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Israele - Hamas, le news del 30 dicembre. Netanyahu: “La guerra durerà molti mesi”. Le autorità di Gaza: “21.672 morti dall’inizio del conflitto”

Idf: “Irruzione nella base dell'Intelligence di Hamas”. La Casa Bianca approva la vendita "urgente" di munizioni a Israele
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Le forze armate israeliane hanno riferito di aver intensificato le operazioni di terra nel Sud di Gaza e di aver fatto irruzione nelle postazioni di Hamas nel cuore della città di Khan Yunis. Tra queste, anche la war room dell'intelligence dell'organizzazione terroristica, dove sono stati trovati documenti preziosi.

Intanto i mediatori del Qatar hanno riferito a Israele che Hamas ha "accettato in linea di principio" di riprendere i colloqui sul rilascio di circa 40 ostaggi detenuti a Gaza in cambio di una settimana, o due, di pausa nei combattimenti. Lo sostiene, citando tre funzionari israeliani, il quotidiano israeliano Walla, ripreso dal Guardian.

Netanyahu, “dobbiamo controllare il confine Gaza-Egitto”

"Israele deve assumere il controllo dell'Asse Filadelfia": lo ha affermato il premier Benjamin Netanyahu, rispondendo a una domanda in una conferenza stampa. Si riferiva agli 11 chilometri di confine fra l'Egitto e l'estremità meridionale della Striscia di Gaza, presso Rafah. Obiettivo di Israele, ha ribadito, è "distruggere Hamas, smilitarizzare la Striscia e poi organizzare un'amministrazione locale. Ci opponiamo a un 'Fatah-stan' e a un 'Hamas-stan' ".

Netanyahu, guerra continuerà ancora per molti mesi

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato questa sera in una conferenza stampa a Kirya, a Tel Aviv, che la guerra continuerà ancora per molti mesi. Lo riporta Ynet. "La mia politica è chiara, continueremo a lottare fino all'eliminazione di Hamas e al rilascio di tutti i nostri ostaggi", ha detto, "finora abbiamo eliminato 8.000 terroristi, stiamo privando Hamas delle sue capacità, ferendo i suoi comandanti ed elimineremo anche i suoi leader".

A migliaia protestano a Tel Aviv contro Netanyahu

Migliaia di persone stanno protestando a Kikar Habima, nel centro di Tel Aviv chiedendo le dimissioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riporta Haaretz. Sempre stasera è in programma nella piazza antistante il Museo di Tel Aviv una manifestazione in solidarietà con le famiglie degli ostaggi detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza.

Siria, 19 miliziani filo-Iran uccisi in raid ieri notte

Sono almeno 19 i miliziani filo-Iran rimasti uccisi in raid lanciati "probabilmente" da Israele nella notte nella Siria orientale, vicino al confine con l'Iraq. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani, segnalando altri tre morti in un attacco vicino all'aeroporto di Aleppo, nel nord del Paese. Tra le vittime, ha precisato l'Ong, ci sono "quattro siriani e sei iracheni".In precedenza l'Osservatorio aveva indicato gli Stati Uniti come probabili responsabili dei raid nella Siria orientale ma successivamente ha sostenuto si sia trattato di attacchi israeliani che hanno preso di mira posizioni militari ad Abu Kamal e nei dintorni, nella provincia di Deir Ezzor, aggiungendo che sono stati colpiti anche un carico di armi dall'Iraq e un deposito di munizioni

Proteste contro Netanyahu previste stasera in Israele

Proteste sono indette in serata in Israele contro il premier Benjamin Netanyahu. I manifestanti terranno anche una manifestazione in solidarieta' con le famiglie degli ostaggi tenuti da Hamas a Gaza nella piazza di fronte al Tel Aviv Museum.Intanto stamane la polizia ha arrestato due persone che urlavano slogan di fronte all'abitazione del premier a Caesarea, nel nord dello Stato ebraico.

Morti due soldati israeliani durante i combattimenti di oggi

L'esercito israeliano annuncia la morte di un soldato ucciso durante i combattimenti nella Striscia di Gaza durante il fine settimana, e di un altro che è morto per le ferite riportate nei combattimenti precedenti. Il bilancio dei soldati israeliani uccisi dall'inizio dell'offensiva di terra nella Striscia di Gaza a seguito dell'attacco di Hamas ad Israele dello scorso 7 ottobre sale così a 170. I due soldati uccisi sono il sergente maggiore Constantine Sushko, 30 anni, del 7086° battaglione del Combat Engineering Corps, di Tel Aviv e il capitano Harel Ittah, 22 anni, comandante dell'unità di ricognizione della Brigata Givati, di Netanya. Sushko è stato ucciso nel centro di Gaza durante il fine settimana, durante una battaglia che ha ferito gravemente un altro riservista.Ittah è stato gravemente ferito il 22 dicembre nel sud di Gaza ed è morto durante il fine settimana, spiega l'Idf.

Militare israeliano ostaggio a Gaza ucciso dai bombardamenti dell’esercito

Un soldato israeliano, che era stato preso in ostaggio, è morto, ucciso da un raid aereo dello Stato ebraico dopo un fallito tentativo di liberarlo. Lo riferisce il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) citato da Haaretz. L'emittente libanese al-Mayadeen, legata a Hezbollah, ha riportato le dichiarazioni delle Brigate Abu Ali Mustafa secondo le quali sono state coinvolte in scontri con militari israeliani che cercavano di liberare l'ostaggio, sono intervenuti i caccia e hanno bombardato il posto, uccidendolo.

Gantz: “Hezbollah va allontanato dal confine tra il Libano e Israele”

Il movimento sciita di Hezbollah va allontanato dal confine tra il Libano e Israele. Lo ha detto il ministro della guerra Benny Gantz in un colloquio telefonico con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. "Lo Stato di Israele non può rassegnarsi a una tale minaccia e la Germania, insieme alla comunità internazionale, ha un ruolo importante da svolgere nel garantire che tale una minaccia venga rimossa'', ha scritto Gantz su X. Durante il colloquio si è ''discusso anche della crescente minaccia che l'Asse del Terrore guidato dall'Iran rappresenta per la stabilità globale, in particolare nel Mar Rosso e in altri luoghi nel mondo''

Hamas contro gli Stati Uniti: “Complici dello sterminio di bambini”

Gli Stati Uniti, e in particolare l'Amministrazione Biden, sta partecipando alla guerra di sterminio dei bambini e dei civili nella Striscia di Gaza. Lo ha denunciato Hamas in una nota, accusando gli americani di sostenere tutti i massacri e le violazioni commessi dalle forze di Israele. Tra questi le uccisioni di massa, lo sfollamento forzato degli abitanti e la distruzione di tutti gli aspetti della vita civile nella Striscia di Gaza.

Onu: “Allarme sovraffollamento a Rafah, 100mila nuove persone arrivate da Khan Yunis”

L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) stima che almeno 100.000 persone si siano trasferite a Rafah, la città più a sud di Gaza negli ultimi giorni mentre i combattimenti si intensificano a Khan Younis con Israele che invita la popolazione a lasciare molte zone della città, considerate roccaforti di Hamas. L'Ocha sottolinea che l'afflusso di persone ha peggiorato il sovraffollamento e messo sotto pressione le risorse già limitate mentre cresce - riporta la Bbc - la preoccupazione per l'aumento della diffusione di malattie a Gaza.

Media siriani, attacco aereo israeliano su Aleppo

I media siriani riferiscono di un presunto attacco aereo che viene attribuito a Israele nell'area di Aleppo, nel Nord della Siria. La radio filo-governativa Sham Fm spiega che le difese aeree siriane sono attive per far fronte ad un attacco nei pressi dell'aeroporto internazionale di Aleppo.

Idf: “Irruzione nella base dell'intelligence di Hamas”

L'esercito israeliano ha reso noto di aver fatto irruzione nella base del quartier generale militare della divisione di intelligence di Hamas a Khan Yunis, dopo essere avanzato ulteriormente nel Sud di Gaza. Il quartier generale dell'intelligence è responsabile di tutte le attività sensibili del gruppo terroristico - ha detto l'Idf - aggiungendo di aver localizzato nello stesso complesso anche un centro di comando della Jihad islamica palestinese. L'esercito ha riferito di aver trovato materiale di intelligence "molto prezioso" e ha fatto irruzione in diversi altri siti di Hamas. Le tv israeliane mostrano i video delle operazioni

Hamas: “Il bilancio dei morti a Gaza sale a 21.672”

Sale a 21.672 il bilancio delle vittime a Gaza da quando Israele ha iniziato a colpire la Striscia in risposta agli attacchi del 7 ottobre compiuti dai miliziani di Hamas. Lo riferisce il ministero della Sanità di Hamas, senza chiarire quante sono le vittime civili e quanti sono morti nei combattimenti. In un comunicato, il ministero afferma che 165 persone sono rimaste uccise nelle ultime 24 ore, mentre un totale di 56.165 altre sono rimaste ferite nei combattimenti.

Israele annuncia una pausa di 4 ore nei combattimenti in un campo a Rafah

I militari israeliani hanno annunciato una pausa tattica di 4 ore nei combattimenti in un campo a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Le attività militari verranno sospese temporaneamente per motivi umanitari, ha annunciato un portavoce dell'esercito su X in arabo. La pausa è destinata a consentire alla popolazione di ricevere gli aiuti.
L'esercito israeliano aveva precedentemente invitato i residenti della città assediata di Khan Younis, nel sud della zona costiera, a cercare di mettersi in sicurezza a Rafah, vicino al confine egiziano.
L'esercito ha anche designato un percorso per i civili per evitare di fuggire attraverso Khan Yunis, che secondo i militari "è pericoloso".
"Residenti nella Striscia di Gaza, l'Idf opera con forza contro Hamas e le organizzazioni terroristiche. Ecco alcune istruzioni urgenti", si legge sull'account in arabo del portavoce dell'esercito Avichay Adraee: "Nel campo di Rafah avrà luogo una sospensione tattica locale e temporanea delle attività militari per scopi umanitari dalle 10 alle 14, a scopo di rifornimento". "I combattimenti e l'avanzata militare dell'Esercito di Difesa nell'area di Khan Yunis - prosegue - non consentono il movimento dei civili attraverso l'asse Salah al-Din nelle sezioni a nord e ad est della città di Khan Yunis. L'Asse Salah al-Din costituisce un campo di battaglia, quindi è pericoloso raggiungerla!" "L'Idf consentirà il movimento umanitario dei civili attraverso l'asse che passa a ovest di Khan Yunis. Il trasporto in entrambe le direzioni dalle aree di Rafah e Khan Yunis verso Deir al-Balah e i campi centrali sarà disponibile attraverso i seguenti assi: Via Al-Rashid "Al-Bahr" - Via Al-Shuhadaa a Deir Al-Balah".

(afp)

Wall Street Journal: “Il 70% delle abitazioni di Gaza colpite o distrutte”

Circa la metà degli edifici a Gaza sono stati danneggiati o distrutti dalla guerra, una percentuale nella quale sono incluse le abitazioni, colpite nella misura del 70%. A scriverne è il Wall Street Journal, che basa il suo rapporto su fotografie satellitari e altri metodi di telerilevamento. Tra gli edifici presi di mira - afferma - ci sono fabbriche, case di preghiera, scuole, centri commerciali e alberghi. Le forze israeliane hanno spesso ripetuto che molte scuole, moschee e altri edifici sono stati colpiti perché utilizzati per scopi militari e come basi operative dai gruppi terroristici di Gaza.
Solo otto dei 36 ospedali di Gaza possono accettare pazienti - continua il rapporto - e la maggior parte delle infrastrutture di base, per acqua, elettricità e comunicazioni, è stata demolita.
"La parola 'Gaza' passerà alla storia insieme a Dresda e ad altre famose città che sono state bombardate", ha dichiarato al giornale Robert Pape, un politologo dell'Università di Chicago autore di studi sulla storia dei bombardamenti aerei. Ne riferisce il Times of Israel.

(afp)

Putin chiama Erdogan, focus su Gaza e Ucraina

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ricevuto una telefonata da parte del presidente russo Vladimir Putin. Al centro del dialogo la crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza, ma anche gli ultimi sviluppi del conflitto in Ucraina, dopo i violenti bombardamenti russi ripresi negli ultimi giorni. In base a quanto reso noto dalla presidenza turca, i due leader hanno parlato anche della prossima visita di a Putin in Turchia, che lo stesso presidente russo aveva annunciato sarebbe avvenuta a inizio 2024. Erdogan ha ribadito a Putin la disponibilità della Turchia a mediare per trovare una soluzione al conflitto tra Mosca e Kiev.

Almeno nove miliziani filo-iraniani uccisi da raid attribuiti agli Stati Uniti

Almeno nove miliziani filo-iraniani sono stati uccisi e quasi trenta sono stati feriti in una serie di attacchi notturni che gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani attribuiscono ad aerei di guerra statunitensi durante un'operazione nella Siria orientale, vicino al confine iracheno. Gli attacchi si sono concentrati su siti appartenenti alle milizie filo-iraniane vicino a Haggana e alla città di Albukamal dove si troverebbe un centro di addestramento

Ministero Salute Gaza: “Nel centro della Striscia ci sono stati 100 morti in un giorno”

Circa 100 palestinesi sarebbero morti nei bombardamenti condotti dalle forze israeliane nell'ultimo giorno di guerra nella zona centrale della Striscia di Gaza, mentre altri 158 sarebbero rimasti feriti. Lo riporta Al Jazeera citando una fonte medica. Dalla fine della tregua di una settimana, lo scorso mese, Israele ha esteso le sue operazioni militari nell'enclave, in precedenza concentrate soprattutto al Nord

Nyt: “L’Idf non aveva piani per fronteggiare l’attacco del 7 ottobre”

Le forze israeliane di difesa (Idf) non avevano alcun piano per fronteggiare un attacco su larga scala come quello lanciato da Hamas lo scorso 7 ottobre. Lo scrive il New York Times citando funzionari ed ex funzionari israeliani. "Non c'era alcun piano di difesa per un attacco a sorpresa", ha spiegato Amir Avivi, ex vicecapo della Divisione di Gaza. "L'esercito non si prepara per cose che ritiene impossibili", ha aggiunto l'ex consigliere per la sicurezza nazionale israeliana Yaakov Amidror. Per lunghe ore, afferma il quotidiano americano, l'esercito israeliano non è stato in grado di comprendere la portata dell'attacco in corso, rispondendo lentamente e in modo inefficiente, inviando squadre troppo piccole e impreparate per affrontare un assalto di massa. In mancanza di direttive o ordini chiari, molte unità sono ricorse all'utilizzo di app come WhatsApp e Telegram per raccogliere informazioni su obiettivi e persone bisognose di assistenza

Media: “Giornalista ucciso in un raid di Israele su Nuseirat”

Il giornalista di Al Quds Jabr Abu Hadros e sei membri della sua famiglia sarebbero rimasti uccisi in un bombardamento israeliano che ha preso di mira la loro abitazione nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia Gaza. Lo scrive Al Quds sul suo canale Telegram. Lo riporta Al Jazeera ricordando che, dall'inizio della guerra, secondo i dati dell'ufficio stampa del governo locale, nell'enclave sarebbero morti 106 giornalisti

Idf: “Ieri uccise decine di terroristi a Gaza City”

Le truppe di terra israeliane, appoggiate dalle forze aeree, hanno ucciso ieri "decine di terroristi" a Gaza City, inclusi 15 colpiti dall'Aeronautica militare: lo hanno reso noto questa mattina su Telegram le Forze di difesa israeliane (Idf). Le truppe di terra hanno eliminato anche una cellula terroristica nel rione di Shejaiya di Gaza City, insieme ad un "terrorista armato di lanciagranate". Inoltre, nel Nord della Striscia - a Beit Lahia - sono stati smantellati due complessi militari di Hamas dove le truppe israeliane avevano localizzato numerose armi, ordigni esplosivi, equipaggiamenti militari e dispositivi di comunicazione. Sempre nella zona di Beit Lahia, conclude il comunicato, sono stati uccisi altri due "terroristi"

(afp)

Hamas: “Non vogliamo un’altra tregua temporanea”

Non ci sono stati colloqui relativi a un accordo sugli ostaggi in cambio di un'altra tregua temporanea. A dichiararlo, parlando con Al Jazeera, è stato Osama Hamdan, esponente di Hamas in Libano, secondo il quale Hamas avrebbe informato i mediatori che la priorità del gruppo riguarda un cessate il fuoco permanente e che al momento non si parla di rilasciare ostaggi prima che i combattimenti cessino. Secondo Hamdan Israele avrebbe fatto trapelare false informazioni al fine di respingere le crescenti pressioni interne sul governo per un accordo sugli ostaggi. A riferirne è il Times of Israel

Media: 14 arresti in raid Israele a campo profughi

L'emittente araba Al Jazeera riferisce che all'alba di oggi le forze israeliane hanno compiuto un raid in Cisgiordania arrestando 14 palestinesi del campo profughi di Jalazone, a nord di Ramallah.

La leadership di Hamas spaccata sul futuro di Gaza e Cisgiordania

Yahya Sinwar è irremovibile: in cambio degli ostaggi, o di una tregua, chiede il rilascio di Marwan Barghouti. Il più noto dei prigionieri. E il più amato. L’uomo che i palestinesi più vogliono riavere, è quello però che Fatah e Hamas più vogliono evitare. Proprio perché è saldamente in testa a ogni sondaggio. E spazzerebbe via tutti. I sondaggi lo danno al 47% in un eventuale elezione presidenziale. (Continua a leggere)

In Israele cresce il fronte anti-Iran. L’opposizione: “Attaccate”

Le sirene che avvisano di un attacco in corso non hanno smesso di suonare un attimo ieri nel Nord di Israele: il segno che il secondo fronte della guerra in cui dal 7 di ottobre lo Stato ebraico è impegnato è sempre più caldo. Anche ieri le Forze armate hanno colpito obiettivi in Libano, andando più in profondità che nei giorni precedenti e facendo crescere ulteriormente il livello di allarme nella comunità internazionale sui rischi dell’allargamento della guerra. (Continua a leggere)

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) In Israele cresce il fronte anti-Iran. L’opposizione: “Attaccate”]]

Onu, 81 i camion di aiuti umanitari entrati ieri

Ottantuno camion di aiuti umanitari sono entrati ieri nella Striscia di Gaza attraverso il valico israeliano di Kerem Shalom e quello egiziano di Rafah, ha riferito l'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dell'Organizzazione delle Nazioni unite (Onu). "Il volume degli aiuti rimane tristemente inadeguato", ha commentato l'Ocha in un comunicato.

Media: Hamas è pronto a riprendere colloqui per rilascio ostaggi

I mediatori del Qatar hanno riferito a Israele che Hamas ha "accettato in linea di principio" di riprendere i colloqui sul rilascio di circa 40 ostaggi detenuti a Gaza in cambio di una settimana, o due, di pausa nei combattimenti. Lo sostiene, citando tre funzionari israeliani, il quotidiano israeliano Walla, ripreso dal Guardian. L'accordo comporterebbe il rilascio di circa 40 ostaggi ancora detenuti da Hamas in cambio qualche settimana di cessate il fuoco. Al centro dei colloqui ci sarebbe una proposta avanzata qualche settimana fa dal capo dell'agenzia di spionaggio israeliana Mossad, David Barnea, durante un incontro con il capo della Cia americana, Bill Burns, e il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abd. al-Rahman al-Thani. La proposta prevedeva il rilascio di circa 40 ostaggi, tra cui donne, uomini di età superiore ai 60 anni e persone che necessitano di cure mediche urgenti. In cambio, Israele fermerebbe le operazioni militari a Gaza per una settimana o due e rilascerebbe un certo numero di palestinesi che sono stati detenuti nelle carceri israeliane.

Casa Bianca approva vendita "urgente" di munizioni a Israele

Il governo americano ha annunciato di aver approvato "con urgenza", cioè senza passare per il vaglio del Congresso, la vendita a Israele di munizioni di artiglieria per un importo di 147,5 milioni di dollari. Si tratta di proiettili da 155 mm e di vario equipaggiamento militare prelevati dalle scorte dell'esercito degli Stati Uniti, secondo un comunicato stampa della US Defense Security Cooperazione Agency, un'agenzia federale responsabile in particolare delle vendite di materiale militare americano a nazioni straniere.

Il segretario di Stato, Antony Blinken, è giunto alla conclusione "che esiste un'emergenza che richiede questa vendita immediata al governo israeliano", si spiega nel comunicato. Il 9 dicembre scorso Washington aveva inoltre dato il via libera alla vendita a Israele di quasi 14.000 proiettili per carri armati utilizzati nella guerra contro Hamas a Gaza.

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