SEGUI LA DIRETTA DAL CONFLITTO TRA ISRAELE E HAMAS DEL 1° GENNAIO
Il Comando navale centrale degli Stati Uniti ha annunciato di aver risposto a un attacco con il fuoco dei ribelli sciiti Houti nel Mar Rosso e di aver affondato tre delle imbarcazioni degli aggressori.
Si tratta del primo caso di vittime nella fila del movimento yemenita - sostenuto da Teheran - in uno scontro diretto con le forze statunitensi nella zona.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato che Israele ha mostrato una "moralità" senza precedenti nella guerra di Gaza e ha respinto l'accusa del Sudafrica di aver commesso atti "genocidi" nel territorio palestinese.
Esercito israeliano: “Abbattuto un velivolo nemico proveniente dalla Siria”
L’esercito israeliano ha fatto sapere che un velivolo nemico ha attraversato i propri confini, proveniente dalla Siria. Il velivolo è stato intercettato e abbattuto dai jet militari israeliani
Israele: “Ritireremo 5 brigate da Gaza”
L'esercito israeliano ha deciso di riportare nel territorio nazionale cinque brigate (di cui una composta da riservisti) che erano impegnate in operazioni di terra nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato la radio militare secondo cui la decisione - che a quanto pare sarà realizzata nei prossimi giorni - è stata presa in seguito ad un esame della situazione sul terreno. Secondo i media nell'ultima settimana sono molto calati i lanci di razzi da Gaza verso Israele. La televisione commerciale Canale 13 ha appreso da fonti militari che questo ridispiegamento riguarda il settore nord della striscia di Gaza.
Ministro israeliano: “Dobbiamo tornare a colonizzare e governare Gaza”
Israele dovrebbe discutere la ripresa degli insediamenti civili all'interno della Striscia di Gaza come parte della sua pianificazione per l'enclave, una volta rovesciato il governo di Hamas. Lo ha detto il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, negando che qualcuno dei circa 2 milioni di residenti di Gaza sia innocente e chiedendo che Israele "incoraggi l'emigrazione volontaria" dal territorio.
Parlando al notiziario di Channel 12, il leader del partito di estrema destra Sionismo religioso ha anche raddoppiato il suo rifiuto di trasferire i pagamenti delle tasse all'Autorità Palestinese per paura che il denaro possa arrivare a Gaza, rinunciando alle pressioni degli Stati Uniti. "Avremo un controllo di sicurezza e avremo bisogno che ci sia un controllo civile", ha detto Smotrich. "Sono favorevole a cambiare completamente la realtà a Gaza, ad avere una conversazione sugli insediamenti nella Striscia di Gaza. Dovremo governare lì per molto tempo".
Smotrich ha anche auspicato di ridurre la popolazione palestinese a Gaza, senza specificare come: “Non due milioni di arabi, ma cento, duecentomila”
Il ministro Smotrich
(reuters)Hezbollah: “Combatteremo fino a quando non finirà la guerra di Gaza”
Un importante leader di Hezbollah ha affermato che i combattimenti al confine settentrionale di Israele continueranno finché non si fermerà la guerra a Gaza e che la risposta dell'organizzazione paramilitare sarà più forte. Naim Qassem ha aggiunto che Israele sta ''cercando di dimostrare di avere delle opzioni'' per aiutare a rimpatriare i residenti israeliani sfollati e cacciare Hezbollah dall'area di confine. ''Israele non è nella posizione di imporre le sue opzioni'', ha detto Qassem, avvertendo che ''prima deve fermare la guerra di Gaza affinché cessi anche la guerra in Libano. I persistenti bombardamenti sui civili in Libano significano che la risposta sarà più forte e proporzionata all'aggressione israeliana''.
Israele pronto a consentire navi che portino aiuti diretti a Gaza
Israele è pronto a consentire che le navi portino aiuti alla Striscia di Gaza ''immediatamente'' come parte di un corridoio marittimo proposto da Cipro. Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano uscente Eli Cohen alla stazione radiofonica di Tel Aviv 103 FM. Secondo l'accordo, il carico sarebbe sottoposto a un'ispezione di sicurezza nel porto cipriota di Larnaca prima di essere traghettato verso la costa di Gaza, a 110 km di distanza, anziché attraverso i vicini Egitto o Israele.
Netanyahu: “Il destino di Gaza sarà discusso dopo la fine della guerra”
Che accadrà a Gaza? Bisognerà aspettare "il giorno dopo" la fine della guerra ovvero fino alla sconfitta di Hamas. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una riunione del gabinetto, secondo i media israeliani. "Per poter parlare del dopodomani, bisogna prima arrivare qui - ha aggiunto il premier - Solo l'Idf avrà il controllo. Ovviamente, la Striscia sarà smilitarizzata. Non ci sarà altra potenza tranne Israele".
Olp: “Israele vuole ristabilire occupazione a Gaza”
Un consigliere del presidente palestinese Mahmoud Abbas ha criticato i piani israeliani di controllo a lungo termine al confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. La proposta del presidente israeliano Benjamin Netanyahu, "di riprendere il controllo da parte di Israele del corridoio di Filadelfia e del lato palestinese del valico di Rafah, così come la creazione di zone cuscinetto e nuovi accordi di sicurezza sono una chiara prova della decisione di ristabilire un'occupazione completa", ha scritto su X Hussein al-Sheikh, segretario generale dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp), aggiungendo che ciò mette a repentaglio "gli accordi con l'Egitto e pone fine a tutti i patti con l'Olp".
Abu Mazen: “La guerra di sterminio non ci spezzerà”
''La guerra di sterminio lanciata da Israele non spezzerà la nostra volontà, rimarremo con fermezza nella nostra terra e continueremo la lotta fino alla vittoria e alla indipendenza'': lo ha affermato il presidente palestinese Abu Mazen in un discorso pronunciato nel 59/mo anniversario della fondazione di al-Fatah. ''La Cisgiordania, Gerusalemme e la Striscia di Gaza sono un'area geografica unita ed indivisibile. Non consentiremo che avvengano da essa espulsioni, ne' da Gaza ne' dalla Cisgiordania, mentre prosegue una guerra frenetica condotta dall'esercito israeliano e da coloni terroristi''. Abu Mazen ha ribadito che l'Autorita' nazionale palestinese resta l'unico pilastro per una soluzione politica del conflitto e che l'Olp e' l'unico rappresentante del popolo palestinese. Lo ha riferito la agenzia di stampa ufficiale Wafa.
Gb a Iran: “Teheran deve prevenire attacchi Houti in Mar Rosso”
"Ho parlato oggi con il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian degli attacchi Houti nel Mar Rosso, che minacciano vite innocenti e l'economia globale. Ho chiarito che l'Iran condivide la responsabilità di prevenire questi attacchi, dato il suo sostegno di lunga data agli Houti". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri britannico, David Cameron, dopo che gli Usa hanno affondato tre imbarcazioni degli Houti che avevano attaccato un cargo nel Mar Rosso
Netanyahu: "Impareggiabile la nostra moralità in guerra"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato che Israele ha mostrato una "moralità" senza precedenti nella guerra di Gaza e ha respinto l'accusa del Sudafrica di aver commesso atti "genocidi" nel territorio palestinese. "Continueremo la nostra guerra difensiva, la cui giustizia e moralità non hanno eguali", ha detto Netanyahu durante una riunione di gabinetto a Tel Aviv
Maersk sospende il transito delle navi nel Mar Rosso per 48 ore
Maersk, una delle più grandi compagnie di navigazione del mondo, ha annunciato che sospenderà il passaggio delle sue navi attraverso uno stretto chiave del Mar Rosso per 48 ore, a seguito di un attacco dei ribelli yemeniti a uno dei suoi mercantili. La nave portacontainer Maersk Hangzhou ha riferito di essere stata colpita da un missile mentre transitava nello stretto di Bab al-Mandab ed è stata poi attaccata da quattro navi Houti il cui equipaggio ha tentato di salire a bordo. Gli Usa hanno affondato tre delle quattro imbarcazioni coinvolte nell'assalto. In seguito a quanto accaduti, Maersk ha "rinviato tutti i transiti attraverso l'area per le prossime 48 ore"
Israele: Katz è il nuovo ministro degli Esteri, sostituisce Cohen
Israel Katz, un esponente di spicco del Likud, assume l'incarico di ministro degli Esteri di Israele, in sostituzione del suo compagno di partito Eli Cohen. Lo ha deciso oggi il governo che, secondo la radio pubblica Kan, si appresta a chiedere in merito un voto alla Knesset. In base ad accordi interni nel Likud, nel primo anno di governo Cohen ha svolto l'incarico di ministro degli Esteri e Katz quello di ministro dell'Energia e delle infrastrutture. Nei prossimi due anni - che iniziano adesso - Katz sarà agli Esteri e Cohen all'Energia. Nel quarto anno, si scambieranno di nuovo gli incarichi
Usa: “Affondate tre navi Houti nel Mar Rosso, uccisi gli equipaggi”
Il Comando navale centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver risposto a un attacco con il fuoco dei ribelli sciiti Houti nel Mar Rosso e di aver affondato tre delle imbarcazioni degli aggressori. Si tratta del primo caso di vittime nella fila del movimento yemenita - sostenuto da Teheran - in uno scontro diretto con le forze statunitensi nella zona. "Il 31 dicembre alle 6:30 ora locale, la nave portacontainer Maersk Hangzhou ha emesso una seconda richiesta di soccorso in meno di 24 ore riferendo che era sotto attacco da parte di quattro piccole navi Houthi appoggiate dall'Iran", secondo la ricostruzione fornita dagli Usa, che guidano la coalizione navale creata questo mese per garantire la sicurezza marittima internazionale nel Mar Rosso. Il comando americano ha precisato che le quattro imbarcazioni provenivano da "zone controllate dagli Houthi dello Yemen", che non hanno ancora rivendicato l'azione. Le persone che si trovavano a bordo delle navi "hanno sparato" alla nave portacontainer battente bandiera di Singapore "con armi di piccolo calibro, avvicinandosi a 20 metri e tentando di salire a bordo"
Il Ministero della Sanità di Gaza: “Sono 21.822 le vittime dall’inizio della guerra”
Secondo il bilancio del Ministero della Sanità di Gaza il numero delle vittime nella Striscia a partire dall’inizio della guerra è salito a 21.822 persone morte e 56.451 ferite
Qatar a Israele: “Hamas apre a un mese tregua per 40-50 ostaggi”
I mediatori del Qatar hanno riferito a Israele che Hamas ha "accettato in linea di principio" di riprendere i colloqui sul rilascio di circa 40 ostaggi detenuti a Gaza in cambio di una settimana, o due, di pausa nei combattimenti. Lo sostiene, citando tre funzionari israeliani, il quotidiano israeliano Walla, ripreso dal Guardian. L'accordo comporterebbe il rilascio di circa 40 ostaggi ancora detenuti da Hamas in cambio qualche settimana di cessate il fuoco. Al centro dei colloqui ci sarebbe una proposta avanzata qualche settimana fa dal capo dell'agenzia di spionaggio israeliana Mossad, David Barnea, durante un incontro con il capo della Cia americana, Bill Burns, e il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abd. al-Rahman al-Thani. La proposta prevedeva il rilascio di circa 40 ostaggi, tra cui donne, uomini di età superiore ai 60 anni e persone che necessitano di cure mediche urgenti. In cambio, Israele fermerebbe le operazioni militari a Gaza per una settimana o due e rilascerebbe un certo numero di palestinesi che sono stati detenuti nelle carceri israeliane
Media: delegazione egiziana a Tel Aviv per negoziare la “fine della guerra”
Una delegazione egiziana ha visitato Tel Aviv la scorsa settimana nel tentativo di raggiungere un accordo "per porre fine alla guerra" tra Israele e Hamas. Lo ha riferito un funzionario egiziano al quotidiano di proprietà del Qatar Al-Araby Al-Jadid aggiungendo che la situazione è "ancora complicata".
Media locali: 15 morti dopo raid Israele su Zawaida
Almeno 15 palestinesi sono rimasti uccisi in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira una residenza appartenente alla famiglia di Abu Shamala nella zona di Zawaida, nel centro della Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, citando fonti locali. Gli aerei da guerra hanno anche bombardato un altro edificio di quattro piani nel quartiere di Zaytoun, nel sud-est di Gaza, provocando dozzine di vittime. L'esercito israeliano ha condotto incessanti attacchi aerei e bombardamenti di artiglieria in tutte le regioni della Striscia di Gaza, provocando morti e feriti tra i palestinesi.
Nave Usa abbatte due missili Huthi nel Mar Rosso
Il cacciatorpediniere americano "Gravely" ha abbattuto due missili lanciati nel Mar Rosso dai miliziani yemeniti Huthi, sostenuti dall'Iran. Lo riferisce il Centcom, il Comando centrale degli Stati Uniti. Il "Gravely" era intervenuto in soccorso della nave cargo Maersk Hangzhou, che aveva lanciato l's.o.s. dopo essere stata colpita da un missile partito dallo Yemen. Non ci sono stati feriti tra l'equipaggio del mercantile. Secondo il Centcom, questo è stato il 23esimo attacco missilistico degli Huthi nel Mar Rosso dallo scorso 19 novembre.
Netanyahu: “Ci aspettano mesi di guerra”. Attacchi ripetuti sulla Siria uccisi miliziani filo-Iran
L’anno finisce con il rischio sempre più alto che la guerra fra Israele e Hamas si allarghi al resto del Medio Oriente e con il primo ministro Benjamin Netanyahu che rivendica per ragioni di sicurezza il futuro controllo da parte israeliana di “un corridoio” fra Egitto e Gaza. “La guerra proseguirà ancora molti mesi”, ha detto il premier sabato sera a Tel Aviv, in una conferenza stampa a cui, secondo le indiscrezioni, avrebbero rifiutato di partecipare gli altri due membri del gabinetto di guerra ristretto israeliano, il ministro della difesa Yoav Gallant e il leader dell’opposizione Benny Gantz, mentre le famiglie degli ostaggi manifestavano contro il premier davanti alla sua residenza. (Continua a leggere)
Al Jazeera: 12 morti in attacco contro casa a Gaza
Dodici civili palestinesi sono rimasti uccisi nell'attacco israeliano contro una casa di Zawaida, nella zona centrale di Gaza. Lo riferisce la tv qatariota Al Jazeera, secondo cui il bilancio aggiornato nei morti palestinesi dall'inizio della guerra è di 21.672 mentre altre 56.165 sono state ferite. Nelle sole ultime 24 ore, afferma la tv araba, si contano 165 morti.