Papa Francesco in Mongolia. Messaggio a Xi: “Prego per il benessere della Cina”. Pechino: “Rafforzare la reciproca fiducia con il Vaticano”
di Iacopo ScaramuzziFrancesco è arrivato in Mongolia, primo Pontefice della storia a visitare il paese, per una visita che durerà fino al 4 settembre. L'aereo è atterrato nella capitale Ulan Bator, dove il Papa è stato accolto dal ministro degli Esteri mongolo. Dopo una breve cerimonia di benvenuto all'aeroporto, Bergoglio, 86 anni, si è trasferito alla Prefettura apostolica, dove pernotta in questi giorni, e dove trascorrerà senza impegni pubblici il suo primo giorno in Mongolia.
Il telegramma al presidente cinese
Al momento di sorvolare la Cina, Francesco ha inviato un telegramma di saluto al presidente cinese Xi Jinping: "Invio i miei migliori auguri a sua Eccellenza e al popolo cinese mentre attraverso lo spazio aereo del suo Paese, in rotta verso la Mongolia - si legge nel testo - Assicurandovi le mie preghiere per il benessere della Nazione, invoco su tutti voi le benedizioni divine dell'unità e della pace". Il Papa è solito inviare un messaggio augurale…
Francesco è arrivato in Mongolia, primo Pontefice della storia a visitare il paese, per una visita che durerà fino al 4 settembre. L'aereo è atterrato nella capitale Ulan Bator, dove il Papa è stato accolto dal ministro degli Esteri mongolo. Dopo una breve cerimonia di benvenuto all'aeroporto, Bergoglio, 86 anni, si è trasferito alla Prefettura apostolica, dove pernotta in questi giorni, e dove trascorrerà senza impegni pubblici il suo primo giorno in Mongolia.
Il telegramma al presidente cinese
Al momento di sorvolare la Cina, Francesco ha inviato un telegramma di saluto al presidente cinese Xi Jinping: "Invio i miei migliori auguri a sua Eccellenza e al popolo cinese mentre attraverso lo spazio aereo del suo Paese, in rotta verso la Mongolia - si legge nel testo - Assicurandovi le mie preghiere per il benessere della Nazione, invoco su tutti voi le benedizioni divine dell'unità e della pace". Il Papa è solito inviare un messaggio augurale a tutti i capi di Stato dei paesi che sorvola durante i viaggi internazionali, ma il telegramma a Xi riveste una rilevanza particolare perché in passato ad un Papa non era possibile entrare nello spazio aereo cinese e Francesco è stato il primo, nel corso del viaggio diretto in Corea del Sud del 2014, a poterlo fare, ed oggi lo ha fatto per la seconda volta. L’aereo Ita Airways che ha condotto il Papa da Roma a Ulan Bator non ha invece sorvolato la Russia.
La Santa Sede non ha relazioni diplomatiche con la Cina, ma sotto Francesco ha siglato un accordo sulle nomine episcopali che ha scongelato i rapporti che si erano interrotti nel 1951 con la presa del potere di Mao Tse-Tung. Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, inoltre, la diplomazia pontificia guarda alla Cina come ad un attore-chiave per convincere Mosca a deporre le armi. Non a caso dopo averlo inviato a Kiev, Mosca e Washington, il Papa ha intenzione di mandare prossimamente il cardinale Matteo Zuppi, impegnato in una missione umanitaria, anche a Pechino.
La risposta di Pechino
"La Cina è pronta a continuare a lavorare con il Vaticano per impegnarsi in un dialogo costruttivo, migliorare la comprensione, rafforzare la fiducia reciproca", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, parlando nel briefing quotidiano. Pechino "promuoverà il processo di miglioramento delle relazioni tra i due Paesi", ha aggiunto Wang.
Diplomazia e umorismo
All’inizio del viaggio per la Mongolia, il Papa ha salutato uno per uno i quasi 70 giornalisti al seguito, scambiando con loro qualche battuta. A chi gli domandava se avesse saputo del grave incidente sul lavoro nel Torinese, Bergoglio ha detto che “gli incidenti sono una calamità. È un'ingiustizia. Sempre per una mancanza di cura... I lavoratori sono sacri".
Una giornalista spagnola gli ha portato da benedire una borraccia crivellata di colpi di arma da fuoco di un soldato ucraino sopravvissuto ad un attacco russo. “E’ difficile la diplomazia vaticana in tempi di guerra”, ha detto la stessa cronista al Papa, che ha replicato: “Non sai quanto… a volte ci vuole un po’ di umorismo”. Francesco nei giorni scorsi è stato criticato dalle autorità civili e religiose ucraine per alcune parole che ha rivolto in video-collegamento ad un gruppo di ragazzi cattolici russi, esortandoli ad impegnarsi per la “pace” e a non dimenticare l’eredità della “grande Russia” imperiale di Pietro I e Caterina II.
Un’altra giornalista, statunitense, gli ha ricordato le recenti critiche che ha indirizzato ai settori cattolici reazionari degli Stati Uniti, e Francesco ha chiosato: “Si sono arrabbiati… (ma andiamo) avanti”.
Un paese “che sembra non finire”
Papa Francesco ha preso spunto dalla scarsa densità della popolazione nel vasto territorio del paese per fare un ultimo commento: “Andare in Mongolia – ha detto – è andare presso un popolo piccolo in una terra grande. La Mongolia sembra non finire e gli abitanti sono pochi, un popolo piccolo di grande cultura. Credo che ci farà bene capire questo silenzio, così lungo, così grande. Ci aiuterà a capire cosa significa ma non intellettualmente, capirlo con i sensi”. Perché, ha aggiunto Bergoglio, “la Mongolia si capisce con i sensi. Mi permetto di dire – ha concluso – che farà bene forse ascoltare un po' la musica di Borodin, che è stata capace di esprimere cosa significa questa lunghezza e grandezza della Mongolia”.