Chi è Geert Wilders: l’uscita dall’Ue, niente armi all’Ucraina e niente fondi all’Italia, ecco cosa pensa il vincitore delle elezioni olandesi
di Daniele Castellani PerelliAnti-Ue, anti-islamico, anti-migranti e con un passato di filorusso. Geert Wilders ha trionfato alle elezioni olandesi e ora condurrà le trattative nella formazione del nuovo governo. Ha conquistato 37 dei 150 seggi, dodici in più del secondo partito. I sovranisti e le estreme destre di tutta Europa si congratulano e già festeggiano, da Viktor Orbán a Marine Le Pen a Matteo Salvini, vedendo nel suo successo un possibile trampolino verso le Europee di giugno.
Cattolico, 63 anni, cattolico, Wilders ha fondato nel 2006 il Pvv, il Partito per la libertà, dopo essere uscito dal Vvd, il centrodestra liberal-conservatore. Nel 2008 è diventato famoso a livello globale con il suo controverso film anti-islamico, Fitna, e per la battaglia per la messa al bando del Corano, che ha paragonato al Mein Kampf. Nel 2010 il suo partito appoggiò il primo governo Rutte, un esecutivo di minoranza a cui tolse però il sostegno dopo due anni. Og…
Anti-Ue, anti-islamico, anti-migranti e con un passato di filorusso. Geert Wilders ha trionfato alle elezioni olandesi e ora condurrà le trattative nella formazione del nuovo governo. Ha conquistato 37 dei 150 seggi, dodici in più del secondo partito. I sovranisti e le estreme destre di tutta Europa si congratulano e già festeggiano, da Viktor Orbán a Marine Le Pen a Matteo Salvini, vedendo nel suo successo un possibile trampolino verso le Europee di giugno.
Cattolico, 63 anni, cattolico, Wilders ha fondato nel 2006 il Pvv, il Partito per la libertà, dopo essere uscito dal Vvd, il centrodestra liberal-conservatore. Nel 2008 è diventato famoso a livello globale con il suo controverso film anti-islamico, Fitna, e per la battaglia per la messa al bando del Corano, che ha paragonato al Mein Kampf. Nel 2010 il suo partito appoggiò il primo governo Rutte, un esecutivo di minoranza a cui tolse però il sostegno dopo due anni. Oggi, per la prima volta, è al centro dello scenario politico, dopo anni in cui è stato ritenuto un impresentabile. “Non potranno ignorarci, governeremo”, ha detto ieri sera. Sarà difficile farlo, visto lo straordinario risultato elettorale: mai dal dopoguerra un partito aveva guadagnato tanto, il 12,4%, tra un’elezione e l’altra.
Ma vediamo quali sono le posizioni del trionfatore delle elezioni, l’uomo che vuole “ridare l’Olanda agli olandesi”. Ci riguarda da vicino, non solo perché è un alleato di Matteo Salvini, ma perché determinerà la politica della quinta economia europea, di un Paese che in questi anni è stato centrale ai tavoli di Bruxelles su temi come i fondi Ue, i migranti e gli aiuti militari all’Ucraina.
L’Islam e i migranti
È noto il disprezzo di Wilders per l’Islam, che nel suo programma si traduce ancora nella richiesta di bando per il Corano, di chiusura delle moschee e delle scuole islamiche, oltre che del velo negli edifici pubblici. In campagna elettorale – forse per tendere la mano al centrista Pieter Omtzigt, che ritiene anti-olandese la sua chiusura illiberale alla fede musulmana – ha detto che in fondo oggi la lotta all’Islam “non è la priorità”. Ma nella politica sui migranti non farà sconti, tanto più che il no all’immigrazione è stato un cavallo di battaglia sia di Omtzigt sia del Vvd, il centrodestra che fu di Mark Rutte e ora è stato guidato, all’insuccesso, da Dilan Yesilgoz-Zegerius, che ha provato a far dimenticare agli elettori la sua nascita turca puntando anche lei su un programma molto duro sull’immigrazione. Ma gli elettori, come spesso accade, hanno preferito l’originale.
Wilders vuole la fine dell’asilo per i rifugiati, la revoca della cittadinanza olandese e la deportazione per gli immigrati che vengono condannati, e il divieto di doppia cittadinanza. Impossibile che accetti di prendersi in carico la redistribuzione dei migranti sbarcati in Italia. Salvini e Meloni, anche in questo, hanno poco da festeggiare.
La sicurezza
Pugno duro sulla sicurezza. Vuole assumere 10mila agenti di polizia e imporre la tolleranza zero verso i piccoli criminali: i 14enni, inoltre, dovrebbero essere trattati come adulti dai tribunali, sostiene. Detenzione preventiva per i sospetti di terrorismo.
Il clima e il Covid
Sul Covid non scherza: non è affatto un no-Vax e criticò il governo Rutte per la lentezza nel piano vaccinazioni, spingendo il suo unico eurodeputato Marcel de Graaf a uscire in polemica dal partito. Sul clima invece è un estremista di destra: è a favore del carbone e del nucleare, vuole estrarre più gas dal Mar del Nord e uscire dagli accordi climatici internazionali.
L’uscita dall’Ue e i soldi all’Italia
Wilders, che vuole la fine del libero movimento dei lavoratori all’interno dell’Ue, è un euroscettico e nel suo programma sostiene un referendum sull’uscita dall’Unione Europea: “Il Partito per la libertà vuole un’Olanda sovrana, che sia responsabile del proprio denaro, dei propri confini e stabilisca le proprie regole. In quanto Paese sovrano, ci impegniamo a creare forti legami bilaterali ed economici con altri Paesi, e per questa intensa cooperazione tra i Paesi non è necessaria nessuna unione politica, come l’Ue, un’istituzione che consuma il denaro dei contribuenti e ci impone diktat. Il Pvv vuole un referendum vincolante sulla Nexit”. In attesa dell’uscita, si batte per far rimanere appunto in Olanda i soldi dei contribuenti. Sta girando molto la foto di Wilders con un cartello che dice: “Non un centesimo all’Italia”. Salvini festeggia, ma si sa che un sovranista, per definizione, non ha alleati. Per Wilders esistono solo gli olandesi.
La Russia e l’Ucraina
Wilders considera illegale l’invasione russa dell’Ucraina, ma è contrario all’invio di aiuti militari a Kiev. Una netta svolta rispetto al governo Rutte, tra i pochi ad essersi impegnati nell’Ue per l’invio di caccia F-16 all’alleato: “Mentre le nostre Forze armate non riescono più nemmeno a controllare e difendere il proprio territorio, inviamo le nostre scarse attrezzature in Ucraina. La nostra Difesa è quindi gravemente indebolita, perché il governo considera i Paesi stranieri più importanti del nostro. Dobbiamo usare la Difesa per il controllo delle frontiere, per impedire ai richiedenti asilo di mettere piede sul suolo olandese”.
A pesare sul passato di Wilders ci sono anche ombre russe. Wilders ha a lungo lodato Vladimir Putin e denunciato la “isteria russofobia” europea. Quattro anni dopo l’annessione russa della Crimea, nel febbraio del 2018, andò a Mosca e incontrò influenti politici russi alla Duma. Il viaggio fu duramente criticato dai familiari delle vittime del volo Mh17, abbattuto dai filorussi mentre sorvolava il Donbass. Leak pubblicati da hacker ucraini sostengono che il Cremlino per anni abbia coltivato attivamente legami con Wilders. Che quando andò alla Duma, postò su Twitter una foto tutto sorridente, con la scritta: “Dalla Russia con amore”.