Esteri

Ucraina, mai così tanti attacchi aerei dall’inizio della guerra: ecco il perché della strategia russa

Ucraina, mai così tanti attacchi aerei dall’inizio della guerra: ecco il perché della strategia russa
(reuters)

Colpite tutte le grandi città del Paese. Zelensky: “Risponderemo”

2 minuti di lettura

Nelle città ucraine è arrivata la tanto temuta “guerra d’inverno”. Con il fronte pressoché fermo in un conflitto d’attrito che però continua a fare molte morti tra i soldati, gli analisti segnalavano da mesi che la priorità di Mosca, per questo inverno, sarebbe stato il martellamento delle città con missili e droni. Con due obiettivi: colpire le infrastrutture e terrorizzare la popolazione.

Stanotte se ne è avuto un tragico esempio. “Il nemico ha lanciato più di 150 missili e droni d'attacco contro pacifiche città ucraine. Sappiamo che ci sono stati 16 morti e 97 feriti", ha dichiarato il procuratore generale Andriï Kostine, prima che il conto delle vittime salisse ad almeno 26. È lungo l’elenco delle località colpite: Kiev, Leopoli, Odessa, Kharkiv, Zaporizhzhia, Dnipro. A Odessa il rottame di un drone ha innescato un incendio in un edificio residenziale, mentre a Dnipro è stata danneggiata una clinica ostetrica e a Leopoli tre scuole e un asilo. Un missile russo è anche entrato nello spazio aereo polacco, alzando la tensione tra Varsavia e Mosca.
[[(gele.Finegil.Image2014v1) UKRAINE-CRISIS/ATTACK-DNIPRO]]
La Russia ha utilizzato quasi tutti i tipi di armi del suo arsenale, tranne i Kalibr: Kindzhal, S-300, missili da crociera e droni a lungo raggio di fabbricazione iraniana. E 18 bombardieri strategici hanno lanciato missili X-101/X-505. “Quasi tutti sono stati abbattuti”, sostiene il presidente Volodymyr Zelensky.

Il precedente “record”

Si tratta del più grande attacco aereo russo in ventidue mesi di guerra, secondo il comandante dell'aeronautica militare ucraina, Mykola Oleshchuk. Il record precedente risalirebbe infatti al novembre del 2022, 96 missili in un giorno, mentre quest’anno se ne erano registrati al massimo 81, il 9 marzo 2023.

(afp)

Un momento critico

Per l’Ucraina è una fase molto difficile della guerra. Sul terreno l’annunciata controffensiva ha fallito, riuscendo a conquistare pochi villaggi a Est, mentre a Sud di Zaporizhzhia l’approdo sulla riva sinistra del Dnipro non è stato seguito da sfondamenti del fronte. Anzi negli ultimi giorni la Russia ha potuto annunciare la terza vittoria del 2023: dopo Soledar e Bakhmut, ecco Marinka, conquistata dopo esser stata rasa anch’essa al suolo. E da mesi hanno nel mirino anche Avdiivka, che avrebbe una importanza strategica notevole, perché permetterebbe loro di riavviare un’autostrada e una ferrovia e così rifornire meglio le truppe al Sud.
[[(gele.Finegil.Image2014v1) UKRAINE-CRISIS/ATTACK-ODESA]]
Mosca ha resistito alla controffensiva ed è passata al contrattacco sul terreno, incurante della perdita di migliaia di propri soldati ma forte della stabilità politica della dittatura di Vladimir Putin, che in previsione delle presidenziali di marzo sta escludendo tutti gli avversari, anche quei pochi che non sono finiti in prigione.

(reuters)

"Solo una maggiore potenza di fuoco può mettere a tacere il terrorismo russo", ha scritto su “X” il ministro degli Esteri ucraino Dmitro Kuleba: “Vorrei che il rumore delle esplosioni in Ucraina potesse essere sentito in tutto il mondo. In tutte le principali capitali, sedi centrali e parlamenti, che attualmente stanno discutendo di un ulteriore sostegno all'Ucraina. In tutte le redazioni che scrivono di ‘stanchezza’ o che la Russia è presumibilmente pronta per i ‘negoziati’. Questi suoni sono ciò che la Russia ha veramente da dire. La nostra unica risposta collettiva può e deve essere un'assistenza militare e finanziaria continua, solida e a lungo termine all'Ucraina".

“L'Ucraina ha bisogno di finanziamenti adesso per continuare a lottare per la libertà da tali orrori nel 2024", gli ha dato ragione l'ambasciatrice Usa a Kiev, Bridget A. Brink, consapevole dell’opposizione dei repubblicani americani e di sempre più Paesi europei, con la Slovacchia che si è accodata all’Ungheria di Viktor Orbán, mentre il Ministero degli Esteri francese, condannando la "strategia del terrore che mira a distruggere le infrastrutture civili ucraine", ha assicurato che Parigi "continuerà a sostenere l'Ucraina e a fornirle l'aiuto necessario per permetterle di esercitare la legittima difesa, in stretto coordinamento con i suoi alleati".

Zelensky, da parte sua, ha promesso una reazione: "Risponderemo sicuramente agli attacchi terroristici. Il terrore russo deve perdere e perderà".

I commenti dei lettori