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La controffensiva ucraina: ultima finestra prima che arrivi il Generale Autunno

(afp)
Le mosse dei generali di Kiev sono condizionate dalle previsioni meteorologiche che lasciano al massimo un mese di azione per arrivare alla vittoria
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Le forze ucraine stanno aumentando la pressione su gran parte della linea difensiva russa, dalla foce del Dnipro a Bakhmut: si preparano a gettare nella mischia tutte le riserve di uomini e mezzi. Una scelta obbligata, perché le mosse dei generali di Kiev sono condizionate dalle previsioni meteorologiche che gli lasciano al massimo un mese per arrivare alla vittoria.

Il global warming regalerà un ottobre mite, con temperature superiori ai venti gradi nelle prime settimane e soprattutto senza pioggia. Questo significa un terreno ideale per le operazioni dei tank e dei blindati, in grado di correre a tutta velocità nel campo di battaglia che li separa da Melitopol e Berdyansk. Inoltre permette di spostare rapidamente i rifornimenti via camion. E infine offre l’opportunità di varcare il fiume Dnipro con le acque al minimo: in questi giorni sono segnalate diverse teste di ponte, forse lanciate come diversivi, forse destinate ad aprire un altro fronte d’attacco in profondità.

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Le forze ucraine stanno aumentando la pressione su gran parte della linea difensiva russa, dalla foce del Dnipro a Bakhmut: si preparano a gettare nella mischia tutte le riserve di uomini e mezzi. Una scelta obbligata, perché le mosse dei generali di Kiev sono condizionate dalle previsioni meteorologiche che gli lasciano al massimo un mese per arrivare alla vittoria.

Il global warming regalerà un ottobre mite, con temperature superiori ai venti gradi nelle prime settimane e soprattutto senza pioggia. Questo significa un terreno ideale per le operazioni dei tank e dei blindati, in grado di correre a tutta velocità nel campo di battaglia che li separa da Melitopol e Berdyansk. Inoltre permette di spostare rapidamente i rifornimenti via camion. E infine offre l’opportunità di varcare il fiume Dnipro con le acque al minimo: in questi giorni sono segnalate diverse teste di ponte, forse lanciate come diversivi, forse destinate ad aprire un altro fronte d’attacco in profondità.

Condizioni perfette per i comandanti ucraini, che dopo avere logorato per tre mesi e mezzo lo schieramento russo ora intensificano il ritmo dell’offensiva.

Ma sanno che il conto alla rovescia è cominciato: entro l’inizio di novembre si scateneranno le piogge e la pianura diventerà una trappola per i Leopard 2 da sessanta tonnellate e per i blindati su ruote della fanteria. Inizierà quello che i russi chiamano Rasputitsa, il fango che cancella le strade, e paralizzerà i movimenti dell’armata di Kiev.

Solo a dicembre inoltrato il ghiaccio permetterà di riprendere l’attività delle brigate corazzate. Un fattore che anche gli alleati della Nato dovrebbero tenere in considerazione: aiuti bellici come i missili Atacms, che la Casa Bianca dopo una serie di ripensamenti ora potrebbe autorizzare, arriveranno troppo tardi per contribuire alla battaglia.

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