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Libia devastata dalla tempesta Daniel. Crollano due dighe: “Duemila morti”

Derna, città della Cirenaica, è il simbolo della catastrofe. Tutta la regione è stata dichiarata “zona disastrata”. Il ministro degli Esteri Tajani ha escluso per ora la presenza di italiani e ha promesso aiuti per le zone alluvionate
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La tempesta Daniel ha rovesciato sulla città di Derna e sul resto della costa orientale della Libia una quantità d’acqua che il centro meteo nazionale non aveva mai registrato in quattro decenni di lavoro, con effetti devastanti. Il letto del canale che taglia in due Derna per un paio di chilometri e poi si getta in mare e che spesso è asciutto non è riuscito a contenere la piena di fango e acqua, che a giudicare dalle immagini in alcuni punti ha superato i tre metri. Trentatré milioni di metri cubi di acqua, dicono fonti locali, che hanno travolto tre ponti – non esistono più perché sono stati disintegrati dall’onda e dai detriti – hanno sradicato file intere di palazzi costruiti ai lati e li hanno fatti crollare, hanno sfondato edifici e almeno una moschea e hanno scavato i fianchi della collina fin dove sono arrivati.

La tempesta Daniel ha rovesciato sulla città di Derna e sul resto della costa orientale della Libia una quantità d’acqua che il centro meteo nazionale non aveva mai registrato in quattro decenni di lavoro, con effetti devastanti. Il letto del canale che taglia in due Derna per un paio di chilometri e poi si getta in mare e che spesso è asciutto non è riuscito a contenere la piena di fango e acqua, che a giudicare dalle immagini in alcuni punti ha superato i tre metri. Trentatré milioni di metri cubi di acqua, dicono fonti locali, che hanno travolto tre ponti – non esistono più perché sono stati disintegrati dall’onda e dai detriti – hanno sradicato file intere di palazzi costruiti ai lati e li hanno fatti crollare, hanno sfondato edifici e almeno una moschea e hanno scavato i fianchi della collina fin dove sono arrivati.

La strada costiera che passava sopra alla foce è sparita. La curva verso destra alla fine del canale è diventata un largo spiazzo fangoso, perché l’acqua non ha curvato. Altri palazzi di dieci piani sono accasciati e dovranno essere abbattuti. Sopra la linea della piena esistono ancora gruppi di case, arrampicate attorno alle strade in salita. Sotto c’è una distesa piatta e color fango. Macchine e camion sono ammonticchiati un po’ dappertutto come giocattoli e chissà quanti sono finiti in mare, spinti verso il largo dalla forza dell’inondazione. La massa d’acqua ha preso velocità perché arrivava dalle colline ripide alle spalle della città e dall’altipiano prima, dove due dighe hanno ceduto.

Il primo ministro libico Osama Hammad – che fa parte delle autorità della Cirenaica, perché la Libia è spezzata in due – dichiara che nella città la situazione è catastrofica e teme che i morti siano più di duemila: «Ci sono ancora migliaia di dispersi. Sono spariti quartieri interi, spazzati via verso il mare assieme ai loro abitanti». Kias Fhakeri della Mezzaluna Rossa dice a Reuters che «a Derna ci sono almeno centocinquanta morti a causa del crollo dei palazzi e che ci si aspetta saliranno a duecentocinquanta».

La tempesta Daniel aveva già fatto morti e danni in Grecia, Turchia e Bulgaria e poi si è diretta verso il nord est della Libia, dove ha toccato terra nella notte fra sabato e domenica. Derna è il simbolo di questo disastro, ma anche altre città sulla costa libica sono state colpite. L’uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, aveva messo in allerta la popolazione e l’esercito ma non è bastato e anche cinque soldati sono stati portati via dalle piogge.

L’area di Derna è ora inaccessibile e chissà quando romperà il suo isolamento. Anche in tempi normali non ha molti visitatori perché è in un’area della Cirenaica dove spostarsi – soprattutto se si è stranieri – non è per nulla banale per la mancanza di permessi e forse anche per questo per il momento non si hanno notizie di italiani coinvolti, come conferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il governo, dice ancora Tajani, sta valutando assieme ai libici il tipo di aiuti da mandare.
 

Derna è una zona depressa della Libia che arriva da anni poco felici. Nel 2014 fu scelta dallo Stato islamico, il gruppo terroristico mediorientale, per fare la sua apparizione nel Paese. In breve tempo la fazione prese il controllo della città ma un anno dopo fu cacciata da gruppi islamisti locali. Poi l’esercito di Haftar assediò Derna, vinse la battaglia contro gli islamisti e dal 2018 c’era una situazione di relativa pace.
 

Il premier libico Abdul Hamed Dbeibah da Tripoli ha dichiarato Derna “zona disastrata”, ha annunciato tre giorni di lutto e ha detto di essere pronto a mettere a disposizione fondi per far fronte ai danni, ma di fatto non ha alcuna influenza sulla Cirenaica perché il Paese è spezzato in due – anche se le due parti si spartiscono i proventi del petrolio. Dal punto di vista tecnico e a dispetto della promessa di Tripoli è come se quello che è successo a Derna, con tutte le sue vittime libiche, fosse successo all’estero.

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