Ungheria, nuova stretta autoritaria: nasce l’Ufficio per la tutela della sovranità
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni (Berlino)BERLINO – Dopo aver spazzato via l’opposizione dalle televisioni, dalle radio, e da quasi tutti i media nazionali, dopo aver cacciato otto anni fa l’università di George Soros da Budapest, Viktor Orban prepara la stretta finale contro ogni dissenso. Il governo ungherese vuole istituire un “Ufficio per la tutela della sovranità nazionale” che indagherà su presunte influenze esterne. Alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni europee, il “tiranno” ungherese, come lo chiamava Agnes Heller, vuole continuare a cementare il suo potere.
L’obiettivo di Orban è quello di alimentare una nuova paranoica campagna contro l’”uomo nero”, contro le “forze oscure” provenienti dall’estero, come le ha definite pubblicamente, che inquinerebbero la vita pubblica ungherese. Un film già visto.
Peraltro in questi giorni le strade di molte città ungheresi sono tappezzate di enormi cartelloni con la faccia …
BERLINO – Dopo aver spazzato via l’opposizione dalle televisioni, dalle radio, e da quasi tutti i media nazionali, dopo aver cacciato otto anni fa l’università di George Soros da Budapest, Viktor Orban prepara la stretta finale contro ogni dissenso. Il governo ungherese vuole istituire un “Ufficio per la tutela della sovranità nazionale” che indagherà su presunte influenze esterne. Alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni europee, il “tiranno” ungherese, come lo chiamava Agnes Heller, vuole continuare a cementare il suo potere.
L’obiettivo di Orban è quello di alimentare una nuova paranoica campagna contro l’”uomo nero”, contro le “forze oscure” provenienti dall’estero, come le ha definite pubblicamente, che inquinerebbero la vita pubblica ungherese. Un film già visto.
Peraltro in questi giorni le strade di molte città ungheresi sono tappezzate di enormi cartelloni con la faccia della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e quella di Alex Soros, figlio di George e presidente della Open Society Foundation. Lo slogan è “Non balliamo la loro musica”. In vista delle Europee, l’Ue e le organizzazioni umanitarie che promuovono la democrazia e la libertà – tanto più se guidate da finanzieri o filantropi ebrei – sono di nuovo il nemico dichiarato.
Mercoledì sette importanti ong, tra cui Transparency International e la Hungarian Civili Liberties Union, hanno lanciato l’allarme sull’Ufficio per la tutela della sovranità. La legge che la istituisce, denunciano, “fa parte del tentativo del governo di silenziare tutte le voci critiche”. L’Ufficio ha il compito di indagare su qualsiasi attività che abbia lo scopo di influenzare il dibattito democratico, di analizzare le organizzazioni finanziate dall’estero e può infliggere il bando dei partiti e e persino pene carcerarie. La formulazione della legge è volutamente vaga, denuncia il Comitato di Helsinki, e consente di lanciare una caccia alle streghe contro giornalisti, sindacati, aziende o attivisti ‘scomodi’.
Per la parlamentare europea dell’opposizione Katalin Cseh (Momentum), la legge che istituisce questa sorta di inquisizione xenofoba “è un’altra pietra miliare nera per l’Ungheria” che segna “un nuovo giro di vite autoritario contro il dissenso e mira a intimidire e reprimere le voci critiche. Il suo obiettivo è quello di strangolare i media, le ong indipendenti e le opposizioni ancora esistenti, che affrontano già ogni giorno infinite aggressioni”.