L’ambasciatore tedesco lascia Roma: “L’ascesa dell’Afd va presa sul serio ma aspettiamo le urne”
dal nostro corrispondente Tonia MastrobuoniL'ambasciatore tedesco Viktor Elbling (foto da X)
Viktor Elbling lascia Roma per Varsavia. E in quest’intervista con Repubblica, l’ambasciatore tedesco traccia un bilancio positivo dei rapporti attuali tra la Germania e l’Italia, avverte che l’ascesa dell’ultradestra Afd “va presa sul serio” ma che bisogna attendere l’esito delle elezioni per preoccuparsi davvero.
E fa notare che dopo un diffuso allarme in Germania per l’arrivo del governo Meloni, molti hanno capito che la premier è “pragmatica” e che mostra una forte continuità con il precedente governo Draghi. Mentre il ricordo più bello dei suoi anni a Roma, racconta Elbling, è quello della straordinaria solidarietà reciproca dimostrata dagli italiani e i tedeschi durante la pandemia, quando gli aerei militari tedeschi andarono a prendere i pazienti gravi nelle regioni più colpite.
E successivamente, quando molti politici italiani offrirono aiuto nel momento in cui la Germania fu travolta da un’ondata di Covid molto dura. “È stata un’esperienza molto commovente che mi ha dimostrat…
Viktor Elbling lascia Roma per Varsavia. E in quest’intervista con Repubblica, l’ambasciatore tedesco traccia un bilancio positivo dei rapporti attuali tra la Germania e l’Italia, avverte che l’ascesa dell’ultradestra Afd “va presa sul serio” ma che bisogna attendere l’esito delle elezioni per preoccuparsi davvero.
E fa notare che dopo un diffuso allarme in Germania per l’arrivo del governo Meloni, molti hanno capito che la premier è “pragmatica” e che mostra una forte continuità con il precedente governo Draghi. Mentre il ricordo più bello dei suoi anni a Roma, racconta Elbling, è quello della straordinaria solidarietà reciproca dimostrata dagli italiani e i tedeschi durante la pandemia, quando gli aerei militari tedeschi andarono a prendere i pazienti gravi nelle regioni più colpite.
E successivamente, quando molti politici italiani offrirono aiuto nel momento in cui la Germania fu travolta da un’ondata di Covid molto dura. “È stata un’esperienza molto commovente che mi ha dimostrato che la solidarietà, la vicinanza, la familiarità tra i nostri due Paesi è molto, molto grande”, rivela.
Ambasciatore, a che punto sono le relazioni, non sempre facili, tra Italia e Germania?
"Le nostre relazioni sono davvero molto profonde e molto strette, se pensiamo alla filiera economica, alla cultura o alle necessità politiche. Abbiamo interessi molto simili, siamo due Paesi esportatori, due Paesi manifatturieri che sono profondamente interconnessi.
Abbiamo lavorato molto a questo Piano d'azione che approfondirà ulteriormente le nostre relazioni e avremo in autunno delle consultazioni di governo a Berlino che saranno le prime da diversi anni. Vedo davvero una relazione che è già molto ricca che si arricchisce ancora di più se pensiamo a tutto quello che si è sviluppato negli ultimi anni - penso al premio dei Presidenti per i Comuni, penso al Forum Spinelli, o appunto, al Piano d’azione.
Insomma, abbiamo tante cose che stiamo portando avanti insieme e stiamo lavorando anche ai grandi temi europei del futuro, per esempio all’idrogeno, alle batterie per la mobilità elettrica, per un'energia comune”.
In autunno del 2022 in Germania molti esponenti della maggioranza semaforo avevano espresso forti preoccupazioni in vista dell’arrivo di un governo Meloni. Secondo lei si sono rivelate fondate?
"In realtà stiamo osservando che il governo Meloni è molto pragmatico su tutti i temi di politica estera e finanziaria. E porta chiaramente avanti un discorso di di continuità se penso al tema della guerra in Ucraina o se penso al tema di come portare avanti l'Unione europea”.
Una continuità rispetto a Draghi?
"Sia rispetto al governo Draghi sia anche alle grandi linee della politica estera italiana tradizionale. Il governo lavora in modo solido alle relazioni con i Paesi del Mediterraneo, ad esempio”.
Secondo indiscrezioni il governo Scholz sarebbe irritato per l’accordo sottoscritto in solitudine da Meloni e von der Leyen in Tunisia.
"A me non è arrivata nessuna critica da parte del Governo tedesco sull’accordo. E personalmente penso che una politica attiva da parte dell'Italia nel Mediterraneo sia giusta. Dobbiamo trovare nuovi modi di cooperare con i Paesi soprattutto dell'Africa del nord e il tema per esempio dell'energia e dello sviluppo è uno di questi temi centrali”.
L’ascesa dell’Afd nei sondaggi di deve preoccupare? L’anno prossimo ci saranno elezioni in tre importanti land a Est, dove il consenso per l’ultradestra sembra raggiungere tra un quinto e un terzo dell’elettorato.
"Intanto diciamo che per adesso sono sondaggi. Le elezioni in questi Länder saranno l'anno prossimo. E non dimentichiamoci che il Governo e la stragrande maggioranza dei partiti democratici tedeschi sono profondamente in disaccordo con le posizioni dell'Afd che rappresenta anche idee per lo meno ambigue su alcuni principi costituzionali tedeschi.
Non è un caso che l'Afd venga osservata dai servizi di intelligence interni. L’ascesa dell’Afd è un tema che bisogna prendere sul serio, certo, ma aspettiamo i risultati delle urne. I cittadini tedeschi hanno sempre dimostrato una grande responsabilità al momento del voto. Un anno in politica è lungo, e nella storia tedesca del dopoguerra quando poi si va a votare, di solito i partiti agli estremi non raccolgono tanti voti”.
Quanto è grave l’attuale stagnazione dell’economia tedesca?
"Siamo in una fase di trasformazione. Sì, i prezzi dell'energia schizzati alle stelle l’anno scorso e l’inflazione hanno sicuramente colpito le aziende tedesche, insieme al rallentamento dell’economia cinese alla quale l'industria tedesca è molto esposta. Ma i fondamentali restano molto molto solidi in Germania. E se guardiamo agli investimenti di grandi aziende straniere extraeuropee in Europa - l’americana Tesla o l‘ azienda di semiconduttori taiwanese TSMC o l’americana Intel sono venute a costruire grandi fabbriche in Germania - si vede che il nostro continua a essere un Paese dove le infrastrutture e la forza lavoro funzionano e dove gli investimenti vanno a frutto.
Siamo sicuramente in una fase di passaggio e dobbiamo imparare a investire sulla crescita di domani. La questione è se saremo in grado di modernizzarci, se saremo in grado di essere leader nelle nuove tecnologie. Io penso di sì, la Germania sta investendo molto sul futuro”.
Lei che ricordo conserva di questi anni a Roma, c’è un momento in particolare che le rimarrà impresso?
"A un livello più personale devo dire quello che mi è rimasto molto impresso è il momento della pandemia quando la l’aeronautica militare tedesca è atterrata in Italia per portare in Germania a farsi curare i pazienti di Covid intubati e in pericolo di vita. E, successivamente, quando in Germania c'è stata l'ondata più pesante, non dimenticherò mai le regioni italiane che mi chiamavano e mi offrivano sostegno per i pazienti tedeschi in pericolo di vita.
È stata un’esperienza molto commovente che mi ha dimostrato che la solidarietà, la vicinanza, la familiarità tra i nostri due Paesi è molto, molto grande. E' una cosa che mi porto nel cuore –insieme a tante altre- come uno dei ricordi più belli".