Segui la diretta del conflitto tra Israele e Hamas del 15 dicembre
Continuano le schermaglie tra Israele e Stati Uniti, con gli americani che chiedono che la guerra finisca “entro settimane e non mesi”. Hamas smentisce l’intervista di un suo alto funzionario che aveva aperto al riconoscimento di Israele.
Un raid aereo israeliano ha colpito Al-Shabura, a Rafah, un campo profughi palestinese nel sud della Striscia di Gaza, distruggendo due edifici residenziali e uccidendo almeno 20 persone.
Domani Sullivan a Ramallah da Abu Mazen
Il consigliere americano per la sicurezza nazionale Jake Sullivan si recherà domani a Ramallah e incontrerà il Presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Lo rivela un funzionario americano. Sullivan afferma che la governance a Gaza e in Cisgiordania deve essere affidata all'Autorità Palestinese "rinnovata e rivitalizzata".
Houthi: “Abbiamo colpito una nave Maersk con un drone”
Gli Houthi hanno reso noto di aver attaccato una nave Maersk con un drone e di averla colpita, dopo che il suo equipaggio si era rifiutato di rispondere alle chiamate delle "forze navali yemenite". La notizia è rilancoiata dai principali siti israeliani.
Usa a Israele: “Settimane e non mesi per la nuova fase della guerra”
Il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan ha detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu che è necessaria nel giro di "settimane e non di mesi" una "transizione" dalla fase di alta intensità della guerra "alla prossima fase a più bassa intensità". Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali l'amministrazione Biden ritiene che una fase a più bassa intensità dei combattimento ridurrà il numero delle vittime civili, consentirà maggiori aiuti umanitari a Gaza e ridurrà il rischio di una guerra regionale.
Usa: “Vogliamo che la guerra a Gaza finisca il prima possibile”
Gli Stati Uniti vogliono che la guerra tra Israele e Hamas finisca "il prima possibile". lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, John Kirby, in un briefing con la stampa precisando che Washington "non detta i tempi ad Israele".
Allagato con l’acqua marina il primo tunnel a Nord di Gaza
Le forze armate israeliane hanno compiuto un primo tentativo di allagare con acqua prelevata dal mare un tunnel militare di Hamas nel settore Nord della striscia di Gaza. Lo ha reso noto la televisione pubblica Kan secondo cui questo tentativo è stati coronato da successo. Per realizzare questo progetto, ha precisato la emittente, Israele ha montato grandi pompe nel settore nord della Striscia. "Operiamo in modi svariati sotto al livello terrestre" ha affermato il portavoce militare Daniel Hagari, in risposta ad una domanda. "I terroristi devono sapere che non saranno protetti nemmeno nei tunnel".
Israele: “Con Sullivan discussa la prosecuzione della guerra ad Hamas”
"Le due parti hanno discusso la prosecuzione della guerra fino alla vittoria e il raggiungimento dei comuni obiettivi". Lo ha fatto sapere l'ufficio del premier Benyamin Netanyahu al termine dell'incontro con il Consigliere della sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan. Tra gli obiettivi, "la distruzione di Hamas, la liberazione degli ostaggi, lo smantellamento delle capacità militari di Hamas e la fine del suo controllo sulla Striscia". Ribadito, sempre secondo l'ufficio di Netanyahu, anche l'impegno "a continuare la prosecuzione degli aiuti umanitari alla popolazione a Gaza non coinvolta".
Israele: 8 soldati feriti gravemente a Sud e Nord di Gaza
Otto soldati israeliani sono stati feriti in modo grave durante combattimenti nel Sud e nel Nord della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare.
Hamas smentisce l'ipotesi di voler riconoscere Israele
Hamas smentisce che uno dei suoi alti esponenti in esilio, Musa Abu Marzuk, abbia evocato la possibilità di riconoscere Israele come in precedenza riportato da un'intervista a Marzuk pubblicata dal sito al-Monitor. In una smentita affidata a Marzuk, l'ufficio stampa di Hamas prende le distanze dalle dichiarazioni pubblicate da al-Monitor e ampiamente riprese dai media arabi, israeliani e internazionali. "Vorrei sottolineare che diversi punti e frasi menzionate nella mia intervista con al-Monitor non esprimono la mia posizione e quella del movimento, sulla quale non vi è alcun cambiamento", si legge nel comunicato firmato da Abu Marzuk in esilio in Qatar.
Gaza senza telefono e internet
Tutte le comunicazioni e internet sono interrotti a Gaza. Lo hanno fatto sapere le compagnie palestinesi Paltel e Jawall addossando la responsabilità "alla attuale aggressione" in corso sulla Striscia.
Sullivan a Riad da Bin Salman prima della visita in Israele
Prima di volare in Israele, il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, ha fatto tappa in Arabia Saudita per parlare con il principe ereditario Mohammed bin Salman per discutere degli "sforzi per creare nuove condizioni per una pace duratura e sostenibile tra israeliani e palestinesi". Lo ha riferito la Casa Bianca, dopo l'arrivo di Sullivan a Tel Aviv, precisando che nell'incontro con MbS si è anche parlato della "risposta umanitaria a Gaza, compresi gli sforzi per aumentare il flusso di aiuti cruciali".
Portavoce del governo di Israele: “La fine dell’operazione quando i bambini dei kibbutz saranno al sicuro”
"Questa operazione terminerà quando sarà di nuovo sicuro dormire nei loro letti per i bambini di Kfar Aza, Beeri e Nahal Oz (tre dei kibbutz al confine con Gaza devastati da Hamas il 7 ottobre, ndr). E perché ciò accada, il regime terroristico di Hamas non può più essere il loro vicino". Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos il portavoce del governo israeliano, Eylon Levy, indicando che "questa guerra continuerà finché non raggiungeremo tutti e tre gli obiettivi: la distruzione di Hamas, la restituzione di tutti gli ostaggi e il ritorno della sicurezza per il popolo di Israele affinché la Striscia di Gaza non possa mai più costituire una minaccia".
Media: Israele vorrebbe negoziare nuova tregua e scambio ostaggi
L'Egitto avrebbe ricevuto da Israele la richiesta di avviare nuovi negoziati per raggiungere un nuovo accordo sullo scambio tra ostaggi e prigionieri, con una tregua umanitaria simile a quella messa in atto a fine novembre grazie alla mediazione Egitto-Qatar-Usa. Lo afferma il giornale egiziano in esilio Al-Araby Al-Jadeed, citando fonti vicine al governo del Cairo.
Il capo del dipartimento politico di Hamas a Gaza, Bassem Naim, avrebbe tuttavia respinto la richiesta in una dichiarazione alla stessa testata, negando che alcun negoziato sia in corso, né possibile allo stato dei fatti. "Finora - detto Naim - questa è la posizione ufficiale e fissa del movimento".
Un'altra fonte egiziana ha riferito ad Al-Araby Al-Jadeed che "domenica scorsa ha avuto luogo una telefonata tra il capo dei servizi segreti egiziani, il maggiore generale Abbas Kamel, e il capo del Mossad, David Barnea, durante la quale si è discusso degli ultimi sviluppo della situazione nella Striscia di Gaza.
"Il capo del Mossad - afferma la fonte del giornale - ha informato la parte egiziana degli sviluppi della situazione dei negoziati e che il governo israeliano si è aperto alla possibilità di avviare negoziati volti a liberare i prigionieri detenuti dal movimento Hamas a Gaza, ma in nuovi termini". La parte israeliana avrebbe tuttavia ricevuto una dura risposta da parte di alcuni Paesi mediatori: "Le autorità del Qatar - ha detto - si stanno coordinando con l'Egitto esprimendo però la loro insoddisfazione per il modo in cui Israele ha gestito la situazione durante la tregua precedente".
Vi sarebbero comunque altri fattori a favore della riapertura del negoziato. In particolare gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, stimati in 138, 11 dei quali di nazionalità straniera, 17 donne, 5 coscritti di servizio regolare, altri coscritti di riserva, oltre ad un certo numero di anziani, i corpi di una madre e dei suoi due figli e quelli di due anziani.
Turchia, “Usa la smettano di bloccare la tregua all'Onu”
"Solo gli Usa si frappongono tra il massacro e il cessate il fuoco a Gaza, non dovrebbero più bloccare alcuna risoluzione Onu sul cessate il fuoco". Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, come riporta l’agenzia di stampa Anadolu. "Il modo in cui i Paesi occidentali, che si vantano della loro morale, sono complici del massacro di Gaza mostra il collasso dell'attuale sistema globale", ha aggiunto Fidan, durante una conferenza stampa congiunta a Baku con l'omologo dell'Azerbaijan, Jeyhun Bayramov.
Nuovo incidente in stretto Bab el-Mandeb, razzo manca nave
Nuovo incidente nello stretto di Bab el-Mandeb: un missile lanciato dallo Yemen ha mancato una nave portacontainer. Lo ha riferito un funzionario della Difesa Usa, precisando che il missile è caduto nell'acqua vicino alla Maersk Gibilterra, nave battente bandiera di Hong Kong che viaggiava dall'Oman all'Arabia Saudita.
Agenzia Onu, impossibile portare aiuti nel nord di Gaza
L'agenzia per i palestinesi dell'Onu (Unwra) al momento non è in grado di portare aiuti al nord di Gaza. Lo scrive la stessa Unwra su X. L'agenzia aggiunge che gli spazi intorno ai suoi edifici sono "congestionati da rifugiati e persone affamate", quindi non è in grado di fornire aiuti a coloro che non sono riusciti a fuggire. Sud. L'Unwra aggiunge che non c'è più cibo da acquistare, anche per chi ha la possibilità di pagarlo.
Gaza, il ministero della Sanità: 18.787 morti
E' salito a 18.787 il numero di palestinesi uccisi nei raid aerei della Striscia di Gaza dal 7 ottobre e a 50.897 quelli rimasti feriti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero della Sanità del governo di Hamas, Ashraf al-Qudra, precisando che 179 palestinesi sono stati uccisi solo nelle ultime 24 ore e che ci sono ancora numerose vittime sotto le macerie.
Jenin, 11 morti, anche un adolescente disarmato
Il ministero della Salute palestinese, citato dalla Wafa, ha dichiarato che le forze israeliane a Jenin hanno ucciso un ragazzo di 17 anni, identificato come Mousa Ahmad Khatib, con un colpo al petto. Secondo l'agenzia, l'adolescente è l'undicesimo palestinese ad essere ucciso dai soldati israeliani in tre giorni consecutivi di operazioni a Jenin.
Tra Israele e Hamas 'guerra' anche a colpi di telefono
La guerra tra Israele e Hamas passa anche per i numeri di telefono: dopo che l'ambasciatore israeliano all'Onu, Gilad Erdan, ha mostrato durante l'Assemblea generale il numero di Yahya Sinwar, leader di Hamas a Gaza, esortando a chiamarlo per mettere fine al conflitto, il Movimento islamico ha risposto diffondendo il contatto telefonico del rappresentante diplomatico. Da allora, riferiscono i media israeliani, Erdan ha ricevuto molti insulti e minacce di morte sul telefono, mentre un giornalista che ha provato a chiamare Sinwar, ha trovato il numero staccato.
Sullivan atterrato in Israele, vedrà Netanyahu e Herzog
Il Consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, è atterrato in Israele dove avrà incontri con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, i membri del gabinetto di guerra, il presidente Isaac Herzog. Lo rende noto la radio dell'esercito israeliano.
Il Parlamento israeliano: Altri 7 mld di dollari a bilancio per guerra
Il parlamento israeliano ha approvato una variazione al bilancio che aggiunge 25,9 miliardi di shekel (7 miliardi di dollari) al bilancio nazionale. I fondi aggiuntivi contribuiranno a coprire i costi della guerra di Gaza, come il risarcimento per i riservisti militari e gli alloggi di emergenza per gli sfollati interni, riferisce il Guardian. L'emendamento, ratificato da un voto di 59 parlamentari a favore e 45 contrari, ha aumentato il budget per il 2023 a 510 miliardi di shekel (139 miliardi di dollari), ha detto un portavoce della Knesset.
A Jenin militari israeliani pregano in ebraico da minareto moschea
Due militari israeliani impegnati da giorni in una vasta 'operazione anti-terrorismo' a Jenin (Cisgiordania settentrionale) sono entrati in una moschea e con il microfono del muezzin hanno rilanciato dal suo minareto una preghiera in ebraico.
Il video, messo in rete in apparenza da un battaglione riservisti, è stato rilanciato oggi da diversi siti di informazione. Oltre alla preghiera i militari - che sono entrati nella moschea in completa divisa da combattimento - hanno anche avvertito in arabo la popolazione che Israele "non è disposta a tollerare oltre la presenza di terroristi in città".
Idf: Arrestati oltre 70 militanti Hamas nell’ospedale Adwan
Più di 70 militanti di Hamas sono stati arrestati durante un'operazione di intelligence presso l'ospedale Adwan nella città di Gaza. Lo dice l'esercito israeliano. Nei filmati pubblicati sui social media, molti dei prigionieri sono stati mostrati mentre uscivano dall'edificio a torso nudo e posavano le armi a terra. L'operazione è stata condotta dall'Idf e lo Shin Bet, il servizio di sicurezza israeliano. Uomini armati sono stati uccisi, dice l'IDF. Gli arrestati vengono interrogati dallo Shin Bet.
Idf: esercito offre taglia su 4 leader di Hamas a Gaza
L'esercito israeliano ha distribuito oggi a Gaza volantini in arabo in cui offre compensi a chi fornisca informazioni utili a localizzare quattro dirigenti locali di Hamas. Lo ha riferito la radio militare. Il compenso promesso riguardo informazioni sul nascondiglio del leader Yihia Sinwar è di 400 mila dollari e per suo fratello Muhammad Sinwar è di 300 mila dollari. Per il comandante militare di Khan Yunis, Rafa Salameh, sono offerti 200 mila dollari e 100 mila dollari per Mohammed Deif, il comandante dell'ala militare di Hamas. "La confidenzialità è assicurata", dice l'esercito, che pubblica anche un apposito numero telefonico.
Ambasciatore d'Israele in Gb replica a Biden, 'mai i 2 Stati'
"Assolutamente no" alla soluzione dei due Stati invocata a parole da anni dalla comunità internazionale, alleato americano incluso, come soluzione del conflitto israelo-palestinese. Lo ha dichiarato oggi senza giri di parole l'ambasciatrice d'Israele nel Regno Unito, Tzipi Hotovely, intervistata da Sky News Uk. "Il mondo deve sapere ora che i Palestinesi non hanno mai voluto uno Stato accanto a Israele", ha poi sentenziato.
Pochi giorni fa il presidente Usa, Joe Biden, aveva accusato apertamente il premier israeliano Benyamin Netanyahu di non volere i due Stati. Hotovely è stata deputata nelle file del partito di Netanyahu (Likud), legata alla destra pro-coloni, ed ha ricoperto in passato l'incarico di ministra per gli Insediamenti.
Dopo lancio da Libano, Israele colpisce Hezbollah
L'esercito israeliano ha identificato un lancio dal Libano verso la cittadina di Shomera nel nord del Paese. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui "jet da combattimento hanno colpito una infrastruttura terroristica e compound militari di Hezbollah in Libano".
Israele, pausa umanitaria a Rafah fino alle 14
Israele ha annunciato una pausa umanitaria nei bombardamenti nel quartiere di Al-Salam, a Rafah, nel Sud di Gaza, fino alle 14 ora locale (le 13 in Italia). Si tratta di una "pausa tattica per consentire ai civili di ricostituire scorte di cibo e acqua", hanno annunciato le autorità.
Cameron, divieto di ingresso in Gb per coloni violenti
Il ministro degli Esteri britannico David Cameron ha annunciato il divieto di ingresso nel Regno Unito per i coloni israeliani violenti. La sanzione punta ad “assicurare che il nostro Paese non possa essere una casa per persone che commettono questi atti intimidatori", ha spiegato il capo del Foreign Office in un tweet, sottolineando che "i coloni estremisti, prendendo di mira e uccidendo civili palestinesi, stanno minando la sicurezza e la stabilità sia degli israeliani che dei palestinesi". "Israele deve intraprendere azioni più forti per fermare la violenza dei coloni e ritenere responsabili i colpevoli", ha aggiunto.
Sondaggio; da inizio guerra cresciuto sostegno ad Hamas
La popolarità di Hamas si è molto rafforzata negli ultimi due mesi (in particolare in Cisgiordania) mentre il sostegno all'Autorità nazionale palestinese si è indebolito, secondo un sondaggio condotto dal 'Palestinian Center for policy and Survey Eesearch' (Pcpsr). Il 72% degli intervistati ha affermato che la decisione di Hamas di lanciare l'attacco il 7 ottobre era "corretta". L'85% ha detto di non aver visto video che documentino atrocità di Hamas su civili israeliani. Il 70%, inoltre, è certo che Israele non raggiungerà gli obiettivi della guerra e due terzi pensa che Hamas resterà in controllo a Gaza.
Secondo il sondaggio, il presidente palestinese Mahmoud Abbas dovrebbe dimettersi e il 60% dei 1.231 adulti intervistati ritiene che l'Autorità Palestinese dovrebbe essere sciolta, il livello più alto mai riscontrato dal centro di ricerca. Marwan Barghouti, un altro membro del partito Fatah di Abbas, incarcerato dal 2002 per aver preso parte a rivolte violente, si è rivelato più popolare dei candidati legati ad Hamas. L'indagine è stata condotta durante il cessate il fuoco, con i partecipanti intervistati di persona in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Il rapporto, pubblicato ieri sera, afferma che "il sostegno ad Hamas è più che triplicato in Cisgiordania rispetto a tre mesi fa. Nella Striscia di Gaza il sostegno ad Hamas è aumentato, ma non in modo significativo. Nonostante l'aumento della sua popolarità, sia in Cisgiordania che nella Striscia di Gaza la maggioranza non sostiene Hamas. Vale la pena notare che il sostegno ad Hamas di solito aumenta temporaneamente durante o immediatamente dopo una guerra, per poi ritornare al livello precedente diversi mesi dopo la fine della guerra", si legge nel rapporto.
007 Usa, quasi 50% bombe Israele su Gaza non sono di precisione
Quasi la metà delle munizioni aria-terra che Israele ha utilizzato a Gaza nella guerra contro Hamas dal 7 ottobre scorso non erano di precisione, ovvero si trattava di ordigni non guidati, altrimenti noti come 'bombe stupide': è quanto emerge da una nuova valutazione dell'intelligence statunitense, secondo quanto scrive oggi la Cnn in esclusiva.
La valutazione, fatta dall'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale, è stata riferita all'emittente Usa da tre fonti che l'hanno visionata. Nel documento si afferma che il 40-45% delle 29.000 munizioni aria-terra finora utilizzate da Israele non erano guidate, mentre il resto erano munizioni a guida di precisione.
Le munizioni non guidate sono generalmente meno precise e possono rappresentare una minaccia maggiore per i civili, soprattutto in un'area così densamente popolata come Gaza, commenta la Cnn, sottolineando che il il ritmo con cui Israele utilizza le 'bombe stupide' potrebbe contribuire all'aumento vertiginoso del numero delle vittime civili.
Onu, metà della popolazione di Gaza sfollata a Rafah
Metà della popolazione della Striscia di Gaza si è trasferita nel sud, a Rafah. Lo rende noto l'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, spiegando che un milione di persone si sono trasferite nel governatorato di Rafah. Qui vivono ora 16mila persone per metro quadrato, riferisce l'agenzia Onu.
L'85 per cento della popolazione della Striscia di Gaza, circa 1,9 milioni di persone, sono sfollate interne a causa della guerra in corso dal 7 ottobre. Molti di loro sono stati sfollati molte volte, afferma l'Ocha, l'Ufficio delle Nazioni Unite che si occupa di coordinare gli affari umanitari.
Hamas, Abu Marzouk: “Dovremmo seguire l’Olp e riconoscere Israele”
Un alto funzionario di Hamas, Mousa Abu Marzouk, ha dichiarato in una intervista ad Al Monitor che il gruppo riconoscerebbe Israele come passo verso la fine delle divisioni di lunga data tra le diverse fazioni palestinesi. “Dovremmo seguire la posizione ufficiale”, ha detto Abu Marzouk. “La posizione ufficiale è che l’Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) ha riconosciuto lo Stato di Israele”.
Media, Qatar e Egitto al lavoro per nuovo accordo con Hamas
Secondo alcuni media, tra cui il sito panarabo Al-Araby Al-Jadeed e il quotidiano israeliano Haaretz, Qatar e Egitto sarebbero al lavoro per mediare un nuovo accordo tra Israele e Hamas. Al-Araby Al-Jadeed cita fonti egiziane secondo cui Israele ha chiesto al Cairo di mediare un accordo, mentre Haaretz cita fonti palestinesi che affermano che il Qatar e l'Egitto stanno tenendo colloqui informali per formulare uno schema per un nuovo accordo. Si ritiene che al centro di un nuovo patto ci sia il rilascio dei 135 ostaggi che ancora si trovano nella Striscia di Gaza, di cui almeno 20 sarebbero morti.
Raid israeliani su Rafah: almeno 27 morti
Almeno 27 persone sono rimaste uccise nei raid sferrati la notte scorsa da Israele contro due edifici a Rafah. A darne notizia è l'agenzia palestinese Wafa. La maggior parte delle vittime appartenevano a due famiglie, secondo quanto riportano i media palestinesi, che parlano di donne e bambini tra i morti.
Wsj: Casa Bianca blocca invio fucili a Israele per le violenze dei coloni
La Casa Bianca sta bloccando una spedizione di oltre 27.000 fucili di fabbricazione americana destinati alla polizia israeliana per paura che possano essere trasferiti a coloni estremisti in Cisgiordania. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari dell’amministrazione trinceratisi dietro l’anonimato
Attacco israeliano con droni su Jenin: tre morti e diversi feriti
Tre palestinesi, uno dei quali minorenne, sono stati uccisi, e altri sono rimasti feriti, nella notte durante un attacco israeliano con drone che ha colpito il quartiere orientale della città di Jenin, in Cisgiordania. Lo riporta l'agenzia Wafa aggiungendo che sono almeno 11 i feriti, di cui tre in modo grave. I due palestinesi morti sono stati identificati come Ahmad Jamal Abu Zaina, 27 anni, e Bashar Haytham Abu Zaid, minorenne. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha affermato che le sue squadre sono al lavoro per trasferire le vittime negli ospedali.
Idf: morto un altro soldato di Israele a Gaza, totale sale a 116
Le forze di sicurezza israeliane (Idf) hanno comunicato la morte di un soldato durante i combattimenti di ieri nel sud della Striscia di Gaza. Quest'ultimo decesso porta a 116 il bilancio dei soldati uccisi nell'offensiva di terra contro Hamas. Si tratta del 38enne Elisha Loewenstern del battaglione 8104 della 179a brigata corazzata di riserva, di Harish. Un altro soldato del battaglione è rimasto gravemente ferito dopo che il carro armato sul quale si trovavano i due è stato colpito da un missile anticarro. Lo riportano i media locali.
Austin sente Gallant: sostegno duraturo Usa a Israele
Il segretario alla Difesa americano Lloyd J. Austin ha parlato ieri sera al telefono con il suo omologo israeliano Yoav Gallant per sottolineare il "sostegno duraturo" degli Stati Uniti agli sforzi di Israele contro Hamas, secondo una dichiarazione del Pentagono. Nella telefonata Austin ha affermato che il movimento islamista palestinese "non potrà mai ripetere gli attacchi del 7 ottobre" contro lo Stato ebraico, si legge in una dichiarazione dello stesso segretario Usa pubblicata su X. Austin ha inoltre ribadito la necessità di proteggere i civili durante le operazioni militari e di aumentare il flusso di aiuti umanitari a Gaza. Ha anche condannato le azioni degli Hezbollah libanesi "che minacciano le comunità in Israele" e ha invitato "alla calma" al confine tra i due Paesi.
Idf: useremo 'tanti modi creativi' per distruggere i tunnel di Hamas
L'esercito di Israele utilizzerà una "varietà creativa di modi" per distruggere i tunnel di Hamas, ha detto il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) Daniel Hagari rispondendo ieri sera alla domanda se le Idf stessero allagando i passaggi sotterranei dei miliziani palestinesi. "Alcuni di questi modi consistono in attività tattiche, utilizzando qualche tipo di strumento per far uscire i terroristi dai tunnel e con delle distruzioni permanenti in modo che" tali passaggi "non possano più funzionare", ha detto Hagari. "Quanti più modi sono, meglio è: è sbagliato dare al nemico informazioni su quando e in quale luogo".
La protesta delle famiglie degli ostaggi, Cnn conferma: annullato viaggio capo Mossad in Qatar
Israele ha annullato il viaggio programmato in Qatar del suo capo dei servizi segreti stranieri per riavviare i colloqui su un possibile secondo accordo per il rilascio degli ostaggi tenuti da Hamas, ha confermato alla Cnn una fonte vicina ai negoziati. Il direttore del Mossad, David Barnea, non si recherà nella capitale qatariota Doha, dove si sono svolti i precedenti colloqui sullo scambio di prigionieri, ha detto la fonte all'emittente americana. Ieri il canale israeliano Channel 13 aveva riportato che il gabinetto di guerra israeliano guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu aveva annullato la missione di Barnea.
Israele, le famiglie degli ostaggi: Netanyahu spieghi lo stop ai negoziati con Hamas
I familiari degli ostaggi israeliani tenuti a Gaza si dicono "scioccati" dalla notizia secondo cui il gabinetto di guerra di Israele ha deciso di non inviare il capo del Mossad in Qatar per i negoziati su un nuovo accordo con Hamas e chiedono una "spiegazione immediata" al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riportano i media locali.
Biden su X: “Continuerò a fare possibile per rilascio ostaggi”
"Ho incontrato i familiari degli americani presi in ostaggio da Hamas per ascoltare le loro storie. Li ho rassicurati che continuerò a fare tutto il possibile per garantire il rilascio dei loro familiari. E che non rinunceremo alla speranza". Lo scrive su X il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Medioriente, media: raid israeliano su campo profughi Rafah, almeno 13 morti
Un raid aereo israeliano ha colpito Al-Shabura, a Rafah, un campo profughi palestinese nel sud della Striscia di Gaza, distruggendo due edifici residenziali e uccidendo almeno 13 persone. Lo riferisce l'agenzia governativa siriana Sana, secondo cui le operazioni di ricerca e salvataggio continuano e altre vittime potrebbero essere ancora intrappolate sotto le macerie.