L’incubo del terrorismo islamico torna a spaventare l’Europa. È ancora senza esito la caccia all’uomo che ha aperto il fuoco nel centro di Bruxelles urlando “Allah akbar” e ha ucciso due persone. L’attentatore si è poi dato alla fuga e ha rivendicato l’attacco a nome dell’Isis.
Le due vittime sono di nazionalità svedese. È probabile che ci sia un collegamento con le polemiche nel mondo musulmano per le copie del Corano bruciate a Malmo da rifugiati iracheni. In serata allo stadio Re Baldovino era in programma la partita Belgio-Svezia, poi sospesa, e le due persone uccise indossavano una maglia della nazionale svedese.
La procura ha reso noto che l’autista del taxi su cui viaggiavano è rimasto ferito ed è fuori pericolo. Testimoni citati da Le Soir hanno riferito di aver visto fuggire in scooter un individuo armato che indossava un giubbotto arancione fluorescente e un casco bianco. L’uomo avrebbe sparato con un’arma pesante nell'atrio di un edificio e poi contro due persone in un taxi.
L’attentatore è stato identificato: si chiama Abdeslam Lassoued, 45 anni, tunisino, una condanna per terrorismo nel suo Paese e probabilmente un passaggio in Italia.
Il video dell’attentatore
Il presunto attentatore ha rivendicato la responsabilità dell’azione con un video sui social: "Sono Abdesalem Guilani, mi sono vendicato per i musulmani. Ho ucciso tre svedesi proprio ora”, dice in arabo. E ancora: “Sono un mujahid dello Stato islamico. Amiamo chi ci ama e odiamo chi ci odia. Si vive per la fede e si muore per la fede. Sono pronto a incontrare Dio felice e sereno".
Attentato nel centro di Bruxelles, due morti: il video del terrorista che apre il fuoco e scappa
Su un profilo Facebook accessibile fino alle 21.25 e poi chiuso l’uomo ha fatto riferimento al conflitto tra Israele e Hamas e al bambino ucciso negli Stati Uniti perché palestinese. La procura federale belga ha specificato che “allo stato attuale non c'è nulla che indichi un legame potenziale con la situazione israelo-palestinese". Secondo alcuni media, l’attentatore era noto ai servizi di intelligence federali per la sua radicalizzazione islamica. Il quotidiano La Libre ha scritto che si tratta di un tunisino richiedente asilo dal 2019. Sarebbe domiciliato a Schaerbeek, quartiere della capitale tra i più densamente popolati dalla comunità turca e da quella nordafricana. Una zona teatro di perquisizioni nel corso della notte.
Allerta massima
Il Belgio ha portato il livello di allerta a quattro, il massimo previsto, sinonimo di minaccia terroristica “grave e imminente”. È stata rafforzata anche la sicurezza attorno allo stadio. E dopo il primo tempo le squadre non sono tornate in campo, mentre al pubblico è stato comunicato di rimanere nell’impianto e mantenere la calma. Le autorità hanno approntato un piano di evacuazione che prevedeva la creazione di un “perimetro sicuro” attraverso il quale guidare “i tifosi fuori dallo stadio, blocco per blocco”.
I servizi di emergenza e di polizia sono stati mobilitati. Il premier, il ministro dell'Interno e quello della Giustizia si sono riuniti al Centro nazionale di crisi per monitorare la situazione.
Gli accessi all’Europarlamento sono stati bloccati e le persone che si trovavano nel complesso sono state invitate a restare all’interno.
L’attentato di Bruxelles segue quello di Arras, in Francia, in cui qualche giorno fa è stato ucciso un insegnante. In seguito a quanto accaduto a Bruxelles, il governo francese ha deciso di intensificare i controlli al confine con il Belgio.
Lo sgomento dei tifosi svedesi allo stadio
L’ambasciatrice italiana in Belgio, Federica Favi, ha detto a Sky Tg24 che al momento non c’è nessun italiano coinvolto nell’attentato.
Le reazioni
"Stiamo monitorando la situazione e chiediamo ai cittadini di Bruxelles di essere vigili", ha scritto sui social il primo ministro belga, Alexander De Croo, porgendo le sue "più sincere condoglianze ai cari delle vittime del vile attentato di Bruxelles".
"Il mio pensiero va questa sera alle famiglie delle due vittime dell'ignobile attentato avvenuto a Bruxelles. Il mio assoluto sostegno alle forze di polizia affinché catturino rapidamente il sospettato. Siamo uniti contro il terrorismo", ha scritto su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Il presidente del Consiglio Ue Charles Michel ha sottolineato da parte sua che “il cuore dell’Europa è stato colpito dalla violenza”. “Il mio cuore va alle famiglie dell’attacco. Il mio sostegno va alle autorità e ai servizi di sicurezza che stanno monitorando la situazione”, ha aggiunto.
Palazzo Chigi ha diffuso una nota: "Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue con preoccupazione le notizie sull'attentato compiuto a Bruxelles, nel cuore dell'Europa. L'Italia condanna con decisione ogni forma di violenza, fanatismo e terrorismo, ed esprime il più profondo cordoglio per le vittime e per le loro famiglie".
Il capo dello Stato francese Emmanuel Macron, in visita in Albania, ha reagito all’attentato affermando che "la nostra Europa è messa a soqquadro".
E anche il Consiglio musulmano del Belgio, l'organismo rappresentativo della fede islamica e l'interlocutore ufficiale della comunità musulmana belga, ha condannato con la massima fermezza l'attentato commesso a Bruxelles invitando a essere “estremamente fermi nel proteggere la nostra comunità nazionale”.
Gli attentati del 2016
Bruxelles aveva già vissuto il terrore il 22 marzo 2016, quando fu colpita da tre attacchi coordinati: due presso l'aeroporto di Bruxelles-National, nel comune di Zaventem, e uno alla stazione della metropolitana di Maelbeek/Maalbeek, nel comune della capitale.
Gli attentati, rivendicati il giorno stesso dall'Isis, provocarono la morte di 32 persone, più i tre attentatori suicidi, e 340 feriti. Per il Belgio sono stati gli attentati col maggior numero di vittime dalla fine della seconda guerra mondiale.