Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 7 dicembre
Continuano i "duri combattimenti" delle forze israeliane (Idf) con Hamas nella Striscia Gaza. Nelle ultime 24 ore, hanno confermato le Idf, raid aerei hanno colpito circa 250 obiettivi e, secondo i media, la casa del leader di Hamas a Khan Yunis sarebbe sotto assedio da ore.
Il ministero della Salute di Gaza denuncia la morte di 73 persone nelle ultime 24 ore sotto i raid israeliani, mentre l’Onu denuncia condizioni di vita di “orrore più totale” nella Striscia.
Israele ha revocato il visto alla coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite, Lynn Hastings perché non si è pronunciata contro Hamas per gli attacchi del 7 ottobre. L’Onu la difende: “Ha la nostra piena fiducia”
Wafa, 16enne palestinese ucciso da Israele in Cisgiordania
Un adolescente palestinese di 16 anni è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti dai colpi d'arma da fuoco delle forze israeliane nella città di Yabad, a sud-ovest di Jenin, in Cisgiordania. Ad affermarlo è il ministero della Salute palestinese citato dall'agenzia Wafa. Il ministero ha affermato che il sedicenne Omar Mahmoud Abu Baker è stato colpito a morte al petto dai proiettili delle forze israeliane.
Gruppo per i diritti: “Israele ha istituito 100 squadre di civili armate”
La polizia israeliana ha istituito 100 squadre civili armate. Lo ha reso noto l'Associazione per i Diritti Civili in Israele (Acri), aggiungendo che queste "squadre di sicurezza comunitaria" hanno ricevuto fucili M16 dalle autorità israeliane "dopo un processo di addestramento accelerato di sole sette ore, senza un'adeguata supervisione".
Il gruppo per i diritti umani ha affermato che sono emerse testimonianze secondo cui membri di queste unità "conducono pattuglie armate in tutte le città e fermano cittadini palestinesi di Israele per controlli di identità". In una nota l'Acri ha detto che "invece di favorire la ricostruzione della fiducia e della sicurezza tra la popolazione, il governo israeliano ha facilitato l'armamento degli individui, esacerbando le divisioni tra le popolazioni".
Gaza, 500 persone entrate oggi in Egitto dal valico di Rafah
Cinquecento persone, egiziani o palestinesi con doppia nazionalità sono entrati oggi da Gaza in Egitto insieme a 20 feriti che saranno curati negli ospedali egiziani. Lo dicono fonti della Mezzaluna Rossa e mediche, riferendo anche di un cambio della guardia tra appartenenti a Medici senza frontiere. Undici persone, tra cui alcuni membri di Msf si sono diretti nella Striscia di Gaza, mentre un medico dell'organizzazione è arrivato in Egitto.
Usa: ritiro immediato di Israele dopo la guerra creerebbe un vuoto di sicurezza
Gli Stati Uniti affermano che il ritiro immediato di Israele dopo la guerra creerebbe un "vuoto di sicurezza". Il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller ha risposto così alle parole di Netanyahu, che ha affermato che Israele deve mantenere il controllo della sicurezza a Gaza dopo la guerra per garantire che l'enclave rimanga "smilitarizzata".
Il primo ministro israeliano ha anche respinto l'intervento di una forza internazionale, affermando che l'esercito israeliano è l'unico idoneo a questo compito. "Non penso che sarebbe nell'interesse di nessuno - né nell'interesse di Israele e né in quello del popolo palestinese - che, dopo la fine delle principali operazioni di combattimento, Israele se ne vada e lasci un vuoto di sicurezza. Ci sarà un'illegalità dilagante all'interno di Gaza", ha detto Miller
Dipartimento di Stato: contrari a qualsiasi zona cuscinetto all’interno di Gaza
È ancora presto per sapere quando finirà la guerra e come, ma gli Stati Uniti si opporrebbero “a qualsiasi proposta di zona cuscinetto (di Israele, ndr) all'interno della Striscia di Gaza poiché violerebbe la posizione di Washington secondo cui l'enclave palestinese non deve essere ridotta di dimensioni dopo l’attuale conflitt”o, ha detto mercoledì il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller. La Reuters ha riferito la settimana scorsa che Israele aveva trasmesso i piani per la zona cuscinetto a diversi stati arabi e alla Turchia.
Guterres: "A Gaza si rischia crollo ordine pubblico"
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha messo in guardia rispetto a un "prossimo collasso totale dell'ordine pubblico" a Gaza, in una lettera indirizzata al Consiglio di sicurezza in cui insiste per un cessate il fuoco umanitario. "Con i costanti bombardamenti delle forze armate israeliane, e nell'assenza di rifugi o di un minimo per sopravvivere, mi aspetto presto un collasso totale dell'ordine pubblico a cagione delle condizioni disperate, cosa che renderebbe impossibile un aiuto umanitario seppure limitato", scrive Guterres invocando per la prima volta dal suo arrivo alla guida dell'Onu, nel 2017, l'articolo 99 della Carta delle Nazioni Unite, che gli permette di "richiamare l'attenzione del Consiglio" su un dossier che "potrebbe mettere a rischio il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale". "Una situazione ancora peggiore si potrebbe produrre, comprese epidemie e una pressione accresciuta verso spostamenti di massa nei Paesi vicini".
Netanyahu, 'finchè sarò premier, l'Anp non governerà Gaza'
"Finché sono il premier non accadrà" che l'Autorità nazionale palestinese (Anp) controlli Gaza. Lo ha detto Benjamin Netanyahu spiegando che "coloro che educano i propri figli al terrorismo, lo finanziano e ne sostengono le famiglie, non saranno in grado di governare Gaza dopo aver eliminato Hamas". Netanyahu - secondo i media - ha risposto alle dichiarazioni a Sky News del presidente Abu Mazen che ha ribadito la volontà dell'Anp di governare la Striscia dopo la guerra.
Netanyahu, 'solo questione tempo prima di prendere Sinwar'
"La notte scorsa ho detto che le nostre forze possono raggiungere chiunque nella Striscia di Gaza. Ora stanno circondando la casa di Sinwar. Non è la sua fortezza e può scappare ma è solo questione di tempo prima che lo prendiamo". Lo ha detto, citato dai media, il premier Benjamin Netanyahu riferendosi alla notizia che la casa di Sinwar a Khan Yunis, nel sud di Gaza, è stata circondata dalle forze israeliane
Financial Times: i bombardamenti Gaza come quelli nella Seconda guerra mondiale
Citando le stime dei danni alle aree urbane, gli analisti militari affermano che la distruzione del nord di Gaza in meno di sette settimane si è avvicinata a quella causata dai bombardamenti a tappeto durati anni delle città tedesche durante la Seconda guerra mondiale. "Dresda, Amburgo, Colonia: alcuni dei bombardamenti più pesanti mai avvenuti al mondo sono ricordati dai nomi dei luoghi", ha affermato Robert Pape, storico militare statunitense e autore di Bombing to Win, uno studio fondamentale sulle campagne di bombardamento del XX secolo, intervistato dal Financial Times, "anche Gaza diventerà il nome di un luogo che denoterà una delle campagne di bombardamento convenzionale più pesanti della storia".
Entro il 4 dicembre, più del 60% degli edifici nel nord di Gaza erano stati gravemente danneggiati, secondo l'analisi dei dati radar satellitari di Corey Scher del CUNY Graduate Center e Jamon Van Den Hoek dell'Oregon State University. In alcuni quartieri questa percentuale arriva fino al 70% degli edifici. Al contrario, secondo Pape, nell'arco di due anni, tra il 1943 e il 1945, i bombardamenti alleati su 61 grandi città tedesche rasero al suolo circa il 50% delle loro aree urbane.
Un altro soldato israeliano ucciso a Gaza, il totale sale a 84
L'esercito israeliano ha annunciato la morte di un altro soldato - un riservista - ucciso in combattimento nel nord della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare. Secondo i dati dei media, il totale - dall'inizio dell'operazione di terra - è di 84 soldati morti.
Gallant minaccia Hezbollah: “Pronti a spingerli a Nord del fiume Litani”
Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha detto ai capi delle autorità del Nord israeliano: "Non rimanderemo i residenti israeliani nelle loro case finché Hezbollah non sarà rimosso dalle postazioni a Nord del fiume Litani, in conformità con la risoluzione Onu 1701. Ci sono due opzioni per farlo. Con un accordo politico, e questa è la nostra preferenza, attraverso gli Stati Uniti, la Francia o qualsiasi altra entità europea, ma non credo che si avvererà. Oppure c’è una seconda opzione: rimuovere Hezbollah con mezzi militari”.
Germania: “Restrizioni a coloni israeliani estremisti anche in Ue”
La Germania accoglie con favore le restrizioni all'ingresso di coloni israeliani estremisti decise dagli Usa e "dal nostro punto di vista è importante portare avanti questo dibattito anche a livello europeo". Lo ha detto oggi a Berlino un portavoce del ministero tedesco degli Esteri, come riporta Dpa. L'esecutivo tedesco vuole sostenere attivamente questa posizione in previsione dell'incontro dei ministri degli Esteri Ue di lunedì prossimo.
Razzo da Gaza su Beersheva si schianta in un parcheggio
Un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza contro la città meridionale di Israele Beersheva si è schiantato contro un parcheggio nella zona industriale della città, provocando danni ai veicoli. Lo scrive il Times of Israel. I servizi antincendio e di soccorso affermano che un camion contenente perossido di idrogeno è stato danneggiato. Non si segnalano feriti.
Casa Bianca: “No al restringimento del territorio di Gaza”
Gli Stati Uniti "non sono a favore di un restringimento del territorio di Gaza" o dello "spostamento" della popolazione della Striscia. Lo ha ribadito il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale, John Kirby, in un briefing con la stampa estera. Gli Usa, riguardo al futuro di Gaza, sono favorevoli ad una soluzione che porti i palestinesi ad avere "voce sul proprio futuro" e un "buon passo" in questa direzione sarebbe una "Autorità palestinese riformata", ha detto il funzionario.
Casa Bianca: “Ci sono segnali che Israele sta facendo evacuare civili”
Ci sono segnali che Israele stia "facendo evacuare i civili" che Hamas usa come scudi umani. Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, John Kirby, in un briefing con la stampa estera. "Gli Stati Uniti continuano a sostenere Israele nella sua guerra contro Hamas, che rappresenta una minaccia di genocidio", ma "allo stesso tempo il presidente Biden sta insistendo sull'importanza che l'assistenza umanitaria continui ad arrivare a Gaza. Sappiamo che ci sono oltre 1 milione di sfollati che hanno un bisogno disperato di aiuto", ha detto il funzionario.
Israele progetta 1.738 case in un'area di Gerusalemme Est
Il Comitato di programmazione di Gerusalemme ha approvato i piani per la costruzione di 1.738 unità abitative in una zona che a metà si trova oltre la linea Verde a Gerusalemme Est e metà al suo interno. Lo ha fatto sapere l'ong Peace Now secondo cui "la loro collocazione strategica tra gli insediamenti di Givat Hamatos e Har Homa le rende particolarmente problematiche da un punto di vista politico".
Sirene di allarme razzi sia al Sud sia al Nord di Israele
Le sirene di allarme stanno risuonando sia nel Sud sia nel Nord di Israele. Lo ha detto il portavoce militare. In particolare al sud è stata lanciata una salva di 10 razzi verso la città di Beer Sheva, in parte intercettati dall'Iron Dome. A nord sono stati presi di mira i kibbutz di Malkia e Shtula al confine con il Libano.
Turchia: “Inaccettabili i nuovi insediamenti israeliani a Gerusalemme Est”
La Turchia ha condannato con forza l'espansione di insediamenti israeliani illegali nei Territori palestinesi mentre continuano i raid aerei nella Striscia di Gaza. "È del tutto inaccettabile che Israele abbia approvato il piano per costruire circa 1.800 insediamenti su 186 acri di terra a Gerusalemme Est", si legge in una nota del ministero degli Esteri turco rilanciata dall'agenzia di stampa Anadolu.
Anp: “Morto il palestinese ferito dai soldati israeliani vicino Nablus”
Un palestinese, rimasto gravemente ferito stamane dai soldati israeliani nel campo profughi di Balata vicino a Nablus, è morto a causa delle ferite riportate. Lo ha riferito il ministero della Sanità di Ramallah, precisando che la vittima è il 24enne Abed a-Nasser Ariahi. Degli altri due palestinesi rimasti feriti a Balata, uno è grave.
Un morto e due feriti in un raid di Israele nel Sud del Libano
Un attacco di droni israeliani ha preso di mira il villaggio di Mays el Jabal, nel Sud del Libano, nel primo pomeriggio, provocando un morto e due feriti. È quanto riferiscono una fonte dell'esercito libanese e una fonte della sicurezza al quotidiano libanese L'Orient-Le Jour.
Colono violento in detenzione amministrativa, ira dell’estrema destra israeliana
Tensione nel governo israeliano tra il ministro della Difesa, Yoav Gallant, e il collega della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir. A far infuriare l'esponente dell'estrema destra è stato l'ordine di detenzione amministrativa firmato dal capo della Difesa nei confronti di un colono arrestato giorni fa per violenze contro i palestinesi. La misura, abitualmente usata contro i palestinesi ma molto raramente contro gli israeliani, prevede che si possa tenere in detenzione un sospetto a tempo indefinito senza incriminazione e quindi senza processo. "E' il terzo mandato di arresto amministrativo emesso nei confronti di un colono dallo scoppio della guerra.
Qualcuno si è confuso e ha dimenticato chi è l'amico e chi è il nemico", è stato il commento di Ben-Gvir.
Media libanesi: “Una persona uccisa in un raid di Israele nel Sud”
Almeno una persona è stata uccisa e altre due sono rimaste ferite in un attacco israeliano nel sud del Libano. Lo riferisce l'esercito libanese citato dal quotidiano L'Orient-Le Jour
Israele ha intercettato un missile lanciato dal Mar Rosso verso Eilat
Israele ha intercettato un missile terra-terra lanciato dall'area del Mar Rosso verso la cittadina di Eilat, nell'estremo Sud del Paese dove poco prima erano risuonate le sirene di allarme. Lo ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che il missile - intercettato da sistema di difesa Arrow - non è mai entrato in territorio israeliano e non ha costituito per questo una minaccia per i cittadini di Eilat. Nelle ultime settimane - dall'inizio della guerra a Gaza - la responsabilità dei vari lanci dal Mar Rosso è stata rivendicata dagli huthi yemeniti alleati dell'Iran
Sirene di allarme ad Eilat, nel Sud di Israele sul Mar Rosso
Le sirene di allarme stanno risuonando ad Eilat, all'estremo Sud di Israele sul Mar Rosso. Lo ha fatto sapere il portavoce militare
Erdogan: “Se Israele colpisce Hamas in Turchia pagherà un caro prezzo”
“Se osano fare una mossa del genere contro la Turchia, pagheranno un prezzo tale che non saranno più un grado di riprendersi". Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come riporta l'agenzia turca Anadolu, in riferimento alle dichiarazioni del capo dello Shin Bet, la sicurezza interna israeliana, Ronen Bar, secondo cui i servizi segreti di Israele hanno ricevuto istruzioni per eliminare i dirigenti di Hamas ovunque si trovino, compresa la Turchia. "Tutti al mondo sono consapevoli del progresso della Turchia a livello di intelligence e di sicurezza, nessuno dovrebbe dimenticarlo", ha aggiunto Erdogan, come riporta la presidenza della Repubblica di Ankara
Salva di missili verso Israele: un razzo cade vicino a una fabbrica
Nuova salva di razzi da Gaza contro Israele: le sirene sono risuonate nei kibbutz intorno alla Striscia. Un razzo è caduto vicino a una fabbrica nel kibbutz Nir Yitzhak ma senza fare vittime
Ministero della Salute di Hamas: “73 persone morte in 24 ore”
Il ministero della Salute, guidato da Hamas, afferma che nelle ultime 24 ore ci sono stati 73 morti. In un aggiornamento, il ministero della Sanità afferma che ieri sono stati trasportati 73 corpi e 123 feriti presso l'ospedale di al-Aqsa, nel centro di Gaza
Israele: “Pausa umanitaria nella zona di Rafah a Gaza Sud”
L'esercito israeliano ha annunciato una pausa tattica "a fini umanitari" nei combattimenti fino alle 14 di oggi (le 13 in Italia) nella zona di Ash Shaboura nel distretto di Rafah, nel Sud della Striscia.
Lo ha fatto sapere il portavoce militare in lingua araba Avichai Adraee aggiungendo che ci sono combattimenti in alcuni parti della strada Salah al-Din a Khan Yunis e che devono "essere evitate"
La denuncia dell’Onu: “I palestinesi a Gaza vivono nell’orrore totale”
L’Onu denuncia le condizioni di vita dei palestinesi a Gaza parlando di “orrore più totale”. I palestinesi di Gaza vivono nell'"orrore totale", ha denunciato mercoledì l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, in una conferenza stampa a Ginevra. Due mesi dopo "gli orribili attacchi perpetrati contro Israele da Hamas e da altri gruppi armati palestinesi", "i civili di Gaza continuano ad essere bombardati senza sosta da Israele e puniti collettivamente", ha aggiunto, affermando di temere "atrocità"
Israele: “A Gaza Nord uno dei maggiori siti di armi di Hamas”
L'esercito israeliano ha scoperto uno dei maggiori depositi di armi di Hamas a Gaza Nord, vicino a una clinica e a una scuola. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui nel deposito c'erano "centinaia di lancia granate, decine di missili anti tank e di esplosivi, razzi a lunga gittata, granate e molti droni". "Tutte le strutture terroristiche - ha spiegato – sono state trovate vicino edifici civili nel cuore della popolazione. Un'ulteriore prova dell'uso cinico che l'organizzazione terrorista di Hamas fa dei residenti di Gaza usati come scudi umani"
Israele: "Croce Rossa deve avere accesso agli ostaggi"
"La Croce Rossa deve avere accesso agli ostaggi" tenuti a Gaza: è quanto affermato dal portavoce delle forze armate israeliane, Daniel Hagari, che ha esortato nuovamente il coinvolgimento dell'organizzazione umanitaria. "Ogni minuto trascorso in prigionia mette in gioco la vita" dei sequestrati, "la comunità internazionale deve agire. La Croce Rossa deve avere accesso agli ostaggi", ha ribadito. La Cicr il mese scorso ha sottolineato di non poter intervenire autonomamente ma è legata alle condizioni poste dalle parti in campo
Unicef condanna le violenze sessuali del 7 ottobre. “Ma non menziona Hamas”
Due mesi dopo il massiccio attacco di Hamas in Israele, l'Unicef ha condannato le violenze sessuali commesse su giovani e donne delle comunità intorno alla Striscia di Gaza, senza tuttavia menzionare il Movimento islamico. "I resoconti delle violenze sessuali avvenute il 7 ottobre in Israele sono orribili", si legge nella dichiarazione postata su Instagram. "Le sopravvissute devono essere ascoltate, sostenute e fornite di cure. Le accuse devono essere indagate a fondo. Condanniamo la violenza di genere e tutte le forme di violenza contro donne e ragazze". Nelle scorse settimane si sono levate diverse voci critiche da Israele contro l'Onu e altre organizzazioni internazionali per la mancata condanna esplicita delle violenze e degli stupri compiuti da Hamas il 7 ottobre su donne, vecchie e adolescenti nelle comunità israeliane intorno a Gaza. Per questo è stata lanciata la campagna internazionale “Believe Israeli Women”. Venerdì scorso, a quasi due mesi dal massiccio attacco dei terroristi palestinesi del Movimento islamico, Un Women ha "condannato inequivocabilmente i brutali attacchi di Hamas contro Israele il 7 ottobre", dicendosi "allarmata dai numerosi resoconti di atrocità di genere e violenza sessuale durante tali attacchi" che ha chiesto "siano debitamente indagati e perseguiti, mettendo al centro i diritti della vittima"
Erdogan: “Su Gaza noi dalla parte giusta della Storia”
"Il nostro obiettivo principale è stare dalla parte giusta della storia. La risposta della Turchia al trattamento ingiusto e disumano del popolo palestinese, insieme alla nostra volontà di criticare Israele per le azioni che violano palesemente il diritto internazionale e i diritti umani, è un aspetto essenziale dell'impegno verso questo obiettivo". Lo ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan al quotidiano Kathimerini. "Dato che molti Paesi occidentali stanno adottando posizioni sempre più simili, l'adempimento di questo obbligo morale da parte della Turchia nei confronti della questione palestinese non solleva dubbi sul fatto che essa appartenga o meno all'Occidente", ha aggiunto il presidente turco. "Piuttosto che mettere in discussione l'orientamento e la posizione della Turchia, bisognerebbe concentrarsi sui casi in cui alcuni Paesi occidentali possono trascurare i valori per cui si battono con forza. Il silenzio sulla brutalità di Gaza ne è l'esempio più lampante", ha dichiarato Erdogan
Israele: "Serve ancora un mese di pressione per una nuova tregua”
Ufficiali della sicurezza israeliana ritengono che potrebbe volerci fino a un mese prima che venga esercitata una pressione militare sufficiente su Hamas affinché si apra una nuova finestra per una tregua e il rilascio di altri ostaggi prigionieri a Gaza. Lo ha riferito la Radio Militare. Secondo le stesse fonti, per raggiungere questo obiettivo le operazioni militari dovranno continuare sia nel nord sia nel sud della Striscia. Si ritiene che a Gaza ci siano ancora 138 ostaggi nelle mani di Hamas e delle altre fazioni palestinesi
Media: “Accerchiata la casa del leader di Hamas Sinwar a Khan Yunis”
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno accerchiato con i carri armati la casa del leader di Hamas Yahya Sinwar a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta Haaretz, che cita il canale saudita Al-Arabiya. Sinwar, noto anche come "il macellaio di Khan Yunis", è considerato la mente degli attacchi sferrati da Hamas lo scorso 7 ottobre contro Israele. L'emittente al-Arabiya precisa che la casa di Sinwar è accerchiata da ore, ma non è chiaro se il leader di Hamas nella Striscia di Gaza si trovi al suo interno. Citando fonti palestinesi, il portale egiziano Al Watan sostiene che Sinwar non si trovi in casa
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Israele annuncia la morte di altri due soldati
L'esercito israeliano ha annunciato la morte di altri due soldati. Uno, secondo il portavoce militare, è stato ucciso in combattimento a Gaza. Il secondo è morto in un incidente d'auto
Blinken sente Wang Yi: “Evitare l’allargamento del conflitto”
I capi delle diplomazie di Usa e Cina, Antony Blinken e Wang Yi, hanno avuto un colloquio telefonico sulla guerra tra Israele e Hamas. E' quanto è stato reso noto dai rispettivi governi, che concordano sulla necessità di mettere fine alla guerra. Blinken "ha ribadito l'imperativo di tutte le parti che lavorano per evitare che il conflitto si estenda", secondo il governo americano, mentre Wang Yi ha sottolineato "che la massima priorità è un cessate-il-fuoco e porre fine alla guerra il più presto possibile"
Medici senza frontiere: “Le forniture mediche all’ospedale di al-Aqsa di Gaza stanno finendo”
La disponibilità di carburante e forniture mediche ha raggiunto livelli critici all'ospedale di al-Aqsa, nell'area centrale della Striscia di Gaza, a causa della chiusura delle strade, mentre centinaia di pazienti hanno bisogno di cure d'emergenza a causa degli incessanti bombardamenti israeliani. Lo rende noto Medici Senza Frontiere. L'ospedale di al-Aqsa, dove lavora e vive lo staff palestinese e internazionale di Medici Senza Frontiere dal 1° dicembre riceve in media 150-200 pazienti feriti di guerra al giorno
Idf: “Colpiti 250 obiettivi nella Striscia nelle ultime 24 ore”
L'esercito israeliano, le cui truppe – ha fatto sapere - sono nel cuore di Khan Yunis per smantellare il centro di comando di Hamas nel Sud della Striscia, ha reso noto che l'aviazione israeliana ha colpito circa 250 obiettivi nell'enclave nelle ultime 24 ore. Martedì l'esercito ha dichiarato di aver vissuto "la giornata più intensa" di combattimenti da quando sono iniziate le operazioni di terra. Khan Younis, la città più grande nel Sud della Striscia, è da settimane meta di decine di migliaia di persone in fuga dal Nord di Gaza, sfollati a cui adesso è stato detto di spostarsi ancora più a Sud
Due palestinesi di 16 e 18 anni morti negli scontri con la polizia israeliana
Due palestinesi sono morti e altri 11 sono rimasti feriti in scontri con le forze israeliane che si sarebbero registrati nelle ultime ore nel campo profughi di Al-Faraa e a Tamun, nel nord della Cisgiordania. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa, che cita fonti mediche secondo cui le vittime avevano 18 e 16 anni
Netanyahu chiede alla comunità internazionale di denunciare le aggressioni sessuali e le mutilazioni compiute durante gli attacchi di Hamas del 7 ottobre
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sfidato la comunità internazionale a denunciare le aggressioni sessuali, gli stupri e le mutilazioni che sarebbero avvenuti il 7 ottobre durante gli attacchi di Hamas contro Israele. Rivolgendosi alla nazione, ha detto che si aspetta che tutti "i leader civili, i governi, le nazioni si schierino contro questa atrocità". "Dico alle organizzazioni per i diritti delle donne, alle organizzazioni per i diritti umani: avete sentito parlare di stupri di donne israeliane, di orribili atrocità, di mutilazioni sessuali - dove diavolo siete?" ha detto.
L’Onu si schiera con Hastings: “Ha la nostra piena fiducia”
Il portavoce del segretario generale dell'Onu, Stephane Dujarric, ha confermato alla Cnn che Israele ha revocato il visto di Lynn Hastings, la coordinatrice della risposta umanitaria a Gaza, la settimana scorsa. Tuttavia, ha precisato il funzionario, Antonio Guterres ha "piena fiducia in lei". "Posso soltanto ribadire la piena fiducia del segretario generale in Hastings, nel modo in cui si è comportata e nel modo in cui ha svolto il suo lavoro", ha detto Dujarric.
Israele ha revocato il visto al coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, Lynn Hastings
Israele ha revocato il visto al coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, Lynn Hastings. Lo ha annunciato su X il ministro degli affari esteri israeliano, Eli Cohen. "Non rimarremo più in silenzio di fronte ai pregiudizi delle Nazioni Unite", ha scritto in un post. In dettaglio, secondo il ministro Lynn Hastings, che è vice coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente e coordinatore residente delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, non si è pronunciata contro Hamas per gli atti commessi durante l'attacco del 7 ottobre.