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La “unhappy hour” dei pub inglesi, pinte e cocktail a prezzi più alti quando i locali sono più affollati

(afp)
Sta facendo molto discutere la decisione del gruppo proprietario di diversi locali nel Regno Unito. Con l’inflazione che cresce di giorno in giorno, questo è solo l’ultimo degli aumenti a colpire le tasche dei britannici
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LONDRA -  Qualcuno la chiama già la "unhappy hour”, ossia l’ora infelice, al contrario di quella canonica - “happy hour” - in cui pinte e cocktail sono scontati, soprattutto nel primo pomeriggio quando pub e bar sono meno popolati. Ora in Inghilterra, invece, si assiste alla tendenza opposta: ossia aumentare il prezzo di birra, vino e liquori quando i locali sono più affollati, nei weekend, la sera, o durante la trasmissione di grandi eventi sportivi.

La decisione che sta facendo scalpore oltremanica è del gruppo Stonegate, il più grande del Paese, che gestisce circa 4500 pub, bar e ristoranti, come la catena “Slug & Lettuce” e Yates. Il provvedimento, ufficiale, prevede di far pagare pinte e bicchieri di bevande alcoliche 20 pence (meno di 25 centesimi di euro) in più a consumazione. “Abbiamo deciso così perché nelle ore più affollate dei nostri locali abbiamo bisogno di più risorse per pagare baristi, buttafuori, addetti alle pulizie... Vogliamo essere trasparenti. M…

LONDRA -  Qualcuno la chiama già la "unhappy hour”, ossia l’ora infelice, al contrario di quella canonica - “happy hour” - in cui pinte e cocktail sono scontati, soprattutto nel primo pomeriggio quando pub e bar sono meno popolati. Ora in Inghilterra, invece, si assiste alla tendenza opposta: ossia aumentare il prezzo di birra, vino e liquori quando i locali sono più affollati, nei weekend, la sera, o durante la trasmissione di grandi eventi sportivi.

La decisione che sta facendo scalpore oltremanica è del gruppo Stonegate, il più grande del Paese, che gestisce circa 4500 pub, bar e ristoranti, come la catena “Slug & Lettuce” e Yates. Il provvedimento, ufficiale, prevede di far pagare pinte e bicchieri di bevande alcoliche 20 pence (meno di 25 centesimi di euro) in più a consumazione. “Abbiamo deciso così perché nelle ore più affollate dei nostri locali abbiamo bisogno di più risorse per pagare baristi, buttafuori, addetti alle pulizie... Vogliamo essere trasparenti. Ma una simile flessibilità significa anche che continueremo le nostre offerte di “happy hour” nelle ore meno affollate dei nostri locali”.

“Almeno qualcuno lo ammette, visto che è una pratica che adottiamo tutti da sempre, ma molto spesso non lo annunciamo”, dichiara un anonimo imprenditore del settore della ristorazione al Guardian. Molti clienti bevitori non ci stanno però e su Twitter annunciano boicottaggi: “Pub da evitare come la peste!". Anche perché, come ha provato il Daily Mail, nei momenti più affollati dei locali del gruppo Stonegate, i rincari possono salire anche di 50 pence a bicchiere. E conoscendo le abitudini alcoliche degli inglesi, questo si tramuta in un rincaro sostanzioso a fine settimana.

Ma l’inflazione ha già colpito pesantemente le tasche dei britannici, e i 20 pence in più di Stonegate sono solo l’ultima mazzata: dopo il Covid e la guerra in Ucraina, il costo di una pinta di birra è salito vertiginosamente nei pub, con punte di 8 o 9 sterline al centro di Londra (circa 10 euro) e per gli spritz si parte da 12-13. Anche perché se per diversi mesi l’inflazione oltremanica ha galoppato intorno al 10% o più, per quanto riguarda i beni alimentari si è scavallato anche il 20% di aumento rispetto all’anno precedente.

Il settore della ristorazione tra l’altro è in crisi, afflitto tra le altre cose dalle bollette energetiche molto alte, e dalla scarsa occupazione post Brexit e post sistema di immigrazione “australiano", con una buona fetta del giovane personale europeo sparito negli ultimi anni. Non a caso, pub e ristoranti britannici hanno l’11% di posti di lavoro ancora vacanti. In totale, sono 132mila le posizioni che non si riescono a colmare con la manodopera al momento presente nel Paese, ossia il 48% in più rispetto ai livelli pre pandemici.

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