L’ascesa silenziosa della principessa Sophie
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – “È l’ascesa silenziosa di una donna della Royal Family”, nota il corrispondente reale della Bbc, Sean Coughlan. Chi sarà mai? La principessa Anna, forse, sorella di re Carlo, una delle personalità più carismatiche dei Windsor? No. In realtà, scrive Coughlan: “Non ci possono essere altri membri della famiglia reale che visitano e si recano in posti così importanti e che, allo stesso tempo, ricevono così poca attenzione per quello che fanno. Sophie, duchessa di Edimburgo, è un’eroina della Famiglia Reale, seppur poco citata”.
Stiamo parlando di Sophie Helen Rhys-Jones: 58 anni, moglie di Edoardo, ossia il più giovane dei figli della compianta regina Elisabetta II e del marito Filippo. La prima della famiglia a farsi vedere in pubblico, nel 2021, dopo la morte del consorte di Elisabetta: uscendo da Windsor in macchina, a contatto con i sudditi mostrò commozione e umanità lasciando spuntare una lacrima sul viso.
Dopo l’addio di Harry e Meghan, destinazione California e la morte…
LONDRA – “È l’ascesa silenziosa di una donna della Royal Family”, nota il corrispondente reale della Bbc, Sean Coughlan. Chi sarà mai? La principessa Anna, forse, sorella di re Carlo, una delle personalità più carismatiche dei Windsor? No. In realtà, scrive Coughlan: “Non ci possono essere altri membri della famiglia reale che visitano e si recano in posti così importanti e che, allo stesso tempo, ricevono così poca attenzione per quello che fanno. Sophie, duchessa di Edimburgo, è un’eroina della Famiglia Reale, seppur poco citata”.
Stiamo parlando di Sophie Helen Rhys-Jones: 58 anni, moglie di Edoardo, ossia il più giovane dei figli della compianta regina Elisabetta II e del marito Filippo. La prima della famiglia a farsi vedere in pubblico, nel 2021, dopo la morte del consorte di Elisabetta: uscendo da Windsor in macchina, a contatto con i sudditi mostrò commozione e umanità lasciando spuntare una lacrima sul viso.
Dopo l’addio di Harry e Meghan, destinazione California e la morte di Elisabetta e del marito, Sophie è entrata a far parte dell’ossatura essenziale della nuova Royal Family: “snella", come vuole Carlo III. E che comprende la regina Camilla, il principe del Galles ed erede al trono William, sua moglie Kate, Edoardo, neo duca di Edimburgo e, appunto lei, la consorte Sophie. Negli ultimi tempi, dopo i recenti cambiamenti e addii a palazzo, ha acquisito sempre più influenza, risonanza e visibilità. Tanto che una fonte reale disse qualche tempo fa al Daily Mirror che “la ditta’, come viene soprannominata la Royal Family, "non potrebbe essere in mani migliori”.
Negli ultimi mesi, a conferma del suo ruolo sempre più influente, la duchessa Sophie è stata protagonista di importanti viaggi internazionali: prima rappresentante della Royal Family a visitare Baghdad in Iraq e la Repubblica Democratica del Congo. Entrambe missioni per condannare la minaccia della violenza sessuale in guerra e nelle aree di conflitti. Sophie ha perorato la stessa causa anche durante un’altra sua recente spedizione, nell’afflitta regione del Tigray in Etiopia. Dove ha visitato un campo profughi che accoglie persone in fuga dalle persecuzioni del governo centrale guidato dal primo ministro Abiy Ahmed Ali. Premiato, nonostante tutto, con il Nobel per la Pace nel 2019.
Sophie di recente si è recata anche in Kosovo, Sierra Leone, Sud Sudan. “Tutte visite molto delicate”, scrive la Bbc. Eppure, “la duchessa ha confermato sempre più di essere un asset rassicurante della Royal Family. Alla sua età, è il terzo membro in attività più giovane in famiglia, dietro soltanto ai principi William e Kate. Eppure, si chiede Coughlan, "perché Sophie non riceve più attenzione pubblica? Merita di più. Oppure, è una scelta della duchessa stessa, che in genere non si perde in convenevoli o complicazioni".
Fra i tratti salienti di Sophie duchessa di Edimburgo, presente anche ai funerali di Giorgio Napolitano in rappresentanza della Royal Family, ci sono proprio la sua semplicità e umiltà: e le sue ambizioni sono ben diverse da quelle hollywoodiane della duchessa del Sussex Meghan Markle, impegnata a com’è a lavorare per la famiglia reale. Questa sua attitudine pare fosse molto gradita alla Regina Elisabetta. E neanche la monarchia “snella” di Carlo sembra escluderla dalla cerchia ristretta di reali del nuovo millennio.
Quando le si chiede che cosa prova a essere sempre più stimata dentro e fuori la famiglia reale, Sophie risponde serafica: “È una buona opportunità per condividere e rilanciare i temi cui tengo di più”. E cioè, rappresentare le donne che non hanno voce nel dibattito pubblico e le vittime di violenza sessuale e molestie. “Lo stupro è stato ed è una delle armi più potenti in guerra”, disse Sophie alla Bbc un paio di anni fa, “dobbiamo ricostruire le nostre società e bisogna partire con l’esempio dall’alto". Di recente, Sophie ha parlato anche apertamente del rapporto con il ciclo mestruale, “un tema di cui si parla poco e che le donne devono sempre nascondere, mentre ci riempiamo la bocca di gravidanze e figli. Eppure le mestruazioni le abbiamo 12 volte all’anno, non capisco perché dobbiamo restare in silenzio su questo tema. È ora di dire basta”.
Sophie ha anche rinunciato ai titoli reali dei suoi figli, per non viziarli "e fargli trovare un lavoro vero" come i “plebei”. Stiamo parlando di Lady Louise Mountbatten Windsor, 19 anni, e il visconte James Severn, 15 anni. I quali, con la maggiore età potrebbero decidere autonomamente di farsi chiamare “Her/Hir Royal Highness”, ossia sua altezza reale. Sinora, almeno nel caso di Louise, non è successo. “E non credo lo faranno”, predice Sophie.