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Israele - Hamas, le news del 21 ottobre. Israele: possibili armi chimiche Hamas. Fallito il vertice del Cairo, Meloni a Tel Aviv da Netanyahu. Bombardamenti su Gaza

Allerta alle ambasciate Israele nel mondo: trovate sul corpo di un terrorista le istruzioni per un’arma al cianuro. Uccisa la presidente della sinagoga di Detroit. Biden: “Continueremo a lavorare con tutte le parti per mantenere operativo il varco”. Qatar: “Ottimisti su prossimo rilascio degli ostaggi civili”
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SEGUI LA DIRETTA DAL CONFLITTO TRA ISRAELE E HAMAS DEL 21 OTTOBRE

Il valico di Rafah è stato aperto, e poi richiuso, per consentire il passaggio di 20 camion con aiuti umanitari. Sono stati i primi a entrare a Gaza in 15 giorni di assedio israeliano. Biden: “Continueremo a lavorare con tutte le parti per mantenere operativo il varco”.

Nel frattempo, al Cairo si è concluso senza nessuna dichiarazione finale, il summit internazionale per la pace. Presente anche la premier Meloni che ha poi incontrato a Tel Aviv il presidente israeliano Herzog e il premier Netanyahu che ha invitato "tutti i Paesi che si sono schierati per combattere l'Isis a schierarsi per combattere Hamas".

Il ministro della Difesa israeliano Gallant, durante una visita al confine settentrionale di Israele, ha affermato che: "Hezbollah ha deciso di unirsi ai combattimenti”. Da Beirut il rappresentante di Hamas Hamdan annuncia: “Se Israele dovesse lanciare l'offensiva terrestre dentro Gaza, il 7 ottobre non sarà nulla a confronto di quello che subiranno".

Punti chiave

Hezbollah annuncia la morte di altri tre suoi combattenti

Il movimento sciita libanese Hezbollah affermato che altri tre suoi combattenti sono stati uccisi lungo il confine con Israele, portando a 17 il numero dei suoi miliziani morti dal 7 ottobre. Lo riferisce al Jazeera notando che in precedenza, il gruppo aveva affermato che un suo combattente era stato ucciso nella zona libanese di Hula, di fronte alla comunità israeliana di Margaliot. Il gruppo palestinese della Jihad islamica, presente anche nel sud del Libano, ha dichiarato separatamente che uno dei suoi combattenti è stato ucciso, riferisce la stessa fonte.

Stati Uniti, accoltellata la presidente della sinagoga di Detroit: muore la 40enne Samantha Woll

Samantha Woll, 40 anni, a capo della sinagoga ebraica di Detroit è stata accoltellata a morte. La donna, che guidava la sinagoga Isaac Agree Downtown Detroit, è stata trovata nei pressi della sua abitazione con diverse ferite da taglio. Woll era anche la fondatrice del Forum musulmano-ebraico di Detroit. La polizia non ha ancora chiarito se l'omicidio è da collegare alla guerra in corso tra Israele e Hamas.

Hamas: “Volevamo liberare due ostaggi, Israele ha rifiutato”

Un portavoce dell'ala militare di Hamas ha detto che il gruppo intendeva rilasciare altri due ostaggi per "motivi umanitari", ma che Israele "ha rifiutato di accoglierle". "Abbiamo informato ieri il Qatar che eravamo pronti a rilasciare senza chiedere nulla in cambio" due prigioniere "per ragioni umanitarie, ma il governo israeliano ha rifiutato di accoglierle", ha detto Abu Obeida, portavoce delle Brigate Ezzedin al-Kassam, riportando i nomi delle due donne e i numeri dei loro documenti. La notizia viene riportata anche dalla tv pubblica israeliana secondo cui potrebbe trattarsi di una mossa di "guerra psicologica".

Meloni a Herzog: “Condanna agli attacchi di Hamas e sostegno al diritto e dovere di Israele di difendersi”

La premier Giorgia Meloni ha avuto un colloquio il presidente israeliano Isaac Herzog a Tel Aviv. Secondo un comunicato diffuso dalla presidenza israeliana, Meloni "ha espresso la sua condanna dei brutali attacchi dell'organizzazione terroristica Hamas e ha ribadito il suo sostegno al diritto e al dovere di Israele di difendersi".

Lo Shin Bet istituisce l’unità Nil per “eliminare ogni singolo assassino di ebrei nel massacro nel Negev occidentale”

Lo Shin Bet ha istituito un'unità chiamata Nil - Netzach Yisrael. Il suo scopo: eliminare ogni singolo assassino di ebrei nel massacro degli insediamenti del Negev occidentale.

Netanyahu a Meloni: “Paesi si schierino per combattere Hamas. Questo è un test di civiltà”

L’incontro tra Netanyahu e Giorgia Meloni a Tel Aviv è durato oltre un’ora. Il premier israeliano ha ringraziato la premier italiana per essere presente “nell’ora più buia” e ha poi invitato “i Paesi che hanno combattuto l’Isis, a schierarsi per combattere Hamas”. "Dobbiamo sconfiggere questa barbarie: è una battaglia tra le forze di civiltà e barbari mostri che hanno ucciso, mutilati, violentato, decapitato, bruciato persone innocenti. Questo è un test, un test di civiltà. E lo vinceremo".

Finito l'incontro tra Meloni e Netanyahu a Tel Aviv: durato oltre un’ora

L'incontro tra la premier Giorgia Meloni e Benyamin Netanyahu, durato oltre un'ora, è appena terminato. Il premier israeliano ha accolto Meloni con un abbraccio prima del faccia a faccia che si è poi allargato alle delegazioni, secondo quanto riferito dall'ufficio del primo ministro israeliano.

Erdogan parla con leader Hamas Haniyeh

Il presidente turco, Tayyip Erdogan, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il leader del gruppo militante palestinese Hamas, Ismail Haniyeh. Erdogan, secondo quanto si apprende, avrebbe parlato con Haniyeh degli sforzi di Ankara per un cessate il fuoco, per far arrivare gli aiuti umanitari a Gaza e per la possibile cura dei feriti in Turchia.

Biden: “Continueremo a lavorare con tutte le parti per mantenere operativo il varco”

Il presidente Joe Biden è intervenuto spiegando che gli Stati Uniti “continueranno a lavorare con tutte le parti per mantenere operativo il valico di Rafah per consentire il movimento degli aiuti che sono indispensabili per il benessere della popolazione di Gaza, e per proteggere i civili, in linea con gli obblighi previsti dal diritto umanitario internazionale".

Nuovi bombardamenti su Gaza, colpito campo profughi

Sono ripresi i bombardamenti su Gaza, nelle nuove azioni sarebbe stato colpito anche un campo profughi. Poco dopo è stato preso di mira un ristorante. Almeno 8 persone sono morte, mentre decine sono rimaste ferite.

Israele: Hamas potrebbe usare armi chimiche

Secondo due funzionari israeliani e un documento riservato del ministero degli Esteri israeliano, sul corpo di un miliziano di Hamas è stata trovato un dispositivo Usb contenente le istruzioni per la produzione di un “dispositivo per l’avvelenamento con cianuro”. Il terrorista ha partecipato all'attacco del 7 ottobre. Il media Axios scrive che il dipartimento per la non proliferazione delle armi di distruzione di massa del Ministero degli Esteri israeliano ha inviato giovedì un messaggio riservato alle ambasciate in numerose capitali in tutto il mondo, compresa Washington, con il titolo: “Intenzione di Hamas di usare armi chimiche”. I funzionari israeliani hanno affermato che non avrebbero condiviso le informazioni con gli alleati se non avessero ritenuto che fossero autentiche e affidabili. Il ministero degli Esteri israeliano non ha rilasciato dichiarazioni, e nessun commento è arrivato anche da un portavoce di Hamas. Secondo l'intelligence il documento fa parte di un manuale di Al Qaeda del 2003.

New York Times: “Pressione Usa su Israele per evitare grande attacco contro Hezbollah”

Il presidente Biden e gli altri esponenti della sua amministrazione stanno esortando Israele a non condurre nessun attacco importante contro Hezbollah, sviluppo che potrebbe far entrare la potente milizia libanese, nel conflitto in corso con Hamas. E' quanto scrive il New York Times, citando fonti americane e israeliane, spiegando che il timore di Washington è che falchi del governo di Benjamin Netanyahu possano spingere verso una mossa del genere. Gli americani stanno insistendo con i loro alleati israeliani sulle difficoltà in cui si troverebbero a doversi scontrare contemporaneamente con Hamas a Sud e con Hezbollah a Nord. Senza contare la preoccupazione per il fatto che un allargamento del genere del conflitto potrebbe portare ad un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti e dell'Iran, il principale sponsor di Hezbollah. Secondo il Times, gli americani temevano che Netanyahu potesse approvare un attacco preventivo ad Hezbollah subito dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Ma anche se ora questo allarme è rientrato, rimane la preoccupazione per due possibilità: una reazione eccessiva da parte israeliana per i lanci di razzi dal sud del Libano, oppure l'avvio di un'operazione terrestere in Gaza particolarmente aggressiva che spingerebbe Hezbollah ad entrare nel conflitto.

Idf: “Da oggi bombardamenti più intensi per preparare la prossima fase”

Israele ha intensificato i bombardamenti su Gaza per aumentare la pressione su Hamas. Lo ha sottolineato il portavoce dell'Idf, ammiraglio Daniel Hagari, in una conferenza stampa: "Dobbiamo entrare nella prossima fase della guerra nelle migliori condizioni e non secondo quel che ognuno ci dice di fare. Da oggi, stiamo incrementando i colpi e minimizzando il pericolo", ha spiegato.

Artisti per il cessate il fuoco su Gaza: da Hollywood l’appello delle star

Da Cate Blanchett a Florence Pugh, da Jessica Chastain a Joaquin Phoenix, fino a Kristen Stewart, Michael Moore, Oscar Isaac e Susan Sarandon: anche le star di Hollywood scendono in campo per chiedere un cessate il fuoco a Gaza. Con una lettera aperta, pubblica dall'organizzazione Artists 4 Ceasefire, esortano il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a "chiedere un'immediata de-escalation e un cessate il fuoco a Gaza e in Israele prima che un'altra vita vada persa".

Fonti palestinesi: “Almeno 1660 bambini uccisi dall’inizio dell’aggressione a Gaza”

La sezione palestinese di “Defense for Children International” (Dcip) afferma oggi che le forze di occupazione israeliane hanno ucciso almeno 1.661 bambini durante l'aggressione in corso a Gaza dal 7 ottobre. Nello stesso periodo, altri 27 bambini sono stati uccisi dalle forze israeliane in Cisgiordania. La media è di circa 120 bambini uccisi al giorno. La notizia è dell'agenzia palestinese Wafa. In un comunicato stampa, la Dcip ha sottolineato che il numero delle vittime, compresi i bambini, a Gaza non è definitivo, dato che ci sono circa 1.400 persone ancora disperse sotto le macerie degli edifici distrutti. Ciò significa che il numero effettivo delle vittime è molto più alto.


Petizione di 86 premi Nobel per la liberazione dei bambini ostaggio di Hamas

Una petizione firmata da 86 premi Nobel chiede l'immediata liberazione dei bambini rapiti da Hamas durante il violento attacco del 7 ottobre. Indirizzata al segretario generale Onu, e quindi all'intero consesso delle nazioni, la petizione è stata consegnata tramite gli ambasciatori americano e israeliano presso l'Onu. I firmatari ricordano che fra le centinaia di rapiti, vi sono anche minori fra i sei mesi e i 18 anni. "L'anima di un bambino differisce da quella di un adulto. E' nostro sacro dovere proteggere gli innocenti e i vulnerabili. E' nostro dovere sacro salvare i nostri bambini", scrivono i premi Nobel, fra cui figurano Shirin Ebadi (Pace), Jean-Marie Gustave Le Clezio (Letteratura), Ellen Johnson Sirleaf (Pace), Patrick Modiano (Letteratura), Jose Ramos-Horta (Pace), Wole Soyinka (Letteratura), Olga Tokarczuk (Letteratura).

Onu: “Domani potrebbero arrivare altri aiuti a Gaza. Fondamentale che arrivi anche il carburante”

"C'è la possibilità che domani possano arrivare altri aiuti". E' quanto ha dichiarato, in un'intervista a Al Jazeera, Martin Griffiths, coordinatore delle operazioni umanitarie dell'Onu, pur sottolineando che si tratta di aiuti molto inferiori a quelli di cui ha bisogno la popolazione di Gaza. "Speriamo che gli aiuti possano entrare ogni giorno - ha aggiunto - e speriamo che possa diventare un'operazione a larga scala efficiente ed affidabile". In particolare, Griffiths insiste sul fatto che gli aiuti debbano comprendere il carburante, invio a cui Israele si oppone sostenendo che potrebbe essere confiscato da Hamas ed usato per i combattimenti.

Capo dell’esercito israeliano: “Entreremo a Gaza per distruggere Hamas”

"Entreremo a Gaza. Inizieremo una missione operativa e professionale per distruggere gli agenti di Hamas, le infrastrutture di Hamas, e terremo in mente anche le immagini, le scene e i caduti dello Shabbat di due settimane fa". Lo ha detto il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano Herzi Halevi riferendosi all'attacco di sabato 7 ottobre.

Qatar: “Ottimisti su prossimo rilascio degli ostaggi civili”

Il Qatar, tra i principali mediatori nella crisi degli ostaggi di Hamas, giudica possibile "molto presto" la liberazione di altre persone nelle mani dell'organizzazione terroristica. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero qatarino degli Affari Esteri, in una intervista al giornale tedesco Welt am Sonntag: "Non posso promettervi che questo avverrà oggi, domani o dopodomani, ma siamo su una strada che condurrà molto presto alla liberazione degli ostaggi, in particolare dei civili" ha affermato Majed Al-Ansari all'indomani della liberazione di due cittadine americane rapite il 7 ottobre scorso e rilasciate grazie alla mediazione del Qatar.

Niente comunicato congiunto, fallisce vertice Cairo

È fallito il vertice al Cairo per la pace in Medio Oriente. Al termine del summit non è stata emessa una nota congiunta dei partecipanti. Resta solo il comunicato della presidenza egiziana che appoggia la “soluzione a due Stati, palestinese e israeliano, che vivono fianco a fianco” e la “creazione di uno Stato palestinese indipendente, lungo i confini del giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale”.

Abu Mazen a Meloni: “Grazie Italia per sostegno soluzione due Stati”

Il presidente palestinese Abu Mazen ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ha sottolineato “che la pace e la sicurezza si ottengono attraverso l'attuazione della soluzione dei due Stati basata su risoluzioni di legittimità internazionale” secondo l'agenzia palestinese Wafa. Questa soluzione, secondo Abbas, “comprende l'intero territorio dello Stato di Palestina in Cisgiordania, comprese Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza". Il presidente palestinese ha ringraziato Meloni per “il continuo sostegno dell'Italia alla soluzione politica basata sulla soluzione dei due Stati” e “per gli aiuti allo sviluppo e al rafforzamento delle istituzioni”.

(ansa)

Ucciso da radi israeliano Talal Al Hindi, comandante delle brigate al-Qassam

L’agenzia vicina ad Hamas Safa ha annunciato che durante un bombardamento dell’aviazione israeliana è stato ucciso Talal Al Hindi, uno dei comandanti delle brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas. Insieme a Al Hindi sono morti la moglie e membri della sua famiglia, colpiti nella casa nella zona centrale di Gaza.

Aeronautica Israele: “Entreremo con tutta la nostra potenza e colpiremo Hamas”

“Entreremo con tutta la nostra potenza e colpiremo Hamas come se ci stesse combattendo per il primo giorno”: a confermare l'imminente offensiva di terra nella Striscia di Gaza il capo dell'aeronautica israeliana Tomer Bar, citato dal The Times of Israel. “Non vorrei scambiarmi di posto con nessun nemico che incontrerà una brigata o una divisione delle forze di difesa israeliane. Con la determinazione che vedo, parto con una convinzione molto rafforzata, c'è una macchina che, non ho dubbi, funzionerà”.

Esercito israeliano: “Hamas manda foto dei morti ai parenti”. Poi rimuove il post

Hamas ha scritto poi rimosso su X un post in cui afferma che Hamas ha rubato i cellulari degli israeliani uccisi nell'attacco ai kibbutz dello scorso 7 ottobre e ha inviato le immagini dei loro corpi ai parenti. Cancellato lo scatto con l’immagine di una vittima e la scritta “immaginate di ricevere questa foto di uno dei vostri familiari”.

Egitto dopo il vertice: “Stato palestinese nei confini del 1967”

Al termine del vertice del Cairo la presidenza egiziana ha emesso un comunicato in cui sostiene che “l'Egitto manterrà sempre la sua ferma posizione a sostegno dei diritti dei palestinesi, credendo nella pace come opzione strategica e irreversibile fino a quando non si realizzerà la visione di una soluzione a due Stati, palestinese e israeliano, che vivono fianco a fianco. L'Egitto attende con ansia che i partecipanti (al vertice) lancino un appello globale alla pace, in cui concordino sull'importanza di rivalutare la strategia internazionale per affrontare la questione palestinese negli ultimi decenni in modo da emergere dall'attuale crisi con un nuovo spirito politico, e ciò aprirà la strada per sbloccare un processo di pace reale e serio. Ciò porterà, in un breve periodo di tempo, alla creazione di uno Stato palestinese indipendente, lungo i confini del giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale”.

Fischi e contestazioni per Netanyahu a Beersheba

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu è stato accolto da fischi e contestazioni a Beersheba, nel sud del paese, dove si era recato a ispezionare i preparativi per l'offensiva di terra nella Striscia di Gaza. Diverse persone si sono radunate per chiedere le sue dimissioni, riferisce Times of Israel, scrivendo che uno dei presenti ha gridato: "Questi sono gli ultimi giorni del tuo regime corrotto". Assieme al premier vi erano altri due membri del gabinetto di guerra, il ministro della Difesa Yoav Gallant e il ministro Benny Gantz.

Hamas, Hamdan: “Se Israele entra a Gaza, il 7 ottobre non sarà nulla a confronto”

“Se Israele dovesse lanciare l'offensiva terrestre dentro la Striscia di Gaza, quello che ha subìto il 7 ottobre non sarà nulla a confronto di quello che subiranno". Lo ha detto all'ANSA il rappresentante di Hamas Osama Hamdan parlando a Beirut a margine di una conferenza stampa organizzata dallo stesso movimento palestinese. "La resistenza è pronta a ogni scenario" ha aggiunto.

Hamas, Hamdan: “Vogliamo chiudere su ostaggi civili appena possibile”

Vogliamo chiudere il dossier degli ostaggi civili appena possibile: lo ha detto all'Ansa a Beirut Osama Hamdan, rappresentante di Hamas in Libano a margine di una conferenza stampa. "Lavoriamo con tutti i mediatori per chiudere il dossier dei civili appena le condizioni di sicurezza saranno opportune", ha detto Hamdan.

Londra, oltre 100 mila a manifestazione per stop raid su Gaza

Sono oltre 100mila, secondo le stime della polizia londinese, le persone che stanno partecipando alla manifestazione a Londra per chiedere lo stop immediato ai bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza. Sventolando bandiere palestinesi e cartelli con la scritta "Palestina libera", i manifestanti hanno scandito lo slogan "dal fiume al mare, la Palestina sarà libera", in sfida alla ministra dell'Interno, Suella Braverman, che ha definito questo slogan "antisemita".

(afp)

Usa e Israele studiano governo a Gaza dopo Hamas

Funzionari di alto livello dell'amministrazione israeliana e statunitense hanno cominciato a discutere del futuro della Striscia di Gaza una volta defenestrato il governo di Hamas e stanno considerando, tra le altre cose, l'istituzione di un governo ad interim sostenuto dalle Nazioni Unite e con il coinvolgimento dei governi arabi.
Lo hanno riferito fonti informate all'agenzia di stampa Bloomberg. La riflessione è ancora in una fase iniziale, prosegue l'agenzia, e dipende dai prossimi sviluppi, non ultima la riuscita dell'assalto di terra israeliano che ancora non è cominciato.

(afp)

Unicef, a Gaza entrata acqua per 22mila persone per 24 ore

L'Unicef ha precisato di aver fornito "più di 44mila bottiglie di acqua potabile" al convoglio di 20 camion organizzato dalla Luna Rossa egiziana, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Programma Alimentare Mondiale, entrato oggi nella Striscia di Gaza; ma che questa quantità è "sufficiente 22mila persone al giorno".

(afp)

Nuovi lanci dal Libano verso il nord di Israele “I soldati israeliani stanno rispondendo al fuoco”

"Poco fa, sono stati individuati un certo numero di lanci verso l'area di Har Dov nel nord di Israele al confine con il Libano". Lo riferisce il portavoce militare aggiungendo che i soldati israeliani stanno rispondendo al fuoco verso l'origine degli spari

Blinken chiede di mantenere aperto valico Rafah

"Esortiamo tutte le parti a mantenere aperto il valico di Rafah per consentire il continuo movimento di aiuti che sono indispensabili per il benessere della popolazione di Gaza". È quanto chiede il segretario di Stato americano Antony Blinken. "Siamo stati chiari: Hamas non deve interferire con la fornitura di questa assistenza salvavita", ha aggiunto, "i civili palestinesi non sono responsabili dell'orribile terrorismo di Hamas e non devono essere costretti a soffrire per le sue azioni depravate".

(afp)

ActionAid: “7 ospedali di Gaza al collasso, vergognoso livello di aiuti da Rafah”

"Mentre 20 camion di aiuti hanno attraversato il confine di Rafah questa mattina, 7 ospedali di Gaza si trovano sull'orlo del collasso", denuncia ActionAid, perché "i generatori per incubatori e macchine di supporto vitale sono rimasti completamente senza carburante". Dichiara Riham Jafari, coordinatrice delle attività di Advocacy e Comunicazione di ActionAid Palestina: "Accogliamo con favore qualsiasi forma di aiuto in questo momento, ma il livello di aiuti che sta arrivando a Gaza è un insulto vergognoso per i milioni di gazawi che stanno affrontando una catastrofe umanitaria".

In migliaia a una nuova manifestazione pro Palestina a Tunisi

Anche oggi il centro di Tunisi è stato attraversato da un corteo di migliaia di persone in segno di solidarietà con il popolo palestinese. Organizzata dal Comitato di sostegno alla resistenza palestinese, la manifestazione ha raccolto adesioni dalle varie organizzazioni della società civile, da diversi esponenti sindacali e della sinistra tunisina. Il corteo è partito dalla Piazza dei Diritti Umani in avenue Mohamed V per arrivare sull'avenue Habib Bourguiba accompagnato da slogan contro "l'occupazione israeliana" e appelli alle autorità tunisine affinché accelerino l'adozione di una legge per la criminalizzazione della normalizzazione dei rapporti con lo stato di Israele.

Blinken: “Grazie a Egitto e Israele per passaggio aiuti”

Antony Blinken ha ringraziato Egitto, Israele e le Nazioni Unite per aver facilitato il passaggio del primo convoglio di aiuti umanitari a Gaza.
"Un convoglio ha attraversato questa mattina il confine di Rafah verso Gaza nell'ambito di una crisi umanitaria che cresce di giorno in giorno", ha scritto su X il segretario di Stato Usa. "Ringraziamo i nostri partner in Egitto e Israele e le Nazioni Unite per aver facilitato il passaggio sicuro di questi aiuti salvavita".

Blinken: “Esortiamo tutti a lasciare Rafah aperto”

“Esortiamo tutti a lasciare Rafah aperto”, lo ha detto il Segretario di Stato Antony Blinken parlando del valico tra Egitto e Israele, aperto stamattina per lasciar passare 20 camion di aiuti umanitari e poi subito richiuso.

Usa e Israele studiano governo a Gaza dopo Hamas

Funzionari di alto livello dell'amministrazione israeliana e statunitense hanno cominciato a discutere del futuro della Striscia di Gaza una volta defenestrato il governo di Hamas e stanno considerando, tra le altre cose, l'istituzione di un governo ad interim sostenuto dalle Nazioni Unite e con il coinvolgimento dei governi arabi. Lo hanno riferito fonti informate all'agenzia di stampa Bloomberg. La riflessione è ancora in una fase iniziale, prosegue l'agenzia, e dipende dai prossimi sviluppi, non ultima la riuscita dell'assalto di terra israeliano che ancora non è cominciato.

Bombe a Rafah durante passaggio convoglio aiuti

L'esercito di Israele ha lanciato un pesante bombardamento a Rafah, la città in cui si trova il valico che collega l'Egitto con la Striscia di Gaza. L'attacco è avvenuto durante il passaggio del convoglio di aiuti umanitari destinati ai palestinesi. Lo riporta il corrispondente sul posto di Al Jazeera che ha descritto "una scena di consegna di aiuti umanitari sotto un bombardamento di massa". Durante il raid il dipartimento della protezione civile locale è stato colpito e distrutto.

Sirene di allarme per razzi da Gaza a Tel Aviv

Sono risuonate da poco a Tel Aviv e nel centro di Israele le sirene di allarme per l'arrivo dei razzi da Gaza. Lo ha constatato l'Ansa sul posto.

Guterres: “La popolazione di Gaza ha bisogno di più aiuti”

Un convoglio umanitario di 20 camion pieni di aiuti salvavita ha attraversato il valico di Rafah dall'Egitto.

"La popolazione di Gaza ha bisogno di un impegno per molto, molto di più", ha dichiarato Antonio Guterres, segretario generale Onu, sottolineando che le Nazioni Unite stanno lavorando senza sosta per far sì che ciò accada.

In migliaia a Londra manifestano a sostegno Palestina

Migliaia di manifestanti pro-palestinesi hanno marciato oggi a Londra e in altre città del Regno Unito per chiedere a Israele di fermare i bombardamenti sulla Striscia di Gaza. I manifestanti si sono riuniti sotto la pioggia a Marble Arch, vicino all'Hyde Park di Londra, prima di marciare verso il quartiere governativo, Whitehall. Sventolando bandiere palestinesi, i partecipanti hanno chiesto la fine dell'assedio di Israele e degli attacchi aerei. La polizia ha dichiarato che durante le proteste ci sono state "sacche di disordine e alcuni casi di incitamento all'odio", ma "la maggior parte delle attività di protesta sono state lecite e si sono svolte senza incidenti".

(afp)


Guterres: “Aiuti a Gaza devono arrivare nella misura necessaria”

Il segretario generale dell'ONU, António Guterres, chiede "la consegna continua di aiuti nella misura necessaria" a Gaza.
"Stiamo lavorando senza sosta con tutte le parti interessate per far sì che ciò avvenga", ha scritto su X.

Hamas: “Israele ignora tutte convenzioni internazionali”

"Israele ignora tutti i valori e le convenzioni internazionali". È quanto riporta una dichiarazione di Hamas pubblicata da Al Jazeera. Secondo Hamas "i continui bombardamenti della Striscia di Gaza in concomitanza con il vertice del Cairo sono un messaggio che Israele ignora tutti i valori e le convenzioni internazionali". Questo richiede una presa di posizione della comunità internazionale "decisa".

Dopo vertice pace Meloni a Tel Aviv per vedere Netanyahu e Herzog

Al termine del vertice della Pace del Cairo il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si recherà a Tel Aviv dove incontrerà il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente israeliano Isaac Herzog.

(afp)

Intenso e prolungato scambio di fuoco tra Hezbollah e Israele

Un intenso e prolungato scambio di fuoco è in corso tra Hezbollah e Israele a ridosso della Linea Blu di demarcazione tra Israele e Libano.
Lo riferiscono testimoni oculari e media libanesi, secondo cui i lanci di razzi da parte di Hezbollah e la risposta di artiglieria israeliana si concentra nelle aree di Hula, Blida e Mays al Jabal, nel settore orientale della Linea Blu.

Entrato a Gaza primo carico d’aiuti salvavita, Unicef fornisce 44 mila bottiglie d’acqua potabile

Oltre 44 mila bottiglie di acqua potabile fornite dall'Unicef - sufficienti per 22.000 persone per un giorno - oggi hanno attraverso il valico di Rafah, parte di un convoglio di 20 camion con la Mezzaluna Rossa egiziana, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e il Programma Alimentare Mondiale. Lo comunica il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia in una nota. "Con un milione di bambini a Gaza che stanno affrontando una grave crisi umanitaria e di protezione, la fornitura di acqua è una questione di vita o di morte.
Ogni minuto è importante", ha dichiarato il Direttore generale dell'Unicef Catherine Russell.

Lapid: “Israele ha bisogno di un vero governo emergenza"

Il leader dell'opposizione israeliana, Yair Lapid, ha detto che "Israele ha bisogno di un vero governo di emergenza".
"Ora più che mai, è necessario un vero governo di emergenza con un unico gabinetto limitato con autorità chiare", ha detto su X. "Tutti dovrebbero sapere cosa stanno facendo in questo gabinetto, qual è il loro ruolo, quali sono le loro autorità e quali sono gli ordini amministrativi e di comando. Senza questo, il governo non fa altro che aggravare il caos".

Ministro Turchia: “Israele smetta essere ostile con palestinesi”

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, presente al vertice della pace al Cairo, ha affermato che "la Palestina sta vivendo una grande tragedia" e che "non vi sono scuse per applicare questa punizione collettiva al popolo palestinese".
Fidan ha aggiunto che "la comunità internazionale deve cooperare con noi e inviare un messaggio chiaro in questo momento pericoloso", mentre "Israele deve smettere di lanciare le sue operazioni ostili contro il popolo palestinese".

Baerbock: “Sicurezza Israele non negoziabile, distinguere tra civili e terroristi”

"Per la Germania, la sicurezza dello Stato di Israele non è negoziabile". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, al "summit del Cairo per la pace" in Medio Oriente. "Quello che è chiaro è che gli autori di questo terrore non parlano a nome del popolo palestinese - ha aggiunto in riferimento al terribile attacco del 7 ottobre in Israele - Parlano solo per loro stessi. Parlano la lingua del terrore". E, ha proseguito, "chiedo a tutti di distinguere sempre tra terroristi e popolazione civile".

(afp)

Cleverly: “Dobbiamo garantire che Hamas non vinca”

"Stiamo vedendo tutti sui social media e nelle nostre comunità quanto la situazione attuale sia diventata divisiva e polarizzante. Abbiamo il dovere di lavorare insieme per evitare che l'instabilità travolga la regione e mieti ulteriori vittime. Dobbiamo garantire che Hamas non vinca.
Dobbiamo garantire che la coesistenza pacifica vinca". Lo ha detto il ministro degli Esteri britannico James Cleverly al summit del Cairo, secondo quanto riportato dal Guardian.

Esercito Israele: “Si prepara nuova fase, anche azione terra”

L'esercito israeliano sta continuando i suoi preparativi per la "prossima fase della guerra, inclusa l'operazione di terra". Lo ha detto il portavoce militare aggiungendo che “in questi giorni sono stati approvati piani per espandere le attività operazionali". "Le truppe, sia quelle in servizio sia i riservisti, sono schierati sul campo e si stanno addestrando in accordo con i piani operativi approvati".

Ministero Sanità: “A Gaza serve carburante per ospedali”

"Facciamo appello alla comunità internazionale e all'Egitto affinché lavorino immediatamente per portare carburante e bisogni sanitari di emergenza prima che altre vittime si perdano negli ospedali". È quanto si legge in una nota del ministero della Sanità palestinese a Gaza. La nota sottolinea che l'esclusione del carburante dagli aiuti umanitari che stanno raggiungendo la Striscia dall'Egitto metterà in pericolo la vita dei malati e dei feriti.

Mezzaluna Rossa: “Rischioso portare aiuti in nord Striscia”

I volontari della Mezzaluna Rossa Palestinese si stanno dirigendo a Gaza per consegnare il primo convoglio a un deposito dell'Unrwa (l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi) a Deir El-Balah. Il direttore della Mezzaluna, Marwan Jilani, ha detto che la sfida sarà poi quella di consegnare gli aiuti alle zone centrali e settentrionali della Striscia di Gaza, che sono state maggiormente colpite dai bombardamenti. "È un'operazione rischiosa", ha dichiarato Jilani ad Al Jazeera, "i nostri colleghi rischieranno la vita per portare i rifornimenti dove sono più necessari".

Esercito, arrestati 450 affiliati di Hamas in Cisgiordania

Sono stati 450 i palestinesi affiliati di Hamas arrestati in Cisgiordania dall'esercito israeliano dall'inizio della guerra. Solo la notte scorsa sono stati 68, secondo quanto annunciato dall'esercito. Sempre la notte scorsa è stata demolita la casa di Maher Shalloun ; un militante di Hamas - accusato di aver ucciso il cittadino israeliano - anche con passaporto americano - Elan Ganeles.

Esercito israeliano, “Carburante non entrerà a Gaza”

"Il carburante non entrerà a Gaza". Lo ha precisato il portavoce dell'esercito israeliano, David Hagari, nel corso di una conferenza stampa parlando in merito agli aiuti che oggi sono entrati nella Striscia di Gaza tramite il valico di Rafah. Lo riportano i media di Tel Aviv.


Il numero dei morti a Gaza sale a 4.385

Il ministro della Salute palestinese fa sapere che il numero dei morti a Gaza è salito a 4.385, mentre i feriti sarebbero 13.651.

Iran: “Identificare il regime sionista come un'entità terrorista”

Il regime sionista dovrebbe essere identificato come "entità terroristica" e i suoi leader dovrebbero essere perseguiti per crimini di guerra, considerando tutta una serie di atrocità commesse contro Gaza in due settimane. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser. Kanaani.
Denunciando l'attacco aereo israeliano contro una chiesa a Gaza City, il portavoce ha aggiunto: "Il regime sionista ha oltrepassato il confine della follia. Le atrocità israeliane costituiscono un vergognoso scandalo morale per i governi che hanno fornito sostegno incondizionato al regime sionista ma, allo stesso tempo, danno lezioni sui diritti umani ad altri".

Raffica di razzi dalla Striscia contro il centro di Israele

Raffica di razzi dalla Striscia di Gaza contro le zone centrali di Israele. Lo riferisce il Times of Israel che segnala diverse forti esplosioni, probabilmente dovute all'attivazione del sistema Iron Dome che intercetta i razzi. Le sirene di allarme per gli attacchi con razzi sono scattate a Rishon Letzion, Ness Tziona, Yehud e in altre località dell'area.

Guterres: “Attacco Hamas non giustifica punizione collettiva”

“Il riprovevole attacco di Hamas contro Israele non potrà mai giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese". Lo ha affermato il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, parlando al summit organizzato al Cairo per analizzare la situazione regionale e la crisi a Gaza.
Il capo del Palazzo di Vetro ha esortato gli israeliani a proteggere i civili e le strutture come ospedali e scuole dagli attacchi. Guardando al contesto più ampio della guerra, la soluzione dei due Stati è "l'unico fondamento realistico per una vera pace e stabilità", ha aggiunto Guterres.


(afp)

Aiuti potranno andare solo al Sud Striscia, non al Nord

Gli aiuti umanitari entrati oggi nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah, al confine con l'Egitto, saranno distribuiti solo nel Sud dell'enclave palestinese, e non nel Nord.
Lo ha detto una fonte dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), la stessa incaricata dell'assistenza agli ospedali nel sud della Striscia. Una volta attraversato il valico, infatti, i camion si sono diretti verso le sedi dell'Unrwa a Rafah e Khan Younis (nel Sud dell'enclave) e da lì il materiale umanitario sarà distribuito nell'area.

(afp)

Esercito Israele: “Alcuni ospedali Gaza rifiutano di evacuare”

Un funzionario della sicurezza israeliano afferma che diversi ospedali nella parte settentrionale della Striscia di Gaza non hanno ancora evacuato nonostante l'appello dell'Esercito a spostarsi a sud. "Nel nord della Striscia di Gaza ci sono 20 ospedali, al momento sei hanno evacuato, dieci non lo hanno ancora fatto e quattro si stanno rifiutando", ha detto il funzionario citato dal Times of Israel.

Israele: “550 razzi di Hamas e Jihad Islamica caduti a Gaza”

"Più di 550 razzi lanciati da Hamas e dalla Jihad islamica palestinese sono falliti, uccidendo civili innocenti a Gaza. Stanno uccidendo i loro stessi civili". Lo ha affermato il portavoce delle forze armate israeliane, Daniel Hagari.
Martedì scorso, un'esplosione ha scosso l'ospedale Al-Ahli a Gaza City: Hamas ha accusato gli israeliani di averlo colpito ma secondo le forze armate dello Stato ebraico, si è trattato di un razzo sparato dalla Jihad Islamica che è caduto dentro la Striscia.

(agf)

Baerbock: “Primi aiuti a Gaza segnale di speranza in ore difficili”

I primi aiuti alla Striscia di Gaza sono "un segnale di speranza in queste ore difficili". Lo ha scritto in un post sul social X il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, ringraziando "tutti coloro che hanno contribuito e stanno continuando a lavorare senza sosta per espandere le consegne, perché ai civili di Gaza manca tutto".

Bbc: “Uno dei 20 camion entrati a Gaza era carico di bare”

Era carico di bare uno dei camion entrato oggi nella Striscia di Gaza: lo ha riferito un giornalista della Bbc presente sul posto.
A Gaza sono entrati stamane 20 camion, quanti permessi da Israele; e, secondo l'Onu, a bordo c'erano c'erano medicine, acqua e cibo.
Secondo fonti palestinesi, al momento sono 4.137 le persone morte a Gaza da quando Hamas ha attaccato Israele, due settimane fa, e lo Stato ebraico ha cominciato a bombardare l'enclave palestinese.

Sirene di allarme per razzi da Gaza nel centro e sud Israele

Le sirene di allarme per i razzi da Gaza stanno risuonando nella parte centrale di Israele e nel sud a ridosso della Striscia. Lo fa sapere l'esercito.

Meloni: “Hamas da condannare, soluzione crisi due popoli e due Stati”

“L’efferatezza di Hamas è da condannare senza ambiguità. Quanto accade a Gaza non deve diventare uno scontro più ampio”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Cairo, dove si sta svolgendo il summit per la pace. “La soluzione strutturale della crisi prevede l’istituzione di due Stati, con i loro rispettivi popoli – ha aggiunto – "L'impressione che ho, per le modalità con cui si è svolto l'attacco, è che l'obiettivo di Hamas "fosse costringere Israele a una reazione contro Gaza che creasse un solco incolmabile fra Paesi arabi, Israele e Occidente, compromettendo la pace per tutti i cittadini coinvolti, compresi quelli che si dice di voler difendere".

(ansa)

Gallant: “Hezbollah si è aggiunto ai combattimenti, pagherà prezzo alto”

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha visitato il confine settentrionale di Israele e ha valutato la situazione con il comandante della Divisione 91. "Hezbollah ha deciso di unirsi al combattimento e sta pagando un prezzo per questo, e noi dobbiamo prepararci ad ogni eventualità. Ci aspettano grandi sfide", ha dichiarato Gallant. Durante la sua visita nella regione, il Ministro ha incontrato il Comandante della Divisione, Brig. Gen. Shai Klapper, e altri comandanti e ufficiali di brigata. In seguito ha incontrato i capi dei consigli della regione di combattimento e ha discusso le soluzioni per i residenti evacuati nel nord di Israele.

“Esattamente due settimane fa ci è stata mossa una guerra da Hamas nel sud", ha detto Gallant durante la sua visita alla Divisione 91. "L'intento di questa guerra era quello di uccidere, rapire, stuprare e fare del male a bambini, sopravvissuti all'Olocausto e donne. Inoltre, è stato ripreso dalle telecamere, filmato e inviato per scoraggiare Israele dall'organizzazione di Hamas. Stiamo per capovolgere la scala di 180 gradi, il giorno dell'attacco sarà ricordato come il giorno in cui è iniziata la definitiva cancellazione di Hamas".

Esercito Israele, “ostaggi sono 210”

Il portavoce dell'esercito israeliano, contrammiraglio Daniel Hagari, afferma che finora le forze armate hanno notificato alle famiglie dei 210 ostaggi che i loro cari sono attualmente trattenuti nella Striscia di Gaza. Hagari ha precisato che il numero non è definitivo poiché i militari indagano in merito a nuove informazioni sui dispersi. Nell'elenco non sono incluse Judith Raanan e sua figlia adolescente Natalie che sono state rilasciate ieri sera da Hamas.

(afp)

al Sisi: “Non liquidare causa palestinese, applicare soluzione a due Stati”

"La soluzione" al conflitto in Medio Oriente "è la proclamazione dello Stato palestinese. L'Egitto rifiuta categoricamente la liquidazione della causa palestinese" e "Israele non può continuare la colonizzazione della Palestina. La soluzione è la giustizia, il diritto inalienabile all'autodeterminazione". Così il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, aprendo i lavori del Summit per la pace del Cairo. Occorre "prevenire l'allargamento del conflitto, che può mettere a rischio la stabilità della regione" e far "ripartire il processo di pace", ha sottolineato al-Sisi, secondo il quale è necessario un "ritorno al tavolo di negoziazione per il cessate il fuoco" e "l'applicazione della soluzione di due Stati che convivono pacificamente fianco a fianco, nel rispetto del diritto internazionale". Il presidente egiziano ha inoltre rimarcato la necessità di "non coinvolgere i bambini nella crisi umanitaria" in corso.

(afp)

Bomba artigianale ad ambasciata Israele a Nicosia

Una bomba artigianale è stata fatta esplodere vicino all'ambasciata israeliana a Nicosia nell'isola di Cipro. Lo hanno riferito, citando informazioni locali, i media israeliani secondo cui la polizia locale ha arrestato quattro uomini, di età compresa fra i 17 e i 21 anni, di origine - secondo le stesse fonti - siriana. La bomba, a bassa intensità, è detonata a 30 metri circa dall'ingresso della sede diplomatica e non risultano al momento danni all'edificio.

Federazione giornalisti, morti 16 reporter a Gaza

La Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ) ha reso noto che 16 giornalisti hanno perso la vita a Gaza in queste due settimane di conflitto tra Israele ed Hamas.
L'organizzazione lancia anche un appello ad altri giornalisti a evitare di recarsi nell'area oggetto di scontri "senza adeguata attrezzatura, tutte le precauzioni del caso e un equipaggiamento che garantisca la sicurezza"
I reporter, in gran parte fotogiornalisti, sono stati vittima degli scontri nella Striscia di Gaza.
Oltre ai 16 inseriti nella lista di IFJ non va dimenticata la morte di Issam Abdallah, fotografo e operatore dell'agenzia Reuters morto al confine tra Israele e Libano.

Hamas, “Pochi aiuti non cambieranno disastro umanitario”

"Questo convoglio limitato non sarà in grado di cambiare il disastro umanitario che sta vivendo la Striscia di Gaza". Lo ha detto il capo dell'ufficio comunicazioni di Hamas, Salama Maruf, in un comunicato citato dai media, riferendosi ai camion di aiuti entrati oggi dall'Egitto attraverso il valico di Rafah. Secondo Maruf, "è importante stabilire un corridoio sicuro che funzioni 24 ore su 24 per soddisfare i bisogni umanitari e i servizi essenziali che non ci sono più e per consentire ai feriti di partire per ricevere cure".

Abu Mazen al summit per la pace, abbraccio con al-Sisi

Il presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen è giunto al summit per la pace promosso dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Arrivando nel lussuoso hotel del Cairo che ospita il vertice internazionale, il leader palestinese è stato accolto con una stretta di mano e un abbraccio dal presidente egiziano, con cui ha avuto un breve scambio di battute.

Onu: “20 camion goccia in oceano, flusso sia continuo"

Venti camion di aiuti umanitari sono già sul lato palestinese del valico di Rafah: sono stati i primi a entrare a Gaza in 15 giorni di assedio israeliano all'enclave palestinese, ma non bastano e si teme che non saranno quotidiani.
Il convoglio è una "goccia nell'oceano" rispetto alla quantità richiesta a Gaza, ha fatto sapere nuovamente l'Onu. Juliette Touma, dell'Unrwa, l'Agenzia per il soccorso dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente, ha detto che è necessario un flusso continuo degli aiuti umanitari. "Ciò di cui i civili di Gaza hanno veramente bisogno è un accesso umanitario sostanzioso e continuo, compreso e soprattutto il carburante".

Consigliere Israele su ostaggi sferza ambasciatori europei

Gal Hirsch, inviato del governo israeliano per dispersi e ostaggi in mano ad Hamas, durante una riunione ha attaccato duramente un gruppo di ambasciatori europei, puntando il dito contro l'appoggio dei loro Paesi agli Accordi di Oslo di trent'anni fa. Un comportamento che ha suscitato forte imbarazzo tra i rappresentanti diplomatici presenti, come ha riferito uno di loro ad Haaretz: "Invece di chiederci come possiamo aiutare a liberare i prigionieri, è venuto a rimproverarci per un accordo firmato quando nessuno di noi era in carica".
Invece di parlare concretamente delle proposte per uno scambio di prigionieri, Hirsch con tono duro ha fatto una 'lezione' di storia, ripercorrendo gli avvenimenti degli ultimi 30 anni, in particolare le "pressioni" internazionali subite da Israele in merito ai permessi di lavoro per i palestinesi di Gaza, all'operazione del 2014 contro la Striscia fino all'Iran.

Dg Oms: “Chiediamo accesso umanitario duraturo”

"L'Orgniazzazione mondiale della sanità chiede protezione delle squadre umanitarie a Gaza e accesso umanitario duraturo". Lo ha scritto su X il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, prima che il valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza venisse aperto per consentire il passaggio di alcuni aiuti. Secondo quanto ha reso noto la Cnn citando un suo stringher sul lato egiziano del confine, il passaggio è stato subito richiuso, dopo il transito di 20 camion sugli oltre 50 in attesa. La forniture sanitarie che aspettavano di entrare a Gaza includevano "farmaci per traumi e malattie croniche e medicinali essenziali di base", ricorda il Dg Oms.


Cleverly: “Bene aiuti a Gaza, ma serve accesso umanitario”

"Questi aiuti sono un'ancora di salvezza per chi soffre. Ma non può essere una tantum. Il Regno Unito continua a insistere per l'accesso umanitario a Gaza". Ha scritto così in un messaggio sul social X il ministro degli Esteri britannico, James Cleverly, riferendosi ai "camion che trasportano aiuti salvavita" per Gaza.


Aiuti Oms in arrivo oggi a Gaza

Gli aiuti dell'Oms, farmaci e altri dispositivi medici, messi a disposizione dell'organizzazione, arrivano oggi nella Striscia di Gaza. Lo ha reso noto il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Hamas: “Camion aiuti non cambieranno catastrofe ospedali di Gaza”

L’ufficio stampa di Hamas afferma che: “I camion di aiuti previsti non cambieranno le catastrofiche condizioni mediche di Gaza”.

Israele arresta 68 palestinesi in Cisgiordania

Le forze armate israeliane hanno arrestato 68 palestinesi in raid durante la notte in Cisgiordania. Tra i fermati, riportano i media palestinesi, ci sono tre altri membri di Hamas e 18 palestinesi che hanno già scontato pene detentive nelle carceri dello Stato ebraico.


Al valico Rafah anche palestinesi con doppia cittadinanza

Dopo aver appreso dell'ingresso di aiuti umanitari a Gaza dall'Egitto, una cinquantina di palestinesi con doppia cittadinanza (in particolare egiziana) sono sopraggiunti al valico di Rafah nella speranza di passare nel Sinai. Ma, come ha constatato l'ANSA sul posto, gli uffici del terminal passeggeri del valico restano chiusi e questi palestinesi (fra cui molti bambini) non trovano interlocutori.

Meloni atterra al Cairo per il summit internazionale per la pace

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è atterrata al Cairo, per partecipare al vertice internazionale per la pace promosso dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi alla luce del conflitto in Medio Oriente.
Il summit è organizzato in due sessioni, una al mattino aperta alla stampa, e una pomeridiana. Dall'Egitto la premier dovrebbe volare nel pomeriggio in Israele, per una breve visita a Tel Aviv per incontrare il premier Benjamin Netanyahu e il capo dello Stato ebraico Isaac Herzog. Poi in serata è previsto il rientro a Roma.

(afp)

Almeno 17 dipendenti Onu uccisi a Gaza dal 7 ottobre

Almeno 17 dipendenti dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) sono morti nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre, giorno dell'attacco di Hamas su Israele. Siamo devastati nel ricevere continue segnalazioni di civili uccisi a Gaza. Ad oggi, 17 nostri colleghi sono stati confermati uccisi in questa feroce guerra. Purtroppo, è probabile che i numeri effettivi siano più alti. Alcuni membri del nostro personale sono stati uccisi con le loro famiglie mentre dormivano nei loro letti a casa", ha detto in un comunicato il commissario generale dell'Unrwa, Philippe Lazzarini.

Un carico carburante è arrivato a ospedale Khan Younis

Un carico di carburante, entrato all'interno di Striscia di Gaza, è arrivato all'ospedale Nasser di Khan Yunis nel sud dell'enclave palestinese. Lo ha riferito un corrispondente di Al Arabiya.

Valico di Rafah chiuso subito dopo il passaggio dei primi camion con aiuti

Il Valico di Rafah, fra Egitto e Striscia di Gaza è stato subito richiuso, dopo il passaggio di soli 20 camion con aiuti, rende noto Cnn, citando un suo stringher sul lato egiziano del confine. Ieri, in attesa di passare, c'erano più di 50 camion.


Aperto valico Rafah, passano i primi camion

Il valico di Rafah fra Egitto e Gaza è stato da poco aperto al transito degli aiuti umanitari.
Lo ha constatato l'ANSA sul posto, dove stanno transitando i primi camion per la popolazione della Striscia.

(afp)

Forze militari Israele occupano casa numero due ala politica di Hamas

Le forze militari israeliane e dello Shin Bet hanno occupato l'abirazione del vice leader dell'ala politica di Hamas, Salah al-Aouri, nella località di Bani Zeid al-Sharqiya, in Cisgiordania. L'edificio viene ora usato in un centro di detenzione. Un banner scritto in arabo precisa che è il quartier generale dell'intelligence israeliana, scrivono i media palestinesi citati da Haaretz.

Unicef: “A Gaza 1.600 bambini morti in due settimane”

"Oltre 1.600 bambini sarebbero stati uccisi in due settimane di bombardamenti a Gaza. Più di 4.200 altri sarebbero stati feriti". Lo ha dichiarato Adele Khodr, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa. "L'uccisione e la mutilazione di bambini, gli attacchi su ospedali e scuole e la negazione dell'accesso umanitario costituiscono gravi violazioni dei diritti dei bambini. L'umanità deve prevalere", aggiunge.

(afp)

Hamas: “Atrezzature mediche e cibo nei camion in entrata oggi da Rafah”

Il capo dell’ufficio stampa di Hamas ha fatto sapere che: “I 20 camion che dovrebbero entrare oggi includeranno medicine, attrezzature mediche e una quantità limitata di cibo”.

Israele a suoi cittadini: “Non andate nei Paesi del Medio Oriente”

"Fino a nuovo avviso" il ministero degli Esteri israeliano, d'intesa con il Consiglio della sicurezza nazionale dell'ufficio del premier, ha raccomandato agli israeliani "di astenersi dal soggiornare in tutti i Paesi arabi del Medio Oriente, inclusi Turchia, Egitto (compreso il Sinai), Giordania, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Marocco". Le stesse autorità hanno ricordato la raccomandazione di non raggiungere "i Paesi musulmani che hanno già avuto avvisi in tal senso come Malesia, Bangladesh, Indonesia" e anche quelli senza divieto come le Maldive.

Americane rilasciate da Hamas arrivate in Israele

Judith Tai Raanan e sua figlia, Natalie Raanan, le due cittadine americane rilasciate da Hamas che le aveva prese in ostaggio nel corso dell'attacco dello scorso 7 ottobre sono arrivate in Israele. Lo riporta il quotidiano Haaretz.

Ministero sanità Hamas: “Nella Striscia dii Gaza uccise 4.137 persone”

Nella striscia di gaza sono state uccise 4.137 Persone. Lo ha indicato il ministero della sanità di Hamas, che controlla il territorio dal 2007.

Tra le macerie lasciate dai bombardamenti, i 2,4 milioni di abitanti non hanno a disposizione acqua, cibo, medicine ed elettricità e oltre un milione di loro sono stati sfollati.

Media: “Almeno 30 vittime in attacco Israele a Gaza”

È di almeno 30 morti il bilancio delle vittime dell'attacco israeliano sulla Striscia di gaza, avvenuto nella notte. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa.

(reuters)

Sirene risuonano ad Ashdod dopo sei ore di calma

Le sirene stanno risuonando ad Ashdod, in Israele, per la prima volta dopo sei ore di calma nel lancio di missili da Gaza. Al momento non ci sono notizie di danni o feriti.

Esercito: “Quasi 7 mila i razzi lanciati da Gaza su Israele”

Sono stati quasi 7 mila i razzi lanciati da Gaza contro Israele dall'attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre. Lo ha fatto sapere l'esercito israeliano spiegando che circa 450 di questi sono ricaduti all'interno della Striscia. Secondo la stessa fonte - a due settimane dall'attacco - sono stati oltre 1.000 "i terroristi neutralizzati, molti di loro dopo essersi infiltrati in Israele". "Decine - ha aggiunto - i capi terroristi di Hamas eliminati".

Ambasciata Usa: “Il valico di Rafah aprirà oggi alle 10”

Secondo informazioni dell'Ambasciata Usa in Israele, "il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto aprirà oggi sabato 21 ottobre alle 10.00 ora locale. Se il confine sarà aperto, non sappiamo per quanto tempo lo resterà affinché i cittadini stranieri lascino Gaza". Lo riferisce una nota della sede diplomatica americana avvertendo che "molte persone cercheranno di attraversare il confine, e i cittadini Usa che vorranno entrare in Egitto devono aspettarsi una situazione di caos e disordine da entrambi i lati".

(reuters)

Soldato israeliano da un missile al confine col Libano

Un sergente maggiore riservista dell'esercito israeliano, Omer Balva, della brigata Alexandroni è stato ucciso da un missile anticarro vicino a Margaliot nel nord di Israele lungo il confine con il Libano. Altri tre riservisti sono rimasti feriti.

Media: Usa e Israele studiano governo per il dopo Hamas

Gli Stati Uniti e Israele - sostiene Bloomberg, che cita fonti americane - stanno valutando possibili scenari sul futuro della Striscia di Gaza dopo la sconfitta di Hamas, compreso l'eventuale insediamento di un governo provvisorio sostenuto dall'Onu e con il coinvolgimento dei governi arabi. Le discussioni sono ancora in una fase iniziale e dipendono anche dal successo di un assalto di terra israeliano. Questo scenario richiederebbe anche il consenso delle nazioni arabe della regione, cosa che non è affatto scontato.

Media palestinesi: “Raid su Gaza, molte vittime”

Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa arei da combattimento israeliani hanno attaccato di nuovo la Striscia di Gaza, uccidendo e ferendo numerose persone. La parte orientale del campo profughi di al-Bureij, nel centro di Gaza, è stata bombardata, precisa Wafa aggiungendo che i caccia israeliani hanno anche bombardato case nella zona di Sheikh Radwan, a est di Gaza City, così come nelle parti orientali e settentrionali di Beit Lahia. Case sono state bombardate anche nella parte meridionale di Khan Yunis, nel sud della Striscia, così come nella zona di Jabalia, nel nord.

Israele, attacchi contro Hamas in Libano

L'esercito israeliano ha condotto una serie di attacchi notturni contro numerosi obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano. Lo comunicano le Forze di Difesa israeliane, che hanno anche pubblicato un video delle operazioni. Gli obiettivi colpiti includevano una "serie di strutture militari utilizzate da Hezbollah per esigenze operative" e un lanciamissili anticarro puntato contro Israele. "L'IDF è pronto per tutti gli scenari nei vari settori e continuerà ad agire per la sicurezza dei cittadini israeliani", affermano i militari.

(fotogramma)

Hamas: “Al lavoro per liberare altri ostaggi”

Hamas si dice "al lavoro con mediatori di Egitto, Qatar e altri paesi amici", per arrivare alla liberazione di altri ostaggi "stranieri" dopo le due donne americane. "Cerchiamo di attuare la nostra decisione di rilasciare individui di nazionalità straniera sotto custodia temporanea, come e quando le circostanze di sicurezza lo consentiranno".

(ansa)

Nyt: gli Usa chiedono a Israele di evitare attacchi contro Hezbollah

Secondo il Nyt, Joe Biden e il segretario di Stato Usa Antony Blinken hanno "privatamente" esortato Israele a evitare attacchi pesanti contro Hezbollah. Il timore di Washington è che alcuni dei falchi del gabinetto di guerra israeliano vogliano un attacco preventivo contro Hezbollah che porterebbe Israele a combattere su due fronti; Hamas nel sud ed Hezbollah nel nord con il rischio di coinvolgere nel conflitto gli Stati Uniti e l'Iran.

[[(gele.Finegil.Image2014v1) ISRAEL-PALESTINIANS/BIDEN]]

Allarmi antiaereo vicino a Gaza

Le sirene di allarme antiaereo sono risuonate in nottata in diverse comunità israeliane vicino al confine con Gaza. Lo riferisce il sito del Times of Israel.

Da star di Hollywood appello per la tregua a Gaza

Decine di star di Hollywood hanno scritto una lettera al presidente Joe Biden chiedendo di adoperarsi per un cessate il fuoco tra Israele e Hamas "prima che sia persa una nuova vita umana".
Hanno firmato l'appello dell'organizzazione Artists4Ceasefire, tra gli altri, Andrew Garfield, Kristen Stewart, Oscar Isaac, Quinta Brunson, Ayo Edebiri, Cate Blanchett, Hasan Minhaj, Jeremy Strong e Joaquin Phoenix. Gli attori chiedono di porre fine alla "devastante perdita di vite umane e agli orrori che vediamo scorrere davanti ai nostri occhi" e affermano che "la vita è sacra in tutti i casi, non importa a che fede o etnia appartieni". La lettera fa seguito a un'altra dello stesso tenore firmata, per conto di Artists for Palestine UK, da celebrità come Tilda Swinton, Miriam Margolyes, Charles Dance, Steve Coogan, Peter Mullan, Maxine Peake e Khalid Abdalla.

Biden corregge il tiro sull’attacco di terra: “Non avevo sentito la domanda”

Pochi minuti dopo che i media al seguito di Joe Biden hanno diffuso la notizia che il presidente americano auspica un posticipo dell'invasione di Gaza da parte di Israele "finché altri ostaggi non saranno liberati" la Casa Bianca corregge il tiro. Biden "ha sentito male la domanda", si legge in una nota nella quale si spiega che la risposta "sì" del presidente si riferiva alla necessità che Hamas liberi altri ostaggi e non ad un rinvio dell'invasione di terra.

Biden: “Israele posticipi l’invasione di Gaza”

Israele dovrebbe ritardare un'invasione di terra. Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden, che salendo sull'Air Force One per andare nel Delaware per il weekend ha risposto "sì" ai cronisti che gli chiedevano se fosse opportuno, da parte di Israele, aspettare per l'invasione di Gaza al fine di guadagnare tempo nelle trattative per la liberazione degli ostaggi.

Biden: “Attacco Hamas contro i rapporti Israele-Stati arabi”

Hamas ha attaccato Israele anche per impedire la normalizzazione dei rapporti con gli Stati arabi. Lo ha detto Joe Biden ad un evento elettorale a Washington. "Una delle ragioni per cui lo hanno fatto è perchè sapevano che mi sarei seduto al tavolo dei negoziati con l'Arabia Saudita", ha sottolineato il presidente americano. "Perché i sauditi volevano riconoscere Israele e questo avrebbe reso più unito il Medio Oriente", ha aggiunto Biden.

Esercito israeliano: in due settimane 1.400 vittime

Il bilancio di due settimane di conflitto è stato pubblicato sul profilo su X delle Forze armate israeliane: oltre 6.900 razzi lanciati da Gaza contro Israele (oltre 450 lanci falliti all'interno di Gaza). Oltre 1.400 vittime. Oltre 4.600 feriti. Più di 200 ostaggi presi. Neutralizzati più di 1.000 terroristi di Hamas, molti dei quali dopo essersi infiltrati in Israele. Eliminati decine di alti leader terroristici di Hamas".

Il padre di una delle donne rilasciate: “Sta bene”

Il padre e nonno delle due americane rilasciate da Hamas ha parlato con la figlia e ha detto che "sta bene". Lo riferisce l'Associated Press. "Sta bene. Sta molto bene", ha detto Uri Raanan, che vive alla periferia di Chicago. Il 71enne ha detto di aver visto al telegiornale che Hamas stava liberando una madre e una figlia americane, e ha trascorso la giornata sperando che si riferissero a sua figlia, Judith Raanan, e sua nipote, la 17enne Natalie. Raanan ha anche spiegato che le due donne dovrebbero essere in viaggio per Tel Aviv e quindi negli Usa, in tempo per il 18esimo compleanno della nipote la settimana prossima.

Onu: “Evacuare subito cinque scuole a Gaza City”

L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha ricevuto un avvertimento da parte di Israele di evacuare "il più velocemente possibile" cinque scuole a Gaza City. "Abbiamo fatto il possibile per protestare e respingere questa decisione, ma questo significa che da ora queste strutture non sono più sicure", scrive l'Unrwa in una nota. Le scuole, al momento piene di rifugiati, sono vicine all'ospedale Al-Ahli, in cui martedì è avvenuta una terribile esplosione.

Biden alle due donne liberate da Hamas: “Vi aiuteremo a uscire dal calvario”

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha parlato con le due donne americane liberate da Hamas, dopo quasi due settimane di prigionia. Dopo la telefonata con la famiglia dei due ex ostaggi, Biden ha voluto rassicurare direttamente Judith Tai Raanan e la figlia Natalie Shoshana, residenti a Chicago, dicendo loro che "avranno tutto il sostegno del governo degli Stati Uniti per uscire da questo terribile calvario".

(afp)

Qatar sugli ostaggi: “Continueremo il dialogo”

Il ministero degli Affari Esteri del Qatar ha confermato il suo ruolo nel rilascio dei primi due ostaggi nelle mani di Hamas e ha affermato che continuerà a mediare i negoziati con l'obiettivo di garantire il rilascio di tutti coloro che sono ancora sequestrati. "La svolta di oggi arriva dopo molti giorni di continua comunicazione tra tutte le parti coinvolte", ha detto in una nota Majid Al-Ansari, portavoce ufficiale del Ministero degli Affari Esteri del Qatar. "Continueremo il nostro dialogo sia con israeliani sia con Hamas, e speriamo che questi sforzi portino al rilascio di tutti gli ostaggi civili di ogni nazionalità”.

Idf: bombardato nella notte a Gaza centro per lanciare missili

Durante la notte, gli aerei da combattimento dell'Idf hanno continuato a colpire un gran numero di obiettivi terroristici di Hamas in tutta la Striscia di Gaza. Lo comunicano le stesse Forze di difesa israeliane. Tra questi obiettivi terroristici c'erano centri di comando operativo, lanciatori di missili anticarro e infrastrutture strategiche di Hamas utilizzate per scopi terroristici. Inoltre, l'Idf ha colpito i missili anticarro, i cecchini e i posti di osservazione di Hamas all'interno di edifici a più piani.

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