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Israele - Hamas, le news del 27 dicembre. Erdogan: “Netanyahu come Hitler”. Raid a Khan Yunis: 20 morti. Manifestanti pro-Palestina bloccano la strada per l’aeroporto a New York e a Los Angeles

Quasi 21mila morti a Gaza. Cinque soldati israeliani cacciati per violenze sui palestinesi. Media: da Italia “disagio” per il prossimo ambasciatore di Israele a Roma. Egitto e Giordania: “Niente sfollamenti dalla Striscia”
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Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 28 dicembre

Usa: distrutti 12 droni e 5 missili degli Houti sul Mar Rosso, dove è stata attaccata una portacontainer Msc. Si intensificano i combattimenti a Khan Yunis, ci sono almeno 20 morti nel raid vicino all’ospedale Al-Amal. Il bilancio del raid sul campo profughi di Maghazi sale a 106 morti, quasi 21mila le vittime a Gaza. "La guerra andrà avanti ancora per molti mesi", ha detto il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano Herzi Halevi. Tensione alle stelle tra Iran e Israele dopo l'uccisione a Damasco del generale Sayyed Razi Mousavi, alto responsabile dei Pasdaran. Erdogan torna ad attaccare Israele e accosta Nethanyahu a Hitler

Governo di Hamas: “Uccisi 21.110 palestinesi”

Un totale di 21.110 palestinesi sono stati uccisi e 55.243 feriti negli attacchi israeliani a Gaza dal 7 ottobre. Lo ha detto oggi il ministero della Sanità di Gaza. La notizia è rilanciata da Al Arabiya. Le cifre includono 195 palestinesi uccisi e 325 feriti nelle ultime 24 ore, ha aggiunto il ministero.

Manifestanti pro-Palestina bloccano l’autostrada per l’aeroporto a New York e Los Angeles

Manifestanti pro-Palestina hanno bloccato per alcuni minuti le strade d'accesso agli aeroporti di Los Angeles e New York, provocando disagi tra i passeggeri e proteste tra gli automobilisti. I problemi hanno riguardato il John F. Kennedy International Airport e il Los Angeles International Airport. A New York gli attivisti hanno invaso per una ventina di minuti le strade d'accesso allo scalo internazionale e mostrato cartelli che chiedevano la fine della guerra tra Israele e Hamas e maggiori diritti per i palestinesi. Video hanno mostrato la protesta degli attivisti, ma anche la rabbia di automobilisti e viaggiatori. Ventisei persone sono state arrestate. Due autobus hanno offerto un passaggio a chi era rimasto bloccato nella protesta. Situazione simile a Los Angeles, dove ci sono stati momenti di tensione. I manifestanti hanno buttato a terra un agente di polizia e attaccato alcuni veicoli fermi in coda. Trentacinque le persone arrestate per disordini, e una per aver aggredito un poliziotto. Disagi al traffico, considerato che lungo la strada di accesso all'aeroporto sono attesi oggi circa 215 mila passeggeri e 87 mila veicoli.

Macron al telefono con Netanyahu: “Lavorare a una tregua durevole”

Il presidente francese Emmanuel Macron in un telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sollecitato a lavorare per raggiungere una “tregua durevole”.

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Il ministro israeliano Cohen: “Nasrallah deve capire che il prossimo sarà lui”

Il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, ha detto che il capo del gruppo libanese Hezbollah potrebbe essere il prossimo obiettivo di Israele. Visitando il confine con ambasciatori stranieri, Cohen ha dichiarato: “Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah deve capire che il prossimo sarà lui". Cohen ha sottolineato che Hezbollah deve rispettare il cessate il fuoco delle Nazioni Unite del 2006 che invita il gruppo a ritirarsi dalla zona di confine. "Opereremo per sfruttare al massimo l'opzione diplomatica", afferma Cohen. "Se non funziona, tutte le opzioni sono sul tavolo".

Media: “Lo Shin Bet sapeva che Hamas preparava un attacco agli inizi di ottobre”

Una fonte dello Shin Bet israeliano nella Striscia di Gaza aveva dato informazioni specifiche secondo cui Hamas stava pianificando un "attacco significativo" all'inizio di ottobre. A riferirlo è l'emittente israeliana Channel 12 rilanciata da altri media.
Secondo quanto riferito, l'informazione sarebbe stata ricevuta dallo Shin Bet durante l'estate da un agente la cui identità non è stata rivelata, ma che l'aveva ricevuta da qualcuno che sapeva che "Hamas stava pianificando un'importante mossa nella settimana successiva allo Yom Kippur".
Secondo Channel 12, il gestore della fonte ha trasmesso ulteriormente l'informazione, stimando che se davvero si fosse avvicinata l'esecuzione del piano, sarebbero arrivate ulteriori informazioni. Tuttavia, le informazioni specifiche alla fine sono state bloccate a un livello inferiore e non hanno raggiunto le autorità di rango superiore.

Israele: a Gaza scoperto un tunnel militare sotto un ospedale

Sotto all'ospedale Rantisi di Gaza e sotto un liceo vicino sono stati trovati tre imbocchi di tunnel militari di Hamas: lo ha riferito il portavoce militare israeliano secondo cui essi avevano una profondità di decine di metri ed erano collegati ad un tunnel lungo diversi chilometri.
Quella rete di tunnel, sviluppata sotto all'ospedale Rantisi, conduceva a "diversi punti strategici nel centro di Gaza". Da essa, ha proseguito il portavoce, si aveva accesso a sale di comando e controllo per "la gestione di confronti militari e per la conduzione di attacchi terroristici". Quelle strutture sotterranee sono state distrutte.
Due giorni fa l'esercito aveva divulgato informazioni analoghe relative a un altro ospedale di Gaza, l' 'Indonesiano' nel campo profughi di Jabalya: "Fu utilizzato come punto di partenza per l'attacco del 7 ottobre contro Israele e come punto di ritorno e di rifugio dopo quella operazione". "La scoperta degli imbocchi vicino a un ospedale e a una scuola - secondo il portavoce - dimostra oggi una volta di più lo sfruttamento cinico della popolazione civile da parte di Hamas". "Hamas - ha concluso - usa i residenti nella Striscia di Gaza, compresi i profughi e i bambini, come scudi umani".

Egitto e Giordania: “No allo sfollamento dei palestinesi”

Il Presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, e il Re Abdallah II di Giordania hanno dichiarato congiuntamente che si oppongono a qualsiasi tentativo di porre fine alla causa palestinese o di sfollare i palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania sia all'esterno sia all'interno dei loro territori.
"I due leader hanno affermato il loro totale rifiuto di ogni tentativo di porre fine alla causa palestinese o di sfollare i palestinesi fuori dalle loro terre o di sfollarli all'interno, sottolineando che l'unica soluzione che la comunità internazionale deve spingere per la sua attuazione è un cessate il fuoco immediato e l'entrata in vigore gli aiuti umanitari", si legge nella dichiarazione della presidenza egiziana.
I leader si sono riuniti oggi al Palazzo Al-Ittihadiya al Cairo.
Al Sisi e Re Abdallah hanno anche chiesto una "soluzione equa e globale" al conflitto, che secondo loro dovrebbe includere la creazione di uno Stato palestinese indipendente lungo i confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale, si legge nella dichiarazione.
A novembre, Egitto e Qatar hanno svolto un ruolo fondamentale nella conclusione di un accordo di cessate il fuoco temporaneo che ha portato al rilascio di decine di ostaggi israeliani precedentemente detenuti da Hamas e dalla Jihad islamica nella Striscia di Gaza.

Media: da Italia “disagio” per il prossimo ambasciatore di Israele a Roma

Il governo italiano avrebbe segnalato a Israele di essere a disagio per la scelta del prossimo ambasciatore di Israele a Roma, Benny Kashriel, a causa dei suoi stretti legami con il movimento dei coloni. È quanto riporta il Times of Israel, aggiungendo che Benny Kashriel, sindaco del grande insediamento di Ma'ale Adumim in Cisgiordania, è stato scelto come prossimo ambasciatore in Italia già a luglio dal ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen, ma che Roma non avrebbe ancora approvato la nomina. Il Times of Israel afferma di avere appreso che l'Italia ha inviato messaggi informali a Gerusalemme esprimendo preoccupazioni per la nomina di Kashriel, anche se non ci sarebbe ancora una decisione definitiva. Kashriel è da 31 anni sindaco di Ma'ale Adumim, uno dei più grandi insediamenti della Cisgiordania, ed è stato anche a capo del Consiglio di Yesha, un organismo ombrello per il movimento degli insediamenti, dal 1999 al 2001.

Esercito di Israele in allerta elevata al Nord: “Pronti ad attaccare”

L'esercito israeliano è "in allerta elevata" al confine con il Libano degli Hezbollah e deve "essere pronto per un possibile attacco, se necessario". Lo ha detto il capo di stato maggiore dell'esercito Herzi Halevi, secondo cui "la prima missione è di far ritornare i residenti al nord di Israele e questo richiederà tempo".

Iran: “Colpiremo Israele direttamente e tramite gli alleati”

I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani hanno avvertito Israele di una ritorsione "diretta" o per mano dei loro alleati nella regione meridionale dopo l'uccisione del comandante dei Pasdaran in Siria, Sayyed Razi Mousavi. Il corpo di Mousavi è stato portato in Iraq per riti funebri nei luoghi santi dei musulmani sciiti alla vigilia della sua sepoltura in Iran prevista per domani. "La nostra risposta all'assassinio di Mousavi sarà una combinazione di azione diretta e di altri, guidati dall'Asse della Resistenza", ha assicurato il portavoce dei Pasdaran, Ramezan Sharif, citato dall'agenzia di stampa locale Mehr.

Raid Israele in Libano, morto membro Hezbollah e 2 parenti

Un bombardamento israeliano ha ucciso nel Sud del Libano un esponente di Hezbollah, Ali Bazzi, la moglie e il fratello libanese-australiano Ibrahim Bazzi. Lo hanno riferito fonti della sicurezza a Reuters, precisando che il raid aereo israeliano ha colpito un'abitazione nel villaggio di Bint Jbeil. In merito, le forze armate israeliane hanno affermato di aver colpito nella notte un sito militare del gruppo sciita filo-iraniano.

Protesta per ostaggio 23enne in aeroporto Tel Aviv

Decine di amici e parenti di un 23enne israelo-americano tenuto in ostaggio da Hamas si sono raccolti oggi all'aeroporto internazionale di Tel Aviv, per attirare l'attenzione sulla sua situazione. Hersh Goldberg-Polin, questo il nome del giovane in ostaggio, sarebbe dovuto partire oggi per un viaggio zaino in spalla programmato da tempo: "Per oggi, 27 dicembre, Hersh ha un biglietto di sola andata per andare in giro per il mondo. È un viaggio che stava progettando da molto tempo. Lo sognava da tempo", ha dichiarato il padre, Jonathan Polin, "purtroppo non partirà oggi, ma speriamo e preghiamo affinché possa partire presto per questo viaggio". Il 7 ottobre il 23enne stava partecipando al festival musicale vicino al confine con Gaza che è stato preso di mira da Hamas nel suo attacco nel Sud di Israele, e che ha scatenato la guerra tra Israele e Hamas. Sono circa 50 le persone che si sono riunite all'aeroporto Ben-Gurion per la protesta.

Pasdaran iraniani: “Distorte le nostre parole sul raid di Hamas del 7 ottobre”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno fatto marcia indietro dopo aver affermato che il massiccio attacco di Hamas del 7 ottobre in Israele sia stata una risposta all'uccisione del comandante delle forze al-Quds, Qassem Soleimani, il 3 gennaio 2020 in un raid Usa in Iraq. In seguito alla smentita di Hamas, un portavoce dei Pasdaran, Ramazan Sharif, ha sostenuto che le sue dichiarazioni "sono state interpretate male". "Non ho affermato che l'operazione sia stata eseguita come vendetta per l'uccisione di Qassem Soleimani. Ho semplicemente menzionato che uno degli esiti era una forma di ritorsione per l'assassinio", ha spiegato.

Iran: “Se Israele ci attacca, Tel Aviv sarà rasa al suolo”

"Nel caso di qualunque tipo di aggressione contro l'Iran da parte del regime sionista, l'Iran raderà al suolo Tel Aviv". Lo ha affermato Iraj Masjedi, il principale consigliere del comandante delle forze Qods delle Guardie della rivoluzione iraniana, Esmail Qaani. "L'Iran sostiene la resistenza e i palestinesi oppressi ma le forze della resistenza non hanno bisogno dell'assistenza dell'Iran durante la loro guerra contro Israele a Gaza perché sono in grado di sconfiggere il regime da sole", ha aggiunto, citato dalla tv di Stato.
L'Iran ha ripetutamente dichiarato di essere pronto a rispondere a qualunque attacco da parte di Israele. Le forze di terra dell'esercito di Teheran hanno annunciato oggi che posizioneranno cinque unità missilistiche in località sensibili all'interno del Paese per combattere qualunque aggressione.


007: “Minacce dell’estrema destra al comandante in Cisgiordania”

Il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, ha lanciato l'allarme, avvertendo che il comandante in capo dell'esercito israeliano in Cisgiordania, Yehuda Fox, potrebbe essere a rischio a causa delle minacce lanciate contro di lui da attivisti di estrema destra. Si tratta di "un piccolo numero di persone, ma che sono estremiste e kahaniste", ha scritto Bar in una lettera indirizzata al premier Benjamin Netanyahu e al presidente Isaac Herzog, riferendosi ai seguaci del defunto leader di estrema destra il rabbino Meir Kahane, il cui movimento venne messo fuori legge in Israele per terrorismo alla metà degli anni '80 (tra i suoi ammiratori, anche l'attuale ministro per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir).
Secondo il capo dello Shin Bet, ad attirare su Fox le ira degli estremisti di destra sono state alcune sue iniziative, come l'applicazione della detenzione amministrativa nei confronti di coloni violenti e la raccolta di armi da fuoco che erano state distribuite a milizie locali senza supervisione.
"I passi compiuti dal capo del Comando Centrale hanno causato una vera e propria escalation nelle critiche contro di lui, che viene presentato come se avesse sangue ebraico sulle sue mani, al punto da decretare un din rodef contro di lui", ha sostenuto Bar. Quest'ultimo è un principio religioso ebraico che consente l'uccisione extragiudiziale di individui che rappresentano un pericolo per gli altri. Un decreto simile era stato emanato nei confronti dell'ex primo ministro Yitzhak Rabin nei mesi precedenti al suo assassinio da parte di un estremista ebreo nel 1995.
A difesa di Fox si è schierato il capo di Stato maggiore, Herzi Halevi, sottolineando che "qualsiasi persecuzione o diffamazione nei suoi confronti è grave e deve essere condannata chiaramente e da ogni parte". Anche il capo dell'opposizione Yair Lapid è intervenuto, definendo il comandante delle truppe in Cisgiordania come "un coraggioso guerriero, patriota, difensore di Israele". "Le minacce contro la sua vita sono un'altra vergogna di un gruppo messianico, violento e delirante, che mette in pericolo la sicurezza di Israele mentre le forze armate stanno combattendo per le nostre vite".

Gantz: “Le parole di Erdogan dissacrano la memoria dell’Olocausto”

Le parole di Erdogan sono "una sfacciata distorsione della realtà ed una dissacrazione della memoria dell'Olocausto". Così il ministro del gabinetto di guerra israeliano Benny Gantz critica il presidente turco per aver paragonato le azioni di Benjamin Netanyahu a quelle di Adolf Hitler.
"Hamas è l'organizzazione che ha condotto uno spregevole massacro, rimuovere la minaccia di Hamas per i cittadini di Israele è una necessità esistenziale ed un imperativo morale senza paralleli", ha aggiunto Gantz in un post su X in ebraico ed in inglese.


Cinque soldati israeliani cacciati per le violenze sui palestinesi

Le forze armate israeliane hanno cacciato cinque soldati a causa delle violenze inflitte a tre palestinesi a metà ottobre. Lo ha riferito una fonte della Difesa, citata da Haaretz. I militari facevano parte dell'unità Sfar Hamidbar, creata alcuni anni fa e composta in stragrande maggioranza da giovani coloni radicali, spesso provenienti dagli avamposti illegali in Cisgiordania. Alla luce di una serie di incidenti violenti di cui si è resa protagonista, l'esercito - dopo averne sospeso le attività - sta considerando di smantellarla definitivamente.
L'episodio che ha portato al licenziamento dei cinque soldati riguarda le violenze inflitte a tre palestinesi del villaggio di Wadi al-Seeq, in Cisgiordania, il 13 ottobre scorso. Secondo testimonianze palestinesi riportate dal quotidiano, in quell'occasione i militari picchiarono duramente i prigionieri, spensero sigarette e urinarono loro addosso. Le immagini dei tre uomini bendati, ammanettati e lasciati in mutande fecero il giro dei social.
Nella stessa occasione, i militari arrestarono anche degli attivisti di sinistra israeliani presenti sul posto, compreso un minorenne, li ammanettarono, minacciarono di ucciderli e li trattennero per ore. Alcuni furono anche picchiati. All'epoca, le forze armate israeliane aprirono un'indagine e il comandante dell'unità venne sollevato dall'incarico.
La fonte della Difesa ha riferito ad Haaretz che i 5 soldati sono stati cacciati anche perché a novembre si sono resi protagonisti di una corsa non autorizzata in auto che portò al ribaltamento di un mezzo e al ferimento di tre militari. Le forze armate si sono limitate a dichiarare che i cinque sono stati allontanati "in seguito a una serie di problemi di sicurezza e incidenti, questioni etiche e mancanza di disciplina".

Netanyahu replica a Erdogan: “Lui non può fare prediche”

Il premier di Israele, Benjamin Netanyahu, ha replicato al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che in un discorso tenuto ad Ankara lo ha paragonato ad Adolf Hitler: "Erdogan, che sta portando avanti un genocidio dei curdi e tiene in carcere un numero record a livello mondiale di giornalisti che si oppongono al suo governo, è l'ultimo a poterci predicare la morale".
"L'Idf è l'esercito più morale del mondo, che sta combattendo ed eliminando l'organizzazione terroristica più spregevole e brutale del mondo, Hamas-Daesh, che ha commesso crimini contro l'umanità ed Erdogan la elogia e ospita i suoi alti funzionari", ha aggiunto Netanyahu.

Hamas: “Almeno 20 morti in raid israeliano a Khan Yunis”

L’intensificare degli attacchi nel Sud della Striscia di Gaza, secondo quanto riporta il ministero della Sanità dell'enclave, controllato da Hamas, almeno 20 persone sono rimaste uccise e molte altre ferite in un attacco israeliano vicino all'ospedale Al-Amal

Blinken torna in Medio Oriente la prossima settimana

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken è atteso in Medio Oriente la prossima settimana: dovrebbe visitare Israele, la Cisgiordania, gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita e il Qatar.

Militare israeliano in preda agli incubi spara in stanza con commilitoni

Un paracadutista israeliano reduce da prolungati combattimenti a Gaza ha aperto il fuoco dopo essersi svegliato all'improvviso di notte mentre si trovava in un villaggio gestito dall'esercito, durante una vacanza di alcuni giorni organizzata in Israele per la sua compagnia. In preda ad incubi, ha riferito la radio pubblica Kan, il militare ha sparato contro una parete della stanza dove dormiva con alcuni commilitoni. Questi, ha aggiunto la emittente, sono stati feriti in modo superficiale dalle schegge dei proiettili. Il paracadutista e' stato poi affidato ad esperti secondo cui egli soffrirebbe di una sorta di 'reazione ai combattimenti'. La polizia militare e' stata incaricata di aprire un'indagine sull'episodio, avvenuto alcuni giorni fa, ma per ora aspetterà che il soldato si sia ripreso.

L’esercito israeliano intensifica le operazioni a Khan Yunis

I commando dell'esercito israeliano stanno intensificando le operazioni a Khan Yunis, nel sud della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare spiegando che "sono stati eliminati molti terroristi, localizzato e distrutto gli imbocchi di tunnel, effettuato decine di attacchi mirati e distrutto molte infrastrutture terroristiche e dove sono stati rinvenuti armi e documenti di intelligence". I soldati hanno anche fatto irruzione "in una moschea dove c'era un posto di osservazione di Hamas".

L’affondo di Erdogan: “Netanyahu come Hitler, a gaza come nei campi nazisti”

"Quello che fa (il premier israeliano Benjamin) Netanyahu non è da meno rispetto a quello che ha fatto (Adolf) Hitler". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante una cerimonia ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato Trt, contestando gli attacchi di Israele contro la Striscia di Gaza. "Oggi la Germania continua a pagare il prezzo di Hitler, per questo motivo non alzano la loro voce", ha aggiunto il leader turco. Durante il suo discorso, Erdogan ha anche criticato le "università in Occidente", dove "c'è stata una caccia alle streghe contro coloro che hanno criticato Israele". Che ha poi aggiunto: “Hanno radunato i prigionieri nello stadio come fossero in campi di concentramento nazisti. Che differenza c'è? Nessuna”.

Ripristinati i servizi telefonici a Gaza

La societa' di telecomunicazioni palestinese Paltel ha dichiarato che i servizi internet e telefonici sono stati gradualmente ripristinati in tutta Gaza, lo scrive il Times of Israel. "Desideriamo annunciare il graduale ripristino dei servizi di telecomunicazione nelle aree centrali e meridionali della Striscia di Gaza dopo un blackout causato dall'aggressione in corso", ha dichiarato Paltel.Ieri la societa' aveva annunciato il quarto guasto di questo tipo dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas, il 7 ottobre.(

“Lite” Iran-Hamas sul 7 ottobre: “Risposta all’uccisione di Soleimani”. “No, reazione all’occupazione”

Hamas ha smentito l'affermazione dei pasdaran iraniani secondo cui l'attacco del 7 ottobre in Israele è stato una risposta all'uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani 4 anni fa a Baghdad. "Neghiamo - è detto in comunicato citato dai media - quando riferito dal portavoce delle Guardie Rivoluzionarie riguardo l'operazione e i suoi motivi. Abbiamo sottolineato più volte i motivi, il principale dei quali la principale è stata la minaccia alla moschea di Al-Aqsa (Spianata delle Moschee, ndr). Ogni risposta della resistenza palestinese è una reazione all'occupazione e all'aggressione al popolo palestinese e ai luoghi santi".

Si conclude la missione dell’Elemosiniere del Papa in Terra Santa

Sta per concludersi la missione dell'elemosiniere del Papa in Terra Santa. ''Abbiamo pregato per la pace con queste parole: 'O Dio tu hai rivelato che gli operatori di pace saranno chiamati tuoi figli'. Abbiamo chiesto a Dio: concedi a noi di ricercare quella giustizia che solo a noi può garantire una pace stabile e autentica. Ecco, abbiamo pregato per questa pace: stabile e autentica. Non solo di un cessate il fuoco ma di mettere pace nei nostri cuori e fra di noi. La terra di Gaza ha bisogno della pace'', ha spiegato ai media vaticani il cardinale Konrad Krajewski inviato in Terra Santa nei giorni di Natale per portare la vicinanza del Papa. Oggi per l'elemosiniere l'incontro con le suore missionarie della carità a Gerusalemme con la condivisione della sofferenza per le tre suore che si trovano nella Striscia di Gaza e di cui non riescono ad avere notizie. In serata farà ritorno a Roma

Drone proveniente dall’Iraq intercettato davanti alle coste del Libeano

Un drone di fabbricazione iraniana lanciato dall'Iraq e' stato intercettato con successo di recente da Israele sul mar Mediterraneo, di fronte alla costa di Beirut. Lo ha riferito la radio militare. Il drone e' stato lanciato da una milizia filo-iraniana, ha aggiunto l'emittente, secondo cui in apparenza si e' trattato di una iniziativa locale e non di una richiesta giunta dagli Hezbollah. Israele presume che il suo obiettivo fosse la piattaforma Karish per la estrazione di gas naturale, situata di fronte alla costa settentrionale israeliana.

Re Abdullah II di Giordania in Egitto per incontrare al-Sisi e discutere di Gaza

Re Abdullah II di Giordania ha lasciato Amman alla volta del Cairo per un incontro con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi in Cairo. Lo riferisce l'agenzia Petra. In cima all'agenda, gli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza e, si legge, "le modalità per arrivare a un cessate il fuoco" nell'enclave palestinese

Drone su combattenti filo-iraniani nella Siria sud orientale

Un drone non meglio identificato ha attaccato nelle ultime ore una postazione di combattenti filo-iraniani nella Siria sud-orientale. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui l'attacco ha preso di mira un acquartieramento di miliziani iracheni sostenuti dall'Iran e presenti da anni nel distretto frontaliero siriano di Abukamal, a ridosso del confine con l'Iraq. L'attacco odierno, che secondo alcuni media siriani è da attribuire a Israele o agli Stati Uniti, giunge 48 ore dopo l'uccisione di un alto rappresentante dei Pasdaran iraniani in Siria, Razi Mossavi.

Tajani: “Troppi civili morti, reazione Israele sia proporzionata”

In Medio Oriente "ci deve essere una reazione proporzionata e mirata a colpire la base di Hamas. Ci sono troppi civili palestinesi morti. E' anche vero che Hamas usa la popolazione civile per provocare una reazione nel mondo arabo". Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Canale 5, osservando che la bussola "e' una reazione proporzionata, mandare Hamas fuori da Gaza e arrivare a una pace magari con l'interregno delle Nazioni Unite", conclude.

Hezbollah rivendica il lancio di 18 razzi contro il nord di Israele

Gli Hezbollah libanesi rivendicano la responsabilità del lancio di almeno 18 razzi contro Rosh Hanikra, nel nord di Israele, affermando di aver preso di mira una postazione militare vicino a una base della Marina. Lo riferisce il Times of Israel precisando che almeno sei razzi sono stati intercettati dal sistema Iron Dome e che al momento non vi sono notizie di vittime né di danni.

Sirene d’allarme fra Israele e Libano

Le sirene di allarme anti razzi stanno risuonando a Rosh HaNikrà, al confine di Israele con il Libano. Lo ha fatto sapere l'esercito.

Sei palestinesi uccisi a Nour Shams, Cisgiordania

L'agenzia palestinese Wafa - che cita fonti mediche - ha riferito che 6 palestinesi sono "stati uccisi questa mattina da un drone israeliano che ha bombardato" il campo profughi di Nour Shams, a est di Tulkarem in Cisgiordania. Tra i morti - secondo la stessa fonte - c'e' anche un giovane di 17 anni; inoltre sono segnalati diversi feriti. L'esercito israeliano non ha ancora commentato la vicenda.

Iran in una lettera all’Onu: “Abbiamo diritto di rispondere dopo uccisione generale Mousavi”

"Ai sensi del diritto internazionale e dello Statuto delle Nazioni Unite, nel momento opportuno che sarà ritenuto necessario, l'Iran si riserva il diritto legittimo di rispondere con decisione" a Israele per l'uccisione del generale delle Guardie della Rivoluzione Seyyed Razi Mousavi, in Siria. Lo ha affermato in una lettera al Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, l'ambasciatore di Teheran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, definendo "un atto terroristico" l'operazione che ha portato alla morte di Mousavi, "a causa di tre missili sparati dalle posizioni del regime israeliano sulle Alture del Golan occupate".

Bombe israeliane su Bint Jbeil, sud del Libano: tre morti

Almeno tre persone sono morte nella notte in un bombardamento attribuito a Israele che ha colpito un'abitazione a Bint Jbeil, nel sud del Libano. Le vittime sono una coppia e il fratello dei due. Un'altra persona è rimasta ferita, come riporta il giornale L'Orient Le Jour, secondo cui si tratta della prima operazione israeliana a Bint Jbeil dallo scorso 8 ottobre quando sono iniziate le tensioni tra Israele e gli Hezbollah libanesi nel contesto delle ostilità tra Israele e Hamas.

Il dopoguerra a Gaza focus del colloquio fra Sullivan e Dermer a Washington

Ci sono state anche la "transizione a una fase diversa della guerra per concentrare il focus sugli obiettivi di alto valore di Hamas" e la "pianificazione" del dopoguerra a Gaza, "compresi governance, sicurezza e un orizzonte politico per i palestinesi", al centro del colloquio a Washington tra il ministro israeliano per gli Affari strategici, Ron Dermer, e il consigliere per la Sicurezza nazionale, Jake Sullivan. Lo ha detto al Times of Israel un portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale. Dermer, uno dei più stretti consiglieri di Netanyahu, e Sullivan hanno parlato anche della situazione umanitaria a Gaza, dell'impegno per riportare a casa gli ostaggi trattenuti nella Striscia dall'attacco del 7 ottobre in Israele.

Delegazione palestinese attesa al Cairo

Una delegazione di funzionari dell'Autorità palestinese dovrebbe recarsi nei prossimi giorni al Cairo per colloqui con gli interlocutori egiziani del futuro della Striscia di Gaza. Lo scrive il Times of Israel che rilancia un articolo di Haaretz in cui si cita un funzionario palestinese di alto livello secondo il quale il 'canale' tra Egitto e Autorità palestinese si è aperto dopo che Il Cairo ha proposto un piano in tre fasi per la fine della guerra (la seconda fase includerebbe un "dialogo nazionale palestinese" sponsorizzato dall'Egitto). E, stando ai rapporti di stampa, il capo dell'intelligence dell'Autorità palestinese, Majed Faraj, sarebbe già partito per Il Cairo per parlare di modifiche alla proposta egiziana. In queste settimane Egitto e Qatar hanno fatto da mediatori tra Israele e Hamas.

Hamas accusa Israele: “Rubati gli organi a 80 cadaveri di palestinesi”

L'Ufficio stampa governativo di Gaza gestito da Hamas ha accusato Israele di aver rubato organi da 80 corpi di palestinesi restituiti ieri al valico di frontiera di Kerem Shalom. Secondo il movimento islamista Israele "ha rubato la dignità di 80 martiri" riconsegnandoli "mutilati", si legge in un comunicato citato dai media arabi. "L'esame dei corpi indica chiaramente che l'occupazione israeliana ha rubato loro organi vitali", afferma la nota di Hamas sostenendo che non è la prima volta che Israele "mutila" corpi di palestinesi e chiedendo un'indagine internazionale indipendente sull'accaduto. I media israeliani riportano che i cadaveri di 80 palestinesi uccisi a Gaza sono stati restituiti e sepolti in una fossa comune a Rafah, dopo che erano essere stati prelevati dagli obitori e dalle tombe e portati in Israele per verificare che tra di loro non ci fossero ostaggi.

Idf: altri tre soldati uccisi a Gaza, bilancio sale a 164

Altri tre soldati sraeliani sono morti nel nord della Striscia di Gaza. Lo rende noto l'IDF secondo quanto riportano i media israeliani. I soldati uccisi sono il tenente Yaron Eliezer Chitiz, 23 anni, il sergente maggiore Itay Buton, 20 anni e il sergente maggiore. Efraim Yachman, 21 anni. Il bilancio dei soldati israeliani uccisi sale a 164.

Al Jazeera: 6 morti in attacco campo profughi in Cisgiordania

L'emittente araba Al Jazeera riporta che almeno sei persone sono morte in un attacco di droni israeliani sul campo profughi di Nur Shams a est della città di Tulkarem, in Cisgiordania.

Al Jazeera: raid israeliano in campo profughi in Cisgiorgania, 4 morti

Operazione militare israeliana su larga scala nel campo profughi di Nur Shams, in Cisgiordania, per la terza notte consecutiva. Lo riporta Al jazeera, secondo cui sarebbe stato effettuato un attacco di droni e quattro palestinesi sarebbero stati stati uccisi. Il personale dell'ospedale afferma che al personale medico e alle ambulanze è stato impedito di raggiungere i feriti. Cecchini israeliani sarebbero posizionati sui tetti di diversi edifici a Nur Shams.

Al Jazeera: raid notturni delle forze israeliane in Cisgiordania

Raid notturni delle forze israeliane in Cisgiordania. Lo riporta Al Jazeera. Gli attacchi starebbero avvenendo nella città di Tulkarem, nel campo profughi di Nour Shams a est di Tulkarem e nella città di Beit Ummar, a nord di Hebron. In precedenza, secondo Al Jazerra, le forze israeliane avevano preso d'assalto le città di Qaffin, Jayyus, Alar, Atil e Sayda nella Cisgiordania. Le agenzie di stampa locali palestinesi hanno riferito che i soldati israeliani hanno fatto irruzione in diverse case, provocando scontri.

Israele: stop visti automatici a dipendenti Onu, caso per caso

Israele non concederà più visti automatici ai dipendenti dell'Onu, che accusano di essere "partner complici" delle tattiche di Hamas. L'annuncio è stato dato oggi dal portavoce del governo israeliano, Eylon Levy, il quale ha dichiarato che Israele prenderà in considerazione le richieste di visto da parte dei dipendenti delle Nazioni Unite caso per caso anziché automaticamente. Levy ha accusato le Nazioni Unite di aver coperto Hamas, affermando che non hanno condannato Hamas per la sua presunta attività negli ospedali e per il presunto furto di aiuti destinati ai civili a Gaza; il gruppo nega entrambe le accuse.

Lapid, al posto di Netanyahu mi sarei dimesso il 7 ottobre

Se l'attacco del 7 ottobre di Hamas nel sud di Israele "fosse accaduto sotto il mio comando, mi sarei dimesso il giorno stesso". Lo ha detto il leader dell'opposizione israeliana, Yair Lapid, attaccando il premier Benjamin Netanyahu, parlando alla radio dell'esercito. Lo riporta il Times of Israel. "Non mi fido di Netanyahu. È un uomo di cui non ci si può fidare per condurre una guerra", ha aggiunto Lapid, che ha prestato servizio come primo ministro da luglio a dicembre del 2022.

Media: attacchi aerei Israele nel sud del Libano

L'esercito israeliano ha lanciato attacchi aerei nel sud del Libano. Lo riporta Al Mayadeen, media affiliato a Hezbollah. Secondo il rapporto, l'IDF ha colpito a Bint Jbeil e Yarine, vicino al confine con Israele.

Telefonata emiro Qatar-Biden su mediazione congiunta per cessate il fuoco

L'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, per discutere degli sviluppi della guerra nella Striscia Gaza. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale del Qatar Qna, secondo cui i due hanno parlato di "sforzi congiunti di mediazione per calmare la situazione e raggiungere un cessate il fuoco permanente".

Gaza, notte di bombardamenti. Decine le vittime

Pacifista 18enne israeliano rifiuta di arruolarsi, un mese carcere militare

Tal Mitnick, un attivista israeliano di 18 anni, è stato condannato a 30 giorni di carcere militare per aver rifiutato di arruolarsi nell'esercito in segno di protesta contro la guerra di Israele a Gaza. "La violenza non può risolvere la situazione, nè da parte di Hamas, nè da parte di Israele. Non esiste una soluzione militare a un problema politico", ha scritto in una dichiarazione in cui spiega la sua decisione. Mitnick è stato arrestato stamattina nella base militare di Tel Hashomer e immediatamente condannato, secondo Mesarvot, l'organizzazione che sostiene i giovani israeliani che rifiutano di prendere parte al servizio militare.

Usa: distrutti 12 droni e 5 missili Houthi sul Mar Rosso

Gli Usa hanno distrutto 12 droni e cinque missili lanciati dagli Houthi sul Mar Rosso. Lo riferisce il Pentagono in una nota. L'esercito americano ha annunciato di aver intercettato e distrutto numerosi droni e missili nel mar Rosso meridionale lanciati dai ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran. "Le forze armate statunitensi schierate nella regione hanno abbattuto 12 droni d'attacco, 3 missili balistici antinave e 2 missili da crociera nel Mar Rosso attorno alle 10 del mattino", ha riferito il Comando centrale Usa, Centcom, precisando che alcune intercettazioni sono state effettuate da jet partiti dalla portaerei Uss Eisenhower. "Non ci sono stati danni alle barche presenti nella zona e non sono stati segnalati feriti", ha aggiunto il Comando.

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