PARIGI — La Francia si divide su Gérard Depardieu, il “mostro sacro” del cinema come veniva chiamato Oltralpe il grande divo. In una lettera inviata al Figaro, Depardieu denuncia un «linciaggio orchestrato dal tribunale mediatico» di cui sarebbe vittima in seguito a una denuncia per stupro e diverse testimonianze che lo accusano di molestie.
«Non posso più permettere quello che sento, che leggo su di me da qualche mese», confida, negando di aver mai violentato una donna. Diversi recenti concerti dell’attore dedicati all’amica cantante Barbara sono stati annullati o interrotti a causa delle proteste di militanti femministe. «Credevo di potermene fregare - scrive Depardieu - ma no, non è …
PARIGI — La Francia si divide su Gérard Depardieu, il “mostro sacro” del cinema come veniva chiamato Oltralpe il grande divo. In una lettera inviata al Figaro, Depardieu denuncia un «linciaggio orchestrato dal tribunale mediatico» di cui sarebbe vittima in seguito a una denuncia per stupro e diverse testimonianze che lo accusano di molestie.
«Non posso più permettere quello che sento, che leggo su di me da qualche mese», confida, negando di aver mai violentato una donna. Diversi recenti concerti dell’attore dedicati all’amica cantante Barbara sono stati annullati o interrotti a causa delle proteste di militanti femministe. «Credevo di potermene fregare - scrive Depardieu - ma no, non è così. Tutto questo mi colpisce. Peggio ancora, mi spegne», spiega. «Oggi non posso più cantare canzoni di Barbara perché una donna, che voleva cantarle con me, mi accusa di stupro. Vi dico, finalmente, la mia verità. Mai, nel modo più assoluto, ho abusato di una donna».
Il riferimento è all’attrice Charlotte Arnould, che lo ha denunciato per due presunti stupri risalenti al 2018, avvenuti nella casa parigina del divo francese. «Una donna è venuta a casa mia la prima volta, con il passo leggero, salendo volentieri nella mia stanza. Oggi dice di essere stata violentata. Tra noi non c’è mai stata alcuna coercizione, violenza o protesta», assicura Depardieu nel breve testo, quasi in forma di poesia, sostenendo che l’attrice si è vendicata quando lui le ha rifiutato una collaborazione nei suoi concerti. Il 16 dicembre 2020 Depardieu è stato indagato per “stupro” e “violenza sessuale” dopo la denuncia di Arnould. L’indagine, chiusa per la prima volta dalla procura di Parigi nel giugno 2019, è stata riaperta un anno dopo. Carine Durrieu Diebolt, avvocata dell’attrice, si è detta «scioccata e indignata». «Non sarà certo questa - ha commentato - la verità che verrà accertata dai tribunali».
Nell’aprile scorso, 13 donne hanno testimoniato con Mediapart, sito molto attivo nel MeToo del cinema, rivelando presunti abusi commessi tra il 2004 e il 2022. A luglio si sono aggiunte due donne, che hanno parlato sotto anonimato con France Inter. Molte delle accusatrici per adesso non vogliono fare denuncia e subire il tormentato percorso giudiziario. «Non sono né un predatore né uno stupratore», dice ancora Depardieu. Le Monde ha pubblicato un’inchiesta a puntate quest’estate intitolata: “Il crepuscolo di un’icona del cinema inseguita dai suoi stessi eccessi”. «Il suo comportamento nei confronti delle donne, a lungo tollerato dal mondo del cinema - scrivevano i giornalisti - gli è valso gravi accuse e un isolamento sempre più totale».
I festival lo invitano sempre di meno. L’attore, 74 anni, è stato assente dalla promozione del suo ultimo film “Umami”, e ieri il regista premio Oscar Michel Hazanavicius ha confermato che, «di comune accordo», l’attore non lavorerà più nel suo nuovo progetto. Il “mostro sacro”, già criticato per le sue amicizie con Vladimir Putin e altri autocrati, sta diventando sempre meno sacro. Costretto anche a vendere all’asta gran parte della sua collezione di opere d’arte. Poche le voci in sua difesa. Non parlano Catherine Deneuve, né l’ex moglie Elisabeth Depardieu e l’ex compagna Carole Bouquet. Solo Fanny Ardant ha testimoniato contro Arnould, sostenendo che la giovane donna era in cerca di un ruolo.
Resiste la solidarietà con lo scrittore Michel Houellebecq, finito nel mezzo dell’affaire di un film porno non autorizzato che ha fatto il giro dei salotti letterari parigini. «È l’unico che mi capisce», ha confidato Houellebecq a proposito dell’amico Depardieu.