Colpo di Stato in Niger, l’Italia teme le mosse di Macron. Crosetto: “Pericoloso fare i cowboy”
di Gianluca Di FeoGuido Crosetto
(fotogramma)«Nessuno sa cosa abbiano in testa i francesi…». A Palazzo Chigi c’è molta preoccupazione per gli sviluppi della crisi in Niger. I timori sono rivolti alle possibili iniziative di Parigi, che sembra spingere per un intervento contro i golpisti dell’Ecowas, l’organizzazione dei Paesi dell’Africa occidentale: una mossa che rischierebbe di coalizzare i pretoriani ribelli del generale Tiani, l’esercito nigerino e larga parte della popolazione, innescando un conflitto feroce nell’unico alleato rimasto all’Occidente nel Sahel.
Il governo di Roma invece chiede una linea di cautela, ribadita ieri dopo una riunione presieduta dalla premier con il sottosegretario Mantovano, i ministri Tajani e Crosetto e i direttori dell’intelligence: «L’Italia auspica una soluzione negoziale e la costituzione di un governo riconosciuto dalla comunità internazionale».
«Lo scenario peggiore sarebbe una Francia che si muove da sola con i Paesi dell’Africa occidentale », ha poi dichiarato Guido Crosetto dal palc…
«Nessuno sa cosa abbiano in testa i francesi…». A Palazzo Chigi c’è molta preoccupazione per gli sviluppi della crisi in Niger. I timori sono rivolti alle possibili iniziative di Parigi, che sembra spingere per un intervento contro i golpisti dell’Ecowas, l’organizzazione dei Paesi dell’Africa occidentale: una mossa che rischierebbe di coalizzare i pretoriani ribelli del generale Tiani, l’esercito nigerino e larga parte della popolazione, innescando un conflitto feroce nell’unico alleato rimasto all’Occidente nel Sahel.
Il governo di Roma invece chiede una linea di cautela, ribadita ieri dopo una riunione presieduta dalla premier con il sottosegretario Mantovano, i ministri Tajani e Crosetto e i direttori dell’intelligence: «L’Italia auspica una soluzione negoziale e la costituzione di un governo riconosciuto dalla comunità internazionale».
«Lo scenario peggiore sarebbe una Francia che si muove da sola con i Paesi dell’Africa occidentale », ha poi dichiarato Guido Crosetto dal palco della rassegna #PiazzAsiago. Il ministro della Difesa ha messo in guardia dalla tentazione di «fare i cowboy nei saloon»: «Un intervento condotto da europei bianchi per incidere in una cosa interna rischierebbe di avere effetti deflagranti. Va bene mantenere i contingenti europei affinché la situazione non degeneri ma è il momento di ragionare: abbiamo ferite nel mondo che nascono da accelerazioni non ponderate. Il compito dell’Occidente non è buttare benzina, ma gettare acqua sul fuoco. Secondo me la situazione è recuperabile senza interventi troppo duri».
A Niamey, in assenza dell’ambasciatrice Emilia Gatto, le relazioni sono state affidate al generale Nadir Ruzzon che guida la missione italiana Misin e dialoga sia con i golpisti che con l’entourage del presidente eletto Bazoum. I nostri soldati hanno addestrato oltre 10mila militari nigerini e mantengono rapporti ottimi con i comandanti di esercito, guardia nazionale e gendarmeria. I contatti con i leader delle forze armate locali, portati avanti anche dagli americani, cercano di definire quanto sia solido il loro sostegno al putsch della guardia presidenziale del generale Tiani. «È un colpo di stato anomalo – ha sottolineato Crosetto -, non si capisce se la parte militare abbia aderito per convinzione o solo per evitare una guerra civile».
E il ministro della Difesa ha rimarcato la mancanza di una linea comune dell’Ue: «Non mi viene in mente un solo caso di politica internazionale in cui i 27 siano d’accordo. Sul Niger io non so che cosa pensa e cosa farà domani la Francia. Non lo sa la Germania e non lo sanno gli Usa. Non sappiamo come si muovono gli altri Stati, perché non esiste un tavolo di coordinamento. Alla fine il percorso dell’Europa è accelerato su certe cose ma su argomenti fondamentali come la politica estera ci sono differenze che nessuno vuole colmare».