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Francia: un’insegnante mostra un quadro con nudi a scuola, esplode la protesta degli studenti musulmani

Il ministro Gabriel Attal

 (afp)
Il caso in un istituto a Ovest di Parigi. I ragazzi hanno accusato la professoressa di islamofobia. Il sindacato docenti: ci sentiamo minacciati. Interviene il ministro Attal: “Non ci si può rifiutare di guardare un dipinto”
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PARIGI - La scuola francese di nuovo al centro di polemiche e tensioni. Il nuovo caso è scoppiato in un istituto in Yvelines, a Ovest di Parigi, dove un'insegnante ha mostrato nel corso di una lezione sull'arte il quadro 'Diana e Atteone', del pittore Giuseppe Cesari, uno dei maggiori esponenti del tardo manierismo. Alcuni studenti hanno manifestato imbarazzo e addirittura sconcerto per la presenza delle donne nude sul dipinto, spiegando che quell'immagine offendeva la loro religione. E' nata così un'accesa discussione in classe sfociata, secondo alcuni giovani, in dichiarazioni razziste e islamofobe della professoressa. La ricostruzione fatta dagli alunni è stata contestata dal provveditorato di Versailles secondo cui la maestra si sarebbe limitata a difendere la scelta di mostrare il dipinto.

Il quadro della discordia rappresenta un passaggio delle Metamorfosi di Ovidio durante il quale Atteone sorprende la dea Diana e le ninfe durante un bagno. Al di là del quadro, quello che preoc…

PARIGI - La scuola francese di nuovo al centro di polemiche e tensioni. Il nuovo caso è scoppiato in un istituto in Yvelines, a Ovest di Parigi, dove un'insegnante ha mostrato nel corso di una lezione sull'arte il quadro 'Diana e Atteone', del pittore Giuseppe Cesari, uno dei maggiori esponenti del tardo manierismo. Alcuni studenti hanno manifestato imbarazzo e addirittura sconcerto per la presenza delle donne nude sul dipinto, spiegando che quell'immagine offendeva la loro religione. E' nata così un'accesa discussione in classe sfociata, secondo alcuni giovani, in dichiarazioni razziste e islamofobe della professoressa. La ricostruzione fatta dagli alunni è stata contestata dal provveditorato di Versailles secondo cui la maestra si sarebbe limitata a difendere la scelta di mostrare il dipinto.

Il quadro della discordia rappresenta un passaggio delle Metamorfosi di Ovidio durante il quale Atteone sorprende la dea Diana e le ninfe durante un bagno. Al di là del quadro, quello che preoccupa gli insegnanti della scuola media Jacques-Cartier d'Issou è il continuo rischio di trovarsi coinvolti in campagne di accuse e di odio per presunte violazioni di norme religiose. E' quello che era accaduto a Samuel Paty, professore di Storia assassinato tre anni fa dopo che aveva mostrato in classe alcune caricature del giornale satirico “Charlie Hebdo”. Paty era finito nel mirino di messaggi infamanti e polemici su social da parte di alunni e genitori finché un terrorista islamista aveva visto il suo nome e deciso di andare a colpirlo. "Sappiamo bene che questo tipo di metodi possono portare alla tragedia” spiega Sophie Vénétitay, segretaria di uno dei principali sindacati di professori. Dall'inizio dell'anno scolastico, sono stati registrati nell'istituto in Yvelines almeno quattordici incidenti "legati alla scuola" (attacchi alla laicità, alle persone, alla sicurezza o alla proprietà, o anche al razzismo), rispetto ai soli tre dell'intero anno scolastico precedente. “I nostri colleghi si sentono minacciati, in pericolo - aggiunge Vénétitay - mentre invece fanno solo il loro lavoro e per questo vanno rispettati".

Da qualche giorno i professori della scuola Jacques-Cartier d'Issou hanno deciso di protestare, esercitando il loro “droit de retrait” (diritto di recesso, ndr) che permette in Francia al dipendente di rifiutare di riprendere il lavoro di fronte a una situazione di 'pericolo grave e imminente per la propria vita o la propria salute’. Il ministro dell'Istruzione francese, Gabriel Attal, ha commentato il nuovo caso, ribadendo fermezza contro chi minaccia i professori o ne contesta l'autorità. "Non accetterò mai che nella scuola della Repubblica ci si rifiuti di guardare un quadro, che ci si tappi le orecchie a lezione di musica, che non si rispetti l'autorità di un insegnante" dice Attal, annunciando che gli studenti della scuola responsabili della protesta saranno sanzionati. Il ministero ha già avviato una procedura disciplinare nei confronti di tre studenti all'origine della protesta contro l'insegnante.

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