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Rustem Umerov, il nuovo ministro della Difesa di Kiev: un miliardario irredentista per riconquistare la Crimea

Brillante uomo d’affari, è stato accolto da un vecchio video a luci rosse riemerso dal web. Di dubbia autenticità
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ODESSA - Il presidente Zelensky prepara le valigie per l’imminente viaggio in America portando con sé il benservito al ministro della Difesa Oleksij Reznikov — che non si accorgeva delle tangenti intorno al suo ufficio, da cui passa più di metà del bilancio statale — e l’arresto del suo mentore oligarca, Igor Kolomoisky, finito in galera per frode e riciclaggio. Alla vigilia del probabile incontro di oggi con il segretario di Stato Usa Antony Blinken e del viaggio in America per il Consiglio di sicurezza dell’Onu in cui il 20 si voterà sull’Ucraina, Zelensky taglia i rovi per chiedere agli alleati nuovi sforzi nel sostenere il suo Paese. Al posto di Reznikov ha indicato il miliardario tataro Rustem Umerov, simbolo vivente della lotta per riconquistare la Crimea.

La sua nomina porta con sé un messaggio chiaro: nessun passo indietro, la Crimea resta l’obiettivo. Ma Umerov ha dimostrato anche di essere un manager molto efficace, e non solo nel raccogliere fondi pubblici — ri…

ODESSA - Il presidente Zelensky prepara le valigie per l’imminente viaggio in America portando con sé il benservito al ministro della Difesa Oleksij Reznikov — che non si accorgeva delle tangenti intorno al suo ufficio, da cui passa più di metà del bilancio statale — e l’arresto del suo mentore oligarca, Igor Kolomoisky, finito in galera per frode e riciclaggio. Alla vigilia del probabile incontro di oggi con il segretario di Stato Usa Antony Blinken e del viaggio in America per il Consiglio di sicurezza dell’Onu in cui il 20 si voterà sull’Ucraina, Zelensky taglia i rovi per chiedere agli alleati nuovi sforzi nel sostenere il suo Paese. Al posto di Reznikov ha indicato il miliardario tataro Rustem Umerov, simbolo vivente della lotta per riconquistare la Crimea.

La sua nomina porta con sé un messaggio chiaro: nessun passo indietro, la Crimea resta l’obiettivo. Ma Umerov ha dimostrato anche di essere un manager molto efficace, e non solo nel raccogliere fondi pubblici — riusciva piuttosto bene anche a Reznikov — ma nel gestirli. Però non ha fatto in tempo a festeggiare l’elezione formale alla Rada: è spuntato sui social un vecchio video osceno «di otto anni» fa in cui il protagonista – che secondo chi ha postato era proprio lui — vantava le gioie dell’autoerotismo dandone un esempio estremamente disinibito. Un breve video, di pochi secondi, corredato da un paio di altre foto altrettanto private. Impazza sui social, ma non esistono conferme né smentite ufficiali sull’autenticità. «Propaganda russa», dicono informalmente a Kiev. «Nulla che comprometta il ministro in quanto tale — commenta il giornalista d’inchiesta ucraino Igor Mosiychuk, l’ex ufficiale di Azov che insegue i casi di corruzione — ma certo non giova all’immagine del futuro ministro della Difesa. I nemici ci si accaniscono e umiliano l’Ucraina. Diffondono, commentano... per ridicolizzarci».

È molto probabile che la creazione o la ricomparsa dall’oblio della rete sia uno scherzetto da servizi segreti. «L’unica cosa certa è che dietro l’addio di Reznikov e l’arrivo di Umerov c’è stata una feroce battaglia sul portafogli enorme legato all’incarico, e Reznikov — dice il politologo ucraino Ruslan Bortnik — quella battaglia l’ha persa. Umerov è un ottimo manager e si parlava di lui per qualsiasi ministero perché è abilissimo a procacciare i fondi e a gestirli, cioè esattamente quello che ci vuole per il bilancio del 2024 e per sostenere la controffensiva. Lo scandalo a luci rosse non avrà alcuna influenza».

In realtà il tataro musulmano Umerov — che era il presidente del Fondo per le proprietà statali ed è legato al potente braccio destro di Zelensky, Andrij Yermak — si presenta come una vera spina nel fianco per Mosca. Uzbeko per nascita dopo la deportazione subita dai genitori, consigliere del leader dei tatari, è filo-occidentale da sempre al punto di aver partecipato da ragazzo al programma Flex di formazione per futuri leader del Dipartimento di Stato Usa. Laurea in economia e master in finanza a Kiev, ha creato un fondo di investimento e una fondazione che investe nel programma Ukraine Emerging Leaders all’Università di Stanford.

Per questo i filorussi provano a screditarlo, e le immagini hot non sono l’unico siluro. «È nella manica della Cia», scrivono blogger e canali filorussi rilanciando gli articoli di quotidiani turchi secondo cui è finanziato direttamente dal movimento del predicatore Fethullah Gülen, responsabile del tentato golpe contro Erdogan (di cui però prima Gülen era un ottimo alleato).

Ma Umerov è anche e soprattutto il finanziatore, sostenitore e ispiratore della battaglia per la liberazione della Crimea. Deputato, all’inizio dell’invasione fu tra i partecipanti agli incontri segreti con la delegazione russa, in Bielorussia e a Istanbul, per tentare un accordo di pace con Mosca. Ci andarono vicinissimi, ma lui fu uno dei tre delegati (c’era anche il miliardario Roman Abramovich) ucraini a subire un tentativo di avvelenamento. Sopravviverà anche a questo tentato scandalo.

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