In cambio di Gerschkovich, Putin vuole “l’assassino del Tiergarten”, ma la Germania non si pronuncia
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniLa Germania è diventata più riluttante a prestarsi come ‘ponte delle spie', come luogo di scambio tra prigionieri russi e americani che ha ispirato Hollywood e i grandi thriller della Guerra fredda. Per i piani del Cremlino e della Casa Bianca, che stanno negoziando da mesi uno scambio di prigionieri ad altissimo livello, un dilemma. Perché secondo il Wall Street Journal, Vladimir Putin vuole indietro uno dei più pericolosi sicari contrabbandati in Occidente, Vadim Krasikov, il famoso “assassino del Tiergarten”. Nel 2019 uccise in un parco di Berlino, in pieno giorno, il dissidente georigiano-ceceno Zemlikhan Khangoshvili. Mentre gli americani vorrebbero sfruttare la spia dei servizi russi Fsb per ottenere la liberazione del veterano dei Marines Paul Whelan e il giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich, arrestato con l’accusa di spionaggio.
Secondo le fonti occidentali citate dal Wsj, Putin avrebbe chiesto nel 2021 al suo consigliere alla Sicurezza Nikolai Patrushev d…
La Germania è diventata più riluttante a prestarsi come ‘ponte delle spie', come luogo di scambio tra prigionieri russi e americani che ha ispirato Hollywood e i grandi thriller della Guerra fredda. Per i piani del Cremlino e della Casa Bianca, che stanno negoziando da mesi uno scambio di prigionieri ad altissimo livello, un dilemma. Perché secondo il Wall Street Journal, Vladimir Putin vuole indietro uno dei più pericolosi sicari contrabbandati in Occidente, Vadim Krasikov, il famoso “assassino del Tiergarten”. Nel 2019 uccise in un parco di Berlino, in pieno giorno, il dissidente georigiano-ceceno Zemlikhan Khangoshvili. Mentre gli americani vorrebbero sfruttare la spia dei servizi russi Fsb per ottenere la liberazione del veterano dei Marines Paul Whelan e il giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich, arrestato con l’accusa di spionaggio.
Secondo le fonti occidentali citate dal Wsj, Putin avrebbe chiesto nel 2021 al suo consigliere alla Sicurezza Nikolai Patrushev di esplorare la possibilità di uno scambio di prigionieri che coinvolgesse il sicario del Tiergarten. Una mossa che avrebbe messo in evidenza “l’enorme valore attribuito da Putin a Krasnikov”. Tanto che il nome della spia sarebbe tornata nei negoziati con gli americani anche successivamente.
Il quotidiano ritiene “possibile” un accordo multilaterale per liberare prigionieri russi con vari cittadini occidentali imprigionati in Russia e persino con il più importante dissidente russo detenuto nelle carceri di Putin, Alexei Navalny.
A luglio il presidente americano Joe Biden ha confermato l’intenzione di trattare per la liberazione del cronista del Wsj Gershkovich, senza fornire dettagli. Ma i russi avevano chiarito già in precedenza che lo scambio sarà possibile soltanto dopo il verdetto del processo-farsa al giornalista americano.
La Germania, tuttavia, non ha ancora fatto sapere se sarebbe disponibile all’intesa tra Mosca e Washington. Krasnikov è in carcere con l’accusa di omicidio e secondo un parere legale dei consiglieri del governo un assassino condannato non può essere oggetto di scambio. I giudici tedeschi hanno scritto nero su bianco che quello di Kangoshvili è stato un omicidio eseguito su ordine del Cremlino. E l’hanno condannato all’ergastolo.
I russi hanno reagito al lungo negando persino l’identità di Krasnikov, poi ne hanno sempre proclamato l’innocenza. Il sicario era arrivato a Berlino nell’estate del 2019 e si era mimetizzato tra i turisti sotto falso nome, Vadim Sokolov. Aveva ricevuto da complici una bicicletta, una Glock, una parrucca e vestiti nuovi e il 23 agosto aveva seguito Kangoshvili nel parco del Tiergarten, dove lo aveva freddato alle spalle. Durante la fuga, aveva buttato la bicicletta e la parrucca in un canale: due testimoni lo avevano visto e avevano chiamato la polizia, che lo aveva arrestato mentre stava cercando di scappare su uno scooter elettrico.
Per due anni, gli inquirenti hanno cercato di ricostruire la sua identità, aiutati da Bellingcat e dallo Spiegel, che per primi avevano identificato in lui un pericoloso sicario dei servizi russi. Durante le indagini è emerso un video di una camera di sorveglianza moscovita che riprendeva Krasikov mentre uccideva un uomo d’affari russo, Albert Nazranov. Anche lui inseguito in bicicletta e freddato alle spalle, con un colpo di pistola alla nuca. La Russia ha stilato una lista di 19 presunti terroristi nascosti all’estero, tra cui Khangoshvili. E almeno cinque sono morti in circostante più o meno misteriose: assassinati o suicidi.