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Blinken telefona a Gallant su aiuti e ostaggi
Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha avuto ieri una telefonata relativamente rara con il ministro della Difesa Yoav Gallant per discutere di "sforzi attivi" per garantire il rilascio degli ostaggi a Gaza e facilitare l'ingresso di maggiori aiuti umanitari nella Striscia, dice il Dipartimento di Stato, lo scrive il Times of Israel.
Blinken non chiama Gallant dal 16 ottobre, secondo il Dipartimento di Stato, poiché il capo del Pentagono Lloyd Austin è il normale canale dell'amministrazione con il ministro della Difesa israeliano. Blinken ha parlato più spesso con il ministro del gabinetto di guerra Benny Gantz, ma aumentare gli aiuti umanitari a Gaza è una delle priorità dell'agenda americana e il ministero Gallant ha maggiore autorità su questo sforzo.
Casa Bianca: “Iran profondamente coinvolto negli attacchi degli Houti”
L'Iran è "profondamente coinvolto" negli attacchi condotti dai miliziani yemeniti Houti contro le navi commerciali che transitano nel Mar Rosso. Lo ha dichiarato la portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, Adrienne Watson. "Non abbiamo motivo di credere che l'Iran stia cercando di dissuadere gli Houthi da questo comportamento sconsiderato", ha affermato Watson spiegando che l'intelligence iraniana è fondamentale per consentire agli Houthi di prendere di mira le navi.
Hamas, risoluzione Onu su Gaza è insufficiente
Hamas giudica come "un passo insufficiente" la risoluzione su Gaza votata oggi all'Onu e accusa gli Usa di aver "svuotato" il testo. "Negli ultimi cinque giorni, l'amministrazione statunitense ha lavorato per svuotare questa risoluzione della sua essenza e presentarla con questa formula debole... che sfida la volontà della comunità internazionale e dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di fermare l'aggressione di Israele contro il nostro popolo palestinese indifeso", si legge nella dichiarazione diffusa da Hamas di cui dà conto Harretz sul suo sito web citando Reuters.
Soldato israeliano ucciso da Hezbollah
Un soldato israeliano è stato ucciso da Hezbollah in un attacco lanciato dal Libano. Lo ha reso noto l'Idf spiegando che un altro militare è rimasto "gravemente ferito" nell'attacco avvenuto vicino alla città di Shtula, nel nord di Israele. Il soldato ucciso era il sergente 19enne Amit Hod Ziv della 188esima Brigata corazzata dell'Idf, hanno detto i militari.
Hamas ha rivendicato la responsabilità in una nota affermando di aver effettuato l'assalto "con armi missilistiche e artiglieria, con colpi diretti". Hezbollah ha spiegato di aver lanciato l'attacco a sostegno del popolo palestinese. Hezbollah considera Shomera, che si trova vicino alla città di Shtula, come un "villaggio libanese occupato" dopo che l'area fu catturata nel 1948.
Londra: “La risoluzione Onu su Gaza è una buona notizia”
"La risoluzione dell'Onu su Gaza è una buona notizia". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico David Cameron sul suo profilo X, sottolineando come la popolazione della Striscia abbia un "urgente bisogno di cibo, medicine e riparo". "Oltre alla necessità di un maggiore accesso umanitario, la risoluzione odierna delle Nazioni Unite richiede il rilascio immediato e incondizionato degli ostaggi, che è vitale", ha aggiunto Cameron. Inoltre secondo il responsabile del Foreign Office la risoluzione chiede di fare passi in avanti verso un "cessate il fuoco sostenibile".
Von der Leyen: “Risoluzione Onu getta le basi per la fine della guerra, prepariamoci al dopo”
"Accolgo con favore la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiede una consegna rapida, sicura e potenziata degli aiuti alla popolazione di Gaza e getta le basi per la cessazione delle ostilità". Lo ha scritto in un tweet la presidente della Commissione europea Ursula vin der Leyen affermando che "la Commissione Ue sta lavorando con partner nella regione e oltre. Per affrontare l'emergenza umanitaria e prepararsi al day after, già oggi".
L’ambasciatore Erdan: “A Israele resta il controllo sugli aiuti a Gaza”
La decisione del Consiglio di Sicurezza "mantiene l'autorità della sicurezza di Israele di monitorare e ispezionare gli aiuti in ingresso a Gaza". Lo ha detto l'ambasciatore israeliano all'Onu Gilad Erdan che ha ringraziato gli Usa e il presidente Biden "per la loro ferma posizione di essere a fianco di Israele" e per aver "criticato aspramente il Cds e l'Onu per il loro silenzio di fronte alle atrocità del 7 ottobre". Secondo Erdan, l'Onu si è focalizzato solo sugli aiuti a Gaza, invece di farlo sulla "crisi umanitaria degli ostaggi".
Guterres: “Per gli aiuti a Gaza il vero problema è l’offensiva di Israele”
Dopo l'approvazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza, che chiede aiuti su vasta scala a Gaza ma non un cessate il fuoco, il capo delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha denunciato che il "vero problema" per la consegna di aiutoi nella Striscia è l'offensiva di Israele.
Usa all'Onu: “Delusione per la mancata condanna dell’attacco di Hamas”
"Sappiamo che molto altro deve essere fatto" per affrontare "questa crisi umanitaria. Ma siamo chiari: Hamas non è interessata a una pace durata. Dobbiamo lavorare a un futuro in cui israeliani e palestinesi vivono fianco a fianco". Lo afferma l'ambasciatrice americana all'Onu Linda Thomas-Greenfield, dicendosi sorpresa e delusa dal fatto che il Consiglio di sicurezza non sia stato in grado di condannare l'attacco di Hamas del 7 ottobre. "Questa risoluzione parla della gravità della crisi", aggiunge sottolineando che "non c'è più tempo da perdere. Dobbiamo lavorare insieme per alleviare questa immensa sofferenza".
La risoluzione Onu chiede aiuti per Gaza ma non la tregua
La risoluzione approvata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu chiede maggiori aiuti per Gaza, ma non chiede una tregua immediata. Il testo non include neanche l'originaria frase "urgente sospensione delle ostilità".
Emendamento russo a risoluzione Onu bocciato dagli Usa
La Russia aveva proposto un emendamento alla bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu su Gaza in cui chiedeva la "sospensione" delle ostilità. Dieci hanno votato a favore, quattro si sono astenuti. Gli Stati Uniti hanno votato contro, invocando il loro potere di veto.
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu approva la risoluzione sugli aiuti a Gaza: Usa e Russia i soli astenuti
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu approva la risoluzione a favore degli Emirati Arabi Uniti che prevede maggiori aiuti a Gaza. La risoluzione è stata approvata con 13 voti a favore, zero voti contrari e due astensioni: Stati Uniti e Russia.
Israele, soldato ucciso al Nord da razzi dal Libano
L'esercito ha annunciato la morte di un soldato colpito, nel Nord del Paese, da razzi lanciati dal Libano. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui si tratta di Amit Hod Ziv (19 anni) delle truppe corazzate. Nello stesso episodio un altro soldato è stato ferito.
Gallant: “Presto Sinwar incontrerà i nostri fucili”
Il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, lancia una nuova minaccia contro Yahya Sinwar, affermando che il leader di Hamas presto "incontrerà le canne dei nostri fucili".
"L'attività dell'Idf e dell'establishment della difesa continua. Nel nord della Striscia di Gaza, l'operazione sta gradualmente completando gli obiettivi che ci eravamo prefissati, lo smantellamento dei battaglioni di Hamas e l'eliminazione delle sue capacità sotterranee", afferma Gallant a seguito di una valutazione con il capo dell'Idf, capo dello Shin Bet, del Mossad funzionari e altri funzionari della difesa.
"Stiamo operando anche nella zona di Khan Younis e nel sud della Striscia di Gaza, e in futuro opereremo anche in altri luoghi", afferma.
"Una cosa è chiara, Yahya Sinwar ora sente i passi dei carri armati dell'IDF sopra di lui, le bombe dell'aeronautica e le operazioni dell'Idf. Presto incontrerà anche le canne delle nostre armi", aggiunge Gallant. L'Idf ritiene che Sinwar si nasconda sottoterra nel Sud di Gaza.
Wall Street Journal: “Nave iraniana aiuta gli Houthi a dirigere attacchi nel Mar Rosso”
Le forze paramilitari iraniane stanno fornendo informazioni di intelligence in tempo reale agli Houthi, che le usano per orientare i loro droni e missili così da mirare le navi che attraversano il Mar Rosso. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali le informazioni sono raccolte da una nave di sorveglianza controllata dalle forze paramilitari dell'Iran nel Mar Rosso. Il coinvolgimento diretto di attori iraniani negli attacchi fa salire la posta in gioco per Israele e Stati Uniti e rischia di creare un nuovo fronte di conflitto.
I capi dei Consigli di sicurezza russo e israeliano discutono di Gaza
Il Consiglio di sicurezza russo ha annunciato che il suo segretario, Nikolai Patrushev, ha discusso della situazione a Gaza col capo del Consiglio di sicurezza israeliano Tzachi Hanegbi. Lo riporta l'agenzia Interfax. "Nikolai Patrushev e Tzachi Hanegbi hanno discusso le modalità per risolvere i problemi umanitari nella Striscia di Gaza", ha affermato il servizio stampa del Consiglio di sicurezza russo secondo Interfax.
Una bimba palestinese è nata a bordo della nave italiana Vulcano
"Una bella notizia nel dramma palestinese. Poco fa a bordo della nave Vulcano è nata Ilin. Lei e la mamma, una ragazza palestinese di 23 anni, sono in ottime condizioni. Grazie ai nostri militari per il loro lavoro a servizio della pace e a tutela della popolazione civile". Lo annuncia in un tweet il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Nave Vulcano è l'unità della Marina Militare italiana attraccata nel porto di Al Arish, in Egitto, a circa 50 chilometri dal valico di Rafah. È salpata lo scorso 8 novembre da Civitavecchia. A bordo sale operatorie, ambulatori e medicinali per curare feriti provenienti dalla Striscia di Gaza, in particolare minori.
L’Ue trasferirà 118 milioni euro all'Autorità nazionale palestinese
L'Ue fornirà 118 milioni di euro in aiuti all'Autorità nazionale palestinese. Lo ha annunciato la Commissione europea, che ha osservato che i fondi saranno destinati a pagare tra l'altro gli stipendi dei funzionari pubblici in Cisgiordania e gli assegni sociali per le famiglie vulnerabili sempre nei Territori occupati e a Gaza.
Hamas: “Dobbiamo rappresentare la Palestina unita, stop alle fazioni”
"Lo scopo è quello di rivolgersi al mondo esterno come popolo palestinese, non come una o due fazioni. Stiamo cercando una posizione palestinese unificata". Lo ha detto il funzionario di Hamas Husam Badran, parlando ad Al Jazeera. Badran ha aggiunto che Hamas ritiene che in questo "momento terribile" debba essere creato un meccanismo per ripristinare l'unità palestinese e creare una posizione politica uniforme su cui i palestinesi nei territori occupati possano successivamente votare.
Israele colpisce un’auto a Rafah: tre morti tra cui due minorenni
Tre morti (fra cui due minorenni) e almeno sei feriti: questo il bilancio della deflagrazione, avvenuta oggi a Rafah nel Sud della striscia di Gaza, di una jeep Hyundai. Lo ha riferito l'ospedale Yussef al-Najar di Rafah. Testimoni sul posto aggiungono che il veicolo è stato attaccato dalla aviazione israeliana e che potrebbe essersi trattato di una “esecuzione mirata”. Israele non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito a questo episodio. Rafah è la citta del Sud dove dopo la fine della tregua scaduta a inizio mese si sono rifugiate decine di migliaia di persone in fuga da Nord della Striscia e dalle altre località del Sud nel frattempo attaccate dall’Idf.
Mosca: “Telefonata Putin-Abu Mazen sul conflitto a Gaza”
Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente palestinese Abu Mazen hanno discusso del conflitto in Medio Oriente nel corso di una conversazione telefonica. Lo rende noto il Cremlino riporta la Tass, sottolineando che Putin ha espresso sostegno agli sforzi dell'Anp, ha parlato delle iniziative per una de-escalation e ha promesso di continuare a inviare aiuti umanitari a Gaza. Il presidente russo ha inoltre confermato l'invito ad Abu Mazen a visitare la Russia in una data da concordare
Idf: “Ucciso Gadi Haggai, ostaggio rapito dal kibbutz Nir Oz”
Il kibbutz di Nir Oz, a ridosso della Striscia, ha annunciato l'"uccisione" di Gadi Haggai, 73 anni, ostaggio a Gaza. Secondo la stessa fonte, il suo corpo è trattenuto da Hamas nella Striscia. Tra i rapiti ancora nell'enclave palestinese c'è anche la moglie di Haggai, Judith Weinstein (70 anni), ferita nell'attacco del 7 ottobre scorso. Haggai era padre di 4 figli e nonno di 7 nipoti. La notizia è stata confermata dall’Idf
Tv: “Israele propone due settimane di tregua per gli ostaggi”
Funzionari israeliani stanno discutendo altre proposte per convincere Hamas ad un negoziato che porti ad un nuovo scambio di ostaggi, nonostante la fazione islamica abbia chiesto come condizione ineludibile per questo la fine della "aggressione" a Gaza. Lo ha riportato la tv Kan che cita fonti a conoscenza del dossier. Una delle possibilità studiate - e sulle quali Hamas starebbe riflettendo - è quella, secondo quanto riferito, di una tregua di circa 2 settimane in cambio di decine di ostaggi. In precedenza la fazione islamica ha respinto una proposta di una settimana di tregua in cambio di 40 rapiti
Nyt: “Israele bombarda dove aveva spinto civili a rifugiarsi”
Israele ha bombardato aree in cui aveva spinto i civili di Gaza ad andare per sfuggire alle devastazioni provocate dall'operazione di terra lanciata da Tel Aviv nella Striscia. Lo dimostrano le prove visive raccolte dal New York Times, che ha analizzato l'uso da parte di Israele di bombe da 2.000 libbre, circa 900 chili, nel sud di Gaza. Si tratta delle bombe tra le più distruttive presenti negli arsenali militari occidentali
Cnn: “Su Gaza bombe da 900 chili, non si vedeva dai tempi del Vietnam”
Nel primo mese della sua guerra a Gaza, Israele ha sganciato centinaia di enormi bombe, come riporta un'analisi della Cnn e della società di intelligenza artificiale Synthetaic. Marc Garlasco, ex analista dell'intelligence della difesa statunitense ed ex investigatore dei crimini di guerra delle Nazioni Unite, ha affermato che la densità del primo mese di bombardamenti israeliani a Gaza "non si vedeva dai tempi del Vietnam". Le immagini satellitari di quei primi giorni di guerra rivelano infatti più di 500 crateri da impatto di oltre 12 metri di diametro, coerenti con quelli lasciati dalle bombe da 2.000 libbre, circa 900 chili. Sono quattro volte più pesanti delle bombe più grandi che gli Stati Uniti hanno sganciato sull'Isis a Mosul, in Iraq
Israele ordina l'evacuazione del campo el-Bureij
Un ordine di evacuazione immediata del campo profughi di el-Bureij e di altri cinque rioni vicini è stato emesso oggi dal portavoce militare israeliano Avichay Adaree, che ha dato istruzione ai loro abitanti di raggiungere per la propria incolumità la vicina località di Dir el-Balah. Queste istruzioni significano che l'esercito israeliano inizia a manovrare adesso anche nel settore centrale della Striscia, immediatamente a Sud di Wadi Gaza. Adraee ha precisato che nella zona di Khan Yunis (nel settore Sud della Striscia) ci sono intensi combattimenti. Di conseguenza il traffico sulla arteria Sallah e-Din resta bloccato. Per gli spostamenti di civili fra Dir el-Balah e Rafah (nell'estremità meridionale della Striscia) i civili - ha aggiunto Adraee - possono fare ricorso alla strada costiera
A Gaza stanno riprendono le comunicazioni e i servizi internet
Le comunicazioni telefoniche e i servizi di internet stanno riprendendo gradualmente a Gaza ma non ancora in tutte le zone della Striscia. Lo fanno sapere fonti locali dopo il blackout dei questi giorni
Onu: “Mezzo milione di persone rischiano di morire di fame a Gaza”
Più di mezzo milione di persone a Gaza - un quarto della popolazione - rischiano di morire di fame, secondo un rapporto stilato da varie agenzie delle Nazioni Unite e ong. Secondo i dati del rapporto, la difficoltà a procurarsi da mangiare tra la popolazione ha superato quanto è avvenuto in Afghanistan e Yemen negli ultimi anni. Il rapporto - citato dal Guardian - avverte che il rischio di carestia "sta aumentando ogni giorno", imputando la fame agli aiuti insufficienti che entrano a Gaza. Il rapporto pubblicato da 23 agenzie Onu e non governative ha rilevato che l'intera popolazione di Gaza è in crisi alimentare, con 576.600 persone a livelli "catastrofici" di fame
Mezzaluna Rossa: “Membri del nostro staff sono stati picchiati e torturati”
"Le autorità di occupazione israeliane hanno rilasciato alcuni membri delle nostre équipe detenuti all'interno del centro ambulanze di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Alcuni hanno subito percosse e torture, mentre otto rimangono ancora in custodia". È quanto fa sapere la Mezzaluna Rossa palestinese sui social. "Secondo i membri del team rilasciati", aggiunge, "ai residenti nelle vicinanze è stato chiesto di avvicinarsi al centro ambulanze come punto di sfollamento. Successivamente, l'esercito israeliano ha ordinato ai maschi di uscire per essere interrogati, a cui è seguita una chiamata simile per le donne, che sono state portate in un luogo sconosciuto"
Usa: “Eravamo pronti a votare la risoluzione su Gaza”
L'ambasciatrice degli Stati Uniti all'Onu Linda Thomas-Greenfield, ha dichiarato che dopo aver "lavorato duro e diligentemente nel corso della scorsa settimana" con l'Egitto e gli Emirati Arabi Uniti sulla risoluzione per Gaza, Washington era pronta "a sostenere la bozza così come era scritto". Lo riporta il New York Times. Non è chiaro a questo punto cosa possa aver impedito per l'ennesima volta il voto nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
Ministero della Sanità di Gaza: “390 morti nelle ultime 48 ore, oltre 20mila dal 7 ottobre”
Negli attacchi israeliani delle ultime 48 ore a Gaza sono stati uccisi 390 palestinesi e 734 sono rimasti feriti. Lo ha reso noto il ministero della Sanità della Striscia guidato da Hamas, che porta a 20.057 il numero delle vittime dal 7 ottobre e a 53.320 quello dei feriti
Onu, mezzo milione di persone a Gaza senza cibo
Un rapporto delle Nazioni Unite rileva che più di mezzo milione di persone, un quarto della popolazione, a Gaza stanno soffrendo la fame perché non c'è abbastanza cibo che entra nel territorio dallo scoppio della guerra, più di 10 settimane fa. L'economista capo del Programma alimentare mondiale Arif Husain afferma che "praticamente tutti a Gaza hanno fame". Ha avvertito che se la guerra tra Israele e Hamas continuerà allo stesso livello e le consegne di cibo non verranno ripristinate, la popolazione potrebbe affrontare "una vera e propria carestia entro i prossimi sei mesi".
Onu rinvia ancora voto su risoluzione per Gaza
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha nuovamente rinviato il voto sulla risoluzione per Gaza. Gli Stati Uniti ora sostengono la risoluzione, ma altri Paesi chiedono un testo più forte con anche l'appello per la sospensione urgente delle ostilità tra Israele e Hamas. Il progetto di risoluzione è stato discusso a porte chiuse per oltre un'ora dai membri del consiglio, poiché ci sono stati cambiamenti significativi, molti rappresentanti hanno affermato di aver bisogno di consultare le proprie capitali prima del voto, previsto per oggi.
L'ambasciatrice americana Linda Thomas-Greenfield ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti sostengono il nuovo testo e che, se verrà messo ai voti, lo appoggeranno.
Consiglio Onu si è riunito a porte chiuse su Gaza
Una riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza dell'Onu si è svolta questo pomeriggio al palazzo di Vetro per cercare di trovare un accordo sulla risoluzione per permettere agli aiuti umanitari di entrare a Gaza. Lo riporta il New York Times. Sulla misura continua ad esserci il veto degli Stati Uniti ed è improbabile che il voto già rimandato martedì e mercoledì possa avvenire nelle prossime ore.
Idf, dal primo dicembre uccisi 2mila miliziani di Hamas
Dalla fine del cessate il fuoco lo scorso primo dicembre, le forze israeliane hanno ucciso oltre 2mila miliziani di Hamas in raid e operazioni di combattimento. Lo ha reso noto il portavoce delle Idf, l'ammiraglio Daniel Hagari, precisando che così sale a 8mila il numero dei miliziani di Hamas uccisi dall'inizio del conflitto, oltre ai mille uccisi durante gli attacchi terroristici del 7 ottobre.
Usa, non dettiamo i tempi delle operazioni
Gli Stati Uniti non dettano "termini e tempistiche" sulle operazioni israeliane a Gaza. Lo afferma il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby. L'amministrazione Biden ha continuato a resistere alle richieste di sostenere un cessate il fuoco a Gaza. Tuttavia, i funzionari statunitensi hanno affermato che Israele deve ridurre le vittime nelle sue operazioni. Kirby ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti vogliono vedere Israele passare a "operazioni a minore intensità". Ma ha precisato che gli Stati Uniti non detteranno "termini e tempistiche" alle autorità israeliane. "Decideranno quando e come avere una minore intensità e cosa significherà", ha detto.
Ferito il direttore del Ministero della Sanità di Gaza
Il direttore generale del Ministero della Sanità di Gaza, Munir Albroosh, e membri della sua famiglia, sono rimasti feriti in un attacco israeliano contro la casa di sua sorella a Jabalia. Lo riporta Haaretz aggiungendo che la figlia di Albroosh è stata uccisa nell'attacco.
Washington Post: “Netanyahu sperava nel pressing Usa sull’Egitto per l’accoglienza degli sfollati di Gaza”
Benjamin Netanyahu sperava in un pressing Usa su Abdel Fattah al-Sisi affinché l'Egitto accogliesse palestinesi di Gaza sfollati a causa del conflitto nella Striscia, delle ostilità tra Israele e Hamas innescate dal terribile attacco del 7 ottobre in Israele. Il premier israeliano - ha scritto il Washington Post - chiese a Joe Biden pressioni sul Cairo per accogliere sul suo territorio parte della popolazione dell'enclave palestinese per la durata delle ostilità. Un'opzione non presa in considerazione dall'Egitto