Medinskij, l’uomo che sussurra a Putin: così il ghostwriter del presidente riscrive la storia
di Enrico FranceschiniVladimir Medinskij
LONDRA – Nell’anno scolastico appena cominciato in Russia, gli studenti hanno un libro di storia completamente nuovo. Presenta Josif Stalin, il dittatore responsabile della morte di 20 milioni di suoi compatrioti nel Gulag, come un leader saggio e benevolo, ingiustamente malignato dall’Occidente. Accusa Mikhail Gorbaciov, il capo del Cremlino che con la perestrojka cercò di democratizzare il comunismo sovietico, di avere provocato il crollo dell’Urss sotto pressioni degli Stati Uniti. E descrive la guerra in Ucraina come un’operazione necessaria a salvare la madre patria dalle minacce della Nato.
Autore principale di questo manuale di storia radicalmente revisionista è Vladimir Medinskij, ex-ministro della Cultura russo, ex-deputato di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, e direttore della Società per la Storia Militare Russa, un’organizzazione para-governativa con il compito di glorificare il passato militare di Mosca. Ma Medinskij ha anche un altro ruolo, rimasto finora segre…
LONDRA – Nell’anno scolastico appena cominciato in Russia, gli studenti hanno un libro di storia completamente nuovo. Presenta Josif Stalin, il dittatore responsabile della morte di 20 milioni di suoi compatrioti nel Gulag, come un leader saggio e benevolo, ingiustamente malignato dall’Occidente. Accusa Mikhail Gorbaciov, il capo del Cremlino che con la perestrojka cercò di democratizzare il comunismo sovietico, di avere provocato il crollo dell’Urss sotto pressioni degli Stati Uniti. E descrive la guerra in Ucraina come un’operazione necessaria a salvare la madre patria dalle minacce della Nato.
Autore principale di questo manuale di storia radicalmente revisionista è Vladimir Medinskij, ex-ministro della Cultura russo, ex-deputato di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, e direttore della Società per la Storia Militare Russa, un’organizzazione para-governativa con il compito di glorificare il passato militare di Mosca. Ma Medinskij ha anche un altro ruolo, rimasto finora segreto: è il ghostwriter dei testi e dei discorsi sulla storia della Russia firmati negli ultimi anni da Putin in persona. Incluso il lungo e controverso saggio pubblicato nel 2021 in cui il presidente affermava che russi e ucraini sono un solo popolo, che l’Impero zarista russo e l’Unione Sovietica comunista non hanno mai calpestato i diritti dell’Ucraina, e che l’Ucraina non ha diritto di esistere. Argomentazioni ripetute in seguito da Putin un’infinità di volte per giustificare la decisione presa nel febbraio 2022 di conquistare Kiev.
A rivelare che Medinskij è l’autore segreto degli scritti storici di Putin è Mikhail Zygar, uno dei più noti giornalisti russi, in un articolo pubblicato oggi sul New York Times. Fondatore e direttore dal 2010 di una rete televisiva indipendente a Mosca che contrastava la propaganda del Cremlino, in passato un reporter di Kommersant, una delle testate più libere finché Putin non ha completamente censurato la stampa, tre giorni dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina, da lui fortemente condannata, per evitare di essere arrestato Zygar è fuggito a Berlino, dove ora vive e collabora al settimanale tedesco Der Spiegel.
Nell’articolo per il quotidiano newyorchese svela che Medinskij, figlio di un ufficiale dell’Armata Rossa, laureato al prestigioso Istituto di Affari Internazionali di Mosca, fabbrica di diplomatici e quadri di partito in epoca sovietica, dopo il crollo dell’Urss diventa un pubblicitario, studiando le tecniche del marketing e lavorando come lobbista per l’industria del tabacco. È a quei tempi che Zygar fa la sua conoscenza personale, rimanendo stupito, ma non troppo, quando il giovane specialista delle pubbliche relazioni si imbarca sul carro di Putin ed entra in politica. Eletto deputato nelle file del partito del presidente, nel 2007 Medinskij inizia a pubblicare una serie di libricini intitolati “Miti da sfatare sulla Russia”, nei quali riscrive la storia della sua patria in versione ultranazionalista: tutto quello che Mosca ha fatto è bene, generalmente in risposta a provocazioni e complotti occidentali. Perfino Ivan il Terribile, uno degli zar più spietati, viene raccontato come un leader buono e generoso. La sua visione coincide con la svolta sempre più autoritaria di Putin: non sorprendentemente il deputato-storico attira l’attenzione del leader del Cremlino, che lo nomina ministro della Cultura.
Nel 2020 perde il prestigioso incarico in un rimpasto di governo, ma in compenso diventa assistente personale del presidente, un posto in cui può influire ancora di più su Putin. Anche perché scoppia la pandemia del Covid, il presidente si chiude alla dacia fuori città, isolandosi e passando il tempo a riflettere su una delle sue ossessioni: la storia. L’ex-ministro che scriveva manualetti per sfatare i presunti “miti negativi” sulla Russia diventa così un ghostwriter ideale.
Non è che Medinskij scriva i discorsi di Putin tutto da solo, afferma il giornalista russo nell’articolo sul New York Times: ricevute istruzioni su quello che il presidente vorrebbe dire, le trasmette agli storici della Società per la Storia Militare Russa, poi rivede e corregge il loro lavoro, infine trasmette la bozza finale al capo del Cremlino. Come nei suoi libretti sui “Miti sulla Russia”, il ghostwriter non dà troppa importanza ai fatti storici: usa piuttosto le tecniche apprese nella pubblicità e nel marketing per creare una narrazione suadente, di facile appiglio popolare. La stessa tecnica che ha ora utilizzato per riscrivere i libri di storia per le scuole russe.
Secondo indiscrezioni raccolte da Zygar per l’articolo, Medinskij ha come modelli Andrej Zhdanov, il braccio destro di Stalin dopo la Seconda guerra mondiale, e Mikhail Suslov, l’ideologo di Breznev che incitava alla persecuzione dei dissidenti. “Naturalmente, è soltanto una parodia di quei due”, conclude il giornalista, “come i suoi libri sono una parodia della storia russa”. Ma intanto l’ex-pubblicitario è diventato l’uomo che sussurra a Putin. Il ghostwriter che influenza la narcisistica visione nazionalista del presidente russo, offrendogli le ragioni per continuare la guerra in Ucraina e dipingere l’Occidente come la fonte di tutti i mali.