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Israele - Hamas, le news del 21 dicembre

Israele - Hamas, le news del 21 dicembre
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Usa: “Israele ha riconosciuto la necessità di abbassare intensità delle operazioni”

Israele ha riconosciuto con gli Stati Uniti la necessità di una "transizione ad operazioni militari meno intensi". Lo ha detto il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Kirby, senza tuttavia precisare i tempi di questo passaggio. "Gli israeliani decideranno quando e quale sarà la minore intensità e cosa ciò significa", ha sottolineato il funzionario della Casa Bianca. "Non dettiamo termini e tempistiche agli israeliani", ha ribadito precisando che gli Stati Uniti hanno comunicato ad Israele "l'importanza di passare a operazioni a bassa intensità".

Ferito il direttore del Ministero della Sanità di Gaza

Il direttore generale del Ministero della Sanità di Gaza, Munir Albroosh, e membri della sua famiglia, sono rimasti feriti in un attacco israeliano contro la casa di sua sorella a Jabalia. Lo riporta Haaretz aggiungendo che la figlia di Albroosh è stata uccisa nell'attacco.

Usa, non dettiamo i tempi delle operazioni

Gli Stati Uniti non dettano "termini e tempistiche" sulle operazioni israeliane a Gaza. Lo afferma il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby. L'amministrazione Biden ha continuato a resistere alle richieste di sostenere un cessate il fuoco a Gaza. Tuttavia, i funzionari statunitensi hanno affermato che Israele deve ridurre le vittime nelle sue operazioni. Kirby ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti vogliono vedere Israele passare a "operazioni a minore intensità". Ma ha precisato che gli Stati Uniti non detteranno "termini e tempistiche" alle autorità israeliane. "Decideranno quando e come avere una minore intensità e cosa significherà", ha detto.

Idf, dal primo dicembre uccisi 2mila miliziani di Hamas

Dalla fine del cessate il fuoco lo scorso primo dicembre, le forze israeliane hanno ucciso oltre 2mila miliziani di Hamas in raid e operazioni di combattimento. Lo ha reso noto il portavoce delle Idf, l'ammiraglio Daniel Hagari, precisando che così sale a 8mila il numero dei miliziani di Hamas uccisi dall'inizio del conflitto, oltre ai mille uccisi durante gli attacchi terroristici del 7 ottobre.

Cpj, è “la guerra più pericolosa di sempre” per i giornalisti

Nelle prime 10 settimane della guerra Israele-Gaza sono stati uccisi più giornalisti di quanti ne siano mai stati uccisi in un singolo Paese in un anno intero, secondo una nuova analisi pubblicata dal Cpj, Comitato per la protezione dei giornalisti. Al 20 dicembre 2023, almeno 68 giornalisti e operatori dei media erano stati uccisi dal 7 ottobre: 61 erano palestinesi, quattro israeliani e tre libanesi. Più della metà delle morti (37 di queste) si sono verificate durante il primo mese di guerra, rendendolo il mese più mortale mai documentato dal Cpj da quando ha iniziato a registrare le vittime dei giornalisti nel 1992.

Sondaggio, israeliani preferiscono Biden a Trump

Un sondaggio effettuato fra la popolazione israeliana e riportato dal Times of Israel ha rilevato che il 40% degli intervistati voterebbe per Joe Biden alle prossime elezioni presidenziali americane, rispetto al 26,2% che sosterrebbe Donald Trump. Il sondaggio - viene spiegato - ha indicato un massiccio cambiamento nel sostegno degli israeliani all'attuale presidente. Trump una volta godeva di un sostegno schiacciante da parte degli israeliani, con un sondaggio del 2020 che mostrava che il 63% degli israeliani lo preferiva come presidente, rispetto al 17% che affermava che avrebbe sostenuto Biden. A pesare il sostegno offerto dall'attuale presidente americano a Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre.

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A Gaza kamikaze di Hamas si fa esplodere, soldati illesi

Per la prima volta dall'inizio della guerra l'esercito ha reso noto che un kamikaze si è lanciato contro soldati. Secondo quanto riferisce Yediot Ahronot nelle vicinanze dell'ospedale Indonesiano, nel settore Nord della Striscia, un uomo di circa 60 anni ha ignorato gli avvertimenti dei soldati, si è avvicinato a loro e ha subito attivato un corpetto esplosivo. L'uomo, precisa il giornale, è rimasto ucciso, mentre i soldati sono rimasti illesi. Secondo Yediot Ahronot l'esercito prende in considerazione la possibilità che Hamas abbia organizzato altri-uomini bomba da utilizzare contro le forze di terra.

Usa, lavoriamo attivamente a possibile risoluzione all'Onu

"Non facciamo trattative in pubblico. Stiamo lavorando attivamente" a una possibile risoluzione all'Onu. Lo afferma il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby, riferendosi alle trattative in corso alle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione su Gaza. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu tornerà a riunirsi nelle prossime ore ma non è chiaro se ci sarà un voto sul testo.

Fonte Israele, “nessun negoziato ma visti esponenti del Qatar”

"Al momento non abbiamo negoziati me c'è qualche progresso nel fatto che abbiamo incontrato per due volte esponenti del Qatar già la scorsa settimana e abbiamo chiarito a tutti, in Israele e fuori, che è tempo di rinnovare la definizione di una nuova struttura per la liberazione degli ostaggi". Lo ha detto una fonte ufficiale israeliana in un briefing con la stampa estera.

Video di Hamas su 3 ostaggi poi trovati morti da Israele

Hamas ha pubblicato un video con le immagini di tre ostaggi i cui corpi sono stati poi recuperati dall'esercito nei giorni scorsi. Si tratta di Elia Toledano (28 anni), Ron Sherman e Nik Beizer, entrambi soldati di 19 anni.
Tutti rapiti nell'attacco del 7 ottobre: il primo al festival musicale di Re’im, gli altri presi in una base. Nella didascalia del video diffuso su Telegram, Hamas ha sostenuto: "abbiamo provato a tenerli in vita, ma Netanyahu ha insistito a ucciderli". I media israeliani - che non hanno diffuso il video - lo hanno definito di "propaganda".

Wp, prove non sufficienti a dimostrare che Hamas ha usato ospedale

"Le prove presentate dal governo di Israele non sono sufficienti a dimostrare che Hamas ha usato l'ospedale al-Shifa come centro di comando". Lo afferma il Washington Post sulla base delle analisti di immagini satellitari e altro materiale pubblicato dall'Idf. "Questo solleva domande cruciali, secondo gli esperti legali e umanitari, sul fatto che i danni ai civili causati dalle operazioni israeliane contro l'ospedale fossero proporzionati alla minaccia", aggiunge il Washington Post.

Hamas, Israele fallirà nell'eliminare la resistenza

L'obiettivo di Israele di eliminare "le forze della resistenza non si realizzerà". Lo ha detto Abu Obeida, portavoce dell'ala militare della fazione islamica, secondo quanto ha riferito Haaretz. "Se Israele - ha aggiunto - vuole che i suoi prigionieri vivano, non ha altra via che fermare l'aggressione e la guerra".

Onu, 570mila persone a Gaza stanno morendo di fame

Un rapporto pubblicato oggi dalle Nazioni Unite rileva che più di mezzo milione di persone a Gaza stanno "morendo di fame" a causa dell'insufficiente quantità di cibo che è entrata nel territorio dallo scoppio della guerra, ormai più di 2 mesi fa. "È una situazione in cui più o meno tutti a Gaza sono affamati", ha detto il capo economista del Programma alimentare mondiale Arif Husain, avvertendo che, se la guerra tra Israele e Hamas continuerà agli stessi livelli e le consegne di cibo non saranno ripristinate, la popolazione potrebbe affrontare "una vera e propria carestia entro i prossimi sei mesi". Il rapporto pubblicato da 23 agenzie Onu e non governative ha rilevato che l'intera popolazione di Gaza è in crisi alimentare, con 576.600 persone a livelli catastrofici di fame.

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Gantz, non fermeremo attacchi fino a restituzione ostaggi

Israele non ha intenzione di fermare i combattimenti a Gaza finchè non saranno restituiti gli ostaggi, e "finchè non cambieremo la realtà nel Sud e anche nel Nord". Lo ha detto l'ex ministro della Difesa ed esponente del gabinetto di guerra israeliano, Benny Gantz, durante una visita al quartier generale di due divisioni dell'Idf che operano nella Striscia di Gaza. "L'operazione a Gaza continua e il danno a Hamas si sta aggravando, e continuerà nella profondità del territorio e in diverse fasi", ha detto.

Netanyahu, “per Hamas non c'è scelta, o morire o arrendersì”

"La scelta per Hamas è questa: resa, o morte. Non c'è e non ce ne sarà un'altra". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un video su X. "Dopo la eliminazione di Hamas faremo in modo che Gaza non minacci più Israele: non sarà Hamastan nè Fatahstan", ha aggiunto escludendo di nuovo la presenza dell'Autorità nazionale palestinese, di cui Fatah è la componente politica principale. Il premier ha ribadito che si "continuerà fino al raggiungimento degli obiettivi: la fine completa di Hamas e la liberazione degli ostaggi".

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Palestinesi detenuti in Israele sostengono la linea di Hamas

La leadership dei palestinesi detenuti in Israele per aver partecipato alla lotta armata ha informato Hamas di condividere la sua decisione di non concludere alcun nuovo accordo con Israele per uno scambio di prigionieri finchè durano i combattimenti a Gaza. Lo ha appreso Haaretz da imprecisate fonti palestinesi. Secondo queste fonti è vero che fra i detenuti, in particolare fra i più anziani, c'è grande attesa per riacquistare la libertà. Ma al tempo stesso, hanno aggiunto le fonti, essi provano grande dolore per le grandi perdite umane subite dalla popolazione di Gaza e dunque ritengono che sia urgente mettere fine ai combattimenti prima di intavolare alcun nuovo negoziato.

Egitto, scopo attacchi al confine è impedire gli aiuti a Gaza

Fonti della sicurezza egiziana e della Mezzaluna rossa hanno dichiarato che i bombardamenti israeliani sul confine di Karem Abu Salem hanno provocato danni anche dalla parte egiziana del valico, che si trova tra Egitto, Israele e la Striscia di Gaza e che lo scopo di questi attacchi non sarebbe tanto quello di eliminare esponenti di Hamas quanto quello di ostacolare l'invio degli aiuti nella Striscia. Secondo le fonti, anche alcune strade sono state danneggiate davanti al valico di Rafah, sebbene ciò non abbia impedito l'ingresso degli aiuti nella Striscia di Gaza, che avevano già varcato il confine.

Herzog, “Onu ha fallito nel fornire gli aiuti”

"Purtroppo, a causa del fallimento decisivo delle Nazioni Unite, non riescono a far arrivare più di 125 camion al giorno". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog in un incontro con il presidente del Senato francese, Gerard Larcher, in visita in Israele. "Oggi sarebbe possibile fornire tre volte la quantità di aiuti umanitari a Gaza, se l'Onu, invece di lamentarsi tutto il giorno, facesse il suo lavoro", ha aggiunto. Da parte loro, le Nazioni Unite sostengono che la campagna militare israeliana in corso ha reso troppo difficile e pericoloso fornire regolarmente aiuti all'interno di Gaza.

(reuters)

Erdogan telefona ad Al Sisi, sforzi per cessate il fuoco a Gaza

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha telefonato a quello egiziano Abdel Fattah al-Sisi per congratularsi della recente rielezione e per fare il punto sugli sforzi per il cessate il fuoco e l'accesso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Il portavoce della presidenza egiziana, il consigliere Ahmed Fahmy, ha affermato che i due hanno espresso la volontà di stringere relazioni bilaterali più strette tra i due Paesi e aumentare le aree di cooperazione.

Idf, nuovi attacchi a postazioni Hezbollah in Libano

Le forze israeliane di difesa (Idf) affermano di aver lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro postazioni di Hezbollah nel Sud del Libano in risposta al lancio di missili contro il Nord dello Stato ebraico. Lo riporta The Times of Israel. Tra gli obiettivi colpiti dall'Idf ci sono siti per il lancio di razzi, edifici militari e altre infrastrutture appartenenti a Hezbollah. L'artiglieria israeliana ha, invece, bombardato diverse aree lungo il confine con l'obiettivo di impedire ai miliziani libanesi di effettuare ulteriori attacchi. I lanci missilistici di Hezbollah si sono concentrati, spiega l'Idf, nelle zone di Dovev e Avivim e nell'area del Monte Dov.

(afp)

Israele, completata operazione nella zona Sud di Gaza City

L'esercito israeliano ha completato l'operazione nell'area Sud di Gaza City contro il Battaglione Nuseirat di Hamas e ha allargato le sue azioni nel centro della Striscia. Lo ha detto il portavoce militare spiegando che "sono stati eliminati centinaia di terroristi e trovate armi in bambole per bambini nell'area di Bakshi", sobborgo della zona Sud di Gaza City. Trovate anche - ha proseguito l'esercito - "postazioni di lancio dei razzi, esplosivi, motociclette" sono stati distrutti "imbocchi di tunnel, alcuni dei quali dotati di importanti strutture di acqua e elettricità".

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Londra, Netanyahu potrebbe ignorare voto Onu su tregua

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu potrebbe "ignorare" l'eventuale voto favorevole del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco nella guerra tra Tel Aviv e Hamas. Lo afferma l'ex ambasciatore britannico all'Onu Mark Lyall Grant, parlando alla radio della Bbc. "Netanyahu potrebbe ignorare" la risoluzione anche se questa incassasse il voto favorevole degli Stati Uniti, ha spiegato, ricordando che questi provvedimenti non sono giuridicamente vincolanti. Israele, ha sottolineato Grant, "vuole eliminare completamente la minaccia militare rappresentata da Hamas, vuole che tutti gli ostaggi vengano liberati ed eliminare la leadership di Hamas". Per cui, sostiene, Netanyahu difficilmente accetterà una nuova tregua "finché non avrà raggiunto molti di questi obiettivi".

Diciannove guardie Israele indagate per morte detenuto palestinese

Diciannove guardie carcerarie israeliane sono indagate per la morte di un prigioniero palestinese di 38 anni che era sotto la loro custodia. Lo ha reso noto la polizia. Il detenuto, Thaer Abu Assab, è stato trovato con "gravi segni di violenza" sul corpo, secondo il Club dei prigionieri palestinesi. È morto il 18 novembre nella prigione di Ketziot, nel deserto del Negev, nel Sud di Israele. Abu Assab, originario di Qalqilya, in Cisgiordania, era stato arrestato nel 2005 e stava scontando una condanna a 25 anni per tentato omicidio. Il Club dei prigionieri ha chiesto un'indagine, compresa un'autopsia. Inizialmente la polizia aveva detto al gruppo che era difficile identificare le guardie coinvolte a causa dei loro elmetti. Il Servizio carcerario israeliano ha dichiarato di star collaborando.

Bulldozer Israele distruggono cimitero a Gaza, morti schiacciati

I bulldozer delle forze israeliane hanno distrutto il cimitero di Sheikh Shaban nel quartiere di as-Saha, nella parte orientale di Gaza. Lo riferisce un corrispondente dal posto di Al Jazeera. "I morti sono stati riesumati e schiacciati sotto i bulldozer", ha raccontato, "non è la prima volta che le forze di occupazione demoliscono i cimiteri, distruggendo tombe, riesumando i cadaveri e poi mutilandoli". "Parti dei cadaveri, compresi quelli di bambini, sono chiaramente visibili nell'area", ha aggiunto.

Patriarcato di Gerusalemme annulla pranzi e cene di Natale: “I soldi andranno a Gaza”

Niente pranzi e cene per gli auguri di Natale negli uffici del Patriarcato latino di Gerusalemme. I soldi risparmiati dei festeggiamenti saranno devoluti alle popolazioni di Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme. "Onorando la direttiva dei patriarchi e dei capi delle Chiese di Gerusalemme di annullare tutte le celebrazioni non religiose durante il periodo natalizio, e come segno di rispetto per tutte le innocenti perdite umane dei nostri fratelli e sorelle in Terra Santa, specialmente a Gaza", il Patriarcato Latino di Gerusalemme ha così deciso di "annullare tutti i tradizionali pranzi e cene di Natale che si tengono ogni anno nei vari uffici per i suoi 2.000 dipendenti in tutta la Diocesi (Israele, Palestina, Cipro e Giordania)". “In segno di solidarietà con la sofferenza di tante persone”, il patriarcato ha deciso “di devolvere il costo stimato di questi eventi di 45mila dollari al fondo di Emergenza lanciato il 2 novembre scorso, dal patriarca card. Pierbattista Pizzaballa, sperando che questo contribuisca ad alleviare le sofferenze di tante persone in tutta Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme”.

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Traffico marittimo del porto israeliano di Eilat crolla dell'85%

Crollo del traffico marittimo nel porto israeliano di Eilat a seguito degli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso. Secondo l'amministratore delegato del porto, lo scalo israeliano ha registrato un calo dell'85% delle attività da quando i ribelli Houthi nello Yemen hanno intensificato gli attacchi alle navi nel Mar Rosso. Eilat, che gestisce principalmente le importazioni di automobili e le esportazioni di cloruro di potassio dal Mar Morto, è molto più piccola degli altri porti israeliani del Mediterraneo, Haifa e Ashdod, che gestiscono la maggior parte del commercio del paese.
Tuttavia, offre a Israele un'importante porta d'accesso verso l'Oriente senza la necessità di navigare nel Canale di Suez.


Ivanka Trump e Jared Kushner in visita in Israele

Ivanka Trump, figlia dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald, e il marito Jared Kushner, che è stato consigliere dell'ex presidente, sono arrivati stamattina in Israele. Scortati da decine di agenti di sicurezza, sono stati accolti dal presidente della Knesset Amir Ohana. La coppia si trova in Israele per esprimere sostegno e solidarietà per il conflitto in corso e si prevede che visiteranno i soldati feriti dell'Idf e le famiglie dei rapiti da Hamas. Lo riporta il Jerusalem Post.


Oms, in nord Gaza aumentano amputazioni, anche bimbi

Il funzionario dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Sean Casey, ha descritto un aumento delle amputazioni nel nord, anche tra i bimbi piccoli, che non sarebbero state necessarie se fossero stati disponibili servizi sanitari adeguati. "Non ci sono interventi chirurgici al momento nel nord di Gaza", ha detto Casey in una conferenza stampa, aggiungendo che l'ospedale al-Ahli e l'ospedale al-Shifa sono stati sommersi dai malati e dai feriti gravi.

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Hamas e Hezbollah rivendicano lancio razzi su Israele

Le Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas, ha rivendicato la pioggia di razzi lanciati contro Israele, affermando che ha preso di mira Tel Aviv. Il gruppo terroristico libanese Hezbollah ha invece rivendicato tre attacchi diretti contro il nord di Israele, dopo che missili anticarro sono stati lanciati contro civili, ferendone due. Lo riporta il Times of Israel.

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Media, in corso vaste operazioni Israele in Cisgiordania

Le forze armate israeliane stanno effettuando arresti su larga scala in tutta la Cisgiordania. Lo riportano i media palestinesi, precisando che le truppe stanno operando in particolare nelle città di Az-Zahariya e Bani Naim a sud di Hebron, così come a Gerico e nel campo profughi di Ein al-Sultan.

Altri 3 soldati israeliani morti a Gaza, il bilancio sale a 137

Altri tre soldati israeliani sono stati uccisi combattendo Hamas nel nord della Striscia di Gaza, portando a 137 il bilancio dei morti. Le vittime sono il sergente Lavi Ghasi di 19 anni, il tenente 20enne Yaacov Elian e il tenente Omri Shwartz di 21 anni. Secondo le forze armate israeliane (Idf), altri tre militari sono rimasti gravemente feriti nell'incidente in cui sono rimasti uccisi Shwartz ed Elian, e altri cinque soldati durante gli scontri nella Striscia.

Sirene anti razzi a Tel Aviv e nel centro di Israele

Le sirene di allarme anti razzi da Gaza sono tornate a risuonare a Tel Aviv e nel centro di Israele mandando la gente nei rifugi. Lo ha constatato l'Ansa sul posto. In aria si sono sentite numerose esplosioni dovute all'intercettazioni dei razzi da parte dell'Iron Dome. I media hanno riferito di una forte salva di razzi partiti dalla Striscia. L'ultimo allarme in città era stato due giorni fa.

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Hamas, nessun accordo ostaggi senza fine attacchi Israele

Nessun dialogo sugli accordi di scambio di prigionieri se non dopo la fine dell'"aggressione" israeliana. Lo hanno sostenuto in un comunicato Hamas e le fazioni palestinesi a Gaza, secondo quanto riferito dai media israeliani, tra cui Haaretz.

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No Paesi arabi a Task force Usa; ok solo da Bahrein

Solo il Bahrein, tra gli Stati del Medio Oriente, si è unito alla task force internazionale guidata dagli Stati Uniti per contrastare gli attacchi degli Houthi yemeniti nello stretto di Bab Al Mandeb, che collega Mar Rosso e golfo di Aden. Il gruppo ribelle sciita, finanziato dall'Iran, ha sferrato ripetuti lanci di razzi in risposta all'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. Della task foce nata per iniziativa statunitense fanno parte, oltre a Usa e Bahrein, Gran Bretagna, Canada, Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Norvegia e Seychelles. La flotta agirà sotto il comando e la direzione della Combined Task Force 153 (CTF-153), nata lo scorso aprile da un'iniziativa della Casa Bianca per garantire la sicurezza del Mar Rosso e che comprende 39 Paesi.

Manifestazioni israeliane contro l’ingresso degli aiuti dal valico di Kerem Shalom

L'esercito israeliano sta tentando di reprimere una protesta per impedire ai camion di aiuti umanitari di entrare a Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom. Lo scrive il Times of Israel, aggiungendo che una ventina di manifestanti stanno tentando di raggiungere a piedi il valico dopo essere stati fermati dalla polizia vicino a Urim, a circa 25 chilometri in linea d'aria da Kerem Shalom. Altri stanno cercando di farsi strada a piedi attraverso la Route 10, che corre lungo il confine con l'Egitto.

I manifestanti fermati dalla polizia sventolavano bandiere israeliane e tenevano cartelli che accusavano il governo di sostenere il 'nemico' permettendo ai camion di entrare a Gaza. "Gli aiuti al nemico uccidono i soldati", recitava un cartello. La protesta è stata organizzata da due gruppi, tra cui la Marcia delle Madri, che rappresenta i genitori dei soldati israeliani che combattono a Gaza.

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Oms: “Il nord di Gaza senza ospedali funzionanti”

Il nord di Gaza è rimasto senza ospedali funzionanti. Lo ha detto l'Oms secondo quanto ha riferito Haaretz.

Israele rifiuta accordo sul modello Shalit

Israele avrebbe rifiutato un accordo simile a quello raggiunto nel 2011 per il caporale Gilad Shalit per il rilascio di detenuti palestinesi in cambio di ostaggi dalla Striscia di Gaza. Lo afferma il canale televisivo Al Hadath citando proprie fonti. Per ottenere la liberazione di Shalit Israele aveva scarcerato 1.027 detenuti palestinesi. Hamas e la Jihad islamica hanno elaborato una lista di 500 detenuti palestinesi che vorrebbero fossero rilasciati, ma Israele l'ha rifiutata.

Hamas avrebbe anche chiesto ai mediatori di fare pressione su Israele affinché interrompa gli arresti dei palestinesi.

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Fonti vicine a Hezbollah: 1 ostaggio ogni 10 detenuti, l’offerta di Hamas

Dieci detenuti palestinesi in cambio di un ostaggio liberato a Gaza: è questa, secondo il quotidiano libanese al-Akhbar, la proposta di scambio sul tavolo del negoziato tra Israele e Hamas. Ma Israele condiziona il suo “via libera” alla verifica dei nomi degli ostaggi sulla lista.
Secondo il sito web del giornale che cita fonti egiziane, il Cairo ha chiesto ad Hamas un aggiornamento sullo stato dei 40 ostaggi che Israele vuole far uscire per primi, donne, anziani e malati. Il quotidiano vicino a Hezbollah aggiunge che i mediatori statunitensi hanno detto al Qatar che stanno facendo pressione su Israele perché conceda una tregua più lunga della pausa di una settimana concessa tra fine novembre e dicembre oltreché l'ingresso di grandi quantità di aiuti.

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Israele martella Hezbollah dopo salva razzi, uccisa una donna libanese

In Libano è rimasta uccisa una donna sotto i pesanti bombardamenti israeliani sulla città di Maroun al-Ras, che si trova vicino al confine con Israele. L'agenzia di stampa ufficiale del Paese ha reso noto che la donna era in casa quando è stata colpita, con lei è rimasto ferito anche il marito; entrambi erano civili. Secondo l'emittente al-Meyadeen, che è legata ad Hezbollah, la città è stata colpita da una raffica di 180 attacchi. Hezbollah aveva lanciato razzi contro Kiryat Shmona e altre città del Nord di Israele, poco dopo la mezzanotte, dopo una giornata di crescenti attacchi transfrontalieri tra Israele e l'organizzazione paramilitare sciita libanese.

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Israele pronta a una tregua di due settimane, Hamas vuole la fine della guerra

Israele è pronta a una interrompere i combattimenti a Gaza per due settimane per permettere il rilascio degli ostaggi ancora nell'enclave palestinese. Lo riferisce il canale israeliano in lingua araba Makan-33, precisando però che le parti sono ancora lontane dall'accordo. Hamas, infatti, rifiuta questo tipo di accordo e chiede la fine della guerra.

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Iran: “La tregua a Gaza sembra a portata di mano”

Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, ha affermato che l'accordo per una tregua a Gaza appare "a portata di mano" e ha chiesto agli Stati Uniti di assicurare che un cessate il fuoco possa essere durevole. "I negoziati diplomatici indicano che la regione si sta muovendo gradualmente verso il cessate il fuoco e colloqui diretti e indiretti che potrebbero porre fine alla catastrofica situazione a Gaza", ha detto Amirabdollahian, citato dall'agenzia Irna, parlando con i giornalisti dopo avere incontrato a Doha il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani.

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Idf, colpiti 230 obiettivi a Gaza, armi in una scuola

Attacchi aerei nella Striscia di Gaza hanno preso di mira 230 obiettivi di Hamas nell'ultimo giorno del conflitto tra Tel Aviv e i miliziani palestinesi. Lo riporta The Times of Israel, citando le forze israeliane di difesa (Idf). Pesanti combattimenti si sono svolti anche nel nord di Gaza, nonostante l'Idf avesse annunciato che nell'area le operazioni militari erano vicine a concludersi. A Jabaliya, afferma l'Idf, una scuola dove si rifugiavano civili è stata sgomberata dalle truppe della 551a Brigata, che all'interno hanno trovato diverse armi appartenenti ad agenti di Hamas.

Oms: “Preoccupati per malattie e fame a Gaza”

Il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha espresso preoccupazione per la "combinazione" di malattie, fame e mancanza di igiene nella Striscia di Gaza, che ha portato la popolazione a sperimentare "tassi alle stelle" di infezioni e focolai di malattie.

"Sono profondamente preoccupato per la combinazione tossica di malattie, fame e mancanza di igiene e servizi igienico-sanitari che le persone a Gaza devono affrontare in questo momento. La fame indebolisce le difese del corpo e apre la porta alle malattie. Gaza sta già sperimentando tassi alle stelle di epidemie di malattie infettive", ha affermato via social.


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Morti altri 3 soldati israeliani, bilancio vittime sale a 137

L'esercito israeliano ha annunciato che altri tre soldati sono stati uccisi combattendo Hamas nel nord della Striscia di Gaza, portando a 137 il bilancio delle vittime dell'offensiva di terra di Israele contro il gruppo terroristico. Lo riferisce Times of Israel, sul suo portale web. Secondo l'Idf, - riporta sempre Times of Israel- un ufficiale e altri due cadetti della Gefen sono rimasti gravemente feriti.

Wafa, bilancio raid Israele su Khan Yunis è di 24 morti

E' di almeno 24 civili uccisi e diversi altri feriti il bilancio degli attacchi aerei israeliani di ieri sulla città di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa.

Media, in corso vaste operazioni Israele in Cisgiordania

Le forze armate israeliane stanno effettuando arresti su larga scala in tutta la Cisgiordania. Lo riportano i media palestinesi, precisando che le truppe stanno operando in particolare nelle città di Az-Zahariya e Bani Naim a sud di Hebron, così come a Gerico e nel campo profughi di Ein al-Sultan.

Media, Blinken parla con Emirati ed Egitto su risoluzione

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha parlato al telefono con i ministri degli Esteri di Emirati ed Egitto per cercare di ottenere un accordo sul testo della risoluzione del Consiglio di Sicurezza su Gaza, la cui votazione è stata rinviata. Lo ha riferito Barak Ravid, citando due fonti, secondo cui rimangono ancora dei punti da colmare.

Onu, Israele ha ordinato altre evacuazioni da Khan Yunis

Israele ha ordinato l'evacuazione di vaste aree di Khan Yunis, nel sud di Gaza. Lo ha riferito l'Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), indicando mappe aggiornate diffuse dall'Idf che mostrano nuove aree su circa il 20% della città di Khan Yunis contrassegnate per l'evacuazione. Prima che scoppiassero i combattimenti, l'area ospitava più di 110.000 persone, ha dichiarato l'Ocha. Sono compresi anche 32 rifugi che ospitano più di 140.000 sfollati, la stragrande maggioranza provenienti dal nord.

Morte detenuto palestinese, indagate 19 guardie israeliane

Diciannove guardie carcerarie israeliane sono state interrogate con il sospetto di essere coinvolte nella morte di un prigioniero di sicurezza palestinese il mese scorso nella prigione di Ketziot, nel sud del Paese. Secondo l'accusa agenti sono entrati nella cella di Tair Abu Asab e lo hanno picchiato selvaggiamente, poche ore prima che ne venisse annunciato il decesso, il 19 novembre.
Sul corpo senza vita sono stati trovati segni di grave violenza ma, nonostante l'autopsia, non è stato possibile stabilire se la morte sia stata diretta conseguenza delle percosse. Le guardie coinvolte nell'incidente indossavano caschi rendendo difficile identificarle dalle telecamere di sicurezza, riporta Haaretz. Abu Asab, membro di Fatah, era in carcere dal 2005 con l'accusa di tentato omicidio nell'ambito di un attacco terroristico.
In difesa delle guardie carcerarie si è immediatamente schierato il ministro per la Sicurezza nazionale e leader dell'estrema destra, Itamar Ben-Gvir, sottolineando la loro "presunzione di innocenza" mentre "è in corso un'indagine approfondita". "Dobbiamo ricordare - ha aggiunto il leader del partito Otzma Yehudit - che le nostre guardie carcerarie hanno a che fare con la feccia della terra, assassini, che rappresentano una minaccia per la sicurezza"

Madre ostaggio ucciso a soldati, "non è vostro errore"

2So che tutto quello che è successo non è assolutamente colpa vostra": è il messaggio indirizzato da Iris Haim, la madre di Yotam, uno dei tre ostaggi colpiti a morte per errore a Gaza, ai soldati coinvolti nell'uccisione.
"Sono la madre di Yotam, volevo dirvi che vi amo moltissimo e vi abbraccio da lontano. So che tutto quello che è successo non è assolutamente colpa vostra, non è colpa di nessuno se non di Hamas", si legge nel messaggio inviato al 17esimo battaglione.
"Vi chiedo di prendervi cura di voi stessi... perchè tutti noi abbiamo bisogno che siate in salute - e non esitate un secondo se vedete un terrorista. Non pensate di aver ucciso deliberatamente un ostaggio. Dovete prendervi cura di voi stessi perchè è l'unico modo per proteggerci". Yotam Haim è stato ucciso insieme a Samar Talalka e Alon Shamriz, dopo essere stati scambiati per miliziani di Hamas per errore dai soldati nel quartiere di Shijaiyah, a Gaza City, dove da diversi giorni si registrano forti combattimenti.

Israele, scoperto importante centro comando Hamas

L'esercito israeliano ha dichiarato ieri sera di aver scoperto un importante centro di comando di Hamas nel cuore della città di Gaza, infliggendo quello che ha descritto come un duro colpo al gruppo militante islamista.
Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), il contrammiraglio Daniel Hagari, ha spiegato che l'esercito ha individuato il nucleo di una vasta rete sotterranea utilizzata da Hamas per spostare armi, militanti e rifornimenti in tutta la Striscia. "Tutti hanno utilizzato questa infrastruttura regolarmente, durante le emergenze e anche all'inizio della guerra il 7 ottobre", ha detto Hagari specificando che tali tunnel si estendevano attraverso Gaza e fino ai principali ospedali.
Il portavoce delle Idf ha anche indicato che Israele sta riducendo le sue operazioni nel nord della Striscia, spiegando che l'esercito si è spostato nell'ultima roccaforte rimasta di Hamas nella città di Gaza: il quartiere di Tufah.

Israele, 19 guardie indagate per pestaggio a morte detenuto palestinese

La polizia israeliana ha reso noto che 19 guardie carcerarie sono state interrogate in relazione al presunto pestaggio a morte di un prigioniero avvenuto il mese scorso. In una dichiarazione la polizia ha spiegato che gli investigatori hanno interrogato le guardie su un sospetto "incidente violento" in una prigione nel sud di Israele e che le guardie sono state rilasciate dalla custodia sotto determinate condizioni. Secondo quanto riportato dai media ebraici, diversi agenti sono sospettati di essere entrati nella cella di Tair Abu Asab nel carcere di Ketziot e di averlo picchiato, poche ore prima che il servizio carcerario ne annunciasse la morte, il 19 novembre. In un primo momento il servizio carcerario aveva detto che le circostanze della morte dell'uomo erano oggetto di indagine. Abu Asab, membro del movimento Fatah, era in carcere dal 2005 con l'accusa di tentato omicidio in relazione ad un attacco terroristico.

Idf, conquistato quartiere dei leader Hamas a Gaza City

L'esercito israeliano ha completato la conquista del "quartiere dei leader" di Hamas nel centro di Gaza City. Lo ha riferito il portavoce dell'Idf, Daniel Hagari, precisando che la zona comprende una rete di intricati tunnel che collegano appartamenti, uffici e nascondigli utilizzati da importanti esponenti militari e politici del Movimento islamico, tra cui Ismail Haniyeh, Yahya Sinwar e Mohammed Deif. "Così - ha aggiunto - abbiamo finito di smascherare la città terroristica sotterranea di Hamas nel nord: la smantelleremo e prenderemo di mira le loro infrastrutture strategiche". Stessa sorte colpirà anche i "nascondigli sotterranei dei leader di Hamas a Khan Yunis", ha assicurato Hagari.

Risuonano sirene nel nord Israele, al confine con Libano

Sirene sono risuonate nel nord d'Israele, vicino al confine con il Libano: nel mirino, la città di Kiryat Shmona e un certo numero di comunità nelle vicinanze.

Consiglio Sicurezza Onu rimanda a oggi la votazione

Fonti del Consiglio hanno confermato che i negoziati vanno avanti e che la risoluzione verrà presentata giovedì, se verrà trovata la formula giusta per ottenere l'approvazione. Per il via libera servono nove voti a favore su quindici, e nessun veto da parte dei cinque membri permanenti, che sono Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito.

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