Olanda, una turca anti-migranti per il dopo-Rutte: Yesilgoz-Zegerius, che è arrivata con i ricongiungimenti familiari e ora li vuole limitare
di Daniele Castellani PerelliUn’immigrata turca per guidare i Paesi Bassi. Non è la scelta di una formazione di sinistra, ma del primo ministro uscente di centrodestra Mark Rutte, il cui governo è caduto il 10 luglio proprio perché il Vvd, il suo partito liberale, voleva una stretta sull’immigrazione, in particolare sui ricongiungimenti familiari. Rutte, che ha annunciato il ritiro dalla politica dopo 13 anni a capo del governo, in vista delle elezioni del 22 novembre ha dunque indicato come sua erede Dilan Ye?ilgöz-Zegerius, ministra della Giustizia, che è arrivata nei Paesi Bassi a sette anni grazie, indovinate un po’, a un ricongiungimento familiare.
Paradossi di un Paese europeo campione di liberalismo e tolleranza, dove la politica ha già regalato figure insolite come l’estremista di destra apertamente omosessuale e pro-Lgbt+ come Pim Fortuyn.
Un’immigrata turca per guidare i Paesi Bassi. Non è la scelta di una formazione di sinistra, ma del primo ministro uscente di centrodestra Mark Rutte, il cui governo è caduto il 10 luglio proprio perché il Vvd, il suo partito liberale, voleva una stretta sull’immigrazione, in particolare sui ricongiungimenti familiari. Rutte, che ha annunciato il ritiro dalla politica dopo 13 anni a capo del governo, in vista delle elezioni del 22 novembre ha dunque indicato come sua erede Dilan Ye?ilgöz-Zegerius, ministra della Giustizia, che è arrivata nei Paesi Bassi a sette anni grazie, indovinate un po’, a un ricongiungimento familiare.
Paradossi di un Paese europeo campione di liberalismo e tolleranza, dove la politica ha già regalato figure insolite come l’estremista di destra apertamente omosessuale e pro-Lgbt+ come Pim Fortuyn.
Chi è Dilan Ye?ilgöz-Zegerius
Atea, sposata a un ebreo olandese, senza figli, Ye?ilgöz-Zegerius è nata ad Ankara 46 anni fa. Suo padre, sindacalista curdo di sinistra, dalla Turchia scappò nei Paesi Bassi dopo il golpe del 1980. Nel 1984 sua moglie e le due bambine fuggirono a Kos, in Grecia, e da lì riuscirono a raggiungerlo grazie allo status di richiedenti asilo. Dilan aveva allora 7 anni. Dopo essersi laureata e aver conseguito un master alla Libera Università di Amsterdam, si avvicinò alla politica nelle formazioni di sinistra, prima di passare al Vvd – il Partito popolare per la libertà e la democrazia, conservatori liberali di centrodestra che in Europa stanno con i macroniani di Renew – in virtù della propria fede “nel potere dell’individuo”.
Da consigliera municipale di Amsterdam, nel 2014, si è distinta per le leggi contro le molestie in strada, con la tenacia di un “pitbull con empatia”, come scrisse allora un quotidiano. Poi nel 2017 è entrata in Parlamento, sempre occupandosi di sicurezza e giustizia oltre che di clima ed energia. Nel 2021 la prima chiamata al governo come segretaria di Stato per gli Affari economici e le politiche climatiche. L’anno dopo, il passaggio al ministero della Giustizia e della sicurezza.
Ora si è candidata alla leadership del partito e dunque alla guida del governo, nel caso in cui il suo Vvd vincesse le elezioni. C’è tempo fino al 13 agosto perché i suoi rivali interni si facciano avanti, ma finora l’unico su piazza ha fatto un passo indietro e ha deciso di sostenerla. Così come il premier Rutte (che l’ha definita “straordinaria”) e l’esecutivo del partito.
I sondaggi in Olanda verso le elezioni
Rimane solo da conquistare il Paese, e non sarà una passeggiata. Nell’ultimo sondaggio, Vvd è al secondo posto con il 17% (in crescita dopo l’addio di Rutte), dietro all’alleanza di centrosinistra di Laburisti e Verdi (18%), e appena davanti al Partito dei contadini, formazione populista ed euroscettica che in poche settimane è scesa dal 22% al 16%.
Anche per fermare l’avanzata di questi nuovi sovranisti, che a marzo avevano invaso l’Aia con i loro trattori, Vvd ha accentuato le sue posizioni di destra sull’immigrazione. Fino a far cadere il governo sulla limitazione del ricongiungimento familiare, che gli alleati più centristi hanno ritenuto inaccettabile. Nella campagna per le elezioni anticipate, ora, Ye?ilgöz-Zegerius non ha intenzione di rinnegare quella scelta, nonostante la sua biografia (sua madre peraltro guida un’organizzazione per i rifugiati nei Paesi Bassi). D’altronde negli ultimi mesi, da ministra, ha fatto notizia anche per un’altra decisione che è stata malvista dagli immigrati: ha vietato “elementi religiosi” nel vestiario della polizia, insomma le agenti non possono indossare il velo.
La sfida di Timmermans
Ye?ilgöz-Zegerius sarebbe la prima donna e la prima immigrata premier dei Paesi Bassi. Ma dovrà fare i conti con i contadini sovranisti e con il “Prodi olandese”, il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans che ha lasciato Bruxelles per riportare la sinistra alla guida del governo dopo 21 anni.