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La lezione di Scienze del papa ambientalista

(ansa)
Il pontefice aggiorna l’enciclica Laudato Si’ e prova a smuovere le coscienze dei potenti del mondo in vista dellla Cop 28 di Dubai
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Il 24 maggio 2015 papa Francesco pubblicò la sua seconda enciclica e cambiò il mondo. La chiamò “Laudato Sì”, come l’incipit del Cantico delle Creature, ma il suo non era soltanto un omaggio al santo da cui ha preso il nome pontificale: era una svolta. Per la prima volta nella storia millenaria della Chiesa un’enciclica si occupava del rapporto fra gli esseri umani e la natura. Qualche mese più tardi a Parigi quasi tutti i paesi del mondo, riuniti per questi appuntamenti annuali che si chiamano Cop, approvarono uno storico accordo in virtù del quale adesso siamo impegnati a ridurre le emissioni inquinanti, in particolare quelle provocate dalla combustione di petrolio e carbone, in modo da contenere l’aumento della temperatura della Terra. Quell’accordo è ancora oggi la nostra stella polare per contrastare il riscaldamento globale; e quell’enciclica resta il documento politico più importante che ne spiega le motivazioni profonde, l’urgenza.

Ieri papa Francesco ha voluto aggiornarla co…

Il 24 maggio 2015 papa Francesco pubblicò la sua seconda enciclica e cambiò il mondo. La chiamò “Laudato Sì”, come l’incipit del Cantico delle Creature, ma il suo non era soltanto un omaggio al santo da cui ha preso il nome pontificale: era una svolta. Per la prima volta nella storia millenaria della Chiesa un’enciclica si occupava del rapporto fra gli esseri umani e la natura. Qualche mese più tardi a Parigi quasi tutti i paesi del mondo, riuniti per questi appuntamenti annuali che si chiamano Cop, approvarono uno storico accordo in virtù del quale adesso siamo impegnati a ridurre le emissioni inquinanti, in particolare quelle provocate dalla combustione di petrolio e carbone, in modo da contenere l’aumento della temperatura della Terra. Quell’accordo è ancora oggi la nostra stella polare per contrastare il riscaldamento globale; e quell’enciclica resta il documento politico più importante che ne spiega le motivazioni profonde, l’urgenza.

Ieri papa Francesco ha voluto aggiornarla con una “esortazione per tutti gli uomini di buona volontà”, che punta a smuovere le coscienze dei potenti del mondo in vista del prossimo appuntamento mondiale, la Cop28 che si terrà a Dubai all’inizio dicembre. Non tira una bella aria per gli ambientalisti: nell’agenda globale sembra esserci sempre un problema più urgente da affrontare rispetto alla transizione ecologica mentre si infittiscono le fila dei negazionisti, di quelli che dicono che ha sempre fatto caldo, che ci sono sempre stati tifoni e alluvioni, che i ghiacciai si sono sciolti e poi si sono riformati per milioni di anni. Insomma che stiamo facendo tanto rumore per nulla. È soprattutto a costoro che si rivolge il papa con l’esortazione “Laudate Deum”, lodate il Signore, ovvero, dice il pontefice, non mettete l’uomo e la tecnologia al centro di tutto, ma il Creato, di cui l’uomo è parte fondamentale ma non esclusiva.

Ai negazionisti del cambiamento climatico il papa si rivolge con un testo di una chiarezza esemplare: non c’è il tono austero della dottrina della Chiesa; non ci sono le inevitabili complessità della scienza; e non ci sono nemmeno le invettive degli ambientalisti più preoccupati, quelli che ricorrono ad azioni estreme per provare a catturare la nostra attenzione. La “Laudate Deum” tiene però assieme tutte queste esigenze e ne fa una sintesi accessibile a chiunque. È un testo - scientificamente solidissimo - che potrebbe animare i dibattiti nelle scuole, che potrebbe finire sulle stories di un social network condiviso migliaia di volte. Forse accadrà. Forse la Cop di Dubai non sarà il fallimento che tanti temono. In ogni caso non credo ci sia mai stato un papa nel ruolo di divulgatore scientifico. Non sta parlando ai vescovi, papa Francesco, sta parlando a tutti noi che non stiamo facendo abbastanza e che i danni del cambiamento climatico li stanno già pagando i più poveri costretti a lasciare i loro paesi. Ci sta dicendo di smetterla con le finte promesse e di provare davvero a cambiare il mondo. 

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