I tedeschi non credono più nella democrazia. Vacilla anche la Germania ovest. E così cresce l’ultradestra
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – In Germania sta crollando la fiducia nella democrazia. L’autorevole Fondazione Konrad Adenauer, vicina ai conservatori della Cdu, ha rilevato soltanto nel 38% della popolazione una soddisfazione “alta” o “molto alta” nell’attuale forma di stato basata sulla tripartizione dei poteri e le libere elezioni. Alla fine del 2022, otto mesi fa, a fidarsi della democrazia era ancora più della metà del paese, il 52%.
Ma la cosa più inquietante è che l’erosione riguarda soprattutto una fetta di elettorato solida, legatissima ai valori democratici come i verdi e tradizionalmente immune ai populismi eversivi come i tedeschi dell’ovest. Nella vecchia Germania occidentale soltanto il 41% dei tedeschi …
BERLINO – In Germania sta crollando la fiducia nella democrazia. L’autorevole Fondazione Konrad Adenauer, vicina ai conservatori della Cdu, ha rilevato soltanto nel 38% della popolazione una soddisfazione “alta” o “molto alta” nell’attuale forma di stato basata sulla tripartizione dei poteri e le libere elezioni. Alla fine del 2022, otto mesi fa, a fidarsi della democrazia era ancora più della metà del paese, il 52%.
Ma la cosa più inquietante è che l’erosione riguarda soprattutto una fetta di elettorato solida, legatissima ai valori democratici come i verdi e tradizionalmente immune ai populismi eversivi come i tedeschi dell’ovest. Nella vecchia Germania occidentale soltanto il 41% dei tedeschi si ritiene soddisfatto della democrazia: nell’ultimo sondaggio era il 56%. E tra gli elettori verdi il valore è precipitato di sedici punti in pochi mesi: dall’84% al 68%.
Lo psicologo Stephan Gruenewald, intervistato dal Tagessspiegel, ha messo in guardia dall’”atteggiamento rassegnato-passivo” che può infettare una società e indurre a votare l’ultradestra Afd. Tra i suoi elettori, neanche il caso di dirlo, il grado di soddisfazione nei confronti nella democrazia è al 4%. E negli ultimi sondaggi, l’Afd continua a svettare ai suoi massimi storici: è al 21%.
Difficile non cogliere una correlazione con il desolato spettacolo dell’attuale governo Scholz, che ha già ricominciato a litigare dopo la breve pausa estiva e dove si fanno sentire soprattutto le tensioni crescenti tra i verdi e i liberali. Una litigiosità cronica che si riflette nei devastanti sondaggi sull’operato dell’esecutivo semaforo.
L’ultima, in ordine, è la scioccante indagine dell’istituto Insa commissionata da Bild, e che ha ispirato un titolo eloquente “Due terzi dei tedeschi vuole un nuovo governo!”. Alla domanda “Secondo lei un cambio di governo farebbe bene alla Germania?”, il 64% dei tedeschi ha risposto di “sì”. E il 70% ha risposto invece di “no” alla domanda successiva: “È soddisfatto dell’operato di Olaf Scholz come cancelliere?”.
Dopo le frequenti risse dell’ultimo anno e mezzo, il cancelliere Scholz aveva promesso una ripresa autunnale più armoniosa. Al primo consiglio dei ministri dopo la pausa per le vacanze, quell’impegno si è rivelato carta straccia.
La ministra della Famiglia ed esponente dei verdi Lisa Paus ha posto il veto su un provvedimento voluto dal suo collega delle Finanze, il liberale Christian Lindner, reo di averle tagliato due miliardi di sovvenzioni per le famiglie. Il capo della Spd Lars Klingbeil non è riuscito a far altro che commentare “sono senza parole”. Ma i sondaggi successivi parlano da soli.