la neve che immagazzinano in inverno riempie i fiumi come il Reno e il Danubio, fornendo acqua per le colture o per il raffreddamento delle centrali nucleari – e sull’ecosistema. L'acqua dei ghiacciai, infatti, raffredda anche i fiumi: senza l'effetto refrigerante, i corsi d’acqua diventano troppo caldi per gli animali che li abitano.