Live

Guerra Ucraina - Russia, le news del 24 dicembre

Guerra Ucraina - Russia, le news del 24 dicembre
Kiev: “La guerra finirà solo alle nostre condizioni”. E per la Bild Putin potrebbe lanciare un attacco a un Paese europeo l'anno prossimo
1 minuti di lettura

Segui la diretta dalla guerra in Ucraina del 25 dicembre

Un attacco dell’esercito russo ha ucciso quattro persone e ne ha ferite nove nella città di Kherson. Kiev ha abbattuto 14 dei 15 droni lanciati nella notte dal nemico.
Dopo le indiscrezioni su una possibile apertura al cessate il fuoco, la Bild segnala invece che Putin potrebbe attaccare tra un anno un Paese europeo.

Kiev: “La guerra finirà solo alle nostre condizioni e con la punizione dei criminali russi”

La Russia vorrebbe effettivamente porre fine alla guerra contro l'Ucraina il prima possibile. Ma la guerra deve terminare alle condizioni di Kiev e in conformità con il diritto internazionale. Lo ha dichiarato Andriy Yusov, rappresentante della Direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino (Gur), come riporta Rbc Ucraina. I commenti di Yusov arrivano dopo che il New York Times aveva riferito, citando alcune fonti, che il presidente russo Vladimir Putin avrebbe inviato "segnali" all'Occidente sul suo desiderio di congelare la guerra in Ucraina e avviare negoziati. Secondo Yusov, Mosca vuole davvero che la guerra finisca rapidamente, nonostante le dichiarazioni della propaganda russa.
Questo è ciò che vuole anche l'Ucraina, ma alle sue condizioni e nel rispetto del diritto internazionale. "Certo, vorrebbero porre fine all'invasione il prima possibile. Il punto è a quali condizioni. In termini di interessi ucraini e di diritto internazionale: La Russia è un criminale e deve essere punita. L'Ucraina, ovviamente, è interessata alla fine di questa guerra genocida, ma con il ripristino della nostra integrità territoriale e la punizione dei criminali", ha concluso il rappresentante del Gur. Stati Uniti e Unione europea vorrebbero chiudere quanto prima il conflitto, specialmente in vista delle presidenziali Usa di novembre, ma la controffensiva ucraina non ha dato i risultati sperati che avrebbero facilitato il pressing per portare ucraini e russi al tavolo delle trattative.

Borrell: “Putin continuerà la guerra fino alla vittoria finale”

"Vladimir Putin ha deciso di continuare la guerra fino alla vittoria finale. Il successo dipende dal portare quante più persone possibile sul campo di battaglia". Così l'alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera e di sicurezza Josep Borrell in un'intervista al Guardian. "Se non cambiamo rotta rapidamente, se non mobilitiamo tutte le nostre capacità, questo consentirà a Putin di vincere la guerra in Ucraina", ha aggiunto, sottolineando che il presidente russo non può accontentarsi di "un pezzo di Ucraina". "Dobbiamo prepararci a lungo per un conflitto ad alta intensità. Putin ha deciso di continuare la guerra fino alla vittoria finale", ha rimarcato.

(agf)

Zelensky: “Brutali attacchi terroristici dei russi su Kherson”

I bombardamenti russi di stanotte su Kherson sono "brutali attacchi terroristici" che hanno preso di mira "deliberatamente" le "infrastrutture civili che garantiscono la vita" e le "strade ordinarie". Lo ha scritto su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky commentando i raid di Mosca sul fronte meridionale che hanno portato alla morte di almeno quattro persone.
Secondo il presidente ucraino, i bombardamenti hanno danneggiato una scuola, un ospedale, le reti di riscaldamento della città, edifici residenziali privati e a più piani. "Ci sono feriti, tra cui un bambino. Tutte le vittime sono state soccorse. Purtroppo ci sono dei morti. Le mie condoglianze alle famiglie. Tutti i servizi necessari, i nostri soccorritori lavoreranno 24 ore su 24 per ripristinare la fornitura di elettricità e calore", ha scritto Zelensky.

(afp)

Quattro morti nei bombardamenti russi su Kherson

Almeno quattro persone sono state uccise e altre nove ferite negli attacchi russi avvenuti tra sabato e domenica nella città meridionale di Kherson, bombardata quasi quotidianamente dall'esercito di Mosca, ha detto il governatore regionale Oleksandr Prokudin.

Isw: le forze russe usano armi chimiche proibite nella regione di Kherson

I militari russi sono leggermente avanzati sulla riva sinistra del Dnepr nella regione di Kherson e in questa direzione utilizzano armi chimiche. Lo afferma un recente studio dell'Institute for the Study of War (Isw). I filmati di geolocalizzazione mostrano che le truppe russe sono avanzate nella parte occidentale di Krynyk, sulla riva sinistra del Dnepr. Allo stesso tempo, il rapporto sottolinea che l'810esima Brigata marina della flotta del Mar Nero della Federazione russa ha confermato di utilizzare deliberatamente armi chimiche contro le forze armate. Lo riporta Unian. L'Isw ha osservato che si tratta di una chiara violazione della Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche, di cui la Russia è parte.

Lettonia, attentato a giornalisti della redazione russa della Bbc

Ieri sera verso le 23 un uomo non identificato ha lanciato una granata da addestramento in un bar dove si erano riuniti i giornalisti della redazione russa della Bbc a Riga, in Lettonia.
Dopo aver lanciato l'ordigno, l'uomo sarebbe scappato a bordo di un autoveicolo. I giornalisti coinvolti ritengono che l'attacco sia legato alle loro attività professionali. Secondo le prime informazioni, l'attentato non avrebbe provocato vittime.

Sbloccata la frontiera con l’Ucraina dopo le proteste dei trasportatori polacchi

Il posto di frontiera tra Polonia e Ucraina di Medyka è stato sbloccato dopo le proteste dei trasportatori polacchi. "Secondo le informazioni della guardia di frontiera polacca, oggi alle 9.30 si è conclusa un'azione di protesta davanti al posto di controllo Medyka-Shegyny. La registrazione e il passaggio dei veicoli commerciali attraverso il confine in direzione di entrata in Ucraina vengono effettuati come al solito", afferma in un messaggio il Servizio statale di frontiera dell'Ucraina, citato da Unian.

Visita a Mosca del ministro degli Esteri indiano

Il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, è atteso a breve a Mosca. Lo riporta il sito di India Today, precisando che il capo della diplomazia di Nuova Delhi vedrà il suo omologo russo, Sergei Lavrov, ed altri esponenti russi a San Pietroburgo. Tra i temi dell'incontro, precisa India Today, ci saranno il conflitto in Ucraina, la possibilità di commerciare usando le rispettive valute nazionale e l'espansione del gruppo Brics. La data della visita non è stata ancora confermata, ma dovrebbe tenersi nei prossimi giorni.

Nella notte l’Ucraina ha abbattuto 14 dei 15 droni lanciati dai russi

La Russia ha lanciato nella notte 15 droni contro l'Ucraina, soprattutto nel Sud del Paese, ma le difese aeree ne hanno distrutti 14, secondo le forze armate ucraine. "L'aeronautica militare ucraina e le forze di difesa hanno distrutto 14 shahed nelle regioni di Mykolaiv, Kirovohrad, Zaporizhzhia, Dnipro e Khmelnytskyi", ha detto l'aeronautica ucraina su Telegram. I droni sono stati lanciati dalla costa orientale del Mar d'Azov in Russia.

Ucraina: rottura con la tradizione russa, il Natale sarà festeggiato domani

Quest'anno gli ucraini celebreranno il Natale domani 25 dicembre e non il 7 gennaio come hanno fatto finora, così come la Chiesa ortodossa russa, segnando una rottura con la tradizione nel pieno della guerra con Mosca. La nuova data per la celebrazione cristiana, determinata secondo il calendario gregoriano, è stata approvata dal Parlamento ucraino a luglio e promulgata dal presidente Volodymyr Zelensky. "Il popolo ucraino è stato a lungo soggetto all'ideologia russa in quasi tutte le sfere della vita, anche con il calendario giuliano e la celebrazione del Natale il 7 gennaio", si legge nella proposta di legge.
Ma "la potente rinascita della nazione ucraina continua" e "la continua e fruttuosa lotta per la sua identità contribuisce alla consapevolezza e al desiderio di ogni ucraino di vivere la propria vita, con le proprie tradizioni, le proprie festività", ha aggiunto. La decisione di spostare la data in cui i cristiani celebrano la nascita di Cristo fa parte di una serie di iniziative dell'Ucraina per prendere le distanze da Mosca, come la ridenominazione di strade e città che rimandano all'epoca in cui il Paese, indipendente dal 1991, faceva parte dell'Unione Sovietica.
La legge illustra anche la spaccatura tra la Chiesa ucraina e quella russa, che si è allargata dopo l'invasione russa del febbraio 2022. La Chiesa ortodossa ucraina, per secoli sotto la tutela religiosa della Russia, si è dichiarata indipendente dal patriarcato di Mosca e "autocefala" nel 2019.
Anche la Chiesa ucraina rimasta fedele a Mosca ha dichiarato la propria indipendenza nel maggio 2022, ripudiando il sostegno del Patriarca russo Cirillo all'invasione. Alcune chiese ortodosse, tra cui quelle in Russia e in Serbia, continuano a utilizzare il calendario giuliano per le loro celebrazioni religiose e non quello gregoriano, ideato alla fine del XVI secolo.
Durante il regime sovietico (1917-1991), che sosteneva l'ateismo, le celebrazioni del Natale sono state fuse con quelle del Capodanno, che è ancora la festa principale per molte famiglie ucraine. Durante la cena di Natale, gli ucraini sono soliti servire dodici piatti senza carne, tra cui la "kutià", a base di chicchi di grano, miele, uva sultanina, noci tritate e semi di papavero.

Stoltenberg: “Il piano è continuare ad aiutare l’Ucraina”

"Il piano è continuare ad aiutare l'Ucraina perché l'unico modo per porre fine alla guerra è convincere il presidente Putin che non può vincere sul terreno. E l'unico modo per convincerlo è fare in modo che l'Ucraina abbia munizioni, armi, abbia ciò di cui ha bisogno". Lo ha sottolineato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in un'intervista a Christiane Amanpour, sulla Cnn. "Le linee del fronte non sono cambiate in modo significativo ma gli ucraini sono stati in grado di infliggere pesanti perdite alle forze russe e sono in grado di controllare i porti sul mar Nero", ha sottolineato Stoltenberg.

Russia, esclusa dalle elezioni la candidata pacifista anti-Putin Ekaterina Duntsova

La Commissione elettorale centrale russa ha rifiutato di registrare Ekaterina Duntsova, pubblicamente contraria alla guerra in Ucraina, come candidata alla presidenza della Russia. Lo ha annunciato la stessa Commissione che si è riunita oggi, come riporta Novaya Gazeta.
Le autorità hanno riscontrato "errori" nei documenti presentati da Duntsova per accedere all'appuntamento elettorale, in cui si ripresenterà per un quinto mandato (scontato) anche l'attuale leader russo, Vladimir Putin. Duntsova, 40 anni, è un ex giornalista con esperienza in consiglio comunale. Il 16 novembre, aveva annunciato di volersi candidare come indipendente; aveva spiegato la sua decisione col fatto che "negli ultimi dieci anni il Paese si è mosso nella direzione sbagliata: la strada non è stata quella dello sviluppo, ma quella dell'autodistruzione". Si è detta subito a favore della cessazione delle ostilità in Ucraina, per riforme democratiche nel Paese e per il rilascio dei prigionieri politici. Subito dopo l'annuncio della candidatura, Duntsova era stata convocata presso l'ufficio del pubblico ministero e la VTB Bank aveva bloccato i trasferimenti a suo nome.
Mosca ha per anni escluso le figure dell'opposizione dalle elezioni e dalla vita politica, una repressione che si è accelerata dopo che il Cremlino ha ordinato alle truppe russe di entrare in Ucraina nel 2022.

Bild: “Putin potrebbe lanciare un attacco ad un Paese europeo l'anno prossimo”

Il presidente russo Vladimir Putin, secondo quanto scrive la tedesca Bild, potrebbe lanciare un attacco ad un Paese europeo nel periodo invernale dell'anno prossimo. Secondo lo scenario, che viene attribuito a fonti di intelligence del Vecchio continente, lo zar potrebbe prendere in considerazione la 'finestra' rappresentata dalla transizione presidenziale Usa, tra novembre dell'anno prossimo e gennaio del 2025

I commenti dei lettori