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Depardieu, “il crepuscolo di un'icona”. L’inchiesta di ‘Le Monde’ sull’attore più famoso di Francia accusato di molestie

Depardieu, “il crepuscolo di un'icona”. L’inchiesta di ‘Le Monde’ sull’attore più famoso di Francia accusato di molestie
Per il giornale “il suo comportamento nei confronti delle donne, a lungo tollerato dal mondo del cinema - prosegue l'articolo - gli è valso gravi accuse e un isolamento sempre più totale”.
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PARIGI - “Gérard Depardieu, il crepuscolo di un'icona del cinema inseguita dai suoi stessi eccessi”. Dopo Mediapart, sito che per primo ha dato voce alle donne che accusano Depardieu di violenze e molestie sessuali, ora è Le Monde a inaugurare un lunga inchiesta sul più famoso attore francese vivente. "Le Monde ha indagato sul percorso e sulla personalità dell'attore” spiega il quotidiano nella prima puntata firmata da Raphaëlle Bacqué, cronista politica già autrice di molti scoop, e Samuel Blumenfeld, uno dei più noti giornalisti di cinema nella stampa d'Oltralpe.

“Il suo comportamento nei confronti delle donne, a lungo tollerato dal mondo del cinema - prosegue l'articolo - gli è valso gravi accuse e un isolamento sempre più totale”. Il suo nome era sufficiente per garantire un successo di botteghino e invece ora è su un turbolento viale del tramonto. I festival, scrive Le Monde, lo invitano sempre di meno. Un tempo nell'ambiente si “rideva del suo comportamento rabelaisiano" notano ancora i giornalisti. “Oggi i produttori temono che sia "poco #metoo"”.


Depardieu, 74 anni, non è più un intoccabile, come lamentano le vittime che lo hanno denunciato negli ultimi mesi: tredici donne a cui è è aggiunta qualche giorno fa anche un'assistente alla regia che ha testimoniato su  France Inter su fatti che risalirebbero a circa otto anni fa. "All'inizio si trattava di commenti sul mio fisico davanti a tutta l'équipe tecnica", ha raccontato la donna, 27 anni, chiedendo l'anonimato. "Le proposte di rapporti sessuali sono diventate sempre più insistenti, anche a pagamento, oltre a mani che vagavano, sulle natiche e nell'inguine". Un giorno, ha raccontato ancora l’assistente alla regia, Depardieu “si è tirato giù i pantaloni e ha mostrato il suo sesso”. “Sono andata nel panico e ho lasciato la stanza di corsa. Mi ha raggiunto nel corridoio, inchiodandomi contro il muro”.


Molte delle accusatrici per adesso non vogliono fare denuncia e subire il tormentato percorso giudiziario. Al momento esiste una sola inchiesta scaturita dalla testimonianza dell'aspirante attrice Charlotte Arnould, che lo ha denunciato per un doppio stupro avvenuto nel 2018. L'attore si difende sostenendo che erano rapporti consenzienti, che la giovane donna "non ha opposto resistenza", aggiungendo di aver visto nei suoi occhi "un misto di stupore e complicità". L'inchiesta viene prima archiviata e poi riaperta. Lo scandalo comincia a montare con la pubblicazione in aprile delle altre testimonianze raccolte da Mediapart.


Lentamente Depardieu - già criticato per le sue amicizie con Vladimir Putin e altri dittatori - diventa un impresentabile. Poche le voci in sua difesa. Non parlano Catherine Deneuve, né l'ex moglie Elisabeth Depardieu e l'ex compagna Carole Bouquet. “Solo Fanny Ardant, sua partner in La signora della porta accanto (1981) di François Truffaut, ha testimoniato contro Charlotte Arnould, sostenendo che la giovane donna era in cerca di un ruolo” osserva Le Monde che ripercorre la lunga omertà nell'ambiente cinematografico. “Ci sono molte riprese, e anche servizi televisivi, in cui l'attore fa gesti osceni alle comparse o bacia una truccatrice” scrivono Bacqué e Blumenfeld. Immagini a lungo passate sotto silenzio.

Nel frattempo però è arrivato il MeToo, che dilaga nel cinema francese. I vari progetti di nuovi film vengono cancellati. La sua tournée di concerti prevista in questi mesi, con le canzoni di Barbara, è accompagnata da proteste di femministe. Alcune sale decidono di annullare le date. La casa di produzione del suo ultimo film Umami decide a maggio di non farlo partecipare alla promozione.


Qualche settimana fa, Depardieu ha messo in vendita 250 opere della sua collezione d’arte, con bronzi di Rodin, l'artista che ha interpretato in un film insieme a Isabelle Adjani, cinque opere di Calder, un dipinto di Hans Hartung. “Ha subito vari interventi di bypass e incidenti in moto. È una persona che ne ha passate tante e ha bisogno di alleggerirsi un po'" spiega l’esperto che ha organizzato la vendita. La versione di Depardieu è affidata ai suoi avvocati, che continuano a difendere la sua innocenza. Molti amici si sono dileguati, resiste invece la solidarietà con lo scrittore Michel Houellebecq, finito nel mezzo dell’affaire di un film porno non autorizzato che ha fatto il giro dei salotti letterari parigini. “E’ l’unico che mi capisce” ha confidato Houellebecq nel suo ultimo libro, Qualche mese nella mia vita.

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