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Terremoto alla Cop28, il presidente della Conferenza sul Clima Al Jaber difende le fonti fossili. Scontro Emirati-Onu

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In un video il capo del grande evento, che è un petroliere emiratino, afferma che "l'addio a carbone, greggio e gas riporterebbe il mondo delle caverne" e “nessuna scienza dice di eliminarli”. Imbarazzo fra gli scienziati che chiedono le dimissioni del sultano
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DUBAI – "Non esiste alcuna scienza" che indichi "la necessaria eliminazione graduale dei combustibili fossili per limitare il riscaldamento globale a 1,5°". E ancora: "L'addio a carbone, petrolio e gas riporterebbe il mondo alle caverne".

(ansa)

Eccolo, purtroppo, il vero volto di questa Cop28: queste parole, pesantissime, e che aprono a un nuovo terremoto mentre la Conferenza sul Clima di Dubai è entrata nel quarto giorno di lavori, sono state pronunciate dal presidente della Cop28, il sultano Ahmed Al Jaber, l'uomo che è contemporaneamente alla guida del vertice sul clima e amministratore delegato di una delle principali aziende petrolifere del Paese, la Adnoc.

Il nodo delle fonti fossili

Dopo un inizio summit che appariva positivo, con importanti annunci per la finanza climatica e l'intesa sul fondo Loss and Damage, la rivelazione delle parole pronunciate due settimane fa da Al Jaber e diffuse att…

DUBAI – "Non esiste alcuna scienza" che indichi "la necessaria eliminazione graduale dei combustibili fossili per limitare il riscaldamento globale a 1,5°". E ancora: "L'addio a carbone, petrolio e gas riporterebbe il mondo alle caverne".

(ansa)

Eccolo, purtroppo, il vero volto di questa Cop28: queste parole, pesantissime, e che aprono a un nuovo terremoto mentre la Conferenza sul Clima di Dubai è entrata nel quarto giorno di lavori, sono state pronunciate dal presidente della Cop28, il sultano Ahmed Al Jaber, l'uomo che è contemporaneamente alla guida del vertice sul clima e amministratore delegato di una delle principali aziende petrolifere del Paese, la Adnoc.

Il nodo delle fonti fossili

Dopo un inizio summit che appariva positivo, con importanti annunci per la finanza climatica e l'intesa sul fondo Loss and Damage, la rivelazione delle parole pronunciate due settimane fa da Al Jaber e diffuse attraverso un video mostrato da parte di Guardian e Center For Climate Reporting, appaiono come una bomba in grado di sprigionare una luce di chiarezza sulle reali intenzioni di questa presidenza: negare, non affrontare, o semplicemente far dimenticare, il fatto che sono le fonti fossili oggi ad essere la principale causa della crisi del clima innescata dall'uomo.

La protesta degli scienziati

Quel "non esiste alcuna scienza", oltretutto, ha portato in poche ore decine di scienziati - molti dei quali presenti anche qui alla Cop di Dubai - a chiedere le immediate dimissioni del sultano Al Jaber dalla presidenza. Il famoso climatologo Michael Mann, noto per i suoi libri come "La nuova guerra del clima", è stato fra i primi a chiedere che il sultano lasci subito le redini della Conferenza.


Gli fa eco il professor James Kirkham dell'International Cryosphere Climate Initiative pubblicando una lista di 400 scienziati dell'Ipcc che dicono esattamente il contrario di Al Jaber.

Lo scontro con l’Onu

Più forte ancora della reazione a caldo degli scienziati, indignati per le parole dell'emiratino, è però lo scontro sempre più duro fra il segretario generale Onu António Guterres, ovvero di quelle Nazioni Unite che organizzano la Cop, e appunto il presidente Al Jaber e gli Emirati che ospitano la Conferenza.


Ancor prima dell'inizio dei lavori qui a Dubai era chiaro che il tema delle fonti fossili sarebbe stato scottante: come ha detto ieri a Repubblica la premier Giorgia Meloni, non era però da considerare negativo il fatto di un vertice sul clima in terra di petrolieri, perché al contrario a suo dire avrebbe portato a ragionamenti in grado di coinvolgere anche le industrie dell'oil and gas nella trasformazione necessaria per il clima.

(reuters)

Ma queste nuove parole, che negano il fatto che la scienza ci indichi in realtà la necessaria (e rapida) uscita dai combustibili fossili, chiudono invece ad ogni tentativo di inserire ad esempio nel testo finale dei negoziati la possibilità dell'addio graduale a carbone, petrolio o gas. Tentativo che invece chiedeva a gran voce il segretario Onu António Guterres.

Il vertice è stato “smascherato”

Non solo: la negazione della volontà della scienza, così come di considerare come necessario un ragionamento sull'addio al fossile, sembra togliere un velo alla Cop28 che finora era iniziata con successi sulla Finanza climatica. Tutta la pomposità di questa Conferenza, tra padiglioni tirati a lucido, spot di Lionel Messi per promuoverla, canzoni e videogiochi dedicati e tantissime personalità da Bill Gates a Re Carlo presenti, appaiono ora sempre di più come un tentativo di distrazione dal focus delle emissioni da fonti fossili.


Del resto, il fatto che si organizzasse una Conferenza proprio nella terra dei petrolieri, ha portato - sconfortati e arresi - a una bassissima presenza di attivisti, già ipercontrollati per motivi di sicurezza, tanto che finora l'unica manifestazione dei gruppi ambientalisti e in difesa dei diritti è avvenuta oggi, per pochi minuti, ma soltanto principalmente per chiedere un cessate il fuoco in Palestina.


Insomma, oggi alla grande Conferenza sul clima doveva essere il giorno dedicato alla salute, quello per ricordare come la salute dell'uomo e riscaldamento sono purtroppo sempre più connessi, con sette milioni di persone al mondo che muoiono ogni anno per la scarsa qualità dell’aria, oppure con previsioni che ci dicono come la crisi climatica per i suoi effetti porterà a chiudere un ospedale su dodici nel mondo, eppure sarà ricordato per altro.


Potrebbe essere infatti il giorno della prima crepa ufficiale, temuta, fra due mondi a confronto: quello economico e finanziario che punta ancora su petrolio e gas e quello che invece chiede un radicale cambiamento. Attualmente più di 100 paesi sostengono già l'eliminazione graduale dei combustibili fossili e molti di questi chiedono che nell’accordo finale della Cop28 sia utilizzato un linguaggio più forte per definire l'uscita dal fossile.

Quale? Uno molto vicino alle parole di António Guterres, che sono l'opposto di quelle di Al Jaber: "La scienza è chiara - ha detto il segretario generale Onu - il limite di 1,5°C è possibile solo se alla fine smetteremo di bruciare tutti i combustibili fossili. Non ridurre, non abbattere, ma eliminazione graduale, con un calendario chiaro".

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