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Granate e cocaina sull’aereo precipitato, l’ultimo attacco di Putin a Prigozhin

Uno dei "memoriali" per ricordare il capo della Wagner Prigozhin

 (afp)
Il presidente russo al Forum Valdai: "Trovati frammenti nei corpi" e "5 chili di droga a casa". Nessun "impatto esterno"
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L’ultima denigrazione di Evgenij Prigozhin arriva "post mortem". Nei corpi delle vittime dello schianto del jet privato del capo di Wagner “che non ha subito alcun impatto esterno” sono stati trovati “frammenti di granate”. A dirlo è stato il presidente russo Vladimir Putin intervenendo al Forum Valdai a Sochi.

Putin non ha fornito ulteriori dettagli su come una granata o più granate potessero essere state fatte esplodere a bordo, ma si è rammaricato del fatto che gli investigatori non avessero testato la presenza di alcol e droghe nei corpi delle dieci persone morte nello schianto. “Secondo me un simile esame avrebbe dovuto essere effettuato, ma così non è stato”.

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Il leader del Cremlino ha tuttavia ricordato che, durante la perquisizione nell’ufficio di Prigozhin a San Pietroburgo, in seguito all’ammutinamento, oltre che 10 miliardi di rubli (circa 100 milioni di dollari al tasso attuale), erano stati trovati cinque chilogrammi di cocai…

L’ultima denigrazione di Evgenij Prigozhin arriva "post mortem". Nei corpi delle vittime dello schianto del jet privato del capo di Wagner “che non ha subito alcun impatto esterno” sono stati trovati “frammenti di granate”. A dirlo è stato il presidente russo Vladimir Putin intervenendo al Forum Valdai a Sochi.

Putin non ha fornito ulteriori dettagli su come una granata o più granate potessero essere state fatte esplodere a bordo, ma si è rammaricato del fatto che gli investigatori non avessero testato la presenza di alcol e droghe nei corpi delle dieci persone morte nello schianto. “Secondo me un simile esame avrebbe dovuto essere effettuato, ma così non è stato”.

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Il leader del Cremlino ha tuttavia ricordato che, durante la perquisizione nell’ufficio di Prigozhin a San Pietroburgo, in seguito all’ammutinamento, oltre che 10 miliardi di rubli (circa 100 milioni di dollari al tasso attuale), erano stati trovati cinque chilogrammi di cocaina. Una chiara allusione. E ha ribadito che non c’era traccia di “impatto esterno” al velivolo smentendo così l’ipotesi che sia stato un missile ad abbattere l’aereo come avevano subito ipotizzato gli ucraini.

Il presidente russo ha lasciato agli ascoltatori trarre le conclusioni, ma la sua versione dei fatti è facile da dedurre. “Ebbene, la sensazione principale di Putin, semplificando ed esagerando notevolmente, è che l’incidente aereo sia avvenuto in seguito all’esplosione di una bomba a mano, forse a causa dell’abuso di cocaina. Questo, ovviamente, è un tentativo deliberato di distruggere la reputazione di Prigozhin”, commenta la politologa russa indipendente Tatjana Stanovaja.

Prigozhin è morto, insieme ai suoi più stretti collaboratori, il 23 agosto, a due mesi esatti dal fallito ammutinamento, nello schianto del suo jet privato a Nord di Mosca mentre era in viaggio verso San Pietroburgo. Una vendetta da parte del Cremlino, hanno ipotizzato l’Ucraina e l’Occidente. Accuse che Mosca ha respinto come “una bugia assoluta”.

Le ipotesi sullo schianto aereo


Secondo l’intelligence statunitense, a causare lo schianto dell’aereo sarebbe stata un’esplosione. Gli investigatori russi, invece, non hanno ancora chiarito se propendono per l’ipotesi di un attentato, di un problema tecnico o di un errore umano. E hanno rifiutato la disponibilità del Brasile, dov’era stato costruito il business jet Embraer, di partecipare all’inchiesta.

L’unica indagine aperta finora riguarda violazioni delle norme di sicurezza aerea. Ma le parole di Putin sembrano mettere un punto finale alle inchieste.


Il nuovo destino di Wagner

La damnatio memoriae è pressoché completa. Wagner così com'era non esiste più. Dopo la rivolta del 23 e 24 giugno, ai mercenari era stata data la possibilità di tornare alla vita civile, trasferirsi in Bielorussia o firmare nuovi contratti con il Ministero della Difesa. Secondo Putin, “migliaia di combattenti” avrebbero scelto questa terza opzione.

“E se lo desiderano, allora prenderanno parte ai combattimenti. Lo fanno sulla base di contratti individuali firmati, cosa che prima non avveniva”.
Gli ex mercenari oramai fanno parte di “unità di volontari” all’interno dell’esercito russo il cui comando la scorsa settimana è stato affidato all’ex comandante di Wagner Andrej Troshev, nome di battaglia Sedoj, Capelli Grigi.
Il futuro delle compagnie di mercenari

Interrogato sul futuro delle cosiddette “compagnie militari private” in Russia, Putin ha detto che, dal momento che non esiste alcuna legge su tali gruppi, la loro esperienza finora è stata “goffa”.

“Non abbiamo ancora un consenso in Russia sulla necessità o meno di tali formazioni. È un processo complicato. Ne stiamo discutendo e riflettendo", ha detto Putin. "In molti Paesi queste aziende esistono, lavorano attivamente e, soprattutto, lavorano all’estero, lo sappiamo tutti bene. Che ne abbiamo bisogno o no, ci penseremo”.

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