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Donald Tusk, leader dell'opposizione, sul palco festeggia gli exit poll

Donald Tusk, leader dell'opposizione, sul palco festeggia gli exit poll

 (afp)

Elezioni Polonia, exit poll: maggioranza assoluta all'opposizione europeista, ma il Pis è primo partito. Verso l’affluenza più alta della storia democratica

I polacchi al voto per il rinnovo del parlamento. Affluenza altissima: battuto il dato delle prime elezioni democratiche, quelle del 1989

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Varsavia – Alle nove e un quarto, la leggenda del giornalismo polacco, Adam Michnik, gongola in mezzo alla redazione del giornale che ha fondato nell’anno della caduta del muro di Berlino. E alla Gazeta Wyborcza, che ha pagato la sua testarda indipendenza con una valanga di querele del governo uscente di Diritto e giustizia, il sollievo è palpabile. Michnik sorride: “Nel 1989 siamo stati noi polacchi i primi a spazzare via il comunismo, ora siamo i primi a spazzare via il trumpismo. Questa è la fine del kaczynskismo!”

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I risultati vanno ancora presi con le pinze, ma se fossero confermati, la Polonia potrebbe aver davvero voltato pagina. E’ vero, il partito di governo Pis è primo (36%). Ma non ha abbastanza seggi per formare una maggioranza. Neanche con l’ultradestra Konfederacja, che prende molto meno che nei sondaggi e si ferma al 6%. Insieme, Pis e ultradestra avrebbero 212 seggi: per la maggioranza al Sejm (la Camera bassa) ne servono almeno 230.

Trionfa contro le attese, battendo anche i sondaggi più ottimistici, l’opposizione di Donald Tusk. La sua Piattaforma civica supera secondo gli exit poll il 31% (163 seggi); la Terza via incassa il 13% (55 seggi) e la Nuova sinistra l’8,6% (30 seggi).

L’opposizione potrebbe conquistare 248 scranni: una maggioranza amplissima per governare d’ora in poi la Polonia.

I seggi si sono chiusi alle 21. Dopo gli exit poll non sono previste proiezioni ma direttamente i risultati parziali, che potrebbero arrivare anche nella notte.

Tusk: “Finita la stagione populista”

E l’ex premier lo rivendica da subito, dal primo intervento a pochissimi minuti dalla diffusione degli exit poll. “Quest’era cupa è finita, il regno populista di Diritto e Giustizia è finito", ha esultato raggiante Tusk davanti ai suoi sostenitori. “La Polonia ha vinto, la democrazia ha vinto”.

Il suo rivale, Jaroslaw Kaczynski, non si dà ancora per vinto. L’immarcescibile padre padrone di Diritto e giustizia ha promesso che “faremo tutto il possibile” per tornare al potere. “I prossimi saranno giorni di lotta e tensione”.

Elezioni in Polonia: possibile la maggioranza europeista Ko + NI + Td

Il pallino è in mano al presidente della Repubblica Andrzej Duda, e all’opposizione molti temono che l’esponente di Diritto e Giustizia possa favorire il suo partito. Incaricandolo di formare un governo e concedendogli molto tempo per pescare parlamentari anche da altri partiti - compresa Terza via.

Ma qualcuno, a microfoni spenti, scommette sul mandato in scadenza tra un anno di Duda. “E’ alla ricerca di un incarico internazionale - ragione un parlamentare di Piattaforma civica - e io dubito che si metterà contro Tusk, sapendo che alla fine potrebbe essere costretto a dargli l’incarico di governo”.

Elezioni in Polonia, verso l’affluenza più alta della storia polacca

La voglia di cambiamento in Polonia ha prodotto anche la più grande affluenza di sempre: il 72%. Il record precedente era stato registrato nel 1989. Alle prime elezioni semilibere dopo mezzo secolo di comunismo, il 62% degli elettori era andato a votare per accelerare la fine del regime. E l’89 è stato un leitmotiv di questa agguerrita campagna elettorale.

Anche al suo ultimo comizio a Pruszkow, Tusk aveva definito il giorno del voto “il più importante nella nostra storia democratica dal 1989”.

(reuters)

Cosa dicevano i sondaggi prima del voto

Nelle stesse ore anche il padre-padrone di Diritto e Giustizia arringava la folla nell’ultimo comizio: “Quest’elezione mostrerà se la Polonia sarà governata dai polacchi o da Berlino e Bruxelles”. Il leader di Pis aveva aggiunto che “non vogliamo le urla e l’odio che riempiono i media e impressionano le menti più deboli”. Ma l’odio e la polarizzazione sono stati proprio la cifra dei suoi governi paranoici, in questi ultimi vent’anni

A Varsavia, un seggio era stato istituito ieri nel leggendario Palazzo della cultura che torreggia nel centro. Nella tarda mattinata, nella lunga fila all’ingresso, il ventenne Bartosz saltellava da un piede all’altro per battere il freddo. “E’ la prima volta che voto, ho scelto la Sinistra perché sono stanco di vedere sempre le stesse facce, quelle di Donald Tusk e Jaroslaw Kaczynski, da quando ero bambino”, ci ha raccontato. “Spero soprattutto - ha aggiunto - nella fine di questa Polonia così lacerata dall’odio”.

Il premier polacco Mateusz Morawiecki

Il premier polacco Mateusz Morawiecki

 (afp)

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