Il G20 trova l’accordo: la dichiarazione finale non parla di Ucraina ma condanna “le aggressioni all’integrità territoriale degli Stati”. Stretta di mano tra Biden e Bin Salman
dal nostro inviato Paolo MastrolilliNEW DELHI - Il G20 di Delhi ha trovato l’accordo sulla dichiarazione finale congiunta, e anche se non condanna apertamente l’invasione russa dell’Ucraina, come sarebbe stato impossibile visto che Mosca è al tavolo del vertice, critica tutto quanto il Cremlino ha fatto finora contro Kiev. Lo ha annunciato il premier indiano Modi, dopo un difficile negoziato che ha rischiato fino all’ultimo di fallire.
Il testo ammonisce che «tutti gli Stati devono agire in modo coerente con gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite nella sua interezza». Questo è il primo punto dei piani di pace annunciati o pensati dalla stessa Ucraina e dagli Usa, che accusano Putin di aver violato le norme fondamentali dell’Onu. Quindi il documen…
NEW DELHI - Il G20 di Delhi ha trovato l’accordo sulla dichiarazione finale congiunta, e anche se non condanna apertamente l’invasione russa dell’Ucraina, come sarebbe stato impossibile visto che Mosca è al tavolo del vertice, critica tutto quanto il Cremlino ha fatto finora contro Kiev. Lo ha annunciato il premier indiano Modi, dopo un difficile negoziato che ha rischiato fino all’ultimo di fallire.
Il testo ammonisce che «tutti gli Stati devono agire in modo coerente con gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite nella sua interezza». Questo è il primo punto dei piani di pace annunciati o pensati dalla stessa Ucraina e dagli Usa, che accusano Putin di aver violato le norme fondamentali dell’Onu. Quindi il documento aggiunge che «tutti gli Stati devono astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza, per cercare di acquisire territori contro l’integrità territoriale e la sovranità o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato».
Mosca non viene citata, ma ci sono pochi dubbi su chi sia il soggetto di questo richiamo, dato che è stata lei ad aggredire Kiev e non il contrario. La dichiarazione chiede «a tutti gli Stati di sostenere i principi del diritto internazionale, tra cui l’integrità territoriale e la sovranità, il diritto internazionale umanitario e il sistema multilaterale che salvaguarda la pace e la stabilità».
Anche qui, è ovvio chi ha violato questi principi, usando pure il grano come forma di ricatto, bloccando le esportazioni di Kiev e affamando mezzo mondo. Il testo però si preoccupa anche dei pericoli futuri, lanciando un altro richiamo a Putin: «L'uso o la minaccia dell’uso di armi nucleari è inammissibile». Siccome fra i due contendenti solo uno possiede gli ordigni atomici, e solo uno ha minacciato di impiegarli, anche questo è un ammonimento a Mosca.
Come era già accaduto a Bali l’anno scorso, la dichiarazione riconosce che sulla crisi ucraina «ci sono state opinioni e valutazioni diverse sulla situazione». Oltre alla Russia, quindi, almeno la Cina si è opposta al linguaggio del testo. Se però India, Brasile e Sudafrica lo hanno accettato, l’operazione di isolare i due grandi assenti dal vertice, ossia Putin e Xi, sembra aver funzionato. Anche perché questi stessi tre Paesi dei Brics si sono uniti agli Usa nel pubblicare una dichiarazione congiunta con cui ribadiscono la loro adesione e la centralità del G20, snobbato invece dal leader di Pechino. La firma del memorandum of understanding che avvia la costruzione del corridoio di trasporti e comunicazioni dall’India all’Europa, passando per Arabia Saudita e Israele, completa il quadro delle misure che isolano Russia e Cina, sancendo l’esito fallimentare del vertice di Delhi per le autocrazie che stanno sfidando le democrazie.
Presentando il memorandum, il presidente Biden ha stretto la mano e ha avuto uno scambio di battute con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman che durante la campagna elettorale aveva definito un "pariah" accusandolo di essere respinsabile dell’omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi.