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Il Grande Fratello cinese chiede l’aiuto del popolo: “Segnalate le potenziali spie”

(afp)
Pechino ha rafforzato la sua legge anti-spionaggio e ora ha deciso di mobilitare l'intero Paese con una campagna che renda "normale" la delazione
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PECHINO - Il Grande Fratello cinese chiede l’aiuto del popolo. Pechino ha ampliato le maglie della legge anti-spionaggio il mese scorso, ma ora vuole di più: mobilitare l'intero Paese con una campagna che renda "normale" la partecipazione dei cittadini al controspionaggio, secondo quanto ha annunciato il Ministero della Sicurezza di Stato. Che per l’occasione ha aperto un proprio account su WeChat per chiedere che vengano attivate linee telefoniche, caselle di posta elettronica e piattaforme online dove i cittadini potranno mandare segnalazioni di potenziali spie che mettono in pericolo la sicurezza nazionale. Ricevendo in cambio ricompense e protezione.

“La Cina dovrebbe incoraggiare i propri cittadini a partecipare al lavoro di controspionaggio, creando canali per la segnalazione di attività sospette e premiando i cittadini stessi”, dichiara il Ministero nel suo primo post sul social - che ha oltre un miliardo di utenti - dal titolo “Il controspionaggio richiede la mobilitazione de…

PECHINO - Il Grande Fratello cinese chiede l’aiuto del popolo. Pechino ha ampliato le maglie della legge anti-spionaggio il mese scorso, ma ora vuole di più: mobilitare l'intero Paese con una campagna che renda "normale" la partecipazione dei cittadini al controspionaggio, secondo quanto ha annunciato il Ministero della Sicurezza di Stato. Che per l’occasione ha aperto un proprio account su WeChat per chiedere che vengano attivate linee telefoniche, caselle di posta elettronica e piattaforme online dove i cittadini potranno mandare segnalazioni di potenziali spie che mettono in pericolo la sicurezza nazionale. Ricevendo in cambio ricompense e protezione.

“La Cina dovrebbe incoraggiare i propri cittadini a partecipare al lavoro di controspionaggio, creando canali per la segnalazione di attività sospette e premiando i cittadini stessi”, dichiara il Ministero nel suo primo post sul social - che ha oltre un miliardo di utenti - dal titolo “Il controspionaggio richiede la mobilitazione dell'intera società!”.

La settimana scorsa Pechino ha giurato di prendere "tutte le contromisure necessarie" dopo che il direttore della Cia William Burns ha dichiarato che l'agenzia americana aveva "fatto progressi" nella ricostruzione delle sue reti di spionaggio in Cina.

Non sono nuove campagne del genere che invitano i cittadini a informare su sospette spie (straniere e non) e sui loro collaboratori, ma con Xi Jinping al potere - che ha fatto della sicurezza nazionale una delle sue priorità e con i media statali e i funzionari che hanno abbracciato la narrativa secondo cui la Cina è sotto una grave e costante minaccia da parte di "forze straniere ostili"- si sono notevolmente intensificate negli ultimi anni.

Nel giugno dello scorso anno lo stesso Ministero della Sicurezza lanciò una campagna simile offrendo fino a 100mila yuan (14mila euro) a chiunque denunciasse alle autorità attività o comportamenti di persone che violano la sicurezza nazionale. E nella Cina di Xi quasi tutto rientra sotto questa etichetta: difesa, politica, economia, ambiente, tecnologia, cyberspazio, cultura, ideologia, religione.

Nel 2016 il Paese celebrò la prima Giornata annuale dell'educazione alla sicurezza nazionale con una valanga di propaganda, tra cui un manifesto in stile fumetto affisso in tutta Pechino che metteva in guardia le giovani dipendenti pubbliche dall'uscire con affascinanti stranieri, per evitare che si innamorassero di un potenziale James Bond.

Lo scorso primo luglio è entrata in vigore la nuova legge anti-spionaggio, andata ad ampliare quella del 2014. Molto vaga. Una revisione che potrebbe creare ulteriori rischi legali o incertezze per le aziende, i giornalisti e gli accademici stranieri.

Viene ampliato l'elenco delle attività che possono essere considerate spionaggio, includendo "tutti i documenti, i dati, i materiali e gli articoli" relativi alla sicurezza nazionale, che saranno sottoposti alla stessa protezione dei segreti di Stato.

Alle autorità il potere di ispezionare le strutture e le apparecchiature elettroniche, nonché i dispositivi digitali come smartphone e laptop appartenenti a persone sospettate di spionaggio. Ai funzionari della sicurezza nazionale concessi ulteriori poteri amministrativi, tra cui l'accesso ai dati e alle informazioni sulle proprietà, nonché la possibilità di emettere convocazioni obbligatorie e divieti di uscita e di ingresso dal Paese.

Ad aprile scorso, nelle settimane in cui la legge veniva discussa, negli uffici di Shanghai di Bain & Company, una società di consulenza statunitense, si è presentata la polizia per un raid: diversi dipendenti sono stati interrogati, computer e telefoni portati via. Il mese prima la visita agli uffici di Pechino della società statunitense Mintz: cinque dipendenti locali arrestati. Sempre a marzo, con l’accusa di sospetto spionaggio, era stato arrestato invece un dipendente della casa farmaceutica giapponese Astellas.

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