Esteri

La pressione dello Stato Islamico sul Sahel: un attacco in Mali, al confine con il Niger, fa 13 morti tra i soldati

Combattenti dello Stato Islamico nel Sahel durante il giuramento al nuovo leader

Combattenti dello Stato Islamico nel Sahel durante il giuramento al nuovo leader

 
Non si tratta di un episodio isolato perché le fazioni islamiste nel Sahel lanciano spesso attacchi contro le forze armate, ma in questo periodo si tratta di un agguato più significativo del solito
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Lo Stato islamico rivendica un attacco contro un convoglio di sette autocarri dell’esercito del Mali nella regione di Menaka, al confine con il Niger – dove era diretto. Nell’imboscata i fanatici hanno ucciso tredici soldati, secondo il testo del loro comunicato, e ne hanno catturati altri tre – che sono stati fotografati come prova del successo dell’operazione. Hanno anche distrutto tre autocarri e si sono impadroniti degli altri quattro, con il loro carico di munizioni e lanciarazzi. Il giorno dopo, dichiara il comunicato, i militari del Mali hanno cercato di bombardarci con i jet ma con i nostri cannoncini antierei li abbiamo tenuti a distanza e gli aerei sono stati costretti ad allontarnarsi senza farci nulla.

Combattenti dello Stato Islamico nel Sahel durante il giuramento al nuovo leader

Combattenti dello Stato Islamico nel Sahel durante il giuramento al nuovo leader

 

Non si tratta di un episodio isolato perché le fazioni islamiste nel Sahel lanciano spesso attacchi contro le forze armate, ma in questo periodo si tratta di un agguato più significativo del solito. La giunta militare che governa il Mali ha dichiarato che manderà l’esercito a combattere a fianco dei golpisti del Niger in caso di intervento militare di Ecowas – il blocco di Paesi africani che ha dato un ultimatum ai golpisti perché restituiscano il potere alle legittime istituzioni, già scaduto alla mezzanotte di domenica. Ma non si vede come potrebbe partecipare a una guerra, considerata la lotta interna contro i guerriglieri islamisti che si riconoscono nello Stato islamico e visto che ha difficoltà a mandare i suoi convogli verso gli alleati golpisti di Niamey in sicurezza. Tutti gli Stati della regione hanno problemi con i gruppi armati che si muovono come se le frontiere non esistessero.

La cacciata del contingente militare francese dal Mali e l’arrivo di milleseicento mercenari russi del gruppo Wagner non ha risolto la guerra dichiarata contro i gruppi estremisti legati allo Stato islamico e al Qaeda, come molti osservatori avevano previsto – del resto il Mali è un territorio selvaggio con un’estensione che è quattro volte quella dell’Italia e dove gli spostamenti sono più difficili. In pratica una campagna antiterrorismo che non otteneva risultati definitivi, quella della Francia con l’appoggio logistico di altri governi europei, è stata rimpiazzata da una campagna antiterrorismo che è meno grande e meno organizzata.

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