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Francia, un “preferendum" per superare lo stallo: il tentativo di Macron con i capi dell’opposizione

Il presidente ha organizzato un incontro a Saint-Denis. Nell'invito ai leader di destra e sinistra propone di collaborare su vari testi legislativi
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PARIGI - Nessuna foto, niente giornalisti, i cellulari devono essere lasciati fuori dai colloqui. Emmanuel Macron incontra i capi dei partiti d'opposizione a Saint-Denis, nord di Parigi, nella scuola della Legione d'Onore, riservata ai figli di chi ha ricevuto l'onorificenza, luogo emblematico della “meritocrazia” repubblicana.

L'inedito vertice a porte chiuse ha come obiettivo di trovare strade per far uscire la Francia dall'impasse, in assenza di una maggioranza assoluta all'Assemblée nationale. Nella lettera d'invito mandata ai leader di destra e sinistra, il capo dello Stato propone di collaborare su vari testi legislativi e apre a referendum su questioni chiave come l'immigrazione, la sicurezza, le riforme istituzionali.

PARIGI - Nessuna foto, niente giornalisti, i cellulari devono essere lasciati fuori dai colloqui. Emmanuel Macron incontra i capi dei partiti d'opposizione a Saint-Denis, nord di Parigi, nella scuola della Legione d'Onore, riservata ai figli di chi ha ricevuto l'onorificenza, luogo emblematico della “meritocrazia” repubblicana.

L'inedito vertice a porte chiuse ha come obiettivo di trovare strade per far uscire la Francia dall'impasse, in assenza di una maggioranza assoluta all'Assemblée nationale. Nella lettera d'invito mandata ai leader di destra e sinistra, il capo dello Stato propone di collaborare su vari testi legislativi e apre a referendum su questioni chiave come l'immigrazione, la sicurezza, le riforme istituzionali.

Poco più di un anno dopo essere stato rieletto per un secondo mandato, Macron pensa a una consultazione popolare per ridare slancio alla sua presidenza. Sfida democratica ad alto rischio per il leader francese, anche se il portavoce del governo ha già minimizzato la scommessa, parlando di “preferendum”, ovvero un quesito a risposte multiple senza lo stesso valore legale dato dalla Costituzione.

Dopo un'iniziale reticenza, i capi dei partiti d'opposizione hanno accolto l'invito a partecipare all’incontro di Saint-Denis. "È un'opportunità per avere una discussione franca con lui" spiega Jordan Bardella, presidente del partito di estrema destra Rassemblement National.

Delfino di Marine Le Pen, Bardella chiederà a Macron un gesto forte sul potere d'acquisto e l'organizzazione di un referendum sull'immigrazione. A sinistra, la coalizione Nupes vuole invece una consultazione sulla controversa riforma delle pensioni approvata prima dell'estate e ormai entrata in vigore. La gauche presenterà una quindicina di proposte.

Secondo i pochi dettagli forniti dall'Eliseo, i partecipanti sono invitati a due tavole rotonde dedicate alla situazione internazionale e alle riforme istituzionali, seguite da una "cena di lavoro" sui temi sollevati dalla rivolta delle banlieue che hanno scosso la Francia a inizio luglio: scuola, autorità, integrazione, disuguaglianze.

"Il Presidente vuole vedere dove ci sono disaccordi e, quando sono insormontabili, capire quali sono le questioni su cui i francesi possono decidere" attraverso un referendum, hanno spiegato all'Eliseo. Il partito presidenziale, Renaissance, chiederà un referendum su tre o cinque temi, tra cui la riforma istituzionale.

"Se i cittadini votano sì, diventa un modo per rilegittimarci", sottolinea un leader della maggioranza. Difficile immaginare aperture nell’opposizione per garantire al governo un sostegno di deputati nell’Assemblée Nationale. Sinistra e destra sono divise al loro interno ma unite nella volontà di non fare da stampella all'esecutivo.

Macron e la premier Elisabeth Borne sembrano rassegnati a non poter allargare stabilmente la maggioranza, avanzando con pacchetti di voti a seconda delle leggi da approvare e tenendosi sempre la possibilità di far passare testi senza il via libera del parlamento grazie all'articolo 49.3 della Costituzione. Tutti gli appelli del capo di Stato alla destra dei Républicains sono per ora caduti nel vuoto e anche nell'ultimo rimpasto dell'esecutivo non ci sono state modifiche sostanziali degli equilibri politici.

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