Papa Francesco contro la maternità surrogata: “Deprecabile, il mondo la proibisca”. E sui conflitti: “Civili colpiti indiscriminatamente a Gaza e in Ucraina”
di Iacopo ScaramuzziQuella che in questi anni ha paventato come una “terza guerra mondiale a pezzi” si sta trasformando in un “vero e proprio conflitto globale”. In occasione degli auguri di nuovo anno agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, tradizionale appuntamento per esporre la visione geopolitica della Santa Sede, Papa Francesco snocciola le sue priorità per il 2024 in un discorso segnato dalla preoccupazione per le guerre in corso, e in particolare per i civili colpiti “indiscriminatamente” a Gaza e in Ucraina, quasi fossero “danni collaterali”, e per le “violazioni gravi del diritto internazionale umanitario” che, ricorda, “sono crimini di guerra”.
I precedenti di Pio XII e Benedetto XV
“All’inizio di un anno che vorremmo di pace e che invece si apre all’insegna di conflitti e divisioni”, papa Francesco ha ricordato la denuncia della “inutile strage” pronunciata da Benedetto XV nel corso della Prima guerra mondiale e l’appello per la pace di Pio XII sul finire della Seconda guerra mon…
Quella che in questi anni ha paventato come una “terza guerra mondiale a pezzi” si sta trasformando in un “vero e proprio conflitto globale”. In occasione degli auguri di nuovo anno agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, tradizionale appuntamento per esporre la visione geopolitica della Santa Sede, Papa Francesco snocciola le sue priorità per il 2024 in un discorso segnato dalla preoccupazione per le guerre in corso, e in particolare per i civili colpiti “indiscriminatamente” a Gaza e in Ucraina, quasi fossero “danni collaterali”, e per le “violazioni gravi del diritto internazionale umanitario” che, ricorda, “sono crimini di guerra”.
I precedenti di Pio XII e Benedetto XV
“All’inizio di un anno che vorremmo di pace e che invece si apre all’insegna di conflitti e divisioni”, papa Francesco ha ricordato la denuncia della “inutile strage” pronunciata da Benedetto XV nel corso della Prima guerra mondiale e l’appello per la pace di Pio XII sul finire della Seconda guerra mondiale per sottolineare che “ottant’anni dopo, la spinta a quel “rinnovamento profondo” sembra essersi esaurita e il mondo è attraversato da un crescente numero di conflitti che lentamente trasformano quella che “ho più volte definito terza guerra mondiale a pezzi” in un vero e proprio conflitto globale”.
“Crimini di guerra”
“In un contesto in cui sembra non essere osservato più il discernimento tra obiettivi militari e civili, non c’è conflitto che non finisca in qualche modo per colpire indiscriminatamente la popolazione civile. Gli avvenimenti in Ucraina e a Gaza ne sono la prova evidente”, ha detto Jorge Mario Bergoglio. “Non dobbiamo dimenticare che le violazioni gravi del diritto internazionale umanitario sono crimini di guerra, e che non è sufficiente rilevarli, ma è necessario prevenirli. Occorre dunque un maggiore impegno della Comunità internazionale per la salvaguardia e l’implementazione del diritto umanitario, che sembra essere l’unica via per la tutela della dignità umana in situazioni di scontro bellico”. Anche quando, ha detto il Papa, “si tratta di esercitare il diritto alla legittima difesa, è indispensabile attenersi ad un uso proporzionato della forza. Forse non ci rendiamo conto che le vittime civili non sono “danni collaterali”. Sono uomini e donne con nomi e cognomi che perdono la vita. Sono bambini che rimangono orfani e privati del futuro. Sono persone che soffrono la fame, la sete e il freddo o che rimangono mutilate a causa della potenza degli ordigni moderni. Se riuscissimo a guardare ciascuno di loro negli occhi, a chiamarli per nome e ad evocarne la storia personale, guarderemmo alla guerra per quello che è: nient’altro che un’immane tragedia e “un’inutile strage”, che colpisce la dignità di ogni persona su questa terra”.
Rilascio degli ostaggi e cessate-il-fuoco
Papa Francesco ha espresso innanzitutto la propria preoccupazione “per quanto sta avvenendo in Israele e Palestina. Tutti siamo rimasti scioccati dall’attacco terroristico del 7 ottobre scorso contro la popolazione in Israele, dove sono stati feriti, torturati e uccisi in maniera atroce tanti innocenti e molti sono stati presi in ostaggio. Ripeto la mia condanna per tale azione e per ogni forma di terrorismo ed estremismo: in questo modo non si risolvono le questioni tra i popoli, anzi esse diventano più difficili, causando sofferenza per tutti. Infatti, ciò ha provocato una forte risposta militare israeliana a Gaza che ha portato la morte di decine di migliaia di palestinesi, in maggioranza civili, tra cui tanti bambini, ragazzi e giovani, e ha causato una situazione umanitaria gravissima con sofferenze inimmaginabili. Ribadisco il mio appello a tutte le parti coinvolte – ha proseguito il Papa – per un cessate-il-fuoco su tutti i fronti, incluso il Libano, e per l’immediata liberazione di tutti gli ostaggi a Gaza. Chiedo che la popolazione palestinese riceva gli aiuti umanitari e che gli ospedali, le scuole e i luoghi di culto abbiano tutta la protezione necessaria. Auspico che la Comunità internazionale percorra con determinazione la soluzione di due Stati, uno israeliano e uno palestinese, come pure di uno statuto speciale internazionalmente garantito per la Città di Gerusalemme, affinché israeliani e palestinesi possano finalmente vivere in pace e sicurezza”.
Le armi non fanno deterrenza
Il Papa è tornato a fare appello per una politica di disarmo, “poiché è illusorio pensare che gli armamenti abbiano un valore deterrente. Piuttosto è vero il contrario: la disponibilità di armi ne incentiva l’uso e ne incrementa la produzione”, ha detto Bergoglio, che è tornato a proporre, con le risorse sinora destinato agli armamenti, la costituzione di un “Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame e promuovere uno sviluppo sostenibile dell’intero pianeta”. Il Papa ha ribadito “l’immoralità di fabbricare e detenere armi nucleari”, auspicando che “si possa giungere al più presto alla ripresa dei negoziati per il riavvio del Piano d’azione congiunto globale, meglio noto come “Accordo sul nucleare iraniano”, per garantire a tutti un futuro più sicuro”.
Libano senza presidente
“Il conflitto in corso a Gaza destabilizza ulteriormente una regione fragile e carica di tensioni”, ha detto Bergoglio, che ha ricordato, in particolare, la situazione in Libano, auspicando che “lo stallo istituzionale che lo sta mettendo ancora più in ginocchio venga risolto e che il Paese dei Cedri abbia presto un Presidente”.
La guerra della Russia
Dopo “quasi due anni di guerra su larga scala della Federazione Russa contro l’Ucraina”, ha detto Francesco, “la tanto desiderata pace non è ancora riuscita a trovare posto nelle menti e nei cuori, nonostante le numerosissime vittime e l’enorme distruzione. Non si può lasciare protrarre un conflitto che va incancrenendosi sempre di più, a detrimento di milioni di persone, ma occorre che si ponga fine alla tragedia in atto attraverso il negoziato, nel rispetto del diritto internazionale”.
Migrazioni, le mancanze dell’Ue
Papa Francesco ha parlato delle migrazioni esortando i governanti del mondo a non chiudere il “cuore” e non trincerarsi “dietro la paura di una invasione”, accogliendo “con soddisfazione” l’impegno dell’Unione Europea a ricercare una soluzione comune mediante l’adozione del nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo, “pur rilevandone alcuni limiti, specialmente per ciò che concerne il riconoscimento del diritto d’asilo e per il pericolo di detenzioni arbitrarie”.
2024 anno di elezioni
Il 2024 “vedrà la convocazione di elezioni in molti Stati”, ha ricordato Bergoglio, sottolineando l’importanza “che i cittadini, specialmente le giovani generazioni che saranno chiamate alle urne per la prima volta, avvertano come loro precipua responsabilità quella di contribuire all’edificazione del bene comune, attraverso una partecipazione libera e consapevole alle votazioni”.
Antisemitismo e cristiani perseguitati
Francesco ha espresso particolare preoccupazione per “l’aumento degli atti di antisemitismo verificatisi negli ultimi mesi”, augurando che “questa piaga va sradicata dalla società, soprattutto con l’educazione alla fraternità e all’accoglienza dell’altro”. Parimenti, “preoccupa la crescita della persecuzione e della discriminazione nei confronti dei cristiani, soprattutto negli ultimi dieci anni”, ha proseguito il Papa, ricordando che “nel complesso sono oltre 360 milioni i cristiani nel mondo che sperimentano un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede, e sono sempre di più quelli costretti a fuggire dalle proprie terre d’origine”.
Intelligenza artificiale
Per Francesco, occorre “una riflessione attenta ad ogni livello, nazionale e internazionale, politico e sociale, perché lo sviluppo dell’intelligenza artificiale si mantenga al servizio dell’uomo, favorendo e non ostacolando, specialmente nei giovani, le relazioni interpersonali, un sano spirito di fraternità e un pensiero critico capace di discernimento”.
No alla maternità surrogata
Il Papa ha definito “deprecabile” la pratica della cosiddetta maternità surrogata, “che lede gravemente la dignità della donna e del figlio. Essa è fondata sullo sfruttamento di una situazione di necessità materiale della madre. Un bambino è sempre un dono e mai l’oggetto di un contratto. Auspico – ha detto il Papa – un impegno della Comunità internazionale per proibire a livello universale tale pratica”. Bergoglio ha anche criticato la “teoria del gender”, “pericolosissima perché cancella le differenze nella pretesa di rendere tutti uguali”.
Clima, il passo avanti di Dubai
Francesco ha espresso la sua soddisfazione per il documento finale alla COP28 di Dubai, che “rappresenta un passo incoraggiante – ha detto – e rivela che, di fronte alle tante crisi che stiamo vivendo, vi è la possibilità di rivitalizzare il multilateralismo attraverso la gestione della questione climatica globale, in un mondo in cui i problemi ambientali, sociali e politici sono strettamente connessi”. Francesco ha auspicato che quanto stabilito a Dubai “porti a una decisa accelerazione della transizione ecologica”.
Nicaragua senza pace
In un discorso nel quale ha toccato le diverse aree di crisi nel globo, dalla Siria al conflitto tra Armania e Azerbaijan, dai tanti scenari di crisi e violenza in Africa, a partire dal Sudan, alla deforestazione dell’Amazzonia, il Papa ha speso parole particolarmente preoccupate per la situazione in Nicaragua, “una crisi – ha detto – che si protrae nel tempo con dolorose conseguenze per tutta la società nicaraguense, in particolare per la Chiesa Cattolica. La Santa Sede non cessa di invitare ad un dialogo diplomatico rispettoso per il bene dei cattolici e dell’intera popolazione”. Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando il Giubileo del 2025, ricordando che “nella tradizione giudeo-cristiana il Giubileo è un tempo di grazia in cui sperimentare la misericordia di Dio e il dono della sua pace”: “Forse oggi più che mai abbiamo bisogno dell’anno giubilare", ha detto Francesco.