“Se la notizia della morte di Prigozhin sarà confermata, organizzeremo una seconda marcia della Giustizia su Mosca! Vi conviene che sia vivo”, scrive a caldo un commentatore su uno dei canali Telegram usati dal gruppo Wagner.
Il tono è minaccioso, ma per ora è isolato e suona poco realistico perché, a dispetto delle voci su un piano già pronto in caso di morte del leader, la brigata in questi due mesi è stata depotenziata e tutti gli agganci dentro alle Forze armate sono stati trovati e puniti.
Piuttosto le reazioni online dei mercenari russi nelle ore dell’abbattimento dell’aereo del leader Evgenij Prigozhin sono di altri due tipi. Il primo: sono tutti sicuri che il loro capo sia stato ucciso per ordine del presidente Putin e non accettano spiegazioni alternative.
“È stato ammazzato dai traditori della Russia", hanno scritto su Grey Zone, il principale canale di comunicazione della Wagner, rivolgendosi proprio allo Zar e ai suoi. È stata l’antiaerea russa, dicono, ci sono i test…
“Se la notizia della morte di Prigozhin sarà confermata, organizzeremo una seconda marcia della Giustizia su Mosca! Vi conviene che sia vivo”, scrive a caldo un commentatore su uno dei canali Telegram usati dal gruppo Wagner.
Il tono è minaccioso, ma per ora è isolato e suona poco realistico perché, a dispetto delle voci su un piano già pronto in caso di morte del leader, la brigata in questi due mesi è stata depotenziata e tutti gli agganci dentro alle Forze armate sono stati trovati e puniti.
Piuttosto le reazioni online dei mercenari russi nelle ore dell’abbattimento dell’aereo del leader Evgenij Prigozhin sono di altri due tipi. Il primo: sono tutti sicuri che il loro capo sia stato ucciso per ordine del presidente Putin e non accettano spiegazioni alternative.
“È stato ammazzato dai traditori della Russia", hanno scritto su Grey Zone, il principale canale di comunicazione della Wagner, rivolgendosi proprio allo Zar e ai suoi. È stata l’antiaerea russa, dicono, ci sono i testimoni, ci sono le immagini, c’è il tracciato radar a provarlo.
Non veniteci a dire, scrivono con sarcasmo, che a ucciderlo sono stati i servizi occidentali o magari il generale Budanov (il temuto capo dell’intelligence militare ucraina) "che è salito a bordo, ha tagliato le ali con un seghetto da ferro e poi è saltato via con un paracadute”.
I musicisti – è il nomignolo che si sono dati i combattenti di Prigozhin – avranno senz’altro notato che al momento della notizia Putin si è fatto riprendere dalle telecamere mentre faceva con calma il suo ingresso a un concerto a Kursk, ma poi è andato via in anticipo.
Il secondo tipo di commento dei mercenari è questo: dovevamo andare fino in fondo il 24 giugno, quando abbiamo marciato su Mosca e poi ci siamo fermati. Chi non fa le cose fino in fondo finisce male e così è stato.
Ecco cosa scrive un canale Wagner, lo stesso che diede in esclusiva i dettagli dell’accordo tra Prigozhin e il dittatore bielorusso Lukashenko dopo il tentato golpe: "Che sia di lezione per tutti. È necessario fare le cose fino alla fine. Quelli che pensavano che la rivolta dei musicisti fosse una messinscena, eccovi un bel ciao.
Era tutto vero. Lui era il politico più promettente di Russia ma si è spaventato e ha rinunciato. Così ha firmato la propria condanna a morte".
Altri ricordano cosa accadde in Donbass nel 2015 e 2016, quando alcuni comandanti dei separatisti furono uccisi in attentati attribuiti ai servizi russi: Putin, si disse, sta facendo piazza pulita dei suoi, perché sono troppo irrequieti e non obbediscono agli ordini.
Adesso è lo stesso, commentano: “Se soltanto i servizi russi fossero così efficienti contro il nemico come lo sono con chi cerca di cambiare in meglio le cose”.
Un canale Telegram di solito bene informato sul mondo dei servizi dice che Prigozhin, che lunedì era apparso in un video girato sulla pista di un aeroporto militare in Mali, stava tornando in tutta fretta a Mosca per bloccare il piano di Andrey Averyanov, vice dei servizi militari (Gru), che vuole sostituire la Wagner con la creazione di una nuova brigata di 20mila uomini destinata all’Africa.
Averyanov viene dall’Unità 29155, che si occupa delle operazioni clandestine dell’intelligence russa come gli avvelenamenti all’estero (vedi la tentata uccisione dell’ex spia Skripal nel Regno Unito con l’agente nervino Novichok).
È una speculazione, ma potrebbe essere stato l’uomo giusto per organizzare la fine del capo della Wagner, che due mesi fa era così potente da poter dettare condizioni a Putin.
Ora la decapitazione del gruppo Wagner potrebbe essere la fine delle operazioni dei suoi mercenari russi in Africa e senza indicazioni chiare e immediate gli uomini allo sbando potrebbero non avere altra scelta che farsi assorbire da nuove fazioni – più leali con Putin.
Lo stesso Prigozhin aveva già detto che la Bielorussia, che al momento ospita molti mercenari del gruppo in almeno due caserme - ieri sera rimaste senza Internet - era soltanto una tappa temporanea prima del trasferimento nei Paesi africani e quindi non doveva essere considerata un rifugio per sempre.
E ieri sera secondo alcune indiscrezioni i mercenari avrebbero cercato di lasciare il Paese in massa. Certo è che il futuro della Wagner nel Sahel e nel resto dell’Africa è al tramonto.