Il terrorista ucciso dalla polizia: processo alle falle nella sicurezza a Bruxelles
dalla nostra inviata Anais GinoriBRUXELLES — Il Belgio si è svegliato ieri con il sollievo di sapere che Abdesalem Lassoued, il terrorista che lunedì notte ha ucciso due svedesi e ferito un terzo nella centrale place Sainctellet, era stato fermato dalla polizia. Il tunisino di 45 anni è stato avvistato in un café di Schaerbeek da abitanti del quartiere che hanno allertato la polizia. Nell’intervento Lassoued è stato ferito al torace ed è poi morto in ospedale. Ma se la caccia all’uomo, durata per una lunghissima notte, si è conclusa senza altre vittime, rimangono una scia di domande e polemiche a cui i ministri e il premier Alexander de Croo hanno cercato di rispondere ieri pomeriggio.
La promessa di fedeltà all’Isis
Il governo belga non ha escluso che esista un nesso con il…
BRUXELLES — Il Belgio si è svegliato ieri con il sollievo di sapere che Abdesalem Lassoued, il terrorista che lunedì notte ha ucciso due svedesi e ferito un terzo nella centrale place Sainctellet, era stato fermato dalla polizia. Il tunisino di 45 anni è stato avvistato in un café di Schaerbeek da abitanti del quartiere che hanno allertato la polizia. Nell’intervento Lassoued è stato ferito al torace ed è poi morto in ospedale. Ma se la caccia all’uomo, durata per una lunghissima notte, si è conclusa senza altre vittime, rimangono una scia di domande e polemiche a cui i ministri e il premier Alexander de Croo hanno cercato di rispondere ieri pomeriggio.
La promessa di fedeltà all’Isis
Il governo belga non ha escluso che esista un nesso con il conflitto israelo-palestinese, contesto in cui si moltiplicano gli appelli alla jihad. Lassoued, che aveva nel suo telefono un video nel quale prometteva fedeltà all’Isis, aveva come obiettivo preciso di colpire la Svezia. Il Paese è da mesi al centro di minacce dopo che ci sono stati diversi roghi di Corano da parte di rifugiati iracheni. Il borgomastro di Bruxelles, Philippe Close, riconosce ora che è stato un errore non aver valutato il rischio intorno alla partita di qualificazione per gli Europei che lunedì ospitava la Svezia. Daniel Van Calck, responsabile dell’ordine pubblico nella zona dello stadio cittadino, racconta di aver collaborato con le autorità svedesi prima dell’evento sportivo: «Nessuno ci ha mai parlato di un problema del genere», commenta Van Calck a proposito dell’affaire dei libri del Corano bruciati. Lassoued, si è scoperto ieri, era stato anche incarcerato in Svezia tra il 2012 e il 2014.
Le immagini dell'attentato
Lacune nella sorveglianza di Lassoued
Le due persone uccise nell’attacco sono un settantenne di Stoccolma e un sessantenne svedese con permesso di soggiorno in Svizzera. «È un attacco diretto alla Svezia», ha detto il premier svedese Ulf Kristersson che arriverà oggi a Bruxelles per rendere omaggio alle vittime. Emergono diverse lacune nella sorveglianza di Lassoued, a cui era stato rifiutato l’asilo politico nel 2019. Il tunisino aveva ricevuto un ordine di espulsione nel 2021, mai applicato perché se ne erano perse le tracce. È già cominciato il rimpallo di responsabilità tra governo e comune di Schaerbeek — un classico nel complesso sistema federale — a proposito del fatto che Lassoued non appariva più in nessun registro sugli stranieri in situazione irregolare.
Due volte le allerte sono state ignorate
Il suo nome non era neppure nelle liste dell’Ocam, l’organo belga che si occupa dell’analisi della minaccia terrorista. Per ben due volte delle allerte sul tunisino sono state ignorate. La prima risale al 2016 quando un’intelligence straniera l’aveva segnalato come radicalizzato. E poi qualche mese fa, dopo che un rifugiato aveva denunciato alla polizia minacce ricevute da Lassoued, sostenendo che era stato condannato per terrorismo in Tunisia. L’informazione si era rivelata falsa consultando le autorità di Tunisi, ma era previsto di esaminare meglio la segnalazione proprio ieri.
Abdesalem Lassoued in un video girato nel 2021 a Genova
Il comportamento da fanatico isolato
L’indagine dovrà cercare di stabilire eventuali complicità. Sono state fatte perquisizioni e fermate 4 persone che erano in contatto con il terrorista. Nonostante la rivendicazione in nome dell’Isis e l’uso di un’arma da guerra, la fuga di Lassaoued terminata in un banale café, nel quartiere dove viveva con la compagna e la figlia, fa propendere per un fanatico isolato. Secondo il procuratore federale, Frederic Van Leeuw, era un “lupo solitario”: «Non ci sono evidenze di una struttura più larga». Intanto Bruxelles ha mostrato la sua resilienza riaprendo subito scuole pubbliche e una normale circolazione dei mezzi pubblici. Il governo ha abbassato la soglia di allerta a 3, dal livello massimo 4, dichiarato nella notte di lunedì.