Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 26 dicembre
Natale di sangue a Gaza. Un attacco israeliano sul campo profughi di Al-Maghazi ha provocato – ha detto il portavoce del ministero della Sanità di Gaza – almeno 106 vittime: “E’ stato l'attacco aereo più letale dall'inizio dell'operazione di terra nell'enclave”. Il bilancio totale sale così a 20.674 morti.
L'Egitto aveva proposto un piano in tre fasi per la fine del conflitto, che è stato respinto da Hamas e Jihad Islamica. A Rabat intanto diecimila manifestanti sono scesi in piazza per dire no alla "guerra di sterminio".
Sarah Netanyahu, moglie del premier israeliano Benyamin Netanyahu, ha scritto una lettera al Papa chiedendo il "personale intervento" per la liberazione degli ostaggi. Francesco aveva detto l’omelia della messa di Natale: “Il nostro cuore è a Betlemme, dove ancora Gesù principe della pace viene rifiutato dalla logica perdente della guerra”. Per Abu Mazen, presidente dell’Autorità Palestinese: "Il sole della libertà e dello Stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale sta inevitabilmente arrivando”.
Wsj, "I tre prerequisiti per la pace" di Netanyahu
"Distruggere Hamas, smilitarizzare Gaza e deradicalizzare l'intera società palestinese": sono i "tre pre-requisiti per la pace" delineati dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un editoriale pubblicato sul Wall Street Journal. "Gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia, la Germania e molti altri paesi sostengono l'intenzione di Israele di smantellare il gruppo terroristico. Per raggiungere questo obiettivo, le sue capacità militari devono essere distrutte e il suo dominio politico su Gaza deve finire". In secondo luogo, Israele deve anche assicurarsi che Gaza non sia "mai più usata come base per attaccare" Israele. "Tra le altre cose, ciò richiederà l'istituzione di una zona di sicurezza temporanea sul perimetro di Gaza e un meccanismo di ispezione al confine tra Gaza e l'Egitto che soddisfi le esigenze di sicurezza di Israele e impedisca il contrabbando di armi nel territorio".
Alla luce dell'ipotesi che l'Autorità Palestinese amministrerà Gaza dopo la guerra, Netanyahu osserva che "l'aspettativa che l'Autorità Palestinese smilitarizzi Gaza è un sogno irrealizzabile". L'Anp, accusa, "attualmente finanzia e glorifica il terrorismo in Giudea e Samaria ed educa i bambini palestinesi a cercare la distruzione di Israele". "Le scuole devono insegnare ai bambini ad amare la vita piuttosto che la morte, e gli imam devono smettere di predicare l'uccisione degli ebrei". "La società civile palestinese deve essere trasformata in modo che il suo popolo sostenga la lotta al terrorismo piuttosto che finanziarlo". "Ciò richiederà probabilmente una leadership coraggiosa e morale", aggiunge Netanyahu, attaccando il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, che "non riesce nemmeno a condannare le atrocità del 7 ottobre".
Iran, “Israele inizi il conto alla rovescia”
Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian ha minacciato Israele dopo l'assassinio del generale dei Guardiani della rivoluzione Razi Mousavi in Siria scrivendo su X che il governo dello Stato ebraico dovrebbe iniziare "il conto alla rovescia" alludendo chiaramente ad una ritorsione da parte di Teheran. Lo riferisce Haaretz.
Idf, auto di un ostaggio trovata in compound ospedale Gaza
L'esercito israeliano (Idf) ha riferito di aver scoperto l'auto rubata della famiglia di un ostaggio israeliano, Samer Al-Talalka, in un complesso ospedaliero nel nord della Striscia di Gaza. Al-Talalka è uno dei tre ostaggi uccisi per errore dai soldati israeliani a Gaza all'inizio del mese. L'esercito ha dichiarato che nel veicolo sono stati trovati frammenti di granata e macchie di sangue di un altro ostaggio. "Il ritrovamento del veicolo collega direttamente l'ospedale ai brutali eventi del 7 ottobre", afferma l'esercito.
Oms, testimonianze "strazianti" dopo bombe campo profughi
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha raccolto testimonianze "strazianti" dalle sue èquipe al lavoro nell'ospedale della Striscia di Gaza dove si trovano le vittime del bombardamento del campo profughi al-Maghazi. "Il team dell'Oms ha ascoltato le storie strazianti del personale medico e delle vittime" coinvolte nelle esplosioni, ha raccontato su X (ex Twitter) il capo dell'organizzazione delle Nazioni Unite Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Un bambino ha perso tutta la sua famiglia, altrettanto è accaduto a un'infermiera". Secondo Hamas, almeno 70 persone sono rimaste uccise nel raid di domenica sera al campo profughi situato nel centro della Striscia di Gaza. "Il numero di pazienti curati dall'ospedale supera di gran lunga la sua capacità in termini di posti letto e personale", ha sottolineato. "Molti non sopravvivranno all'attesa".
"Quest'ultimo attacco contro una comunità di Gaza mostra chiaramente perchè è necessario un cessate il fuoco immediato". Sean Casey, membro della missione dell'Oms, ha spiegato di essere stato testimone delle cure fornite a un bambino di 9 anni gravemente ferito di nome Ahmed. "E' stato trattato semplicemente con la sedazione per alleviarne la sofferenza prima che morisse", ha raccontato in un video girato in ospedale, trattenendo a stento le lacrime. "Stava attraversando la strada davanti al rifugio dove si trova la sua famiglia e l'edificio accanto a lui è stato colpito", ha detto.
"E' stato colpito da schegge, da detriti, il suo tessuto cerebrale è stato spappolato. Nessuno può fare nulla per lui.
Come in tanti casi qui, non c'è modo di prendersi cura di casi neurologici complessi, casi di traumi complessi". "Le sale operatorie funzionano 24 ore su 24. Il pronto soccorso è ben al di sopra della sua capacità". "Questa situazione è inaccettabile", ha detto con rabbia. "Tutto questo deve finire".
Israele riunisce il gabinetto di guerra. Si discute di Gaza e di Iran
Il gabinetto di guerra israeliano, presieduto da Benyamin Netanyahu, si è riunito questa sera con due temi in agenda. Da un lato si discute la parte della proposta egiziana che riguarda la possibilità di liberazione di altri ostaggi detenuti a Gaza. Dall’altro si dovrebbe parlare della situazione al nord di Israele. Si temono attacchi di Hezbollah dopo il raid israeliano che a Damasco ha ucciso un alto dirigente dei Pasdaran iraniani. Per quanto riguarda il piano di mediazione egiziano, Hamas e la Jihad islamica l'hanno già respinto.
Riappare Yahya Sinwar. Il messaggio del leader di Hamas: “Non ci arrenderemo”
E' riapparso Yahya Sinwar, il leader di Hamas a Gaza. Nel suo primo messaggio dal 7 ottobre, l'uomo che è considerato la mente dell'attacco a Israele ha detto che il gruppo islamista non si arrenderà. "E' una battaglia feroce, violenta e senza precedenti contro Israele", ha detto Sinwar, che secondo Israele si nasconde nei tunnel sotterranei nell'area di Khan Younis, dove ora si concentra gran parte dei combattimenti. "Le Brigate Al Qassam (braccio armato di Hamas) distruggeranno l'esercito di occupazione, sono sul punto di schiacciarlo e non si sottometteranno alle condizioni dell'occupazione". Sinwar è il numero due di Hamas, ma si comporta come leader de facto, visto che controlla le operazioni politiche e militari all'interno della Striscia. Il capo dell'ufficio politico del movimento, Ismail Haniyeh, vive invece in esilio in Qatar. Il leader di Hamas ha anche sostenuto che le Brigate Al Qassam hanno attaccato circa 5mila soldati israeliani, "un terzo di loro ucciso, un altro terzo gravemente ferito e l'ultimo terzo reso permanentemente incapace", oltre a distruggere 750 veicoli militari. Cifre che sono ben lontane dal bilancio ufficiale delle vittime dell'esercito israeliano, che ha confermato finora 156 soldati morti dall'inizio dell'offensiva, oltre ai 333 deceduti durante il brutale attacco terroristico.
Fonti giornalistiche: Israele si prepara alla reazione iraniana
Di fronte alle accuse iraniane a Israele per l'uccisione di Sayyed Razi Mousavi, alto comandante dei Pasdaran in Siria, lo Stato ebraico non commenta ufficialmente, ma si prepara alla reazione di Teheran. Lo riferisce il giornalista Barak Ravid, citando una fonte della sicurezza israeliana secondo la quale tra le risposte iraniane possibili c'è il lancio di missili dalla Siria e dal Libano. Mousavi, ucciso in un raid aereo vicino a Damasco, era responsabile del trasferimento di armi dall'Iran ai libanesi di Hezbollah e alle milizie filo-Teheran in Siria, ha aggiunto la fonte.
Uccisione del generale iraniano. Teheran: “Israele pagherà”
I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno avvertito che Israele pagherà per l'uccisione di Sayyed Razi Mousavi, comandante dei Pasdaran in Siria. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando il comunicato nel quale si annuncia la morte dell'alto esponente dei Pasdaran in un raid dello Stato ebraico vicino Damasco. “Senza dubbio il regime sionista selvaggio e usurpatore pagherà per questo crimine” è il messaggio letto alla Tv di stato.
Attacco israeliano in Siria uccide un generale iraniano
Un leader dei Guardiani della Rivoluzione iraniani è stato ucciso durante un attacco israeliano in Siria. Lo fanno sapere le agenzie di stampa iraniane. L’attacco è avvenuto a Saydah Zaynab, vicino alla capitale Damasco. La vittima è il generale Razi Moussavi, uno dei consiglieri più esperti dei Guardiani. Era il coordinatore delle forze iraniane impegnate in Siria ed era uno stretto collaboratore di Qassem Soleimani, il capo della Forza al-Quds ucciso in un raid americano in Iraq nel 2020.
L’esercito israeliano entra nei campi profughi del centro della Striscia di Gaza
Reparti di terra dell'esercito israeliano sono entrati “all'alba di oggi nei campi profughi nel settore centrale” della Striscia di Gaza. Lo ha affermato alla Knesset (parlamento israeliano) un membro del gabinetto di guerra , il leader del partito ortodosso 'Shas' Arieh Deri. “Nel nord della Striscia più o meno abbiamo conseguito una affermazione militare. Nel sud si trovano molte forze dell'esercito. Adesso possiamo dire dunque che Tsahal (acronimo delle forze armate, ndr) si trova in tutta la Striscia”.
Netanyahu visita le truppe a Gaza: “La guerra sarà ancora lunga”
La guerra a Gaza “sarà lunga, non volge ancora al termine” ha annunciato il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una seduta alla Knesset (il parlamento israeliano). Di ritorno da un incontro con militari impegnati a Gaza, Netanyahu ha detto di aver sentito da loro una netta volontà di "andare fino in fondo". "Anche se sulla stampa e alle televisioni locali emergono perplessità, ha affermato, noi non cessiamo di combattere. E approfondiremo i combattimenti anche nei prossimi giorni. Dobbiamo avere pazienza, restare uniti e perseverare nello svolgimento della nostra missione”. Durante il suo discorso, i familiari degli ostaggi detenuti a Gaza hanno fischiato Netanyahu.
Hamas boccia il piano di pace egiziano: “Nessuna concessione a Israele”
Hamas e la Jihad islamica avrebbero bocciato il piano di pace in tre punti proposto ieri dalle autorità egiziane. Lo riporta Reuters citando due fonti della sicurezza egiziana. Entrambi i gruppi, che negli ultimi giorni hanno avuto colloqui separati con i mediatori al Cairo, avrebbero rigettato qualsiasi concessione a Israele contenuta nella proposta appoggiata anche dal Qatar. Il piano tra le altre cose prevedeva elezioni nella Striscia e in Cisgiordania dopo la nascita di un governo tecnico con la garanzia che i membri di Hamas non sarebbero stati processati per gli attacchi del 7 ottobre. Hamas non ha commentato la proposta. Un suo portavoce si è limitato ad affermare che il gruppo vuole “mettere fine all’aggressione di Israele contro la nostra gente e abbiamo discusso con i nostri fratelli egiziani le vie per raggiungere questo risultato”. Il piano egiziano oggi dovrebbe essere esaminato anche dal gabinetto di guerra egiziano.
Israele rifiuta il visto a due funzionari Onu
Il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, ha annunciato di aver negato il visto e non voler prolungare un altro a due funzionari dell'Onu in Israele. Lo annuncia lo stesso ministro su X affermando di non voler più "lavorare con chi coopera con la propaganda di Hamas". Cohen ha sostenuto che "il comportamento delle Nazioni
Unite dal 7 ottobre in poi è una vergogna per quella organizzazione e per la comunità internazionale. A cominciare dal Segretario generale che ha legittimato crimini di guerra e crimini contro la umanità fino all'Alto Commissario per i diritti dell'uomo che ha pubblicato accuse infamanti ed infondate, e fino alla Un Women che per due mesi ha ignorato gli stupri contro donne israeliane".
Nel campo di al-Maghazi si scava a mani nude a caccia di superstiti
Si scava anche a mani nude tra le macerie nel campo profughi di Maghazi, che secondo Hamas è stato colpito ieri da un raid israeliano che ha causato almeno 68 morti. "Ci sono ancora feriti e cadaveri sotto le macerie", ha detto un portavoce dell'ospedale Al-Aqsa ad al Jazeera. Le immagini mostrano interi edifici sventrati e decine di cadaveri recuperati chiusi nei sacchi di plastica.
Media: nelle ultime 24 ore 100 vittime a Gaza
Durante la notte ci sono state altre morti e distruzioni nel centro della Striscia di Gaza, concentrate nei campi profughi di al-Maghazi e al-Bureij. Lo riferisce il sito di Al Jazeera evidenziando che nelle ultime 12 ore sono state uccise circa 100 persone, la stragrande maggioranza delle quali donne e bambini. Secondo la testata le bombe sono cadute su case ed edifici, distruggendo quartieri e infrastrutture, tra le quali le strade che conducono dentro e fuori dai campi profughi. Le autorità di Gaza hanno comunicato che nel campo di al-Maghazi ci sarebbero state almeno 68 vittime.
In giornata il gabinetto di guerra di Israele valuta il piano di pace egiziano
In giornata il premier Benjamin Netanyahu dovrebbe riunire il gabinetto di guerra per discutere il piano di pace in tre fasi messo sul tavolo dall’Egitto. Nei giorni scorsi al Cairo si sono recati i leader politici di Hamas, della Jihad islamica e diversi rappresentanti dei governi occidentali. Il piano prevede un cessate fuoco per il rilascio degli ostaggi, la creazione di un governo tecnici palestinese che abbia autorità sia sulla Striscia di Gaza che in Cisgiordania e il negoziato per un accordo politico che porti alla fine completa delle ostilità.
Idf: “Colpiti diversi obiettivi terroristici a Khan Yunis”
L'esercito israeliano ha dichiarato che nell'ultimo giorno sono stati attaccati diversi obiettivi nella nel sud della Striscia di Gaza. I soldati della brigata corazzata hanno trovato armi dopo aver fatto irruzione in un edificio della città. Il portavoce dell'Idf ha dichiarato che l'esercito ha ucciso un comandante di Hamas. Nella città settentrionale di Beit Lahia, le forze hanno localizzato depositi con altre armi: fucili, caricatori ed esplosivi.
“Un massacro in un quartiere residenziale densamente popolato"
Il portavoce del ministero della Sanità controllato da Hamas, Ashraf al-Qudra, ha dichiarato che il bilancio delle vittime del bombardamento dell'esercito israeliano sul campo profughi di Al-Maghazi, nella Striscia di Gaza centrale, a est di Dir al-Balah, è destinato a salire. Ha accusato Israele di "aver commesso un massacro in un quartiere residenziale densamente popolato". Al-Jazeera ha riferito che l'attacco ha preso di mira quattro case e, secondo un corrispondente dell'agenzia di stampa AFP, almeno 40 corpi sono stati portati in un ospedale di Dir al-Balah. La Mezzaluna Rossa palestinese ha pubblicato filmati dei feriti trasportati negli ospedali. Gli aerei da guerra israeliani stanno bombardando le strade principali tra il centro di Gaza e il campo, scrive Haartez, ostacolando il passaggio delle ambulanze e dei veicoli di emergenza.
Il triste Natale di Betlemme
Ogni 24 dicembre, Betlemme organizza una tradizionale sfilata con bande musicali, prima dell'arrivo a piedi del Patriarca latino di Gerusalemme per officiare una messa nella chiesa di Santa Caterina, la basilica cattolica della Natività. Ma quest’anno niente canti natalizi, niente pellegrini, niente del tipico Natale a Betlemme: la guerra a Gaza ha trasformato questa vigilia in un giorno triste nel luogo in cui si venera la nascita di Gesù. Quest'anno, il Patriarca Pierbattista Pizzaballa - inviato religioso del Vaticano in Terra Santa - è arrivato in una processione solenne, senza musica né eventi festivi, in lutto per i palestinesi morti nella guerra. "E' un Natale molto triste - ha detto - il cessate il fuoco non basta, bisogna fermare queste ostilità”.
Gaza, il cardinale Pizzaballa: "Il cessate il fuoco non basta, bisogna fermare queste ostilità"
Il piano dell’Egitto in tre fasi: in cosa consiste
L’Egitto sarebbe pronto a proporre un piano in tre fasi per arrivare alla fine del conflitto. La prima fase dovrebbe prevedere una tregua di due settimane con il rilascio di 40 israeliani e la liberazione di 120 palestinesi detenuti nelle cacreri dello Stato ebraico. La seconda fase servirebbe alla creazione di un governo tecnico che abbia potere sia nella Striscia di Gaza sia in Cisgiordania. Quindi si passerebbe a negoziare una pace duratura.
Raid su un campo profughi: 68 morti, tra cui 12 donne e 7 bambini
Almeno 68 persone sono state uccise nell'attacco aereo israeliano al campo profughi di Maghazi, a est di Deir al-Balah, nel centro della Striscia. Le 68 vittime includono almeno 12 donne e 7 bambini, secondo i primi dati forniti dagli ospedali. In precedenza, il ministero della Sanità di Gaza aveva comunicato un bilancio di 70 morti. L'esercito israeliano non ha ancora rilasciato commenti.
Betlemme, la guerra ferma il Natale: niente albero e festeggiamenti cancellati, senza turisti la città è deserta
Celebrazioni di Natale annullate a Betlemme per la guerra tra Israele e Hamas. Il luogo di nascita biblico di Gesù, situato nell’odierna Cisgiordania normalmente molto vivace, assomiglia a una città fantasma nella domenica della Vigilia. Mancano le luci festive e l'albero di Natale che normalmente decorano la Piazza della mangiatoia, così come le folle di turisti stranieri che si riuniscono ogni anno per celebrare la festività. (Leggi l’articolo)