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Moskvichka, la rivista dei filoputiniani che racconta la vita glamour delle élite russe al tempo delle sanzioni

(afp)
Il periodico trimestrale è pubblicato dalla Izdatel’stvo Redkikh Knig, una casa editrice fondata nel 2019 da Kristina Potupchik, ex addetta stampa del movimento giovanile vicino al Cremlino “Nashi” e coordinatrice di una vasta rete di canali Telegram filo-governativi
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MOSCA - Tra i marchi e LE società occidentali che hanno lasciato la Russia dopo l’inizio dell’operazione militare in Ucraina ci sono anche le riviste patinate di fama mondiale come Tatler, Vogue, GQ. Il mercato però non ammette vuoti e la loro nicchia verrà presto occupata da periodici locali che raccontano la vita glamour delle élite russe al tempo delle sanzioni.

A metà novembre, la Galleria Vladey di Mosca ha ospitato una presentazione della rivista patinata “Moskvichka”, letteralmente “(La) Moscovita”. Il periodico trimestrale è pubblicato dalla Izdatel’stvo Redkikh Knig, una casa editrice fondata nel 2019 da Kristina Potupchik, ex addetta stampa del movimento giovanile vicino al Cremlino “Nashi” e coordinatrice di una vasta rete di canali Telegram filo-governativi.

Il caporedattore della rivista è Darina Alekseeva, amica di Potupchik e autrice di un popolare canale Telegram che tratta di cultura e stile di vita. La rivista, ha chiarito la stessa Alekseeva, è stata ideata pr…

MOSCA - Tra i marchi e LE società occidentali che hanno lasciato la Russia dopo l’inizio dell’operazione militare in Ucraina ci sono anche le riviste patinate di fama mondiale come Tatler, Vogue, GQ. Il mercato però non ammette vuoti e la loro nicchia verrà presto occupata da periodici locali che raccontano la vita glamour delle élite russe al tempo delle sanzioni.

A metà novembre, la Galleria Vladey di Mosca ha ospitato una presentazione della rivista patinata “Moskvichka”, letteralmente “(La) Moscovita”. Il periodico trimestrale è pubblicato dalla Izdatel’stvo Redkikh Knig, una casa editrice fondata nel 2019 da Kristina Potupchik, ex addetta stampa del movimento giovanile vicino al Cremlino “Nashi” e coordinatrice di una vasta rete di canali Telegram filo-governativi.

Il caporedattore della rivista è Darina Alekseeva, amica di Potupchik e autrice di un popolare canale Telegram che tratta di cultura e stile di vita. La rivista, ha chiarito la stessa Alekseeva, è stata ideata proprio da Potupchik con il contributo di Nikita Tomilin, ex attivista del movimento filoputiniano “Giovane Guardia” e autore del video virale "Time to move to Russia".

Secondo fonti dei media indipendenti Important Stories e Meduza a conoscenza del processo di creazione della rivista, Potupchik ha discusso l'idea di "Moskvichka" con il vice capo dell'amministrazione presidenziale, Sergej Kirienko, e con il responsabile dei progetti per il pubblico del Cremlino, Sergej Novikov. Quest’ultimo ha partecipato personalmente alla serata di lancio al Vladey.

L’interesse delle alte sfera della politica si spiega con la necessità di mostrare che anche nello stile di vita la Russia sa far a meno dei contributi stranieri. In una parola, importozameshanie: sostituzione delle importazioni, anche nel frivolo mondo della moda. “Siamo anche alla moda, cool e ricchi", ironizza l'ex direttore di una rivista di moda russa, al corrente dei retroscena del lancio di Moskvichka.

La tiratura di Moskvichka, che non è registrata dal Garante delle comunicazioni come organo di informazione, è limitata per legge a 999 copie, tutte vendute immediatamente dopo il lancio. Secondo una fonte di Meduza a optare per una tiratura limitata sarebbe stata proprio l'amministrazione presidenziale, abituata a lavorare con i media tradizionali.

Potupchik, dal canto suo ha difeso l’amministrazione presidenziale, puntando il dito contro gli elementi “antipatriottici” e gli “agenti stranieri”, invidiosi della rinascita glamour del Paese: “Spero sinceramente che tutti coloro che sono contrari alla pubblicazione di questa rivista la prendano in mano, leggano buoni articoli, guardino bellissime fotografie e capiscano che amare la Russia non è una brutta cosa”.

Il costo di produzione del periodico resta invece “un segreto commerciale”, ricorda Potupchik. "Non posso rivelare i numeri", le fa eco il redattore capo Alekseeva. Secondo le stime degli esperti il costo potrebbe aggirarsi intorno ai due milioni di rubli, poco meno di 20 mila euro.

Moskvichka, apparentemente pubblicata con fondi propri della casa editrice, circola gratuitamente tra gli amici degli autori. Nei negozi online è venduta a 450 rubli, circa 4,50 euro. Sul portale Avito, l’equivalente locale di Ebay, gli utenti che sono riusciti a entrarne in possesso rivendono le proprie copie a prezzi che raggiungono anche i 5000 rubli, quasi 50 euro al cambio attuale.

Tra gli inserzionisti, il marchio automobilistico Moskvich, sorto sullo stabilimento di Renault ceduto al governo della città di Mosca e la società Bosco di proprietà di Mikhail Kusnirovich, proprietario dei Magazzini Gum sulla piazza rossa, sostenitore del sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin.

Il primo numero di Moskvichka è uscito con tre copertine: una assegnata a Ksenja Shipilova, ex membro del movimento Giovane Guardia e imprenditrice di successo nel settore bellezza e benessere. Nella seconda copertina c'è la proprietaria dell'azienda vinicola crimeana “Zolotaya Balka”, Snezhanna Georgieva. La terza è dedicata a Sati Spivakova, conduttrice televisiva e moglie del noto direttore d'orchestra e violinista Vladimir Spivakov. La sezione Cultura contiene un'intervista con la nuova direttrice del Museo Pushkin, Elizaveta Likhacheva. Nella sezione Viaggi gli autori propongono di riscoprire la vicina Suzdal, cittadina di mercanti in epoca zarista e ora nuovamente all'avanguardia in fatto di moda. Nella stessa sezione, una valutazione di pro e contro di due popolari mete turistiche, almeno per le élite: Maldive e Seychelles.

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