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Barbieland in Danimarca. Il partito di sole donne non piace alla ministra dell’Uguaglianza: “Anche gli uomini sono importanti”

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A causa del congedo per stress dell’unico rappresentante maschile, il partito Alternative ha ora un gruppo di sole deputate. E il festeggiamento sui social per lo storico traguardo è stato criticato dall’esponente del governo
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Nel parlamento danese Torsten Gejl era l’unico deputato uomo della formazione ambientalista Alternativet, di cui era anche capogruppo. A inizio agosto si è messo in congedo per malattia a causa del troppo stress, che gli provocava dolori alle spalle e alle gambe, e ora è stato sostituito da una donna. Così la delegazione del suo partito è ora composta da sole deputate, sei in tutto. Un record che le sue colleghe hanno voluto festeggiare sui social: “Oggi è un giorno storico. Per la prima volta in assoluto in Danimarca c’è un gruppo parlamentare esclusivamente femminile. Le donne ottennero il diritto di voto in Danimarca nel 1915 e vennero elette per la prima volta nel 1918. Da allora sono passati 105 anni. D'altra parte, in passato ci sono stati molti gruppi composti interamente da uomini, l'ultimo del 2019”.

Le critiche della ministra

Una celebrazione che alla ministra per l’Uguaglianza Marie Bjerre, del partito liberale Venstre, deve aver ricordare un po’ la trama di Barbi…

Nel parlamento danese Torsten Gejl era l’unico deputato uomo della formazione ambientalista Alternativet, di cui era anche capogruppo. A inizio agosto si è messo in congedo per malattia a causa del troppo stress, che gli provocava dolori alle spalle e alle gambe, e ora è stato sostituito da una donna. Così la delegazione del suo partito è ora composta da sole deputate, sei in tutto. Un record che le sue colleghe hanno voluto festeggiare sui social: “Oggi è un giorno storico. Per la prima volta in assoluto in Danimarca c’è un gruppo parlamentare esclusivamente femminile. Le donne ottennero il diritto di voto in Danimarca nel 1915 e vennero elette per la prima volta nel 1918. Da allora sono passati 105 anni. D'altra parte, in passato ci sono stati molti gruppi composti interamente da uomini, l'ultimo del 2019”.

Le critiche della ministra

Una celebrazione che alla ministra per l’Uguaglianza Marie Bjerre, del partito liberale Venstre, deve aver ricordare un po’ la trama di Barbie, il film globale del momento, dove le donne vivono felici tra di loro a Barbieland e i Ken sono solo delle comparse. Il post, a lei, proprio non è andato giù. “Avere un gruppo di sole donne non dovrebbe mai essere un obiettivo. Manda il segnale che gli uomini non sono benvenuti e questo polarizza la battaglia per l’uguaglianza”. Bjerre ha anche fatto capire di ritenere di cattivo gusto un simile festeggiamento per un evento provocato dalla malattia di un collega.

La ministra per l'Uguaglianza Marie Bjerre

 

La risposta del partito

La portavoce di Alternativet, Franciska Rosenkilde, ha replicato che un gruppo tutto femminile è una cosa positiva perché nel parlamento c’è ancora una maggioranza maschile. Ma ha aggiunto che una soluzione “ottimale” sarebbe una squadra con anche degli uomini: “Perché combattiamo per l’uguaglianza di tutti i generi”. Poi ha precisato che “Alternativet non ha mai puntato a un gruppo parlamentare al 100 per cento femminile” e che la situazione che si è venuta a creare è stata frutto “solo della decisione degli elettori, visto che avevamo un numero uguale di candidati uomini e donne”. “Noi stiamo solo celebrando un momento storico per raggiungere il quale sono serviti 105 anni – ha spiegato la portavoce di Alternativet – E ci si sarebbe aspettati che la ministra per l’Uguaglianza lo avrebbe riconosciuto”. Infine ha voluto ribattere a Bjerre sulla questione del deputato in congedo: “Torsten è felice del record. Ed è indegno che un ministro coinvolga un collega in malattia nella sua crociata contro Alternativet».

Le donne in Danimarca

La polemica è doppiamente interessante. Da un lato ricorda quanto la Danimarca sia avanti nell’uguaglianza di genere, visto che un gruppo parlamentare di sole donne è in Europa evento raro. D’altronde la leadership del Paese è tutta al femminile, dalla premier socialdemocratica Mette Frederiksen alla regina Margrethe II, sul trono ormai dal 1972 e attualmente la sovrana più longeva al mondo dopo la morte della cugina britannica Elisabetta II.

La regina Margrethe II

 

Le elezioni del 2022 hanno portato a un record di 44,1% di deputate (in Italia è il 31%). Inoltre la Danimarca è seconda nell’Ue nel Gender Equality Index, mentre nel Global Gender Gap del World Economic Forum è molto indietro rispetto agli altri Paesi scandinavi.

La premier danese Mette Frederiksen

 

Uomini sotto stress

L’altro aspetto interessante è che Torsten Gejl non è l’unico politico ad aver chiesto un congedo per il troppo stress. Prima di lui era toccato addirittura a Jakob Ellemann-Jensen, il ministro della Difesa, che in piena guerra in Ucraina si è preso un semestre di pausa.
“In Danimarca non abbiamo le quote ma nonostante questo le deputate sono da 20 anni intorno al 40%. Alternativet fa bene a festeggiare, il tema è motivo d’orgoglio per i partiti di centro-sinistra, che hanno in maggioranza rappresentanti femminili e i cui elettori, mostrano le ricerche, tendono a scegliere le donne”, spiega a Repubblica Birte Siim, politologa dell’Università Aalborg di Copenhagen. “Non siamo ancora un Paese gender equal, ma è importante riconoscere le conquiste arrivate grazie al femminismo e ai movimenti per i diritti Lgbtq. Tra questi successi includerei appunto anche i recenti cambiamenti nel concetto di mascolinità. Finalmente agli uomini, di sinistra e di destra, è consentito esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni in pubblico. È un trend che va avanti da 20 anni e che vediamo nella vita privata come in quella pubblica”.

Il record di Alternativet dovrebbe comunque durare poco. L’autoesilio di Ken da Barbieland non durerà per sempre: Torsten Gejl ha fatto sapere che quando si sarà ripreso dallo stress tornerà in Parlamento. Il suo gruppo non sarà più tutto al femminile ma ci sarà comunque da festeggiare.

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