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Usa, primo dibattito tv dei candidati repubblicani alle primarie: incognita sulla presenza di Trump

(reuters)
I dodici aspiranti Gop alla presidenza si affronteranno in diretta su Fox News il prossimo 23 agosto a Milwaukee. Ma il tycoon potrebbe tentare la strategia del forfait
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NEW YORK – Il primo dibattito che vedrà i repubblicani scontrarsi fra loro in vista delle primarie del partito per stabilire chi di loro otterrà la nomination - e potrà dunque correre per la Casa Bianca - sarà organizzato da Fox News e si terrà il 23 Agosto a Milwaukee, Wisconsin. Per ora solo otto dei dodici aspiranti alla presidenza hanno raggiunto i numeri necessari a partecipare: ovvero hanno ottenuto l’1 per cento di gradimento in almeno tre sondaggi nazionali, e donazioni da 40mila persone differenze, con almeno 200 contributi in 20 o più stati. Ma gli altri hanno ancora dieci giorni di tempo per tentare di qualificarsi.

Oltre a Donald Trump, in cima ai sondaggi col 53,3 per cento del gradimento (dati odierni di FiveThirtyEight, che fa la media di tutti i rilev…

NEW YORK – Il primo dibattito che vedrà i repubblicani scontrarsi fra loro in vista delle primarie del partito per stabilire chi di loro otterrà la nomination - e potrà dunque correre per la Casa Bianca - sarà organizzato da Fox News e si terrà il 23 Agosto a Milwaukee, Wisconsin. Per ora solo otto dei dodici aspiranti alla presidenza hanno raggiunto i numeri necessari a partecipare: ovvero hanno ottenuto l’1 per cento di gradimento in almeno tre sondaggi nazionali, e donazioni da 40mila persone differenze, con almeno 200 contributi in 20 o più stati. Ma gli altri hanno ancora dieci giorni di tempo per tentare di qualificarsi.

Oltre a Donald Trump, in cima ai sondaggi col 53,3 per cento del gradimento (dati odierni di FiveThirtyEight, che fa la media di tutti i rilevamenti), per ora si sono dunque qualificati il governatore della Florida Ron DeSantis (15,1) l’imprenditore Vivek Ramaswamy (6,9), e pure l’ex vicepresidente Mike Pence (5,1) che sembrava invece non farcela perché finora non aveva trovato abbastanza donatori. Ancora, l'ex ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite Nikki Haley (3,9) il senatore afroamericano Tim Scott (3,2), l'ex governatore del New Jersey Chris Christie (2,1), il governatore del Dakota del Nord Doug Burgum (1).

Nel pieno della bufera giudiziaria scatenatasi sulla sua testa – giovedì è stato incriminato a Washington per i fatti del 6 gennaio e a giorni nuovi guai legali potrebbero arrivargli dalla Georgia dove si è chiusa l’inchiesta sul tentativo di sovvertire i risultati in quello stato – l’ex presidente minaccia però da tempo di non partecipare: “Sto combattendo per la mia libertà, rischio di passare il resto della mia vita in cella”, ha scritto di recente. “Perché dovrei perdere tempo a dibattere con i miei avversari?”.

C’è chi crede che stia solo cercando di alzare il livello di suspense o che voglia aspettare fino all’ultimo per capire se gli conviene o meno. Quest’ultima ipotesi è suggerita dal fatto che proprio ieri la sua campagna ha mandato agli elettori un sondaggio, per chiedere cosa ne pensano: “Partecipare o meno al dibattito di Milwaukee?”.

In effetti il primo faccia a faccia televisivo rappresenta più un’opportunità per i suoi oppositori, che hanno in questo modo l’occasione di presentarsi, che per Trump, già favorito della base. Dibattere in sua assenza potrebbe infatti danneggiarli: perché invece di concentrarsi tutti contro uno, dovrebbero scontrarsi gli uni con gli altri. E comunque potrebbe proiettare su di loro la letterale ombra dell’elefante (simbolo del partito repubblicano) nella stanza.

L’establishment del Partito e la stessa rete conservatrice Fox News non sono però dello stesso avviso: “Non partecipare - dicono – potrebbe sembrare un atto di codardia”. E infatti proprio ieri, Suzanne Scott, Ceo di Fox e il presidente del canale Jay Wallace hanno cenato con Trump nel suo resort di Bedminster, il New Jersey, insistendo sulla necessità della sua partecipazione. Che l’ex presidente voglia farsi pregare da loro è sicuro: insoddisfatto da come la rete, un tempo considerata amica, lo ha trattato di recente.

Che si presenti o meno al dibattito di agosto, The Donald ha comunque sempre la possibilità di rifarsi il 27 settembre in quello organizzato da Cnn alla Ronald Reagan Presidential Library di Simi Valley, in California.

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