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Si moltiplicano le reazioni dopo il veto Usa alla risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu sul cessate il fuoco a Gaza. Dalle principali associazioni per i diritti dell’uomo, che lamentano l’abbandono della causa dei civili, a Cina e Iran, che parla di rischio “di un’esplosione regionale”, fino al presidente palestinese Abu Mazen che condanna il voto come “immorale”.
Mentre l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi denuncia che a Gaza si è raggiunto "il punto di non ritorno", la direttrice della prestigiosa università che non aveva affermato esplicitamente che invocare il genocidio violerebbe il codice di condotta sul bullismo e sulle molestie chiede scusa: “Le parole contano”
Media, leader di Hamas Sinwar ancora a Khan Yunis
Il leader di Hamas nella Striscia di Gaza, Yahya Sinwar, sarebbe ancora a Khan Yunis e probabilmente in uno dei tunnel che si trovano sotto la città situata nel Sud della Striscia di Gaza. Lo riferiscono i media israeliani. Sinwar, rileva la tv pubblica Kan che cita una fonte israeliana, all'inizio della guerra scoppiata dopo l'attacco di Hamas a Israele lo scorso 7 ottobre, sarebbe fuggito da Gaza City, nel Nord della Striscia di Gaza, per recarsi a Khan Yunis. Sinwar sarebbe fuggito dentro a un veicolo che avrebbe fornito "aiuti umanitari". Secondo Israele, Sinwar sarebbe ancora a Khan Yunis.
Israele annuncia morte di altri quattro soldati
L'esercito israeliano ha annunciato la morte di altri quattro soldati nei combattimenti in corso a Gaza. Lo riporta Haaretz. Uno dei soldati sarebbe il sergente 19enne Maor Cohen Eisenkot, nipote del ministro Gadi Eisenkot, membro del gabinetto di guerra. Gli altri sono Liav Atiya, 25 anni, Omri Ben Shachar, 25 anni, e il sergente Jonathan Dean Haim, 25 anni. Un altro soldato, Haim Meir Eden, 20 anni è stato ferito nei giorni scorsi ed è deceduto per le ferite riportate.
Israele, “combattimenti a Khan Yunis e a Jabalia”
L'esercito israeliano sta continuando a combattere le forze di Hamas sia nella roccaforte di Khan Yunis, nel Sud della Striscia sia a Jabalia nel Nord. Lo ha detto il portavoce militare secondo cui a Khan Yunis truppe della Brigata Golani hanno fatto una irruzione in una moschea della città dove "c'erano operativi di Hamas". I combattimenti - ha aggiunto - sono avvenuti con questi e con altri "usciti da un tunnel". Sia la moschea sia il tunnel - ha spiegato - "sono stati distrutti da un elicottero". Unità della forza di élite Duvdevan hanno poi "individuato un punto di comando di Hamas usato dagli operativi per imboscate ai soldati". A Jabalia la Brigata Nahal ha individuato la presenza "di terroristi di Hamas e di armi in alcune strutture" che sono state colpite da "attacchi mirati".
Gaza, il ministero della Sanità di Hamas: 17.700 i palestinesi uccisi nei raid israeliani
Il ministero della Sanità di Hamas ha annunciato che i bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza hanno provocato 17.700 morti e 48.780 feriti in due mesi di guerra tra il movimento islamico palestinese e Israele. Il governo di Hamas, che controlla Gaza dal 2007, stima che il numero reale di morti e feriti sia molto più alto, con i servizi di soccorso palestinesi e le Ong straniere impossibilitate ad accedere a tutte le aree bombardate per liberare le vittime dalle macerie.
Dopo nuovi razzi dal Libano, Israele colpisce oltre confine
L'esercito israeliano ha colpito un Centro di comando di Hezbollah nel sud del Libano in risposta ai nuovi razzi lanciati da oltre confine. Lo ha detto il portavoce militare aggiungendo che altri razzi sono "stati lanciati da poco e che l'artiglieria sta colpendo la fonte dei tiri".
Israele, nuovo ordine di evacuazione da Khan Yunis
L'esercito israeliano (Idf) ha ordinato di nuovo l'evacuazione dei civili da Khan Yunis, nel Sud della Striscia di Gaza. In un post su X in arabo, i militari dello Stato ebraico hanno invitato i civili a lasciare dai quartieri di Al-Katiba e Al-Mahatta, nonchè dal centro della città di Khan Yunis. L'Idf ha detto ai residenti di spostarsi a Ovest verso "rifugi noti". Le operazioni israeliane hanno sfollato centinaia di migliaia di residenti dell'enclave palestinese dove, secondo le Nazioni Unite, non esiste una zona sicura.
Media, Paesi arabi presenteranno una nuova risoluzione all'Onu
I Paesi arabi stanno preparando un nuovo progetto di risoluzione per il cessate il fuoco a Gaza, dopo il veto posto dagli Stati Uniti a quella precedente in Consiglio di Sicurezza. Lo scrive Sky News Arabia.
Citando una fonte diplomatica, Sky Arabia afferma che la nuova bozza di risoluzione sarà presto presentata al Consiglio di Sicurezza dagli Emirati Arabi Uniti, responsabile del primo progetto bloccato ieri dal veto statunitense. La fonte, che ha preferito rimanere anonima, ha aggiunto che il nuovo documento chiede il cessate il fuoco e l'ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza in modo programmato e sotto la supervisione dell'Onu. A margine della riunione del Consiglio, l'ambasciatore palestinese presso le Nazioni Unite, Riyad Mansour, ha sottolineato l'importanza di attuare la proposta del delegato degli Emirati Arabi Uniti di invitare i membri del Consiglio di Sicurezza a visitare il valico di Rafah. Ha poi aggiunto, in una conferenza stampa, che il gruppo dei Paesi arabi "andrà avanti per la sua strada", e che è possibile che anche l'Egitto presenti nei prossimi giorni un nuovo progetto di risoluzione.
Israele diffonde video, “Hamas sottrae rifornimenti ai civili”
L'esercito israeliano ha pubblicato un video in cui, secondo il portavoce militare, miliziani di Hamas sembrano in apparenza "sottrarre rifornimenti ai civili". Secondo Avichai Adraee - portavoce in lingua araba dell'esercito, citato dai media - "gli operativi di Hamas prendono i rifornimenti, li caricano sui loro veicoli dopo aver picchiato i civili e si dirigono in un posto noto per essere legato al gruppo terroristico". L'esercito ha spiegato che le immagini diffuse sono state filmate nel quartiere di Shuyaia di Gaza City ma non è spiegato quando.
Media, diversi morti dopo raid israeliani a Khan Yunis
Diverse persone sarebbero morte a causa degli attacchi israeliani su Khan Yunis, seconda città della Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera. Secondo l'emittente tv araba due persone sono state uccise e diverse altre ferite in un bombardamento delle forze israeliane nella zona di Abasan al-Kabira mentre altre sarebbero decedute in un bombardamento nella zona di Al-Satar Al-Gharbi.
Putin telefona ad al-Sisi: “Lavoriamo per cessate il fuoco a Gaza”
La situazione a Gaza e gli equilibri geopolitici dell'intero Medio Oriente sono stati al centro di una telefonata del presidente russo Vladimir Putin al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Sisi - riferisce il portavoce Ahmed Fahmy - ha informato il presidente russo degli sforzi ancora in atto da parte egiziana per spingere ad un cessate il fuoco duraturo e per fare quanto in suo potere per fornire alla Striscia di Gaza la maggior quantità possibile di aiuti. I due presidenti - ha concluso il portavoce - "hanno concordato di continuare a lavorare seriamente per un cessate il fuoco e affinché la comunità internazionale si assuma le proprie responsabilità al riguardo, considerando l'importanza di sforzi internazionali concertati per raggiungere una soluzione giusta e globale della questione palestinese". Una soluzione, dicono, basata sul riconoscimento di due Stati, "in conformità con le pertinenti decisioni di legittimità internazionale".
Erdogan, il Consiglio di sicurezza dell’Onu è il "Consiglio di protezione di Israele"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha criticato duramente il veto degli Stati Uniti presso il Consiglio di sicurezza dell'Onu. Quest'ultimo viene definito dal leader turco "Consiglio di protezione Israele", dopo che gli Usa hanno bloccato una risoluzione che chiedeva il cessate il fuoco su Gaza. "A partire dal 7 ottobre il Consiglio di sicurezza è diventato il Consiglio per la protezione e la difesa delle azioni di Israele", ha dichiarato Erdogan in occasione dell'anniversario della dichiarazione dei diritti umani
Esercito israeliano: “Hamas lancia razzi dalla 'zona umanitaria'”
Lanci di razzi verso Israele sono partiti ieri dalla “zona umanitaria” approntata nell'estremità sud della Striscia di Gaza per le masse di palestinesi sfollati da altre aree. Lo afferma il portavoce militare.
Nel pomeriggio dall'area di Muwasi, presso Rafah, sono stati lanciati verso Israele quattro razzi che sono risultati difettosi e sono poi caduti ed esplosi nella Striscia. Due ore dopo dalla stessa zona sono sono stati lanciati altri razzi verso il territorio israeliano. "Tutto ciò dimostra - conclude il portavoce militare - che Hamas utilizza la 'zona umanitaria' messa a punto da Israele per attività terroristica"
Israele: “Armi dentro i peluche e le borse dell'Unrwa a scuola”
Un grande orsacchiotto di peluche in una scuola contenente "fucili di precisione e munizioni" e "armi nascoste nelle aule delle scuole, alcune in borse dell'Unrwa", l'Agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi. Le ha trovate l'esercito israeliano secondo il portavoce militare che ha fornito anche dei video. Hamas - ha aggiunto - "utilizza i giochi dei piccoli per nascondere armi, mettendo deliberatamente a rischio i bambini di Gaza"
Abu Mazen, Usa "responsabili bagno di sangue" a Gaza
Gli Stati Uniti sono "responsabili del bagno di sangue" nella Striscia di Gaza. Lo ha denunciato, in una nota, il presidente dell'Autorità palestinese (Anp), Abu Mazen, dopo il veto americano alla risoluzione per un cessate il fuoco immediato, votata ieri al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. "La decisione costituirà una vergogna che perseguiterà gli Stati Uniti per molti anni", ha aggiunto Abu Mazen. Descrivendo la posizione americana come "immorale", il presidente dell'Anp ha affermato di ritenere Washington "responsabile dello spargimento di sangue di bambini, donne e anziani palestinesi nella Striscia di Gaza per mano delle forze di occupazione israeliane".
Wafa: “Un palestinese ucciso dai militari israeliani a Hebron”
Un palestinese di 25 anni, Sari Amr, è stato ucciso la scorsa notte a Dura – presso Hebron, in Cisgiordania - quando militari israeliani hanno fatto irruzione nella sua abitazione per arrestarlo. Lo riferisce la agenzia di stampa palestinese Wafa. L'esercito israeliano non ha ancora fornito una propria versione dell'accaduto. Wafa precisa che con questa morte è salito a 273 il numero dei palestinesi uccisi in Cisgiordania in scontri con l'esercito a partire dall'inizio della guerra a Gaza
Sirene di allarme al Sud e al Nord di Israele
Le sirene di allarme stanno risuonando nel Sud e del Nord di Israele. Lo ha fatto sapere il portavoce militare spiegando che ad essere interessato, a sud, è il kibbutz Kfar Aza (uno dei più colpiti dall'attacco di Hamas il 7 ottobre) a ridosso della Striscia. A Nord, le sirene sono scattate - secondo la stessa fonte - nel kibbutz Misgav Am, al confine con il Libano
Berlino: “Una famiglia tedesco-palestinese tra le vittime della guerra a Gaza”
Nei raid israeliani sulla Striscia di Gaza sarebbe rimasta uccisa anche un'intera famiglia tedesco-palestinese. Lo ha detto un portavoce del ministero degli Esteri di Berlino alla Dpa: "Purtroppo in questa fase dobbiamo presumere che una famiglia tedesca sia tra le vittime della guerra a Gaza". Secondo la Sueddeutsche Zeitung, la famiglia di sei persone è stata uccisa da una bomba sganciata dai caccia israeliani sulla loro casa il 25 ottobre scorso
Papa Francesco: “Davanti al presepe pensiamo al dramma dei bambini di Gaza”
"Mentre contempliamo Gesù, Dio fatto uomo, piccolo, povero, inerme, non possiamo non pensare al dramma che stanno vivendo gli abitanti della Terra Santa, manifestando a questi nostri fratelli e sorelle, specialmente ai bambini e ai loro genitori, la nostra vicinanza e il nostro sostegno spirituale". Lo ha affermato Papa Francesco ricevendo oggi le comunità che hanno donato il presepe e l'albero di Natale al Vaticano
Il ministero della Sanità di Hamas: “A Gaza nelle ultime 24 ore 133 morti”
Èdi 133 morti il bilancio degli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore su Gaza: lo ha riferito il ministero della Sanità gestito da Hamas. La maggior parte delle vittime sono state registrate nella parte centrale e meridionale della Striscia. Ieri, nell'ultimo aggiornamento, il ministero aveva parlato di 17.490 morti dal 7 ottobre
A Guernica un murale umano per Gaza: “Il mondo non accetti un'altra strage”
Un murale "umano" nella città basca di Guernica in solidarietà a Gaza. In centinaia si sono dati appuntamento nella piazza del mercato, la stessa distrutta dal bombardamento che ispirò l'omonimo capolavoro di Picasso, con lo slogan "il mondo non accetti un'altra strage". Tutti insieme, con i loro cartelli sulle spalle, hanno ricreato l'immagine dall'alto di una bandiera palestinese con a fianco un dettaglio del famoso quadro, icona del pacifismo mondiale. Poi, come quel tragico 26 aprile del 1937, le sirene sono tornate a suonare, stavolta non per annunciare le bombe nazifasciste ma per denunciare, dichiarano gli organizzatori, "il genocidio in Palestina". "Il mondo e la storia non possono accettare un'altra Guernica: da questo luogo così simbolico, teatro della prima grande atrocità contro i civili, chiediamo che finisca la mattanza di Gaza", commentano gli organizzatori dell'associazione Gernika-Palestina
Amnesty contro gli Usa: “Da veto disprezzo per la sofferenza dei civili”
Amnesty International si è unita al coro di critiche nei confronti degli Usa per il veto posto ieri al Consiglio di Sicurezza Onu sulla bozza di risoluzione che chiedeva un cessate il fuoco immediato a Gaza e Israele. "Spietato disprezzo per le sofferenze dei civili di fronte a uno sconvolgente numero di vittime", è stato il commento di Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.
"Col loro veto, gli Usa hanno mostrato uno spietato disprezzo per le sofferenze dei civili di fronte a uno sconvolgente numero di vittime, alla vasta distruzione e a una catastrofe umanitaria senza precedenti in corso nella Striscia di Gaza occupata", ha dichiarato Callamard in una nota. "Gli Usa hanno brandito il veto come un'arma contro il Consiglio di sicurezza, pregiudicando ulteriormente la sua credibilità e capacità di adempiere al mandato di mantenere la pace e la sicurezza internazionale". "Non può esistere alcuna giustificazione per continuare a impedire un'azione concreta del Consiglio di sicurezza per fermare questo enorme bagno di sangue di civili", ha proseguito, "l'uso del veto è moralmente indifendibile. Gli Usa sono venuti meno al dovere di prevenire crimini atroci e sostenere il diritto internazionale". Callamard ha sottolineato che "essendo l'unico Stato che ha posto il veto, è evidente che gli Usa si stanno isolando da buona parte del mondo e da un'ampia porzione della loro stessa popolazione. Non aver compreso il significato storico del momento è la dimostrazione di una completa assenza di leadership globale"
Iran, con il veto Usa all’Onu c’è il rischio di un’"esplosione regionale"
Le conseguenze del veto Usa alla risoluzione dell'Onu su Gaza potrebbero essere quelle di "un'esplosione incontrollabile" in Medio Oriente. L'avvertimento è arrivato oggi dall'Iran. "Finché l'America sostiene i crimini del regime sionista e la continuazione della guerra c'è la possibilità di un'esplosione incontrollabile della situazione nella regione", ha detto il ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian in una conversazione telefonica con l'Onu di cui ha riferito il ministero degli esteri iraniano. Per il ministro iraniano, l'"affermazione" di Israele secondo cui è stato Hamas a violare la tregua "è completamente falsa"
Cina "profondamente delusa" dal veto Usa all’Onu
La Cina ha espresso la sua "profonda delusione" per il secondo veto degli Stati Uniti sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu volta a richiedere un cessate il fuoco immediato a Gaza, presentato dagli Emirati Arabi Uniti e sponsorizzato da 97 paesi membri in sole 24 ore. La proposta "riflette l'appello universale della comunità internazionale e rappresenta la giusta direzione per il ripristino della pace", ha affermato l'ambasciatore cinese presso l'Onu, Zhang Jun, citato dalla televisione di stato Cgtn. "La Cina lo sostiene pienamente e si è unita alla spinta per questo progetto di risoluzione", ha aggiunto Zhang, accusando Washington di utilizzare un "doppio standard" parlando di protezione delle donne, dei bambini e dei diritti umani e "acconsentendo" alla continuazione del conflitto. Allo stesso modo, Zhang ha invitato Israele a porre fine alla "punizione collettiva sul popolo di Gaza". L'appello è stato sostenuto da tredici membri del Consiglio e ha avuto anche l'astensione del Regno Unito. E' la seconda volta dall'inizio della guerra di Gaza che gli Stati Uniti pongono il veto a una risoluzione in questo senso. Lo hanno fatto il 18 ottobre allineandosi così con Israele, il quale sostiene che questo cessate il fuoco aiuterebbe Hamas a riarmare e mantenere prigioniere le forze armate di Gaza
La Gran Bretagna si astiene sul della voto risoluzione all’Onu
La rappresentante del Regno Unito presso le Nazioni Unite, Barbara Woodward, ha fatto sapere che la Gran Bretagna si è astenuta dal voto del Consiglio di Sicurezza che chiedeva un cessate il fuoco immediato a Gaza. "Chiedere un cessate il fuoco ignora il fatto che Hamas ha commesso atti di terrorismo e tiene ancora in ostaggio civili", ha detto in un commento citato da Sky News. "Non possiamo votare a favore di una risoluzione che non condanni le atrocità commesse da Hamas contro civili israeliani innocenti" il 7 ottobre, ha aggiunto. Woodward ha affermato che il Regno Unito è "fortemente preoccupato" per la situazione umanitaria a Gaza e ha chiesto "ulteriori e più lunghe" pause umanitarie nei combattimenti per fornire aiuti e liberare altri ostaggi
Per Hamas il veto Usa all’Onu è una "decisione immorale e disumana”
Dura condanna di Hamas al veto degli Stati Uniti che hanno bloccato la risoluzione dlel'Onu per un cessate il fuoco immediato a Gaza. Secondo l'organizzazione islamista, ha dichiarato in una nota Izzat al-Risheq, membro dell'ufficio politico, la decisione americana è "immorale e disumana"
Il presidente di Harvard si scusa per la disastrosa testimonianza all’udienza sull’antisemitismo: “Le parole contano”
Il rettore dell'Università di Harvard si è scusato in un'intervista con il giornale studentesco della scuola per la testimonianza al Congresso. "Mi dispiace", ha detto Claudine Gay. “Le parole contano”. Le scuse sono arrivate pochi giorni dopo che Gay, il presidente dell'Università della Pennsylvania e il presidente del MIT, hanno testimoniato in un'audizione della commissione della Camera focalizzata sull'antisemitismo nel campus, alle critiche diffuse secondo cui non hanno fatto abbastanza per garantire la sicurezza degli studenti ebrei. Durante l’udienza alla Camera di martedì, Gay, insieme ai presidenti dell’UPenn e del MIT, non ha affermato esplicitamente che invocare il genocidio degli ebrei violerebbe necessariamente il loro codice di condotta sul bullismo e sulle molestie. Invece, hanno spiegato che sarebbe dipeso dalle circostanze e dalla condotta.
Onu: “Siamo al punto di non ritorno”
A Gaza "stiamo raggiungendo il punto di non ritorno" è la denuncia dell'Unrwa, agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, che parla di "palese disprezzo per il diritto umanitario internazionale".
L’Oms chiede a Israele di proteggere gli operatori umanitari
Più di una dozzina di stati membri dell'Organizzazione mondiale della sanità hanno presentato venerdì una risoluzione che esorta Israele a rispettare i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale e proteggere gli operatori umanitari a Gaza. Gli Stati membri hanno espresso "grave preoccupazione per la catastrofica situazione umanitaria nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e in particolare per le operazioni militari nella Striscia di Gaza" e hanno chiesto a Israele di "rispettare e proteggere" gli operatori sanitari e umanitari impegnati esclusivamente nello svolgimento di compiti medici, così come gli ospedali e altre strutture mediche.