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Centinaia di morti nell’ospedale di Gaza. Israele e Palestinesi si accusano a vicenda

(reuters)
Hamas parla di 500 morti tra i civili e punta il dito contro i raid israeliani. Ma l’esercito israeliano ribalta le accuse: “E’ stato un missile della Jihad islamica caduto subito dopo il lancio”
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TEL AVIV — Ci sono due versioni opposte per la strage di civili più grave da quando è cominciata la campagna di bombardamenti di Israele a Gaza, poche ore prima della visita del presidente americano Joe Biden a Gerusalemme e mentre la regione trattiene il respiro per capire se la guerra resterà confinata dentro alla Striscia o si allargherà e coinvolgerà tutti.

La prima versione dice che una bomba israeliana ha colpito l’ospedale cristiano al Ahli nel centro di Gaza City pochi minuti dopo le sette di sera e ha ucciso cinquecento civili palestinesi. Viene dal portavoce del ministero della Sanità controllato da Hamas, Ashraf al Qudra, che parla di “genocidio” e di “500 morti”. Di solito i cinque livelli dell’ospedale in vetro e cemento non sono affollati, è una struttura non grande da ottanta posti letto, ma in questi giorni sono pieni, centinaia di persone cercano protezione dai bombardamenti, lì e anche nella contingua chiesa di San Porfirio – che appaiono come rifugi naturali per chi…

TEL AVIV — Ci sono due versioni opposte per la strage di civili più grave da quando è cominciata la campagna di bombardamenti di Israele a Gaza, poche ore prima della visita del presidente americano Joe Biden a Gerusalemme e mentre la regione trattiene il respiro per capire se la guerra resterà confinata dentro alla Striscia o si allargherà e coinvolgerà tutti.

La prima versione dice che una bomba israeliana ha colpito l’ospedale cristiano al Ahli nel centro di Gaza City pochi minuti dopo le sette di sera e ha ucciso cinquecento civili palestinesi. Viene dal portavoce del ministero della Sanità controllato da Hamas, Ashraf al Qudra, che parla di “genocidio” e di “500 morti”. Di solito i cinque livelli dell’ospedale in vetro e cemento non sono affollati, è una struttura non grande da ottanta posti letto, ma in questi giorni sono pieni, centinaia di persone cercano protezione dai bombardamenti, lì e anche nella contingua chiesa di San Porfirio – che appaiono come rifugi naturali per chi cerca un posto che non sarà colpito dai raid. Un primo video mostra fiamme violente da carburante che bruciano davanti all’edificio, un altro fa vedere una decina di corpi estratti al buio e sdraiati sul prato fuori dall’ospedale. L’esercito israeliano nei primi minuti non commenta, dice soltanto che l’episodio è “sotto inchiesta” e poco più tardi si limita a smentire Hamas, che nel frattempo fa circolare la notizia che gli israeliani avevano avvisato di sgombrare l’ospedale: è falso, dice.

Passano quasi quattro ore e alle dieci e quaranta arriva la versione di Israele: la responsabilità dell’esplosione è della Jihad islamica, il gruppo palestinese della Striscia alleato di Hamas. Il comunicato ufficiale dell’esercito israeliano dichiara: “L’analisi dei sistemi operativi delle Forze di Difesa israeliane indica che una salva di razzi è stata sparata da terroristi a Gaza ed è passata vicino all’ospedale Al Ahli di Gaza quando è stato colpito. Fonti d’intelligence multiple in nostro possesso indicano che la Jihad islamica è responsabile per il lancio fallito di un razzo che ha colpito l’ospedale a Gaza”.

I razzi che invece che volare per decine di chilometri verso le città israeliane cadono corti sui tetti di Gaza sono un evento abbastanza comune. Durante l’ultimo round di guerra, durato pochi giorni a maggio, su 507 razzi lanciati dalla Jihad islamica 110 sono caduti dentro alla Striscia e hanno ucciso quattro civili. Sono dati che erano stati forniti all’epoca dall’esercito israeliano, ma ci sono filmati che mostrano questi lanci falliti – del resto si tratta di ordigni costruiti in officine clandestine. Un video mostra l’esplosione ed è interessante per la parte audio, che sembra congruente con un razzo e non con le bombe da cinquecento e mille chilogrammi lanciate dai jet israeliani.

C’è anche un altro video, preso da lontano durante la corrispondenza live della troupe di al Jazeera, e mostra in lontananza, nel cielo scuro, un razzo avere un malfunzionamento, cadere verso il basso ed esplodere in città. Infine un terzo video, preso da una camera di sorveglianza nella fattoria di Netiv Haasara appena fuori dalla Striscia, mostra una salva di razzi e un’esplosione in contemporanea a terra – come se uno dei razzi fosse caduto.

«Il mondo intero deve saperlo: sono stati i terroristi barbari di Gaza che hanno attaccato l’ospedale a Gaza, non l’esercito israeliano. Quelli che hanno ucciso brutalmente i nostri bambini uccidono anche i loro bambini», ha detto il primo ministro Netanyahu. Ma in quattro ore la prima versione, quella sul bombardamento di Israele, ha fatto il giro del mondo e produce conseguenze. Cinquecento civili uccisi in un ospedale di Gaza sono una notizia capace di rovesciare tutta la situazione, di chiamare in causa quelli che finora erano quasi stati soltanto a osservare – come l’Iran, sponsor di Hezbollah – e di vanificare ogni tentativo di fermare l’allargamento della guerra. Cominciano subito rivolte a Ramallah, in Cisgiordania, contro l’Autorità nazionale palestinese considerata troppo vicina a Israele e ad Amman in Giordania attorno all’ambasciata israeliana. Biden al suo atterraggio troverà uno scenario molto peggiorato.

Sul confine nord tra Libano e Israele durante la giornata era continuata la guerra a bassa intensità tra il gruppo Hezbollah e l’esercito israeliano. Entrambi però si erano tenuti al di qua della soglia che farebbe cominciare un conflitto vero. Prima dell’alba quattro incursori di Hezbollah avevano tentato di piazzare una bomba oltre il reticolato ed erano stati uccisi. Qualche ora più tardi la fazione libanese aveva sparato quattro missili anticarro, senza però centrare nulla. Gli israeliani avevano risposto con fuoco d’artiglieria, come in un balletto coordinato che tiene entrambi occupati in attesa di ordini.

Nella Striscia di Gaza una bomba israeliana ha ucciso Iman Nufal, comandante della brigata di Hamas che controlla il centro della Striscia. Nufal è il settimo leader e il più importante finora caduto nella campagna di bombardamenti israeliani che ha ucciso circa tremila persone secondo i dati del ministero della Sanità palestinese. Un’altra bomba ha colpito la casa della famiglia del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, e ha ucciso quattordici persone del suo clan, tra loro forse anche il figlio Hazem

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