BRUXELLES – L’Ucraina rischia di perdere la guerra. Le munizioni dell’Occidente non arrivano e la Russia ha ammassato 400mila soldati nelle aree più contendibili. Al consiglio dei ministri Ue della Difesa, cui partecipa anche il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, scatta l’allarme. L’attenzione verso Kiev, anche a causa del conflitto israelo-palestinese, sembra meno acuta. Ma soprattutto l’Europa non riesce a spedire il milione di munizioni che aveva promesso. Per ora è stata raggiunta quota 300mila. Un deficit dovuto più all’insufficiente capacità produttiva delle industrie del Vecchio Continente che non a una volontà politica.
«Ho reiterato l’urgenza di aumentare il nostro sostegno militare all’Ucraina – ha spiegato l’Alto Rappresentante Ue, Josep Borrell, al termine della riunione – in particolare per le necessità immediate dell’esercito ucraino di difendersi: la difesa aerea, l’addestramento per gli F-16, l’equipaggiamento invernale. Stiamo facendo molto ma dobbia…
BRUXELLES – L’Ucraina rischia di perdere la guerra. Le munizioni dell’Occidente non arrivano e la Russia ha ammassato 400mila soldati nelle aree più contendibili. Al consiglio dei ministri Ue della Difesa, cui partecipa anche il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, scatta l’allarme. L’attenzione verso Kiev, anche a causa del conflitto israelo-palestinese, sembra meno acuta. Ma soprattutto l’Europa non riesce a spedire il milione di munizioni che aveva promesso. Per ora è stata raggiunta quota 300mila. Un deficit dovuto più all’insufficiente capacità produttiva delle industrie del Vecchio Continente che non a una volontà politica.
«Ho reiterato l’urgenza di aumentare il nostro sostegno militare all’Ucraina – ha spiegato l’Alto Rappresentante Ue, Josep Borrell, al termine della riunione – in particolare per le necessità immediate dell’esercito ucraino di difendersi: la difesa aerea, l’addestramento per gli F-16, l’equipaggiamento invernale. Stiamo facendo molto ma dobbiamo fare di più e in modo più veloce». Un’esigenza sottolineata anche da Stoltenberg per il quale «la probabilità di un negoziato accettabile aumenta quanto maggiore è il sostegno militare che forniamo all’Ucraina. L’unico modo per arrivare alla pace è convincere il presidente Putin che non vincerà sul campo di battaglia».
L’Ue, a parte l’Ungheria che si è ormai messa su una linea anti-Kiev, non vuole dunque recedere dal suo sostegno a Volodymyr Zelensky. «Presenteremo la nostra proposta per un impegno a lungo termine – ha confermato Borrell – per garantire la sicurezza dell’Ucraina. Dovrà essere approvato dal Consiglio europeo entro fine anno». Ma a Kiev non mancano dubbi e delusioni. Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha evidenziato il ritardo con cui vengono consegnati gli aiuti: «Ma abbiamo bisogno di azioni più rapide».
Il nodo quindi delle munizioni resta. E lo rende esplicito il ministro tedesco della Difesa, Boris Pistorius: «Si deve presumere che il milione di munizioni per l’Ucraina entro marzo non verrà raggiunto. I soldi ci sono, ma deve esserci anche la produzione. Abbiamo contribuito in gran parte ai nostri contratti e continueremo a farlo. Siamo in trattative con l’industria della difesa per aumentare e accelerare la produzione, questo è all’ordine del giorno, ma l’obiettivo di un milione non verrà raggiunto. Questo è esattamente ciò che prevedono i contratti quadro».
Il consorzio guidato da Berlino e Parigi dovrebbe consegnare entro un anno altre 180mila munizioni. Ma resta comunque lontano il traguardo concordato. Kiev dovrà insomma rivolgersi ancora agli Usa per ottenere le risorse necessarie per fronteggiare il tentativo di avanzata delle truppe russe. In particolare in primavera. Nei prossimi giorni comunque l’Ue stanzierà poco più di 100 milioni per aiuti umanitari. Ma la sfida vera resta sul campo di battaglia.