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Israele - Hamas, le news del 26 dicembre. Israele: “La guerra andrà avanti per molti mesi”. L’Iran dopo l’uccisione del generale Mousavi: “Israele inizi il conto alla rovescia”

Usa: “Distrutti 12 droni e 5 missili degli Houti sul Mar Rosso”. Colpita sede della Mezzaluna rossa a Khan Yunis. Il bilancio del raid sul campo profughi di Maghazi sale a 106 morti. Netanyahu sul Wsj: “Tre prerequisiti per la pace”
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Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 27 dicembre

Il presidente iraniano Raisi giura vendetta dopo l’uccisione del generale Mousavi in Siria: “Israele pagherà”. Centinaia di morti a Gaza nei raid israeliani. Hamas boccia il piano egiziano, Netanyahu sul Wsj spiega “i tre prerequisiti per la pace”. Riappare Yahya Sinwar, il leader di Hamas a Gaza, l'uomo considerato il “cervello” dell'attacco a Israele: "Non ci arrenderemo".

Francia "gravemente preoccupata" per la linea di Israele

La Francia è "gravemente preoccupata per l'annuncio delle autorità israeliane di un'intensificazione e di un prolungamento dei combattimenti a Gaza". Lo afferma il ministero degli Esteri francese in un comunicato.
Parigi "ribadisce con forza il suo appello a una tregua immediata che porti a un cessate il fuoco", ha aggiunto il Quai d'Orsay, deplorando "i bombardamenti sistematici che hanno ancora fatto molte vittime civili negli ultimi giorni" e chiamando Israele a "adottare misure concrete per proteggere la vita della popolazione civile a Gaza".
Accogliendo con favore una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottata venerdì, la Francia ha anche invitato Israele a "facilitare l'inoltro degli aiuti in tutta la Striscia di Gaza e adottare misure urgenti per garantire un accesso umanitario completo, sicuro e senza ostacoli".
"Il ricorso a tutte le vie di accesso e di circolazione deve essere facilitato, anche attraverso la messa in servizio integrale e urgente del valico di Kerem Shalom", tra Israele e la Striscia di Gaza, ha precisato il ministero.

(afp)

Usa: “Distrutti 12 droni e 5 missili Houti sul Mar Rosso”

Gli Usa hanno distrutto 12 droni e cinque missili lanciati dagli Houti sul Mar Rosso. Lo riferisce il Pentagono in una nota.

Israele restituisce 80 corpi palestinesi. Hamas: "Ha rubato i loro organi"

L'esercito israeliano ha restituito oggi 80 cadaveri di palestinesi morti nella guerra a Gaza dopo averli estratti dalle fosse comuni o dagli obitori dell'enclave palestinese per verificare che non erano ostaggi israeliani. La restituzione è avvenuta attraverso l'intermediazione della Croce Rossa al valico di Kerem Shalom. Lo hanno reso noto le autorità di Gaza. Dopo aver recuperato i corpi, i responsabili locali dell'enclave palestinese li hanno sepolti in una fossa comune a Rafah, nel sud del territorio, hanno constatato i giornalisti dell'Afp.
L'Ufficio stampa governativo di Gaza – informa Al Jazeera – ha accusato Israele di aver rubato organi dagli 80 corpi palestinesi restituiti.
"L'ufficio stampa denuncia nei termini più forti il disprezzo dell'esercito di occupazione israeliano per la dignità dei corpi dei nostri 80 martiri che Israele ha rubato durante la sua guerra genocida perché li ha consegnati mutilati", si legge in un comunicato. "Dopo aver esaminato i corpi, è chiaro che le caratteristiche delle persone uccise erano cambiate notevolmente, indicando chiaramente che l'occupazione israeliana aveva rubato loro organi vitali", si legge nella dichiarazione.
L'ufficio stampa ha affermato che questa non è la prima volta che Israele "mutila" corpi palestinesi e ha chiesto un'indagine internazionale indipendente sul sequestro di corpi palestinesi e sul furto dei loro organi.

Msc: la nave attaccata è la portacontainer United VIII

La compagnia di navigazione Msc conferma l'attacco ad una sua nave nel Mar Rosso. Si tratta della nave portacontainer United VIII. "Tutto l'equipaggio è al sicuro e non sono stati segnalati feriti ed è in corso una valutazione approfondita della nave", si legge in una nota.

L'Onu nomina la vice premier olandese Kaag coordinatrice aiuti a Gaza

L'Onu ha nominato una ex ministra olandese come coordinatrice della risposta umanitaria a Gaza a pochi giorni dall'approvazione di una risoluzione sulla crisi in Medio Oriente. "Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha annunciato oggi la nomina della signora Sigrid Kaag", ex ministra delle Esteri e vice premier e ministra delle finanze dal gennaio 2022. In precedenza ha ricoperto numerosi incarichi di alto livello alle Nazioni Unite, tra cui quello di coordinatrice speciale per il Libano e per l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche e la missione delle Nazioni Unite in Siria.

(afp)

Al Jazeera: “Houthi attaccano nave Msc nel mar Rosso”

L'emittente Al Jazeera ha riferito, citando una fonte yemenita, che gli Houthi hanno attaccato una nave Msc nel Mar Rosso per impedirle di raggiungere Israele. La notizia è rilanciata anche dai siti israeliani. Gli Houthi hanno rivendicato l'attacco alla nave Msc. Un portavoce delle forze armate del gruppo yemenita afferma che una nave commerciale, la Msc United, è stata "bersagliata con missili navali dopo aver ignorato tre chiamate di avvertimento".
Il portavoce ha inoltre affermato che sono stati effettuati attacchi con droni anche contro la città israeliana meridionale di Eilat e "altre aree della Palestina occupata".

Israele: “Non più visti automatici a Onu, ma caso per caso”

Israele non concederà più automaticamente i visti ai funzionari dell'Onu ma deciderà caso per caso. Lo ha detto, citato dai media, il portavoce del governo Eylon Levi accusando l'Onu di essere "partner complice" delle tattiche di Hamas.
La mossa rientra nelle forti tensioni tra l'Organizzazione delle Nazioni Unite e Israele a seguito della guerra a Gaza e appare destinata ad aumentare il contrasto. Israele oltre ha più volte denunciato quelle che ha definito critiche ingiuste e sproporzionate da parte del Palazzo di Vetro.

Esercito di Israele: “La guerra andrà avanti per molti mesi”

"La guerra" a Gaza "andrà avanti ancora per molti mesi". Lo ha detto il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano Herzi Halevi.

(afp)

Media: “Ucciso a Gaza un membro del Consiglio di Hamas”

Secondo informazioni da Gaza, riprese da Haaretz, l'esercito israeliano ha ucciso Hamis al-Najar, membro del Consiglio legislativo di Hamas in un raid a Khan Yunis nel Sud della Striscia. Secondo le stesse informazioni nell'attacco sono stati uccisi la moglie, i suoi due figli e numerosi nipoti.

Israele: 9 soldati feriti da razzo dal Libano

Nove soldati israeliani sono stati feriti - uno in modo grave - da un razzo anti tank lanciato dal Libano mentre stavano soccorrendo un civile di circa 80 anni colpito da un altro razzo degli Hezbollah contro una chiesa a Shomera nel nord del Paese. Lo ha fatto sapere il portavoce militare spiegando che il primo razzo ha colpito la chiesa greca ortodossa di Ikrit e il successivo il gruppo di soldati che era giunto sul posto.

Il presidente iraniano Raisi da Erdogan il 4 gennaio

Il presidente iraniano, Ebrahim Raisi, sarà ad Ankara il 4 gennaio per incontrare Recep Tayyip Erdogan, per colloqui che saranno concentrati sulla situazione a Gaza e in Siria. Lo rendono noto fonti turche, riporta il sito del Guardian.

Razzo da Gaza colpisce una sinagoga di un kibbutz a ridosso della Striscia

Un razzo lanciato da Gaza ha colpito la vecchia sinagoga del kibbutz Saad, che si trova a ridosso della Striscia. Lo hanno riferito i media secondo cui non ci sono vittime.

Taglio di tutte le telecomunicazioni a Gaza

La Palestine Telecommunications Company (PalTel) annuncia la "la completa interruzione dei servizi di telecomunicazione e di Internet nella Striscia di Gaza a causa dell'aggressione in corso". La società ha fatto sapere in una nota su X che le "squadre di tecnici stanno lavorando per ripristinare i servizi nonostante le pericolose condizioni sul campo".

India, esplosione nei pressi dell’ambasciata israeliana di New Delhi

Il ministero degli Esteri israeliano ha fatto sapere di una "esplosione " vicino alla propria ambasciata a New Delhi, in India. "Non ci sono vittime - ha proseguito il portavoce del ministero - né tra il personale diplomatico dell'ambasciata né tra i lavoratori locali. Le circostanze dell'incidente sono sotto indagine da parte delle autorità indiane in stretta cooperazione con le forze di sicurezza israeliane".

Hezbollah colpisce chiesa ortodossa a Iqrit, nord di Israele

L'esercito israeliano conferma che un missile anti-tank di Hezbollah ha colpito la chiesa ortodossa di Santa Maria di Iqrit, nel nord di Israele. "L'attacco non solo è una chiara violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ma anche una violazione della libertà di culto", si legge in una dichiarazione dell'Idf in una dichiarazione pubblicata su X.

Iran: “Israele e Stati Uniti non possono vincere”

Israele e gli Stati Uniti si trovano "in una situazione in cui non possono vincere". Lo ha affermato il Segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Akbar Ahmadian, durante un colloqui con l'ex premier dell'Iraq, Adel Abdul-Mahdi, a Teheran, come riporta Mehr. Facendo riferimento all'uccisione da parte di Israele del dirigente delle Guardie della Rivoluzione iraniana Seyyed Razi Mousavi in Siria, Ahmadian ha detto che "esiste l'opinione secondo cui l'assassinio è stato fatto in cooperazione dal regime sionista e dagli Stati Uniti ma alcuni ritengono che con questa azione il regime sionista abbia voluto fare un passo verso l'espansione della guerra".

Un “oggetto volante” abbattuto sul Sinai

Un "oggetto volante" è stato abbattuto al largo della costa egiziana del Sinai, al confine con Israele, hanno riferito martedì media egiziani vicini ai servizi di intelligence e testimoni. "Un oggetto volante è stato abbattuto due chilometri al largo della costa di Dahab", una città costiera situata nel Sinai a 150 chilometri a sud del confine con Israele, ha riferito il canale televisivo Al-Qahera News. "Abbiamo sentito il suono sordo di un'esplosione proveniente dal mare, poi abbiamo visto uno strano oggetto cadere in mare", ha detto all'AFP uno dei testimoni. La penisola desertica del Sinai confina all'estremità nordorientale con la Striscia di Gaza e condivide il confine orientale con Israele. L'Egitto, storico mediatore tra palestinesi e israeliani e che detiene l'unica apertura sul mondo di Gaza che non sia nelle mani di Israele, si trova in prima linea dopo il sanguinoso attacco di Hamas sul territorio israeliano del 7 ottobre e la devastante Bombardamenti di ritorsione a Gaza. A metà dicembre, secondo una fonte della sicurezza, un drone "di origine sconosciuta" è stato abbattuto dalle forze aeree egiziane al largo della costa di Dahab. Alla fine di ottobre sei persone sono rimaste ferite in Egitto dopo l'abbattimento di due droni nel Sinai. L'Egitto ha poi indicato che provenivano dal "sud del Mar Rosso". Nelle ultime settimane, i ribelli Houti yemeniti hanno aumentato gli attacchi vicino allo stretto strategico di Bab el-Mandeb, che separa la penisola arabica dall’Africa. I ribelli yemeniti, sostenuti dall’Iran, hanno avvertito che prenderanno di mira le navi che navigano nel Mar Rosso al largo delle coste dello Yemen con collegamenti con Israele, in solidarietà con Gaza. Diversi missili e droni furono abbattuti dalle navi da guerra americane, francesi e britanniche che pattugliavano la zona.

Fonti palestinesi: “I morti a Gaza arrivati a 20915”

Il ministero della Sanità a Gaza, che è gestito da Hamas, sono arrivati a 20.915 persone: è l'ultimo bilancio fornito dal movimento islamista che gestisce l'enclave palestinese.

Un razzo dal Libano colpisce la chiesa di Ikrit

Un razzo anticarro sparato dal Libano ha colpito in Galilea la chiesa del villaggio di Ikrit, a ridosso del confine. Lo ha riferito alla radio pubblica Kan un testimone oculare. "Una colonna di fumo si eleva dall'edificio, che ha subito gravi danni", ha aggiunto il testimone secondo cui una persona è rimasta ferita ed è stata trasportata in elicottero a Naharya. Il villaggio cristiano di Ikrit fu occupato nel 1948 da forze israeliane e gli abitanti furono espulsi per "ragioni di sicurezza". Da allora, malgrado ricorsi alla Corte Suprema, è rimasto disabitato ma nella chiesa di Ikrit si svolgono ancora riti.

Gallant: “Attaccati su 7 fronti, abbiamo già reagito su sei”

In un intervento alla Commissione parlamentare per la sicurezza e la difesa, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha detto oggi che Israele è attaccato su sette fronti, e che su sei di essi ha già reagito. ''Siamo stati attaccati da Gaza, Libano, Siria, Cisgiordania, Iraq, Yemen ed Iran''. ''Abbiamo reagito ed operato contro sei di quei fronti'', ha aggiunto, senza tuttavia menzionare quali di essi fosse il settimo. ''Voglio dirlo in maniera esplicita: chiunque opera contro di noi rappresenta un obiettivo potenziale. Non c'è immunità per alcuno'

Morto un soldato israeliano colpito da un razzo di Hezbollah

E' morto oggi in un ospedale israeliano un soldato colpito venerdì alla testa dalla scheggia di un razzo anticarro sparato dagli Hezbollah dal territorio libanese. Lo ha riferito il portavoce militare. Nel frattempo gli attacchi dal Libano proseguono anche oggi. Dopo lanci di razzi verso le pendici del monte Hermon (nel nord di Israele) il villaggio di frontiera di Dovev è stato colpito da un ulteriore attacco degli Hezbollah. Fonti sul posto riferiscono di danni.

Proteste contro Netanyahu nel Nord di Israele

I residenti del Nord di Israele, che sono stati costretti a lasciare le loro case a causa dei persistenti attacchi transfrontalieri dal Libano, stanno protestando contro il governo, sostenendo di essere stati abbandonati. Imanifestanti chiedono la cacciata del governo, portando cartelli con una foto del premier Benjamin Netanyahu, principale bersaglio delle critiche: "Chi ha abbandonato il Sud non salverà il Nord", uno degli slogan.

Khan Yunis, colpito un minibus con quattro persone a bordo

Quattro persone sono morte oggi a Khan Yunis, nel settore sud della Striscia di Gaza, in una deflagrazione avvenuta all'interno di un minibus. Lo dicono fonti locali secondo cui l’esplosione è avventa nel settore occidentale della città, a breve distanza dalla moschea Halil al-Rahman. L'identità degli uccisi non è ancora nota. Alcuni giorni fa nella vicina città di Rafah una jeep era stata centrata da un razzo sparato da un velivolo israeliano. In seguito si è appreso che si era trattata di "un'esecuzione mirata" diretta contro un esponente di Hamas che, secondo Israele, era coinvolto in traffico di armi. Potrebbe essere un’esecuzione mirata anche questa

Lancio di razzi dal Libano, Israele risponde colpendo una infrastruttura di Hezbollah

Nuovi lanci di razzi dal Libano sono stati segnalati oggi nelle pendici del monte Hermon, al confine nord di Israele, e a Shomera, villaggio israeliano situato a pochi chilometri dal confine. Lo ha riferito il portavoce militare secondo cui in reazione la aviazione israeliana ha colpito una ''infrastruttura terroristica degli Hezbollah''. Inoltre, ha aggiunto il portavoce, un missile terra-aria è stato lanciato dal Libano in direzione di un velivolo militare israeliano che operava nella zona e che ''ha completato indenne la propria missione''

Morto militare israeliano infettato da fungo che prolifera fra i liquami di Gaza

Un soldato israeliano è morto dopo essere stato infettato da un pericoloso ceppo di un fungo mentre combatteva nella Striscia di Gaza. Lo riferisce la stampa israeliana. Il militare era stato ricoverato due settimane fa perché gravemente ferito agli arti; ma nonostante le cure, i medici non sono riusciti a debellare il fungo. Si calcola che siano una decina i soldati contagiati dallo stesso fungo, che probabilmente prolifera nel terreno contaminato dai liquami fognari e contagia i militari feriti

Colpita sede della Mezzaluna rossa palestinese a Khan Yunis, vittime

Proiettili dell'artiglieria israeliana hanno colpito i piani superiori della sede della Mezzaluna Rossa palestinese a Khan Yunis, nel settore sud della Striscia di Gaza, e hanno provocato alcune vittime fra gli sfollati che si trovavano al suo interno. Lo ha riferito su X la Mezzaluna Rossa palestinese. Nel palazzo in questione, ha aggiunto, avevano trovato riparo migliaia di sfollati.

Due palestinesi uccisi a Hebron

Due palestinesi - uno di 17 anni - sono stati uccisi in scontri con l'esercito israeliano nel campo profughi di Al-Fawwar, a sud di Hebron in Cisgiordania. Lo ha riferito l'agenzia Wafa che cita fonti mediche. Si tratta di Ibrahim Majid Abdel Majeed Al-Titi (31 anni) e Ahmed Muhammad Youssef Yaghi (17) "uccisi - ha sostenuto la stessa fonte - dai proiettili dell'occupazione". Negli stessi scontri ci sono stati anche due feriti. L'esercito israeliano non ha commentato

Nella notte attaccati oltre cento obiettivi a Gaza

Decine di aerei da combattimento israeliani hanno attaccato più di 100 obiettivi a Gaza, secondo quanto hanno riferito stamattina le Forze di difesa israeliane. Una cellula di Hamas a Jabalia che aveva tentato di piazzare esplosivi vicino a un carro armato israeliano è stata eliminata durante la notte, afferma il rapporto dell'Idf, aggiungendo che le truppe di terra avevano preso di mira i combattenti prima che fossero uccisi dal raid aereo. Anche combattenti di Hamas erano stati uccisi il giorno precedente nella città meridionale di Khan Younis, ha aggiunto l'esercito che ha intensificato le sue operazioni.

Proteste per la posizione Usa sulla guerra a Gaza davanti alle case di Sullivan e Austin

Negli Usa ci sono state proteste contro membri dell'amministrazione Biden per il loro sostegno alla guerra a Gaza. Alcune decine di manifestanti hanno inscenato una protesta davanti alle case del segretario americano alla Difesa, Lloyd Austin, e del consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan.

(afp)

Netanyahu al Parlamento: la Croce Rossa ha rifiutato di portare farmaci agli ostaggi israeliani a Gaza

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto durante un discorso al plenum della Knesset – il Parlamento israeliano – che un rappresentante del Comitato internazionale della Croce Rossa si è rifiutato di portare una scatola di medicinali salvavita agli israeliani presi in ostaggio a Gaza. Il Jerusalem Post riferisce le parole del primo ministro: "Ho incontrato la Croce Rossa; ho consegnato loro una scatola di medicinali per alcuni degli ostaggi. Alcuni di loro ne hanno davvero bisogno. Ho detto a una rappresentante di portare questa scatola a Rafah; lei ha detto di no. E’ stata un conversazione difficile".

Londra conferma un nuovo “incidente” a Nord di Al Hodeidah

La Marina britannica sta indagando su un "incidente" avvenuto a Nord dell'importante porto di Al Hodeidah, in Yemen. Hodeidah è uno dei principali porti yemeniti sul Mar Rosso e la città è controllata dai ribelli sciiti Houti, che finora non hanno rivendicato l'azione. E' l'ennesimo incidente su questa strategica rotta commerciale dove gli Houti continuano, da diverse settimane, a lanciare raffiche di missili e droni e anche contro navi battenti bandiera dello Stato ebraico o di proprietà di compagnie israeliane nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandeb; attacchi che hanno indotto le principali compagnie di navigazione a sospendere le loro operazioni nell'importante via d'acqua mentre, su iniziativa degli Stati Uniti, è stata creata una coalizione internazionale, a cui partecipa anche l'Italia, per proteggere la navigazione commerciale dagli attacchi dei ribelli i sostenuti dall'Iran.

La Marina indiana schiererà tre navi da guerra nel Mar Arabico

La Marina indiana ha annunciato che schiererà tre navi da guerra nel Mar Arabico per "mantenere la deterrenza" dopo l'ondata di attacchi dei ribelli Houti filoiraniani alle navi mercantili che transitano verso il canale di Suez. All'operazione prenderanno parte tre cacciatorpediniere lanciamissili e aerei da ricognizione marittima.

(agf)

In Iraq attacchi Usa contro un gruppo filo-iraniano: un morto

In Iraq, gli Usa hanno colpito tre siti utilizzati da forze sostenute dall'Iran; e nei raid è rimasto ucciso almeno un membro del gruppo filo-iraniano Kataeb Hezbollah e 24 sono rimasti feriti. Un funzionario del ministero dell'Interno, a Bagdad, ha fatto sapere che gli attacchi hanno preso di mira un sito di Hashed al-Shaabi nella città di Hilla, capitale della provincia di Babilonia. Altre quattro sono rimaste ferite in un secondo attacco nella provincia meridionale di Wassit. Gli attacchi sono stati effettuati in risposta a un attacco di droni contro le forze statunitensi in cui tre soldati erano rimasti feriti, uno in maniera grave. Hashed al-Shaabi, le Forze di Mobilitazione Popolare, sono una coalizione di forze in gran parte sostenute dall'Iran e alleate con l'esercito iracheno.

Al Jazeera: notte di raid su Gaza, scontri in Cisgiordania

Ci sono stati pesanti bombardamenti israeliani nella notte nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l'emittente al-Jazeera, secondo cui ci sono state incursioni nel campo profughi di al-Maghazi e vicino a Bureij e Nuseirat, nel centro dell'enclave, e a Rafah e Khan Younis, nel Sud. I media palestinesi riferiscono anche di pesanti scontri con le forze israeliane nel campo di Nur Shams a Tulkarem, in Cisgiordania, nella città di Tammun e nel campo di Aida a Betlemme.

Cisgiordania, media: “Israele arresta politica palestinese Khalida Jarrar”

Fonti dell'emittente araba Al Jazeera affermano che la politica palestinese Khalida Jarrar è stata arrestata dalle forze israeliane a Ramallah, in Cisgiordania. Arrestata già diverse volte in passato, la 60enne fa parte del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) e del Consiglio legislativo palestinese (Plc). Nel 2021 era stata rilasciata da Israele dopo due anni di carcere preventivo, fermata in seguito a un attacco terroristico che costò la vita alla 17enne israeliana Rina Shnerb. Movimento politico e militare di orientamento marxista-leninista, l'Fplp è considerato da Israele - ma anche da Stati Uniti ed Ue - un'organizzazione terroristica.

Netanyahu: “Sicurezza nella Striscia di Gaza sarà responsabilità di Israele”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele rimarrà responsabile della sicurezza nella Striscia di Gaza nel "prossimo futuro". "L'aspettativa che l'Autorità palestinese smilitarizzi Gaza è un sogno irrealizzabile", ha scritto Netanyahu nel suo editoriale sul Wall Street Journal spiegando che "per il prossimo futuro Israele dovrà mantenere la massima responsabilità in materia di sicurezza a Gaza". Netanyahu ha anche difeso l'operazione militare del suo Paese riguardo alle vittime civili nella Striscia - che secondo i funzionari sanitari locali sono oltre 20mila - scrivendo che Israele distribuisce volantini e invia messaggi di testo per avvisare degli attacchi. Hamas si posiziona deliberatamente in aree civili, secondo il premier israeliano.

Netanyahu parla alla Knesset: contestato dai familiari degli ostaggi

Hamas-Anp contro Netanyahu, vuole cancellare palestinesi

L'Autorità nazionale palestinese (Anp) e Hamas hanno respinto le dichiarazioni del premier israeliani Benjamin Netanyahu, che secondo alcun media locali ha detto ieri in una riunione del suo partito Likud di essere pronto a incoraggiare la migrazione volontaria dei palestinesi dalla Striscia di Gaza. Lo riporta l'emittente araba Al Jazeera. Il Ministero degli Esteri dell'Anp ha affermato che è necessaria una "posizione internazionale coraggiosa per fermare immediatamente l'aggressione contro la Striscia e il crimine di pulizia etnica e di sfollamento prima che sia troppo tardi". Il movimento islamista palestinese ha detto invece che non permetterà a Israele "di approvare alcun piano che cancelli o allontani il popolo dalla sua terra e dai suoi luoghi santi".

Media: il bilancio del raid su Maghazi salito a 106 morti

E' salito ad almeno 106 morti il bilancio delle vittime del bombardamento aereo israeliano che ha colpito lunedì il campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza. Lo riporta sul suo sito web l'agenzia di stampa americana Associated Press, citando i registri del vicino ospedale di Al-Aqsa. Un precedente bilancio fornito dal ministero della Sanità di Gaza controllato da Hamas parlava di almeno 70 morti. Si tratta di uno dei raid israeliani più sanguinosi dall'inizio dell'operazione militare. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno avviato una "verifica" sull'attacco aereo condotto sul campo profughi di Maghazi, ha riferito ieri la radio militare di Israele. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dato notizia di testimonianze "strazianti" raccolte dalle sue équipe nell'ospedale della Striscia dove si trovano le vittime del bombardamento.

(afp)

Lapid: “Israele non fa abbastanza per riavere gli ostaggi”

Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid ha affermato che il Paese "non sta facendo abbastanza" per riportare indietro gli ostaggi presi da Hamas, come riporta The Times of Israel. Lapid, che ha rifiutato di entrare nel gabinetto di guerra, ha detto che gli ostaggi dovevano essere riportati a casa "immediatamente": "Dobbiamo fare di tutto e faremo di tutto per riportarli indietro, tutti", ha affermato.

Dodici razzi lanciati dalla Striscia di Gaza verso Ashkelon

Dalla Striscia di Gaza sono stati lanciati almeno 12 razzi contro la città costiera meridionale israeliana di Ashkelon, come riporta il Times of Israel. Le sirene d'allarme hanno suonato nella zona di Ashkelon, così come nelle vicine comunità di Netiv Hàassara, Zikim e Karmia. Le riprese delle telecamere di sorveglianza di Netiv Hàassara mostrano il lancio di razzi.

Ministro israeliano domani a Washington per colloqui su Gaza

Il ministro degli Affari strategici israeliano Ron Dermer, molto vicino al primo ministro Benyamin Netanyahu, è atteso a Washington oggi per colloqui sulla prossima fase della guerra a Gaza. Lo riferisce Axios. Gli Stati Uniti stanno esortando Israele a ridurre gli intensi combattimenti contro Hamas a Gaza che sta causando un crescente numero di vittime. Dermer, secondo quanto si apprende, incontrerà il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan, il segretario di Stato americano Antony Blinken e alcuni membri del Congresso. Le discussioni, sempre secondo quanto riferisce Axios, includeranno la questione di chi governerà la Striscia dopo la guerra. Un funzionario americano che ha preferito mantenere l'anonimato afferma che il principale punto di discussione tra i due Paesi è "come concludere le cose e in quale arco di tempo". Dermer è un ex ambasciatore israeliano negli Stati Uniti.

Sul Wsj "i tre prerequisiti per la pace" di Netanyahu

"Distruggere Hamas, smilitarizzare Gaza e deradicalizzare l'intera società palestinese": sono i "tre pre-requisiti per la pace" delineati dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un editoriale pubblicato sul Wall Street Journal. "Gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia, la Germania e molti altri paesi sostengono l'intenzione di Israele di smantellare il gruppo terroristico. Per raggiungere questo obiettivo, le sue capacità militari devono essere distrutte e il suo dominio politico su Gaza deve finire". In secondo luogo, Israele deve anche assicurarsi che Gaza non sia "mai più usata come base per attaccare" Israele. "Tra le altre cose, ciò richiederà l'istituzione di una zona di sicurezza temporanea sul perimetro di Gaza e un meccanismo di ispezione al confine tra Gaza e l'Egitto che soddisfi le esigenze di sicurezza di Israele e impedisca il contrabbando di armi nel territorio".

Netanyahu: "Paghiamo un prezzo molto alto per la guerra, ma non abbiamo altra scelta"

Alla luce dell'ipotesi che l'Autorità Palestinese amministrerà Gaza dopo la guerra, Netanyahu osserva che "l'aspettativa che l'Autorità Palestinese smilitarizzi Gaza è un sogno irrealizzabile". L'Anp, accusa, "attualmente finanzia e glorifica il terrorismo in Giudea e Samaria ed educa i bambini palestinesi a cercare la distruzione di Israele". "Le scuole devono insegnare ai bambini ad amare la vita piuttosto che la morte, e gli imam devono smettere di predicare l'uccisione degli ebrei". "La società civile palestinese deve essere trasformata in modo che il suo popolo sostenga la lotta al terrorismo piuttosto che finanziarlo". "Ciò richiederà probabilmente una leadership coraggiosa e morale", aggiunge Netanyahu, attaccando il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, che "non riesce nemmeno a condannare le atrocità del 7 ottobre".

Il leader di Hamas Sinwar torna a farsi sentire: “Non ci arrenderemo”

E' riapparso Yahya Sinwar, il leader di Hamas a Gaza. Nel suo primo messaggio dal 7 ottobre, l'uomo che è considerato la mente dell'attacco a Israele ha detto che il gruppo islamista non si arrenderà. "E' una battaglia feroce, violenta e senza precedenti contro Israele", ha detto Sinwar, che secondo Israele si nasconde nei tunnel sotterranei nell'area di Khan Younis, dove ora si concentra gran parte dei combattimenti. "Le Brigate Al Qassam (braccio armato di Hamas) distruggeranno l'esercito di occupazione, sono sul punto di schiacciarlo e non si sottometteranno alle condizioni dell'occupazione". Sinwar è il numero due di Hamas, ma si comporta come leader de facto, visto che controlla le operazioni politiche e militari all'interno della Striscia. Il capo dell'ufficio politico del movimento, Ismail Haniyeh, vive invece in esilio in Qatar.

Iran: “Israele cominci il conto alla rovescia”

Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian ha minacciato Israele dopo l'assassinio del generale dei Guardiani della rivoluzione Razi Mousavi in Siria scrivendo su X che il governo dello Stato ebraico dovrebbe iniziare "il conto alla rovescia", alludendo chiaramente a una ritorsione da parte di Teheran. Lo riferisce Haaretz.

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