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Germania, le due leggi del governo su cittadinanza e transgender per riguadagnare popolarità

(afp)
La coalizione di socialdemocratici, liberali e verdi vuole semplificare le procedure sia per ottenere il passaporto tedesco sia per iconoscere l’identità di chi non si riconosce nel proprio sesso
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BERLINO – Il governo Scholz sembra intenzionato a uscire dall’angolo dell’impopolarità e a risalire dai sondaggi precipitati in cantina da mesi. E dopo la legalizzazione della cannabis della scorsa settimana, la coalizione di socialdemocratici, liberali e verdi ha approvato due nuove leggi importanti, entrambi discusse al consiglio dei ministri di mercoledì mattina e in attesa di essere approvate dal Bundestag.

La prima semplifica le procedure per ottenere la cittadinanza tedesca, la seconda elimina la discriminatoria “Transsexuellengesetz” e facilita l’iter per cambiare il proprio nome e la propria identità sessuale sui documenti.

La neue “Einbuergerungsgesetz” “legge per la cittad…

BERLINO – Il governo Scholz sembra intenzionato a uscire dall’angolo dell’impopolarità e a risalire dai sondaggi precipitati in cantina da mesi. E dopo la legalizzazione della cannabis della scorsa settimana, la coalizione di socialdemocratici, liberali e verdi ha approvato due nuove leggi importanti, entrambi discusse al consiglio dei ministri di mercoledì mattina e in attesa di essere approvate dal Bundestag.

La prima semplifica le procedure per ottenere la cittadinanza tedesca, la seconda elimina la discriminatoria “Transsexuellengesetz” e facilita l’iter per cambiare il proprio nome e la propria identità sessuale sui documenti.

La neue “Einbuergerungsgesetz” “legge per la cittadinanza”, che porta la firma della ministra dell’Interno Nancy Faeser, accorcia i tempi per ottenere il passaporto tedesco. “Riusciremo ad attirare le migliori teste del mondo soltanto se riusciranno a diventare in tempi ragionevoli membri a pieno titolo della nostra società - con tutti i diritti democratici”, ha detto la ministra socialdemocratica.

È una misura che si pone esplicitamente l’obiettivo di incoraggiare l’arrivo di lavoratori dall’estero: la Germania soffre attualmente di una grave “Fachkraeftemangel”, mancanza di lavoratori specializzati. E alla cittadinanza tedesca potranno accedere solo coloro che potranno dimostrare di avere un lavoro o una rendita autonoma. Non chi riceve assegni sociali.

Se la legge passerà l’esame del Bundestag, chi lavora in Germania potrà chiedere la cittadinanza tedesca già dopo cinque anni (attualmente sono otto). In presenza di “prestazioni eccezionali” si potrà conquistare il passaporto con l’aquila già dopo tre anni, ad esempio con un’ottima conoscenza del tedesco, se ci si è impegnati molto nel sociale o grazie agli ottimi voti a scuola o alle ottime prestazioni sul lavoro. Inoltre, chi nasce in Germania avrà automaticamente il passaporto tedesco se uno dei genitori sarà immigrato almeno cinque anni prima.

Un aspetto della legge riguarda anche gli italiani, i turchi, i greci, i vietnamiti, i cubani che sono arrivati in Germania Ovest o Est prima, rispettivamente, del 1974 o del 1990.

È un vero e proprio omaggio ai cosiddetti Gastarbeiter, ai tanti immigrati che contribuirono alla ricostruzione tedesca del dopoguerra. Se hanno 67 anni non dovranno più sottoporsi all’esame scritto di lingua per diventare tedeschi. Un riconoscimento a quelle generazioni di immigrati - e a migliaia di italiani - che si spezzarono la schiena nelle fabbriche per decenni e non ebbero il tempo di frequentare corsi di tedesco.

Attualmente sono dodici milioni i residenti in Germania che hanno un passaporto straniero, e quasi la metà, 5,3 milioni, vivono da almeno dieci anni nel Paese.

Una seconda legge che è stata approvata dal Consiglio dei ministri grazie alla felice convergenza di due partiti, i liberali e i verdi, che da mesi non facevano che litigare, è la cosiddetta “Selbstbestimmungsgesetz”, la “legge per l’autodeterminazione”. Il ministro della Giustizia Marco Buschmann (Fdp) ha spiegato che “riguarda la libertà e la dignità" delle persone trangender. "Lo Stato non deve più trattarle come persone malate”.

Chi non si identifica con il proprio sesso alla nascita potrà cambiare più rapidamente la propria identità di genere nei documenti ufficiali. Le norme non intervengono in alcun modo sul complicato iter per cambiare sesso, rimuovono solo gli ostacoli burocratici per scegliersi un nome diverso sul passaporto o sugli altri documenti. Per i bambini sotto i 14 anni saranno i genitori a doversi muovere per cambiare gli atti ufficiali, dopo i 14 anni potranno farlo anche i figli, ma sempre con il consenso dei genitori o di un tribunale.

Finora il “Transsexuellengesetz” del 1981 prescriveva delle condizioni ignobili per il cambio di identità di genere: bisognava sottoporsi a una perizia psichiatrica, al giudizio di un tribunale e a domande molto intime. Il ministro aveva annunciato già mesi fa la volontà di spazzare via norme che non rispettavano la dignità delle persone.

Il ministro liberale ha spiegato ai microfoni del Deutschlandfunk che “lo Stato deve rispettare il fatto che l’identità sessuale possa essere diversa dal sesso biologico”. E a chi, dall’opposizione, grida allo scandalo, Buschmann ha chiesto “un po’ di rispetto” per chi sceglie di cambiare nome e identità di genere: “Non è una moda. Non è una pagliacciata. Molti soffrono per anni e riflettono per anni” prima di prendere una decisione del genere.

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