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Gaza, foto e filmati mostrano che il razzo della Jihad ha causato la strage all’ospedale

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L’esercito israeliano: “Non siamo stati noi”. Hamas insiste. Ma qualcosa non torna
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TEL AVIV — I primi ad accorgersi che qualcosa non va nella notizia del bombardamento israeliano che uccide cinquecento civili palestinesi in un ospedale di Gaza sono gli appassionati di geolocalizzazione, gente che passa le giornate ad analizzare una singola foto – per esempio: di un carro armato russo in Ucraina – e a capire dove è stata scattata con una precisione inferiore al metro.

Prima di continuare però vale la pena ricordare questo: ogni giorno ci sono centinaia di bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza e in dodici giorni hanno già fatto tremila vittime. I lutti e la sofferenza sono enormi. Se questa esplosione di martedì sera spicca sulle altre è perché il bersaglio era un ospedale, perché l’ospedale era stato scelto da molti sfollati come rifugio, perché la notizia ha scatenato rivolte in molti Paesi musulmani, per il numero di morti altissimo – Hamas ha detto: «Sono almeno cinquecento» – e perché c’è il rischio reale che sia usato come pretesto da Hezbollah in…

TEL AVIV — I primi ad accorgersi che qualcosa non va nella notizia del bombardamento israeliano che uccide cinquecento civili palestinesi in un ospedale di Gaza sono gli appassionati di geolocalizzazione, gente che passa le giornate ad analizzare una singola foto – per esempio: di un carro armato russo in Ucraina – e a capire dove è stata scattata con una precisione inferiore al metro.

Prima di continuare però vale la pena ricordare questo: ogni giorno ci sono centinaia di bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza e in dodici giorni hanno già fatto tremila vittime. I lutti e la sofferenza sono enormi. Se questa esplosione di martedì sera spicca sulle altre è perché il bersaglio era un ospedale, perché l’ospedale era stato scelto da molti sfollati come rifugio, perché la notizia ha scatenato rivolte in molti Paesi musulmani, per il numero di morti altissimo – Hamas ha detto: «Sono almeno cinquecento» – e perché c’è il rischio reale che sia usato come pretesto da Hezbollah in Libano o dall’Iran per entrare in guerra.

Torniamo alla geolocalizzazione. Gli esperti possono guardare una foto e capire dove è stata scattata da un’infinità di dettagli, come una linea elettrica, una curva della strada, un edificio oppure una particolare sequenza di edifici o di alberi e così via. Funziona anche con i filmati, anzi è ancora meglio. Martedì sera questi esperti si accorgono che c’è un filmato di Al Jazeera Mubasher dalla Striscia di Gaza che mostra un’esplosione nel buio proprio al momento del bombardamento dell’ospedale.

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Al Jazeera Mubasher è la diretta della tv satellitare del Qatar che può essere accusata di molte colpe tranne che di essere filo Israele. Il filmato è importante perché mostra una piccola esplosione a mezz’aria nel cielo buio della sera e poi un’esplosione molto più grande al suolo, nel parcheggio dell’ospedale – si vedono chiaramente i due grandi pannelli solari sopra al tetto. Il malfunzionamento di un razzo che cade a terra (e succede abbastanza spesso) può spiegare il filmato, una bomba sganciata da un aereo no.

Al mattino la luce aggiunge un elemento importante: manca la bomba, nel senso che manca il cratere. I jet israeliani sganciano bombe da 250 e 500 chilogrammi che creano fossati circolari profondi anche tre metri nel terreno, ma nel parcheggio c’è soltanto una piccola ammaccatura nel terreno profonda pochi centimetri. L’ospedale ha danni all’esterno ma per il resto è intatto. Molte macchine nel parcheggio sono bruciate, ma soltanto tre sono danneggiate come se gli fosse piombato qualcosa addosso. A soltanto dieci metri da quelle macchine ci sono altre macchine senza danni, nota Nathan Ruser, uno dei geolocalizzatori. Impossibile che sia stata una bomba. Ipotesi: il razzo ancora carico di propellente perché era appena partito si è spezzato in aria, una nuvola di propellente – assieme a spezzoni di razzo – è caduta sulla gente che si era affollata nel parcheggio e ha preso fuoco. Questo spiegherebbe anche perché il razzo è stato così devastante, che è stata un’obiezione sollevata: come ha fatto un razzo palestinese a creare quel tipo di danni?

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Ci sono altri due filmati. Uno è preso dalla telecamera di sorveglianza di una fattoria appena a nord della Striscia di Gaza, a Neetiv Haasara, e mostra una salva di razzi partire dalla Striscia e nello stesso momento l’esplosione al suolo, come se un razzo della salva fosse precipitato. Il secondo viene da una telecamera di Canale 12, una tv israeliana, sempre puntata sulla Striscia, e fa vedere con un’angolatura migliore la salva di razzi che parte e l’esplosione a terra. Sono le prime fonti israeliane citate in questa ricostruzione e sono accidentali: le telecamere erano puntate in quella direzione senza uno scopo particolare.

C’è il caso del cosiddetto “portavoce digitale” di Netanyahu, Hananya Naftali, un social media manager che passa le giornate a sterminare terroristi su Twitter e Telegram con toni molto carichi e che ha pubblicato e poi cancellato un tweet che celebrava l’uccisione di “terroristi” nell’ospedale Al Ahli. L’idea che possa sapere in tempo reale qualcosa delle migliaia di raid aerei che colpiscono le Striscia è generosa, anche Naftali reagisce alle notizie che vede passargli davanti come tutti.

Ieri il presidente americano Biden nel corso di una visita emergenziale in Israele ha detto che «mi sembra sia stata l’altra squadra», a proposito del bombardamento dell’ospedale. La Casa Bianca ha fatto un comunicato per dire che «mentre continuiamo a raccogliere informazioni, la nostra valutazione al momento, basata su immagini dall’alto, intercettazioni e fonti aperte, è che Israele non sia responsabile».

L’esercito israeliano ha battuto molto sulla sua non colpevolezza e ha diffuso materiale di ogni tipo, inclusi una mappa della traiettoria dei razzi e un dialogo apparentemente intercettato fra due uomini di Hamas che ammettono la caduta dell’ordigno per un malfunzionamento, ma è da vedere con quale capacità di persuasione.

Hamas martedì sera è stato rapidissimo a pubblicare la sua versione dei fatti, quando nessuno era in grado di verificare la notizia e il numero dei morti – manca ancora un bilancio ufficiale – e l’impatto di questa decisione è stato così grande da muovere il mondo.

L’incontro tra il palestinese Abu Mazen e il re giordano Abdullah con il presidente Biden è saltato, la tenuta dell’Anp a Ramallah è a rischio e molti Paesi arabi che potevano facilitare una soluzione diplomatica adesso non possono più perché la strage di sfollati ha fatto infuriare le piazze. Le ricostruzioni accurate arriveranno, gli effetti dell’accusa si sono già consumati.

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